Metrica: interrogazione
14 decasillabi in Venceslao Verona, Merli, 1708 
né più teme quel mar che sfuggì.
e si scorda que’ lacci onde uscì.
   Sol quest’alma vicina al suo bene
   Minor pena di un’alma fedele
   Vo gustando più veri piaceri,
quella amando ed or questa beltà.
   Così l’ape i suoi favi soavi
da più fiori succhiando sen va.
   Sì sì, godi ch’il dolce tuo sposo.
Sì sì, godo ch’il dolce mio sposo.
   Quella fé, ch’ei mi diede amoroso,
mi sapesti tu giusto serbar.
Quella fede, che diedi pietoso,
giusto ancora saprò conservar.

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