Presentazione
Il celebre Apostolo Zeno, in Arcadia Emaro Simbolio, si dedica al dramma per musica dal 1695 a Venezia, talora in collaborazione con Pietro Pariati, e assume la carica di poeta cesareo a Vienna nel 1718, mantenendola fino al 1729, quando gli succede Metastasio che lo sostituisce dal 1730. Durante questa lunga militanza teatrale, che si protrae fino al 1734, Zeno scrive una cinquantina di pièces che godono di una fortuna sterminata e duratura, vengono musicate dozzine di volte e incontrano ben presto le note di Alessandro Scarlatti alias Terpandro Politeio, di Caldara, di Albinoni, di Händel, di Hasse o di Vivaldi. E dopo la morte del poeta sopravvivono fino agli anni '90 del XVIII secolo, più o meno adattate nelle partiture di Galuppi, Paisiello o Cherubini, senza contare la Nitocri del 1722, ripresa anche nel 1824, dopo la rivoluzione francese, l'età napoleonica e i primi moti liberali, con la nuova intonazione di Saverio Mercadante.
Non esiste ancora una stampa moderna dei testi per musica di Apostolo Zeno, pubblicati quasi integralmente a Venezia nel 1744 da Gasparo Gozzi e da Giambattista Pasquali che dichiarano di aver raccolto i libretti forniti dall'autore stesso (Gozzi, A' lettori, in Pasquali, IV, p. III; Pasquali, A chi legge, ivi, I, p. 3 n.n.). Ma grazie alla fattiva collaborazione tra l'Università di Padova e quella di Vienna, è in corso l'edizione critica, a cura di Adriana De Feo, Alfred Noe e Silvia Urbani, prevista per il 2019 per i tipi di Böhlau.
Inoltre nel caso di Apostolo Zeno, si verifica un evento più unico che raro per la produzione librettistica del Settecento: di recente sono state rivalutate e prese in considerazione le stesure manoscritte del poeta, conservate in I-Vnm e talora piene di ripensamenti o di varianti d'autore (cfr. Giovanni Polin, Nell'officina del librettista: autografi zeniani alla Biblioteca Marciana di Venezia, in Atti del convegno internazionale di studi «Apologhi morali: i drammi per musica di Apostolo Zeno», a cura di Gaetano Pitarresi, Reggio Calabria, Conservatorio di musica Francesco Cilea, 2018, pp. 267-328). Si tratta di abbozzi non finiti, in parte realizzati e in parte rimasti allo stadio di scenario (Caio Mario in Minturno, Antiochide), oppure di copie manoscritte di libretti, corretti in vista di una ripresa come Venceslao, o ancora di testi a stampa con note di regia in cui Zeno aggiunge di suo pugno i movimenti dei personaggi e delle comparse (per esempio Lucio Papirio dittatore).
Perciò questo progetto intende mettere a confronto, mediante un apposito programma (Synopsis), le diverse redazioni d’autore: i manoscritti marciani, le principes, gli eventuali rifacimenti curati dallo stesso Zeno e l’edizione Pasquali.
A.L.B.