Metrica: interrogazione
548 settenari (recitativo) in Mitridate L., Vienna, van Ghelen, 1728 
   Crudele! Ubbidirò; (Dopo aver pensato alquanto)
«Guardati; questo è amore»,
Vi applaudo e 'l voglio; e alora
                    Da la lunga
gli è indifferente o abbietto.
                   Ecco i fatali
più che ogni altro. Oprar tutto
Tremino di un tuo pianto (Fiero)
                            Assolvi
                            Ubbidisci... (Farnace vuol replicare e Mitridate nol lascia)
         Farnace sedotto
Prence, non ostinarti. (Piano a Farnace)
de' miei danni è 'l più greve,
                   «Regio patto. (Gordio spiega e legge il patto dell’alleanza)
                       (Io non ho pace). (A parte. Incamminandosi tutti per entrare nel tempio, si arrestano in vedendo Dorilao frettoloso che verso loro sen viene con la spada in mano)
                             Ei seco
                               Avesse
                        Di', segui.
sì rei pensier. Ti abbraccio (S’inginocchia)
trionfo a' tuoi nemici. (S’ode in lontano suono di timpani e trombe)
nel suo campo temesse. (Si avanza verso Farnace)
Padre, e signor... (Andandogli incontro)
                                  Quai nomi
tolgasi da la terra. (Veduta Aristia uscir della tenda, va furioso verso di lei)
                                Moglie,
                         Ostaggio
                     Re del Ponto,
                         Che temi?
Aristia.. Ahimè!... Che narri?...
              Seguirti a forza
                              Iniquo!
                        La minore
                       Per Farnace
                           Mi torni
                             Il mondo
                             Segrete
                         Se 'l fossi,
               Risparmia affanni
Quando in più grato ufficio, (Correndo verso Farnace)
giù da coteste braccia, (Levandogli e gittando poi la catena)
l'onor... (Vuol presentare a Farnace la spada e Apamea gliela leva di mano)
                 No. A me l'onore
ecco il pronubo anello (Gli dà l’anello di Mitridate)
che il mio... Vien chi l'accese.
                            È questo
                   Vedrai ben tosto
Attendi. A la regina, (In lontano ad Ostane)
del pegno a te commesso. (Ostane vuol fermar Gordio; ma questi si avanza verso Ladice e le parla all’orecchio presente Apamea)
                        Timore
                                 È pregio
                  Pietà. Sedotta
                                  Ahi lassa!
Ai preghi di Ladice, (Si avanza verso di loro).
suon ne accompagni e canto. (Farnace prende la ghirlanda e la mette intorno il vaso; lo presenta di poi a Mitridate che lo versa nella tazza)
a l'amabile sposa. (Farnace cavasi di dito l’anello datogli da Mitridate e lo pone nella tazza che poi da lui vien presentata ad Aristia)
                                  Che dici? (A Ladice)
Mia diletta germana. (Si abbracciano)

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