Caio Fabbricio, Vienna, van Ghelen, 1729

 SCENA PRIMA
 
 PIRRO con seguito di soldati e TURIO con seguito di tarentini in abito di gala e di festa
 
 TURIO
 Pirro, gran re, de’ tuoi trofei qui volle
 ne le tele, ne’ marmi e ne’ metalli
 eternar la memoria il nostro amore.
 Neottolemo, Lisimaco, Cassandro,
5Demetrio, Atene, Roma, illustri nomi, (Pirro non bada né all’apparato della sala né al dir di Turio; ma va riguardando i vestimenti di esso e dei Tarentini; e poi sottovoce parla al capitano delle sue guardie, il quale poi parte)
 sculti qui e coloriti,
 crescer vedi di pregio
 nei fasti tuoi. Tu invitto, immortal sei,
 degno germe di Achille e degli dei.
 PIRRO
10Popolo tarentin, qual è cotesta
 femminea pompa in viril gente? E dove,
 dove è l’austera Sparta, onde traete
 l’origine vetusta? E tu, che a questa
 degenere città, Turio, sei capo,
15tal vieni a Pirro? Invece
 d’elmo a la fronte e di lorica al petto,
 qual si conviene a chi con Roma è in guerra,
 fregi di lusso in nastri d’oro ostenti
 ed in serici ammanti?
20Fine agli ozi una volta; e polve ingombri,
 dal vostro piè non trita,
 i portici e i teatri. In disciplina
 militar si agguerrisca
 la gioventù. Sia cittadino il braccio,
25che vi difenda da minacce e torti;
 e Pirro, che è con voi, vi faccia forti. (Vien recata a Pirro una tavoletta da scrivere dal suo capitano, il quale inginocchiatosi gliela sostenta sopra lo scudo. Pirro traggesi di saccoccia lo stile scrittorio e sopra la tavoletta con esso scrive, nulla badando a quello che gli vien detto da Turio)
 TURIO
 (Schiavi siam noi. Misera patria!) È questo
 per noi dei saturnali il lieto giorno?
 Vuoi tu l’uso abolirne? Il rito? Ah! Sire,
30mal ne rampogni. Alor che d’uopo il chiese,
 trattar ne hai visti aste guerriere e al fianco
 rimetter sanguinosi
 de le stragi latine i nostri acciari.
 
    Un dì sì giocondo
35disciolti dal pondo
 di cure moleste
 ne chiama al gioir.
 
    Poi quando ne deste
 dal breve riposo
40il suon bellicoso,
 vedrai se avrem core,
 se braccio a ferir. (Turio parte; ma Pirro, finito di scrivere, prende la tavoletta e ordina al suo capitano che lo richiami)
 
 PIRRO
 (Quanto profonde il lusso e quanto salde
 tien sue radici!) Turio.
 TURIO
45Signor.
 PIRRO
                 Dei saturnali
 oggi si soffra la licenza; e poi
 queste qui impresse leggi
 altra a voi norma in avvenir daranno.
 TURIO
 Ubbidirem. (Tiranno). (Pirro porge a Turio la tavoletta, il quale da lui la prende piegando a terra un ginocchio e poi si ritira)