Metrica: interrogazione
93 ottonari in Venceslao Genova, Franchelli, 1717 
   Abbiam vinto, amico regno
n'è tuo frutto e gloria e pace.
   Il fellon superbo e fiero
cadde estinto, in suol straniero
   Ama sì ma sempre chiara
   Notte amica degli amanti,
   io t'aspetto col diletto
con che aspetta ogni augelletto
   Per saper s'io sono amante
   Coi lor guardi afflitti e mesti
   Non m'è caro amar penando
   D'ire armato il braccio forte
   Duolmi sol che il fier rivale
   Cara parte di quest'alma,
                             All'armi, all'armi.
   Traditore, più che amore
brami piaghe e vuoi svenarmi?
   Son regina e son tradita,
   Nel tuo figlio è la mia sorte
  Tal del figlio il cieco orgoglio
   Oggi, o patria, irato cielo
   Da te parto e parto afflitto,
   Ma poi tacqui il dolce nome,
che più aggrava il mio delitto
   Sento già che il mesto core
   così doppo il fosco orrore
più tranquillo scherza il mare
   Sento al cuor un duol vorace
   Al tuo sposo io sarò fido,
   Pria l'uccida il suo dolore
   Cinto il cor di bell'ardire
   Son tuo figlio e in questo core

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX 8