Metrica: interrogazione
31 sineresi in Venceslao Genova, Franchelli, 1717  (recitativo) 
ch’un reo vassallo arma d’un re lo sdegno
                                        Lo sa il tuo core.
non v’è cui nota, o Venceslao, non sia
che mancano a chi è reo forti difese,
m’unirà pure un imeneo felice.
purgai quanto d’impuro avea ne l’alma.
attender non potea Lucinda amante.
io moria per dolor de la tua morte.
Così Ernando, così dee sol morire.
amar potea l’un de’ tuoi figli?
                                                       Amore
aver dovea; l’ora vicina e d’ombre
                                      Quando tu ’l sappia,
                        Ma reo.
                                         Natura offendi,
                                                    Eh, lascia
che dee passar nel sen del figlio ha prima
                                Parmi
                                  Al sol pensarvi io tremo,
Più Venceslao, più genitor non sono.
                            E senza
Sarò più reo, perché tu sii più giusto.
non reo ma generoso. Un cuor vi porta
vivrò più reo? Dovrò la vita al vostro
non mai figlio rubel, non reo vassallo.
il popolo ti acclama. Io reo ti danno

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