Metrica: interrogazione
44 dieresi in Venceslao Napoli, Muzio, 1714  (recitativo) 
                          Appunto.
A te. A te. Così m’impose il dirti
che mia pena ora sia il suo rigore.
tu sei troppo arrabbiata e non t’adulo,
                                    (Io non ho niente).
che dir dovrei, perché hai tu attestato
Se in Lituania amor le promettesti.
Non sia contro il mio amor, chiedi, avrai.
Perché l’ami, ciò vuoi?
                                           Io no, lo bramo
                                       Un po’ bel bello.
e chi di voi vittoriosa resta,
che nessun di noi due abbia la morte.
A noi. (Incominciano la lotta e nessun cade)
               Hai gran fortezza.
che in altro caso io non lo movevo.
Più non resisterai a questo braccio.
sin dal ciel lituan teco traesti?
le lituane spade empier di stragi
(Il malan che mi dia). È vero, è vero. (La saluta)
Non so. Un certo giovin forastiero
                                  In mezzo al petto.
                               Sette. (Posa il candeliero in terra)
alla voce sottile e alla gonna (Con voce finta)
Se dunque esser degg’io il tuo marito,
No, con la tua pietà io non m’assolvo.
                             Oh dei!
                                              Che avvenne?
                                                                          Il prence...
                                (Ancor non lo comprendo).

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