Metrica: interrogazione
30 sineresi in Gl'inganni felici Venezia, Nicolini, 1696  (recitativo) 
sfumar d’aure sabee nembi odorosi
col feroce Achelao lottare Alcide.
Vieni a goder del premio, eroe sovrano.
                                                Eroe che vince (Lo abbracci)
mi dee por d’Agarista. A la tua fede
                                (O mia
Di una linea ho stupor che qui si stende.
                              Da queste linee chiaro
ch’esser dovea de la troiana gente
la conocchia trattava e torcea ’l fuso.
                                 Ma troppo osasti.
             «Viltà e timor dovean frenarti».
Ben del chiesto imeneo, che a me sarebbe
che tu fossi, credea, l’idolo mio.
                                         Sono tradita.
te del suo letto avea chiamato a parte
nascer ti dee da così dolce inganno.
dee decider la lite e non il brando. (Si asside)
sian fomento a l’orrore, o che lo spirto
che quel ceffo di spia non mi piacea.
ma tal non ti volea. Ditemi, o cieli,
da corteccie sabee succhi ed incensi,
che tradita l’avea, l’orme infedeli.

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