L’Engelberta (Zeno e Pariati), Milano, Ghisolfi, 1708

 SCENA IV
 
 LODOVICO ed ENGELBERTA
 
 LODOVICO
455(Cauto ascondo lo sdegno).
 ENGELBERTA
 Sposo, siam soli. In libertà poss’io
 d’una ria lontananza a te, mio bene,
 vantar le acerbe pene?
 LODOVICO
 Han le pene amorose in cor di donna
460così lungo soggiorno?
 ENGELBERTA
 Sì, s’ella è moglie e moglie augusta.
 LODOVICO
                                                                  Il soglio
 non fa un’alma fedel.
 ENGELBERTA
                                         La fa il dovere.
 LODOVICO
 Sensi di gran virtù. (Con ironia)
 ENGELBERTA
                                       Son di Engelberta,
 di Engelberta che pianse,
465te lontan, le sue gioie.
 LODOVICO
 So, me lontan, quanto penasti amante.
 ENGELBERTA
 Miei furo i tuoi disaggi,
 le fatiche, i perigli ed or son miei
 tutti i trionfi tuoi.
 LODOVICO
                                    Fida consorte!
 ENGELBERTA
470Fede ugual fosse in te; ma quel sembiante
 di incostanza ti accusa.
 LODOVICO
 (Scaltro pensier). Quai furo
 gli uffici tuoi, finch’io pugnai fra l’armi?
 ENGELBERTA
 (Qual favellar!) Doppo il mio amor, le cure
475pubbliche dell’impero e ’l fido Ernesto...
 LODOVICO
 Ernesto?
 ENGELBERTA
                    Ei del tuo scettro
 degno sostenne ognor le veci. Ernesto....
 LODOVICO
 Taci; su le tue labbra
 è reità il suo nome.
 ENGELBERTA
480(Seppe il suo ardir).
 LODOVICO
                                        L’indegna fiamma e ’l vile
 disio mi è noto e già la pena è pronta.
 ENGELBERTA
 (Il seppe). Un cieco error talvolta al grado
 del reo si dona.
 LODOVICO
                               Anzi si accresce al reo
 con il grado la colpa.
 ENGELBERTA
485Colpa, che fu segreta, è assai men grave.
 LODOVICO
 È pubblico l’error, se offende un soglio.
 ENGELBERTA
 Ma chi l’accusa?
 LODOVICO
                                 Il testimon di un foglio.
 ENGELBERTA
 (Tutto è palese). Al cieco ardir si oppose
 una salda costanza.
 LODOVICO
490Fasto d’altrui virtude.
 ENGELBERTA
 Pentimento sincero assolve i falli.
 LODOVICO
 Il non poter fallir non è un pentirsi.
 ENGELBERTA
 Spera pietade un cor che a te fu caro.
 LODOVICO
 Perché caro mi fu, più reo lo trovo.
 ENGELBERTA
495Alfine ei non peccò.
 LODOVICO
                                       Peccar volea.
 ENGELBERTA
 E un desio punirai?
 LODOVICO
                                       Ne’ grandi eccessi
 è dovuta la pena anche a l’idea.
 ENGELBERTA
 (Cieco Ernesto!)
 LODOVICO
                                 (Empia donna!)
 ENGELBERTA
                                                                 Ah! Lodovico,
 vinca la tua pietà.
 LODOVICO
                                   Senti, Engelberta,
500(simuliamo la colpa,
 per maturar la pena) i voti miei
 pubblicare il destin di chi mi offese
 incerti ancor non sanno.
 Per ora io non l’assolvo e nol condanno.
 ENGELBERTA
505Ma intanto a l’amor mio,
 a la mia fé nulla rispondi?
 LODOVICO
                                                  (Indegna,
 si confessa infedele e vanta fede?)
 ENGELBERTA
 Taci ancora? Ah! Tu riedi
 con altre fiamme in seno.
 LODOVICO
                                                 (Odi l’iniqua,
510mi tradisce, lo afferma e pur mi accusa).
 ENGELBERTA
 Va’. Sdegnoso ti fingi e sotto l’ira
 l’incostanza nascondi, anima ingrata.
 Già m’è noto il tuo core.
 LODOVICO
                                              (O scelerata!)
 ENGELBERTA
 
    Io sospiro e non mi ascolti;
515io ti miro e non mi guardi;
 ma t’intendo ancor tacendo;
 un infedel tu sei, tu più non m’ami.
 
    Più per me, crudel, non ardi.
 I miei nodi hai già disciolti.
520Altra fiamma hai nel seno, altri legami.
 
 
 
 

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