Venceslao, Cracovia, Matyaszkievvicz, 1725

 SCENA XIV
 
 ERNANDO
 
 ERNANDO
 Di così strani casi
 il fin qual fia? Sarà pietoso o giusto
 il real genitore?
910Temo ancor la pietà di quel gran core.
 Ma tu che pensi, Ernando? Vendicarti?
 Vendicare il tuo amico ed Erenice?
 No no, più generoso
 ti voglio, Ernando. A preservar si attenda
915l’erede a la corona, il figlio al padre.
 A l’ombra di Alessandro
 diam lagrime, non sangue. Andiam gli sdegni
 a placar di Erenice.
 In sì nobili sensi
920l’alma s’impieghi e a l’amor suo non pensi.
 
    Speranze più liete,
 lontane da me.
 
    In alma costante
 offender potete
925la gloria di amante,
 di amico la fé.
 
 Fine dell’atto terzo