Metrica: interrogazione
31 sineresi in Venceslao Bologna, Pisarri, 1708  (recitativo) 
non dee lasciarmi ingrato.
ch’un reo vassallo arma d’un re lo sdegno
                                        Lo sa il tuo core.
meritar ben dovea miglior mercede.
non v’è cui nota, o Venceslao, non sia
che mancano a chi è reo forti difese,
m’unirà pure un imeneo felice.
purgai quanto d’impuro avea ne l’alma.
Così Ernando, così dee sol morire.
amar potea l’un de’ tuoi figli?
                                                       Amore
aver dovea. L’ora vicina e d’ombre
                                      Quando tu ’l sappia,
                        Ma reo.
                                         Natura offendi,
la sorte mia? Dovea morire...
                                                      Eh lascia
che dee passar nel sen del figlio, ha prima
                                Parmi
                                  Al sol pensarvi io tremo,
Più Venceslao, più genitor non sono.
                            E senza
Sarò più reo, perché tu sii più giusto.
non reo ma generoso. Un cor vi porta
vivrò più reo? Dovrò la vita al vostro
non mai figlio rubel, non reo vassallo.
il popolo ti acclama. Io reo ti danno

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