Semiramide in Ascalona, Vienna, van Ghelen, 1725

 SCENA V
 
 MENNONE e poi SEMIRAMIDE
 
 MENNONE
 Mennone, che è di te? Sei tu percosso
 da folgore? È sì strano,
1010che una femmina inganni?
 Scuoti il gel da le vene,
 lo stupor da le membra.
 Hai con che vendicarti
 di Nino e di Belesa.
1015Semira... Eccola. O dio! Già mi confondo.
 Se mi udì, che far posso? Ove mi ascondo?
 SEMIRAMIDE
 Sì attonito m’incontra il valoroso
 Mennone da la pugna? Egli pur vinte
 avrà le insidiose
1020lusinghe? Ei scettri offerti, ei regie spose
 accolte avrà con quel disprezzo istesso,
 con cui guardò Semira,
 vapor basso e vil ninfa, e l’Asia e Nino.
 MENNONE
 (Tutto ella intese. O barbaro destino!)
 SEMIRAMIDE
1025O di tutti i viventi uomo il più ingrato!
 Quant’è, pure a’ miei lumi
 Mennone si è svelato. Eran dispetto,
 inganno, tradimento
 le gelosie, le smanie, i rei furori
1030che per me tu fingevi.
 Mi volevi fedel, perché ministra
 fossi de’ tuoi pravi disegni. Ah! Questo
 meritava io da te? Teco fui sola
 ne l’estrema fortuna. Io nel mio core
1035la vittoria ti diedi
 sopra il maggior dei re. Quando anche a tutti
 vil fossi stata e indegna,
 per Mennone io non l’era.
 Ma grazie al ciel, tua iniquità mi assolve
1040d’ogni dover. Finisco
 già la miseria mia ne’ tuoi spergiuri.
 MENNONE
 Che? Già pensi a corone? E la giurata
 fede a ritor?...
 SEMIRAMIDE
                             De la mia fé qual altra
 cura ti preme? Sopra lei qual credi
1045diritto aver? Tu me l’hai resa. Io posso
 disporne a mio talento; e farne omaggio
 posso a virtù, poiché di man la strappo
 a perfidia e a furor. Prenditi il solo (Trattosi di dito l’anello di Mennone, glielo getta a’ piedi)
 pegno che a me ne resta; e me non segua
1050per te che eterno obblio. Già al tuo rimorso
 ti abbandono per sempre,
 se pur tanto non è dal reo costume
 quell’empio core soprafatto e vinto
 che ogni senso di colpa abbia già estinto.
 
1055   Sprezzai trono e amor di re,
 sinché il cor non vidi in te
 reo d’ingrata infedeltà.
 
    Tollerai rabbia e furor;
 ma detesto ed ho in orror
1060una perfida viltà.