Metrica: interrogazione
40 sineresi in I due dittatori L., Vienna, van Ghelen, 1726  (recitativo) 
e amor spigneami a lei, non mai veduta;
del sangue ostil, quello ne bean che scorre
E Minucio ha le sue. Reo fia di morte
e in faccia a lui del tuo trofeo sostieni
Serva al primo signor, sapea qual fosse
In Minucio, anche reo, perder un tanto
pensi il reo vincitor, l'odio avrai tutto
In faccia al campo io non dovea tal dirmi. (A Valerio)
attender nol potea che dal mio labbro.
che sien degni di me, di lei, di tutti.
che sien degni di te, di lei, di tutti.
Sciorrò anch'io col tuo esempio il ferreo laccio.
che perché reo. Dare il poter supremo
                                    No; ma Minucio...
quanto avea. Senza lui nulla a me resta
Duolmene la cagion, duolmi il reo caso
reo più che i Giuni e più che i Manli...
                                                                      In Manlio (Rivolgendosi con un poco d’impeto)
e la legge oggi il reo chiede a la pena.
guerriero amante eroe, temer non posso
a quei che ne scendean dispersi e vinti,
le vaste idee de' suoi consigli. È tempo
quel bene ancor che ne parea più lunge.
Sapealo il mio; ma si fe' forza e tacque.
Innocente è 'l voler, se reo l'effetto.
Che modestia in eroe dopo il trionfo!

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