Pirro, Venezia, Rossetti, 1704

Cura del testo: Silvia Urbani
 SCENA VII
 
 GLAUCIA ed ELLENIA
 
 GLAUCIA
 È possibile, o sposa...
 ELLENIA
 È possibile, o sposo...
 GLAUCIA
1365Che tu senta pietà de’ miei tormenti?
 ELLENIA
 Che tu ponga in obblio le andate offese?
 GLAUCIA
 Provasti la mia fede e le soffersi.
 ELLENIA
 Conobbi il fallo e pentimento io n’ebbi.
 GLAUCIA
 O dolce pentimento!
 ELLENIA
1370O amabile costanza!
 GLAUCIA
 Tu mi cangi in diletto anche il mio affanno.
 ELLENIA
 Tu mi fai parer gloria anche il mio inganno.
 GLAUCIA
 
    Tu ravvivi in questo petto
 più diletto e non più amor.
 
1375Io godea, per meritarti,
 di adorarti
 nel disprezzo e nel rigor.
 
 ELLENIA
 
    Dal rossor de la mia colpa
 mi discolpa il tuo goder.
 
1380   Un amor, ch’è sempre in gioia,
 divien noia.
 Qualche torto il fa piacer.
 
 Salone reale.