Metrica: interrogazione
32 sineresi in Venceslao Verona, Merli, 1708  (recitativo) 
Venceslao sempre invitto,
non dee lasciarmi ingrato.
che un reo vassallo arma di un re lo sdegno
                                        Lo sa ’l tuo core.
meritar ben dovea miglior mercede.
non v’è cui nota, o Venceslao, non sia,
son reo. Lascia che almeno
Voglio esser reo né posso.
purgai quanto d’impuro avea ne l’alma.
Io mi credea che di Erenice al nodo
Così Ernando, così dee sol morire.
coglier dovea; l’ora vicina e d’ombre
                                      Quando tu ’l sappia,
                        Ma reo.
                                         Natura offendi,
                                               (O dei! Che pensa?)
Volea morto il rival, ne ha colpa amore.
la sorte mia? Dovea morire...
                                                      Eh lascia
Più Venceslao, più genitor non sono.
                            E senza
Sarò più reo, perché tu sii più giusto.
non reo ma generoso. Un cor vi porta
vivrò più reo? Dovrò la vita al vostro
non mai figlio rubel, non reo vassallo.
il popolo ti acclama, io reo ti danno
destinate per me, sieno tue glorie.

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