Metrica: interrogazione
561 settenari (recitativo) in Enone L., Vienna, van Ghelen, 1729 
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degno è il suo error. La scure
la mia salvezza. Ah! Guarda,
Quanto, ahi ! quanto fien brevi
dal tuo amore il tuo sangue:
Ella è amante; ella è moglie:
fosse... No. Taccia il labbro
vincer può ogni altro affetto:
Né v'ha, chi a' suoi non renda
Paride, a me qui venga. (Parte una delle guardie reali)
Vorrei... Ma che?... Non so...
non son gli altrui spergiuri.
altro vedi, altro scegli (Mostrandole Cleone)
basto a perderlo... O dèi! (Vedutosi nel rivoltarsi, vicino Paride, vuol fuggirsene: ma vien fermata da lui)
mi trovi e poi m'uccida. (Enone piange)
il tuo sangue e il mio pianto;
quegli è tuo sangue e meglio
de' tuoi crucci il più fiero.
In Paride tu l'hai.        .
Ma dopo la promessa (A Priamo)
Del tuo venir si sparse (A Priamo)
Deh! Posto avessi in opra (Ad Eurialo)
più non mi uscì del labbro:
Sposa... amor mio... che gioia!

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