Sesostri re di Egitto (Zeno e Pariati), Venezia, Rossetti, 1709
Cura del testo: Anna Laura Bellina
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SCENA III
CANOPO e li suddetti
AMASI
Che mai vegg’io? Quegli è Canopo.
CANOPO
Ah! Sire,
970
pur mi esaudir gli dei. Pur mi è concesso
l’onor di rivederti.
AMASI
(È desso, è desso).
ARTENICE
(Dubbia qui ascolto).
AMASI
O mio fedel, tu vivi?
Tu vivi alor che morto io ti compiansi?
CANOPO
Tal mi credé chi sul mattino immerse
975
la spada scellerata in queste vene.
AMASI
Chi tant’osò?
CANOPO
La stessa man, la stessa
che il tuo gran figlio iniquamente uccise.
AMASI
Mio figlio?
ARTENICE
Osiri?
CANOPO
Appunto.
AMASI
Oggi lo strinsi in Menfi.
CANOPO
980
Oggi nel bosco ei fu trafitto. Io ’l vidi
cadere; e ’l suo pur vidi
fiero uccisor volger ver Menfi il passo.
AMASI
Son tradito o deluso.
ARTENICE
(Io son di sasso).
AMASI
Guardie, a me ’l prence.
(Parte una guardia)