Metrica: interrogazione
72 settenari (pezzi chiusi) in Venceslao Parma, Rosati, 1724 
   Se devo in sen ascondere
   Eppur per non offenderti
   Se vuoi dar legge al mondo,
   Non sono gl'ostri o 'l trono
ma 'l retto esempio e 'l giusto
ciò che temuto e augusto
rende a' vassalli un re.
   Come di fronda in fronda
   S'un raggio in ciel balena
   Priva del suo compagno
   Misera, anch'io mi lagno
se non ch'un dì la sorte
   Beltà che più non piace
   Se 'l ciel in più sembianti
io perché ingiusto a tanti
   Vibrar l'acciar guerriero
   Non è per te 'l mio cor,
   Più non mi desta al cor
   Né più di fiera stella
   Spesso l'acceso affanno,
   Parto, non ho costanza
Sposa, t'abbraccio. Addio.
   Se più rimango, i' moro.
   Mio cor che mi fai dir?
   O morte o un bel contento
sia il fin del mio tormento
   Vado costante a morte,
   Pensando al suo gran duolo,
sento il mio cor men forte,
più 'l mio destin crudel.

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