Metrica: interrogazione
29 sineresi in Gl'inganni felici L., Venezia, Nicolini, 1696  (recitativo) 
                                                Eroe che vince (Lo abbracci)
                                (O mia
Di una linea ho stupor che qui si stende.
                              Da queste linee chiaro
                                 Ma troppo osasti.
             «Viltà e timor dovean frenarti».
Ben del chiesto imeneo, che a me sarebbe
che tu fossi, credea, l'idolo mio.
                                         Sono tradita.
te del suo letto avea chiamato a parte
nascer ti dee da così dolce inganno.
dee decider la lite e non il brando. (Si asside)
sian fomento a l'orrore, o che lo spirto
che quel ceffo di spia non mi piacea.
ma tal non ti volea. Ditemi, o cieli,
da corteccie sabee succhi ed incensi,
che tradita l'avea, l'orme infedeli.

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX 8