Flavio Anicio Olibrio (Zeno e Pariati), Venezia, Rossetti, 1707
Cura del testo: Anna Laura Bellina
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SCENA XIII
TEODELINDA
TEODELINDA
Udisti, Teodelinda?
Affetti miei, che risolvete? Olibrio
de la rivale a canto
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godrà furtivo e tacerò? Se parlo,
eccoti esposto, o caro,
di Ricimero a l’ire.
Ma che? Soffrir degg’io
che tu fugga di Roma
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con la rival felice? O che tu sveni
il german vincitor? No no, si parli.
E ’l tuo periglio? Io ti sarò ne’ mali
non inutil riparo.
Ti tradirò ma per salvarti, o caro.