Flavio Anicio Olibrio (Zeno e Pariati), Venezia, Rossetti, 1707

 SCENA XII
 
 OLIBRIO e FEDELE
 
 FEDELE
380Principe, andiam; che indugi?
 OLIBRIO
 Preda di Ricimero
 lasciar potrei senza viltà chi adoro?
 Sieguimi.
 FEDELE
                      Ove?
 OLIBRIO
                                   Celarmi
 ne le stanze più interne
385vo’ di Placidia.
 FEDELE
                              Ed ivi?
 OLIBRIO
 Le sarò scudo. In barbaro regnante
 temo il furor di un vilipeso amante.
 FEDELE
 Placidia offendi con l’indugio; e sei...
 OLIBRIO
 Misero son. Ch’altro far posso? O dei!
 
390   Parto? Nol vuole amor.
 Resto? Mel vieta onor.
 Che fo? Nol so.
 
    Se parto, ov’è la fé?
 Se resto, il cor dov’è?
395Penando sto così
 tra un sì, tra un no.
 
 
 
 

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