Venceslao, Milano, Malatesta, 1705

 SCENA II
 
 ERNANDO ed ERENICE
 
 ERNANDO
 Principessa, a te viene
 un amico, un amante
 ad unir le sue pene al tuo dolore.
 ERENICE
 Di vendetta si parli e non di amore.
 ERNANDO
1005Vendetta, sì, vendetta,
 anch’io voglio, anch’io giuro. (Si accosta all’urna e snuda la spada)
 O tu che sanguinosa
 qui d’intorno ti aggiri, ombra insepolta,
 tu ricevi i miei voti e tu gli ascolta.
 
1010   Lo sdegno e ’l brando,
 l’amico Ernando
 consacra a te.
 
    Alma diletta,
 farò vendetta,
1015che a te dia pace
 e gloria a me.
 
 ERENICE
 Quanto mi piace l’odio tuo!
 ERNANDO
                                                    Lo irrita
 amor nel tuo dolore.
 ERENICE
 E pur ritorni a ragionar di amore.
 ERNANDO
1020Amor che non offende
 né la tua fé, né l’amistà di Ernando
 non può irritarti. I mali tuoi nol fanno
 più ardito e baldanzoso. Egli è ben forte
 ma disperato.
 ERENICE
                             E s’egli è tal, l’accetto.
1025Disperato è anche il mio.
 ERNANDO
                                                Tale il prometto.
 ERENICE
 Ti ricevo compagno
 nel mio furore.
 ERNANDO
                               Io più d’un seno, o bella,
 ti additerò dove infierir.
 ERENICE
                                               Sì, vanne
 l’armi e l’ire a dispor.
 ERNANDO
                                          Tosto ogni indugio
1030per la vendetta è pena.
 ERENICE
 Ma tua sola mercede
 fia che Erenice a l’amor tuo dà fede.
 ERNANDO
 
    Ama, sospira e piangi,
 ma non cercar pietà.
 
1035   L’amor che chiede affetto
 sol ama il suo diletto
 più che l’altrui pietà.