L’Engelberta (Zeno e Pariati), Milano, Ghisolfi, 1708

 SCENA IX
 
 METILDE e li sudetti
 
 METILDE
 A’ cenni tuoi.
 LODOVICO
                            Metilde, io so qual fiamma
 strugga il tuo cor. Non arrossir. Bonoso
 de le tue brame è nobil meta e degna.
 METILDE
905Applauso tal de’ miei affetti è gloria.
 LODOVICO
 Facile impresa e giusta
 qui gli confido e la tua man li giuro.
 Tu affretta il suo valore. Usa un consiglio
 che può far te felice e lui contento.
910So ch’è facondo amor. Tu qui l’ascolta. (A Metilde)
 Servi al mio cenno e insieme (A Bonoso)
 servi al cor di Metilde e a la tua speme.
 
    Pronto il core mai non niega
 a l’oggetto suo diletto
915chi ben arde e chi ben ama.
 
    La bellezza che si apprezza
 sforza l’alme, alor che priega,
 e comanda, alor che brama.
 
 
 
 

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