Metrica: interrogazione
17 decasillabi in Venceslao Venezia, Albrizzi, 1703 
né più teme quel mar che sfuggì.
e si scorda que' lacci onde uscì.
   Sol quest'alma vicina al suo bene
   Minor pena di un'alma fedele
   Vo gustando più veri piaceri,
quella amando ed or questa beltà.
   Così l'ape i suoi favi soavi
da più fiori succhiando sen va.
   Sì sì, godi, che 'l dolce tuo sposo
potrai lieta nel seno abbracciar.
   Quella fede che diedi pietoso,
giusto ancora saprò conservar.
   Sì sì, godo, se trovo quel bene
   In me torna la gioia e la spene,
se in te amore ritorna e pietà.
   Ombre squallide, furie di amor,

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