Metrica: interrogazione
24 decasillabi in Il Teuzzone Milano, Malatesta, 1706 
   Numi eterni, gli affetti innocenti
   O se forse punir li volete
e al mio sposo crudeli non siate. (Entra nella città)
   Alma bella che vedi il mio core,
sarà eterna la fé che prometto.
Anch'estinto, re e padre diletto,
mi avrai figlio di ossequio e di amore.
   Vanne... Digli... Sì, digli ch'io tacqui
ma tacendo che 'l cor sospirò.
   Non sospiro quel regno che cedo;
ma sospiro, con labbro che tace,
quella pace che chiedo e non ho.
   E quel suono, ch'è sprone del forte,
   Vizio esulta e virtù sta languendo.
Non l'intendo ma giusto lo so.
   A la mente, che mondo e ciel regge,
né, s'è immensa, si deve dar legge
né, s'è eterna, dar biasmo si può.
   Disunirmi non può vil timore
   Questa sola dà moto al mio core
e fuor d'essa altro core non ho.

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