Venceslao, Verona, Merli, 1708

 VENCESLAO
 
    Drama per musica da recitarsi nel teatro di Verona, l’anno 1708, consacrato a sua eccellenza signor Alvise Foscarini, podestà e vicecapitanio di Verona.
    In Verona, 1708, per li fratelli Merli, con licenza de’ superiori.
 
 Eccellenza,
    siamo in impegno di ringraziare la saggia providenza della Republica che, non lasciando senza il suo nume tutelare questa nostra patria, ha mandata in questi giorni anche a noi una nuova grazia di poter provedere d’un gran protettore la nostra servitù. Le rare prerogative dell’eccellenza vostra, che si sono fatte sentire anche lunge da questo cielo, ormai hanno insegnata alla felicità l’arte cara di rittrarsi sul volto di tutti i cittadini e stabilirsi nel cuore di tutti i popoli. Questa fortuna è toccata anche a noi per esservi sudditi; ma, stimolati da un interesse ossequioso, cerchiamo d’essere più degli altri fortunati, tracciando di guadagnar con usura il vantaggio d’essere e felici e protetti. La speranza, che per lo più è lo stipendio de’ desiderii e la dolce lusinga de’ pensieri, opera in noi con tanto di forza che diventa certezza. Per questo ci facciam animo di presentare all’eccellenza vostra il drama presente che, portando in fronte il nome d’un re saviamente geloso dell’onore della giustizia, siam certi che sarà aggradito da quell’anima grande che avete in petto, cui tutte le savie virtù, non sono virtù ma costumi. S’ella è così, non bramiam di vantaggio, l’intento è compiuto; eccoci felici nella felicità universale di tutti; ed eccoci fortunati nella protezzione particolare per noi, che ci resta protestare le nostre umigliazioni e bacciar con rispetto quel manto che s’accontenta d’accogliere sotto l’ombra autorevole la nostra offerta ed inchinandoci col più profondo dell’ossequio far sapere anche con ambizione che abbiamo avuta la gloria di poterci soscrivere di vostra eccellenza umilissimi devotissimi e ossequiosissimi servitori.
 
    Gli compartecipi
 
 ARGOMENTO
    Venceslao, re di Polonia, ebbe due figliuoli, Casimiro e Alessandro; il primo di genio altiero, feroce e lascivo, il secondo di temperamento dolce e moderato. Tutti e due s’invaghirono di Erenice, principessa del sangue, discendente dagli antichi re di Polonia ma con intenzione molto diversa. Casimiro l’amò per goderla, Alessandro per isposarla. Quegli non ebbe riguardo di render publico a tutta la corte il suo amore; e questi, conosciuto il genio violento di suo fratello, ad ogn’altro nascose il suo, fuorché all’amata Erenice e all’amico Ernando, generale e favorito del re; anzi, perché temeva della feroccia di Casimiro, pregò l’amico a fingersi appassionato per Erenice, affinché col di lui mezzo potesse più sicuramente parlare della sua passione alla principessa. Tanto fece per impegno di amicizia Ernando, quantunque poscia gli costasse caro l’impegno per l’amore che in lui si accese verso alla stessa Erenice. Riuscì la cosa di tal maniera che Casimiro credé che gli fosse rival nell’amore il generale, non il fratello; e da questa sua ingannevol credenza nasce l’intreccio principale del drama. La morte di Alessandro seguita per man del fratello, l’accusa di Erenice, la condanna e la coronazione di Casimiro nella forma che si rappresentano sono azioni tratte dalla stessa fonte, da cui ne trassi il suggetto. Gli amori di Casimiro con Lucinda, granduchessa di Lituania (grado che per degni riguardi mi è convenuto mutare in quel di regina) sono di mera invenzione.
 
 ATTORI
 
 VENCESLAO re di Polonia
 (il signor Antonio Restorini)
 CASIMIRO suo figliuolo
 (il signor Andrea Pasini)
 ALESSANDRO altro suo figliuolo
 (il signor Giacomo Camerli)
 LUCINDA regina di Lituania
 (la signora Teresa Muzzi)
 ERNANDO generale e favorito di Venceslao
 (il signor Antonio Bernacchi)
 ERENICE principessa polacca, discendente dagli antichi re di Polonia
 (la signora Rosa Ongarelli)
 GISMONDO capitano delle guardie, confidente di Casimiro
 (il signor Giuseppe Strada)
 FLORO confidente di Lucinda
 (la signora Diana Vico)
 
    La scena è in Cracovia. La musica è del signor Carlo Polaroli.
 
 MUTAZIONI DI SCENE
 
    Piazza Real di Cracovia con archi trionfali; giardino con fontana; anfiteatro per gli spettacoli; loggie; steccato; camera; viale di verdura; torre con prigione; sala di regie nozze; galleria di statue; luogo magnifico con trono.