Lucio Vero, Venezia, Pasquali, 1744
Cura del testo: Anna Laura Bellina
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SCENA V
BERENICE
BERENICE
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No, che amarti non voglio,
mostro crudel. Sposo, adorato sposo,
te solo amai; te solo
amerò, sinché viva; e se la morte
d’un affetto leal non tronca i nodi,
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ti serberò l’affetto
anche dopo la morte;
e allor dirai: «Chi vide
più casta amante e più fedel consorte?»
Ho un sol core, una sol’alma
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e il mio amore un sol sarà.
Morirò, se la baldanza
d’un tiranno ancor mi tenta,
per onor della costanza,
per trofeo dell’onestà.