Venceslao, Praga, Wickhatt, 1725

Cura del testo: Silvia Urbani
 SCENA IX
 
 CASIMIRO ed ERENICE
 
 CASIMIRO
 Mia cara.
 ERENICE
                     Prence, anche per te sia questo
 l’ultimo addio che da Erenice or prendi.
 CASIMIRO
 Come?
 ERENICE
                 L’amor d’Ernando
 grave offesa è al tuo grado.
250L’amor di Casimiro
 più grave offesa è all’onor mio.
 CASIMIRO
                                                          Perché?
 ERENICE
 Erenice è vassalla e tu sei re.
 CASIMIRO
 Tua beltade ha l’impero
 sul cor di Casimiro.
 ERENICE
                                       Il mio divieto
255dunque ti sia commando.
 CASIMIRO
                                                 E questo è il solo,
 cui ubbidir non posso.
 ERENICE
 Che dunque brami?
 CASIMIRO
                                        Amore.
 ERENICE
 Questo è ’l tuo sol desio
 cui né ubbidir né compiacer poss’io.
 
260   Non amarmi, non pregarmi.
 So che inganni, non ti amerò.
 
    Usa lusinghe e vezzi,
 tenta minaccie e sprezzi,
 alma per te non ho.