Venceslao, Roma, Bernabò, 1716 (Il Vincislao)

 SCENA XII
 
 VINCISLAO, poi CASIMIRO con stile insanguinato in mano
 
 VINCISLAO
 E pur cresce nel seno (Scende vicino al tavolino)
 e l’affanno e ’l timor; qual notte è questa
885in cui sognansi orrori ad occhi aperti?
 Cor di re, cor di padre,
 quale acciar ti trafigge? E qual gran male
 tutto gelar fa nelle vene il sangue?
 Il supplizio de’ rei
890prova quest’alma; e in che vi offesi o dei? (Appoggiandosi al tavolino si copre gl’occhi con la mano. Entra Casimiro con stile insanguinato)
 CASIMIRO
 
    Dolci brame di vendetta
 già la vittima cadé. (Casimiro, volendo porre lo stile sul tavolino, vede il padre nello stesso momento in cui il padre alzando gl’occhi vede il figlio)
 
 VINCISLAO
 Sparite, oh della mente
 torbide larve... Figlio...
 CASIMIRO
                                            Padre... (Oh stelle!)
 VINCISLAO
895Che acciaro è quel? Che sangue
 ne stilla ancor? Qual colpo
 mediti e qual facesti?
 Che orror, che turbamento
 ti sparge il volto?
 CASIMIRO
                                  (Ah che dirò?)
 VINCISLAO
                                                               Rispondi.
 CASIMIRO
900Signor...
 VINCISLAO
                   Parla.
 CASIMIRO
                                Poc’anzi...
 Andai... Venni... L’amore...
 Lo sdegno... (Una ne l’altra
 mancan le voci; attonito rispondo).
 Nulla, o padre, dir posso e mi confondo.
 VINCISLAO
905Gran timido è un gran reo.
 Errasti, o figlio, e gravemente errasti;
 ragion mi rendi or di quel sangue.
 CASIMIRO
                                                                 Questo...
 Prepara pur contro il mio sen, prepara
 le più atroci vendette,
910questo (il dirò) del mio rivale è sangue;
 sangue è d’Ernando.
 VENCESLAO
                                        Oh dei!
 Ernando è morto?
 CASIMIRO
                                    Ed io,
 io ne fui l’omicida.
 VINCISLAO
 Perfido! Ernando è morto?
 CASIMIRO
                                                    E ragion n’ebbi.
 VINCISLAO
915Di svenarmi in quel core
 ragione avesti? Barbaro spietato
 tu pur morrai. Vendicherò...