Pirro, Venezia, Rossetti, 1704

Cura del testo: Silvia Urbani
 SCENA IV
 
 PIRRO ed ELLENIA
 
 PIRRO
 Or sì, sdegni di Glaucia, ire d’Ismene,
 v’intendo e vi discolpo.
 ELLENIA
1285Che udii! Che vidi! Ah! Pirro,
 che fia di me? Delusa
 da te, non lo dirò, ma dal mio fato,
 raminga, in odio al padre,
 in favola a le genti, a te in disprezzo,
1290ho misera perduto ad un istante
 patria, onor, genitor, sposo ed amante.
 PIRRO
 Non disperar. Nel campo mio non manca
 ad Ellenia una reggia. Il tempo, il caso,
 la natura, l’amore,
1295ti renderan padre e consorte. Andiamo.
 ELLENIA
 
    Venir teco? Ahi! Qual consiglio?
 Se non m’ami, se’ mia pena;
 e se m’ami, mio periglio.
 
 PIRRO
 Ti arride il ciel. Viene il tuo amante.
 ELLENIA
                                                                    Glaucia?
 PIRRO
1300Colà ti ascondi; e intanto
 da regina risolvi.
 Cedi al destin. Torna ad amar chi dei.
 ELLENIA
 Giusti numi, reggete i sensi miei.