Metrica: interrogazione
31 sineresi in Scipione nelle Spagne Vienna, van Ghelen, 1722  (recitativo) 
(In sen di donna ha cor di eroe). Qual sia,
né in te sento l’eroe, sento l’amante.
piacia lo sposo; e d’imeneo la face
non ti togliea. Ne l’ostil campo ancora
potea far nuovi amanti il tuo bel viso;
che dee la strada al cor pudico aprirsi,
reo de l’altrui perfidia anch’ei si rende.
                                     (Virtù funesta!)
È ver. Perdona. Avea perduto Elvira.
                                            Soffrilo; e ascolta.
                                                        Più tosto
nota d’alma plebea, me non ingombri.
doveasi armar contra il mio core istesso
l’alto imeneo di un cavalier romano.
Non è facil trofeo la morte mia. (Si battono)
quale egli siasi. Io farò sì che resti
                                        Almeno in essa
degno trofeo. N’abbia la gloria Elvira.
ma rea di tue sciagure. Odiala. È giusto.
forza non fia che il reo nemico invole;
solo a l’idea ne inorridisco e fremo.
l’aquile del Tarpeo. Suonan le trombe.
ch’esser dee tuo periglio e mia salvezza,
                         Tu ne hai la fé.
                                                      Tu il core.
l’Iberia applauda e l’imeneo si onori.

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