L’Atenaide, Vienna, Cosmerovio, 1714

 SCENA XIV
 
 TEODOSIO, PULCHERIA, LEONTINO
 
 PULCHERIA.
1455Si confonde il pensier. Sposo ad Eudossa (A Teodosio)
 esser dovea Varane.
 Egli ne avea l’amor, ne avea la fede.
 A che rapirla? A che fuggirne occulto?
 TEODOSIO
 Temea forse in Teodosio
1460lo spergiuro, la forza? Ah! Ch’io potea
 perder Eudossa e l’alma
 ma non tradir la fede e non l’onore;
 e serbava ragion nel mio dolore.
 LEONTINO
 Un solo inganno, un solo,
1465tutti ci fece miseri.
 PULCHERIA.
                                      Un inganno
 d’Eudossa, è vero.
 TEODOSIO
                                    E tu ne fosti a parte. (A Leontino)
 LEONTINO
 Il vostro cor si disinganni; e in lei
 l’innocenza si assolva.
 Sì, mia figlia è innocente.
 PULCHERIA.
                                                 Ella che in seno
1470chiudea non casta fiamma? E che, ripiena
 de l’amor di Varane,
 passava al letto augusto? Ella innocente?
 LEONTINO
 Se mai...
 TEODOSIO
                    Da me sì amata,
 così beneficata
1475tradirmi? Abbandonarmi? A chi poc’anzi
 amò il suo disonor, l’infamia sua,
 pospormi sì vilmente?
 E nel giorno pospormi
 ch’esser dovea mia sposa
1480e regnar sul mio trono? Ella innocente?
 LEONTINO
 Tregua, signor, tregua, Pulcheria, a l’ire.
 La sua innocenza udite.
 Posto quel core in libertà di scelta,
 per te, per te decise. Ella non vide,
1485ne l’amor di Varane,
 che un oggetto d’orror. Per qual destino
 non so, fosti ingannato.
 Bando le desti. Ella conobbe il torto.
 Se ne dolse; ubbidì; la notte attese;
1490meco fuggì. Non lunge
 rapilla il prence. Ad implorarne aita
 frettoloso qui accorsi.
 Eccovi il ver. S’io mento,
 piombi su la mia testa
1495la pena più terribile e funesta.
 PULCHERIA
 Ma l’aurea gemma è di Varane. A lui
 Probo la diede pur?
 LEONTINO
                                       Probo la diede?
 Ah! Per qual novo inganno
 siam più infelici. Probo è traditore
1500a Pulcheria, ad Eudossa, al suo signore.
 TEODOSIO
 Traditor Probo? Ed io poc’anzi a lui
 fidai me stesso?
 LEONTINO
                                 Ei passa
 con Varane secrete intelligenze
 né per altro il seguì che per tradirti.
 TEODOSIO
1505Sia traditore o no, convien seguirlo.
 Chi ha cor fedel in seno
 prenda l’armi e sia meco.
 Dien le trombe guerriere
 fuga al riposo. E popoli e soldati,
1510nell’ippodromo armati,
 si raccolgano tosto.
 Seguami ancor Leontino. Oggi conviene
 morir da forti o racquistar Eudossa
 ed in sì giusta impresa
1515perder la vita o vendicar l’offesa.
 
    M’accende amor l’ire guerriere in petto
 e per beltà fedel vado a pugnar.
 
    Ma se il rival non giungo, ahi, che dispetto!
 O se infedel lei trovo, ahi, che penar!