Venceslao, Milano, Malatesta, 1705

 SCENA III
 
 VENCESLAO e CASIMIRO
 
 VENCESLAO
 Casimiro, cotesta
 tua superba fierezza
 vuol privar te di un padre e me di un figlio.
 CASIMIRO
75Del tuo poter, de la mia vita, o sire,
 usa a tuo grado, Il soffrirò con questa
 che tu chiami fierezza ed è virtude.
 Ma che un basso vapore,
 che un mio servo, un Ernando
80mi sia rival; che mi contenda e usurpi
 il possesso di un bene,
 non soffrirò. Sento che m’empie un core,
 forte a ceder la vita e non l’amore.
 VENCESLAO
 Vedrem ciò che far possa
85mio malgrado il tuo amor. Ma sappi intanto
 che un reo vassallo arma di un re lo sdegno
 e che prima che a te, fui padre al regno.
 
    Se vuoi dar leggi al mondo,
 serba le leggi in te.
 
90   Non sono gli ostri o ’l trono,
 ma ’l retto esempio e ’l giusto
 ciò che temuto e augusto
 rende a’ vassalli un re.