Metrica: interrogazione
62 ottonari in Imeneo L., Vienna, Ghelen, 1727 
   È viltà, quando un gran bene
non tentar di uscir di pene
   Se il disio cosi sortisce,
sempre è tempo di soffrir.
   Fiero amor, che almen nascendo
sei piacer d'ogni alma amante,
sol per me dal primo instante
   E d'alor le vie chiudendo
di speranza al mesto affetto,
hai per gloria e per diletto
   Con beltà, per farsi amar,
credi a me, non giova usar
fiera voce, aspro sembiante,
   Soffrir lungo, salda fé,
sinché un dì la renda amante
   Potevate, avversi dei,
che un'agnella ed un pastor.
   Dille sol che quel sospiro
   Per noi belle è un gran diletto
di un amante, che è negletto,
sinché giova al nostro amor.
   Quando poi le sue querele
senza pro ne son di affanno,
   Tante il mar non ha tempeste,
nubi il cielo, fere il bosco,
quanti l'uom mostri e tiranni.
   Tu, amor, sei che fai gentili
   Così il sol purga ed affina
quale in gemma e quale in oro.
   Qual piacer dopo aspre pene
sia abbracciar l'amato bene,

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