Sirita, Vienna, van Ghelen, 1719

 SCENA XII
 
 ALINDA, IROLDO e li suddetti
 
 IROLDO
 Vien più lieta a incontrar la tua fortuna (Piano ad Alinda)
 che l’estinte speranze in me ravviva.
 ALINDA
 Si trovano i naufragi anche nel porto. (Piano ad Iroldo)
1435Mira il mio scoglio. (Mostrandogli Sirita)
 SIRITA
                                       Alinda,
 hai rossor, me ne avveggo,
 d’esserti meco infinta
 di amor nemica. Io ti credea più forte;
 ma perdono al tuo inganno
1440e ministra qui vengo a’ tuoi sponsali.
 ALINDA
 Di marital legame
 non è amor che m’invogli.
 Per liberarti da importuno amante
 feci forza a me stessa.
 SIRITA
1445Piacemi tua pietà. Ma che si tarda?
 Sta sul finir la face. Al nodo, al nodo. (A Romilda)
 ROMILDA
 A le danze, a le danze. Ai canti, ai canti. (Escono altri popoli festeggianti, in abito di varie nazioni)
 CORO
 
    Non si stenda a un popol solo
 il piacer che l’alme inonda.
 
1450   Gloria e amor da polo a polo
 e lo porti e lo diffonda.
 
 DUE DEL CORO
 
    In applauso a sì bel nodo
 stuolo vien dal Tebro invitto.
 
 DUE ALGRI
 
    Asia dice: «Anch’io ne godo»;
1455«Ed anch’io» l’adusto Egitto.
 
 SIRITA
 Poco resta a la fiamma (A Romilda)
 e di ardore e di vita. Al nodo, al nodo.
 ROMILDA
 A le danze, a le danze. Ai canti, ai canti. (Accompagnando il ballo)
 CORO
 
    Coppia diletta e fida,
1460a voi propizio arrida
 dolce imeneo,
 soave amor.
 
 IROLDO e ROMILDA
 
    Né stanchi i vostri cori
 né turbi i vostri ardori
1465lungo piacere,
 freddo timor.
 
 CORO
 
    Fiamma sì bella e chiara
 sempre vi sia più cara
 né la consumi
1470tempo o rancor.
 
 PARE DEL CORO
 
    Serva a costante affetto
 di mantice il diletto
 e sia più fido
 contento cor.
 
 CORO
 
1475   Coppia diletta e fida,
 a voi propizio arrida
 dolce imeneo,
 soave amor.
 
 SIRITA
 Già su l’estreme dita
1480la facella divampa. E ancor si tarda?
 Dolor non mi permette il sostenerla,
 non costanza il lasciarla.
 Ah! Romilda, Romilda!
 OTTARO
                                             In suo soccorso (Piano a Romilda)
 vado...
 ROMILDA
                Fermati e attendi. (Piano ad Ottaro)
 SIRITA
                                                   Arde la destra,
1485se non getto la face;
 e se la getto, ogni mia gloria è spenta.
 Romilda... Amiche... Ah! S’io non mi ho pietade,
 altrui la chieggo invano. (Sta alquanto pensosa)
 Purché splenda mia gloria, arda la mano.
 ROMILDA
1490(O protervia!)
 IROLDO
                             (O costanza!)
 OTTARO
                                                        (Io con lei peno).
 ALINDA
 (Palpita l’alma in seno).
 SIRITA
 E in sì grave mio affanno
 Ottaro non mi aita?
 Ottaro già in amarmi a me sì fido?
1495Ah! Ch’egli fiso pende
 dal sembiante di Alinda e non mi osserva.
 Più a l’ardor non resisto
 e meno a gelosia. (Alzando gli occhi s’incontra in quelli di Ottaro che mai non la lasciava di vista e, appressandosele velocemente, le getta di mano la facella)
 OTTARO
 A me giunse quel guardo e tu sei mia. (Sirita abbassa gli occhi e sta alquanto pensosa)
 ALINDA, IROLDO
1500(Guardo per me funesto!)
 ROMILDA
                                                  Ottaro, hai vinto.
 SIRITA
 Hai vinto, sì, son tua. Pria del mio sguardo
 a te corse il mio core,
 dovuto a la tua fede e al tuo valore.
 Non le nozze di Alinda e de la destra
1505l’ardor non ti rinfaccio. Io ben conobbi
 l’arti d’industre amor; ma ceder tosto
 non era gloria mia. Penai con lode
 e insieme vendicai frode con frode. (Verso Alinda)
 OTTARO
 Cari soavi accenti!
 ALINDA
                                     (Oh! La rubella,
1510la nemica di amor come favella!)
 OTTARO
 
    Sei pur mia, tanto più cara...
 
 SIRITA
 
 Sì, son tua, tanto più caro...
 
 a due
 
 Quanto più penai per te,
 
    Non mi unisce a te consorte
1515altrui legge o cieca sorte
 ma virtude, amore e fé.