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<TEI xml:id="DITTATORI_I-V744" xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">    
    <teiHeader xml:lang="it">
        <fileDesc>        
            <titleStmt>
                <title type="main">I due dittatori</title>
                <title type="uniform">I due dittatori</title>
                <title type="short">I due dittatori</title>
                <author>
                    <persName>
                        <forename>Apostolo</forename>
                        <surname>Zeno</surname>
                    </persName>
                    <date type="birth" when="1668">Venezia, 1668</date>
                    <date type="death" when="1750">Venezia, 1750</date>
                </author>
                <respStmt>
                    <resp>Progetto scientifico</resp>
                        <persName>Anna Laura Bellina</persName>
                        <persName>Silvia Urbani</persName>
                </respStmt>
                <respStmt>
                    <resp>Sviluppo informatico</resp>
                    <persName>Luigi Tessarolo</persName>
                </respStmt>
                <respStmt>
                    <resp>Cura del testo</resp>
                    <persName>Silvia Urbani</persName>
                </respStmt>
                <funder>Università di Padova 2014-2018</funder>
            </titleStmt>
            <editionStmt>
                <edition>Edizione digitale TEI</edition>
            </editionStmt>            
            <publicationStmt>
                <publisher>
                    <orgName>Università di Padova</orgName>
                </publisher>
                <pubPlace>Padova</pubPlace>
                <date from="2014" to="2018">2014-2018</date>               
                <idno type="URL">https://www.apostolozeno.it</idno>
                <idno type="URL" subtype="record">https://www.apostolozeno.it/testi/DITTATORI|I-V744</idno>
                <availability>
                    <licence target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0">
                        <p>Questo testo è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0).</p>
                    </licence>
                </availability>
            </publicationStmt>
            <sourceDesc>
                <biblStruct>
                    <monogr>
                        <author>Zeno, Apostolo</author>
                        <title type="main">I due dittatori</title>
                        <title type="uniform">I due dittatori</title>
                        <idno type="opera">DITTATORI</idno>
						<idno type="ordineCorpus">043</idno>
						<idno type="ordineEdizione">02</idno>
                        <imprint>
                            <pubPlace>Venezia</pubPlace>
                            <publisher>Pasquali</publisher>
                            <date when="1744">1744</date>
                        </imprint>                        
                    </monogr>
                    <note type="statoEdizione">Edizione successiva alla princeps (Vienna, van Ghelen, 1726)</note>
                </biblStruct>
            </sourceDesc>
        </fileDesc>
        <encodingDesc>
            <projectDesc>
                <p>
                   Testo codificato nell'ambito del progetto <title>Apostolo Zeno, Drammi per musica</title>,
                   con la collaborazione di Università di Padova e Casa di Carlo Goldoni.
                </p>
            </projectDesc>            
            <editorialDecl>
                <p>I criteri editoriali generali del progetto sono descritti alla pagina
                   <ptr type="editorialCriteria" target="https://www.apostolozeno.it/public/pagine/notaaitesti"/>
                </p>                
                <p>I valori degli attributi @esecuzione, @posizione, @tipometrica, @strofe e @consistenza
                   su &lt;lg type="pezzoChiuso"&gt; sono definiti in marsia.odd
                   (<att>elementSpec</att> <val>lg</val>), documento condiviso dai tre corpora del progetto.
                </p>
            </editorialDecl>
            <metDecl xml:id="metrica-libretti">
                <p>I valori degli attributi metrici @met, @fen e @uscita, sulle unità di verso,
                   sono definiti in marsia.odd (<att>classSpec</att> <val>att.metrical</val>),
                   documento condiviso dai tre corpora del progetto.
                </p>  			
            </metDecl>
        </encodingDesc>
        <profileDesc>
            <langUsage>
                <language ident="it">Italiano</language>
            </langUsage>
            <textClass>
                <keywords>
                    <term>dramma serio per musica</term>
                </keywords>
            </textClass>
        </profileDesc>
        <revisionDesc>
            <change when="2026-07-19">
                <persName>Luigi Tessarolo</persName>
                Prima codifica TEI del testo a partire dal formato proprietario del progetto.
            </change>
        </revisionDesc>
    </teiHeader>
    <text>
        <front>
            <div type="titolo">
                <head>I DUE DITTATORI</head>
            </div>
            <div type="frontespizio">
                <p>[<placeName ref="onomasticon.xml#place0033">Venezia</placeName>, <persName ref="onomasticon.xml#pers3162">Giambatista Pasquali</persName>, 1744]</p>
            </div>
            <div type="argomento">
                <head>ARGOMENTO</head>
                <p>Si sa in qual pericolo fosse Roma dopo le famose vittorie di Annibale alla
                    Trebbia ed al Trasimeno. Quinto Fabio Massimo eletto prodittatore (da noi per
                    più comodità del verso chiamato dittatore) fermò con la sua custodia e
                    lentezza questo impetuoso torrente e rassicurò l'animo de' cittadini e de'
                    soldati. Da principio però la sua lentezza, e nel campo e nella città, passò
                    con titolo di codardia; ed egli invece di lode, ne riportò biasimo e derisione.
                    Avvenne inoltre che per ragione de' sacrifizi, essendo egli costretto di
                    portarsi in Roma, raccomandò l'esercito a Marco Minuzio, maestro de' cavalieri,
                    giovane audace, intraprendente e che in ogni luogo e occasione sparlava della
                    condotta del dittatore, il quale inoltre gli ordinò che in sua assenza non
                    osasse combattere. Ma Fabio appena partito, Minuzio, valendosi peraltro della
                    spensieratezza de' nimici, i quali desolavano la campagna larinate, dove allora
                    si facea la guerra, ne assalì una parte e li cacciò fin dentro il lor vallo,
                    dove fe' molti prigioni. Divulgatosi in Roma l'avviso di questa vittoria,
                    conceputa assai maggiore di quello ch'era, diede motivo a' tribuni del popolo di
                    creare un secondo prodittatore nella persona di Minuzio e di darlo per collega a
                    Fabio, il quale era partito di Roma, con animo di punire severamente Minuzio pel
                    trasgredito comando. Convenne a Fabio rassegnarsi al decreto de' tribuni e
                    dividere ugualmente l'esercito con Minuzio, il quale, con le sue due legioni
                    sortitegli, campeggiò in luogo separato. Annibale si valse dell'occasione e non
                    andò molto che lo tirò nella rete. Era egli in pericolo di esser tagliato a
                    pezzi con ambe le sue legioni, se il generoso Fabio, opportunamente avvisato,
                    non fosse accorso con le sue e, posti in fuga i Cartaginesi, non lo avesse di
                    quel pericolo liberato. Minuzio allora solamente si accorse della sua temerità
                    e dell'altrui avvedutezza. Fattosi seguire dalle sue legioni, andò dopo il
                    fatto alla tenda di Fabio e, chiamatolo suo padre e suo salvatore, rassegnò a
                    lui la dittatura e le legioni, contento di tornare a militar sotto lui nel primo
                    grado di maestro de' cavalieri. Questo insigne successo è riferito da <persName ref="onomasticon.xml#pers0302">Livio</persName>,
                    libro XXII, da <persName ref="onomasticon.xml#pers0254">Plutarco</persName> nella <hi rend="italic">Vita di Fabio Massimo</hi>, da <persName ref="onomasticon.xml#pers0288">Appiano</persName> e
                    generalmente da altri scrittori della storia romana. Gli amori di Minuzio e del
                    giovane Fabio con Velia e degli altri due romani con Arisbe, la prigionia di
                    questa e di Velia, come pure d'Erminio, e la sua amicizia col secondo Fabio,
                    sono intrecciate nel dramma per dar maggiormente risalto all'azione principale.</p>
                <p>La scena è nel campo romano, attendato nella campagna larinate.</p>
            </div>
            <div type="attori">
                <head>ATTORI</head>
                <p>FABIO MASSIMO dittatore</p>
                <p>MARCO MINUZIO maestro de' cavalieri e poi dittatore</p>
                <p>QUINTO FABIO figliuolo di Fabio Massimo, tribuno della prima legione e amante di
                    Velia</p>
                <p>VELIA principessa dell'Insubria, promessa sposa d'Erminio e schiava nel campo
                    romano, sotto nome d'Ersilia</p>
                <p>ARISBE nobil donzella cartaginese, schiava nel campo romano</p>
                <p>ERMINIO principe della Liguria, promesso sposo di Velia, da lei non conosciuto e
                    schiavo nel campo romano</p>
                <p>OSIDIO tribuno della quarta legione, amante di Arisbe</p>
                <p>VALERIO giovane patrizio romano, amante di Arisbe</p>
            </div>
        </front>
        <body>
            <div type="atto" n="I">
                <head>ATTO PRIMO</head>
                <div type="scena" n="">
                    <stage type="setting">Bosco sacro, nel cui fondo vedesi la facciata di magnifico tempio, con recinto
                        all'intorno di querce e di lauri, tutti adornati di spoglie e di trofei
                        militari, illuminati di notte con fiaccole accese e con lampade pendenti.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="1">
                    <head>SCENA PRIMA</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO ed ERMINIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1" met="7" uscita="P">Or che alle tue ferite</l>
                            <l n="2" met="11" uscita="P">prestò medica destra util soccorso,</l>
                            <l n="3" met="7" uscita="P">fuor del campo romano</l>
                            <l n="4" met="11" uscita="P">trarrai libero il piè. Qui starti occulto</l>
                            <l n="5" met="11" uscita="P">per te fora periglio e per me colpa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="6" met="11" uscita="P">Tratta con tal virtù Fabio i nimici?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="7" met="7" uscita="P">I nimici di Fabio</l>
                            <l n="8" met="7" uscita="P">cessano con la pugna.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="9" met="11" uscita="P">Nulla posso temer tuo prigioniero.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="10" met="11" uscita="P">Non, se qui fosse il dittator mio padre,</l>
                            <l n="11" met="7" uscita="P">ma dal fiero Minuzio,</l>
                            <l n="12" met="11" uscita="P">che le veci or ne tien, tutto si tema.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="13" met="11" uscita="P" xml:id="v13" part="I">Oh dio!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="13" met="11" uscita="P" corresp="#v13" part="F">Che ti trattien? Che ti addolora?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="14" met="11" uscita="P">Lasciar Velia tra voi, che in dolce nodo</l>
                            <l n="15" met="11" fen="S" uscita="P">di vicino imeneo dovea bearmi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="16" met="11" uscita="P">Si consoli il tuo amor. Preda sì illustre</l>
                            <l n="17" met="7" uscita="P">non vantano i Romani.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="18" met="11" uscita="P">Ah, che il bel sen trafitto avrà nel cieco</l>
                            <l n="19" met="11" uscita="P">furor della vittoria il vostro Marte.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="20" met="7" uscita="P" xml:id="v20" part="I">Donde il timor?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="20" met="7" uscita="P" corresp="#v20" part="F">Nel tempo</l>
                            <l n="21" met="11" uscita="P">del fier conflitto, ella da' lidi insubri,</l>
                            <l n="22" met="11" uscita="P">ove il suo genitor tien sede e regno,</l>
                            <l n="23" met="11" uscita="P">giunse al vallo africano. Io n'ebbi il messo;</l>
                            <l n="24" met="11" fen="S" uscita="P">e amor spingeami a lei, non mai veduta;</l>
                            <l n="25" met="11" uscita="P">ma nel fervor dell'anche incerta pugna,</l>
                            <l n="26" met="11" uscita="P">onor mi astrinse a non lasciar vilmente</l>
                            <l n="27" met="11" uscita="P">la mischia e i miei. Fo il mio dover. La sorte</l>
                            <l n="28" met="7" uscita="P">si dichiara per Roma.</l>
                            <l n="29" met="11" uscita="P">Fuggono i Peni. Io con più piaghe in seno</l>
                            <l n="30" met="11" uscita="P" xml:id="v30" part="I">l'ultima attendo...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="30" met="11" uscita="P" corresp="#v30" part="F">E di salvarti allora,</l>
                            <l n="31" met="11" uscita="P">non di vincerti, Erminio, ebbi la gloria.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="32" met="11" uscita="P">Cedo al destin. Mi rendo a Fabio. Intanto</l>
                            <l n="33" met="7" uscita="P">entrano i vincitori</l>
                            <l n="34" met="11" uscita="P">nelle tende numide. Or di' se a torto</l>
                            <l n="35" met="11" uscita="P">piango il mio bene o prigioniero o morto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="36" met="7" uscita="P">Sinor ti fa infelice</l>
                            <l n="37" met="7" uscita="P">più il sospetto che il male.</l>
                            <l n="38" met="11" uscita="P">A me lascia il pensier di trarne il vero.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="39" met="11" uscita="P">Pietoso amico, in te riposo e spero.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="40" met="11" uscita="P">Poco rimane al sacrifizio; e prima</l>
                            <l n="41" met="11" uscita="P">che Minuzio e i tribuni escan del tempio,</l>
                            <l n="42" met="11" uscita="P">tengan te l'ombre e le mie tende ascoso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="43" met="11" uscita="P" xml:id="v43" part="I">Oh, mi consoli il tuo ritorno!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="43" met="11" uscita="P" corresp="#v43" part="F">E tanto</l>
                            <l n="44" met="11" uscita="P">per non vista beltà si affligge il core?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="45" met="11" uscita="P">Da stima e da dover nasce anche amore.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num1" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="46" met="5" uscita="S">So che alma nobile</l>
                            <l n="47" met="5" uscita="P">e vago aspetto</l>
                            <l n="48" met="5" uscita="P">tien l'almo oggetto</l>
                            <l n="49" met="5" uscita="P">che il mio pensiero</l>
                            <l n="50" met="5" uscita="T">formando va.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num1" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="51" met="5" uscita="P">Ma dell'immago</l>
                            <l n="52" met="5" uscita="P">forse è più vago</l>
                            <l n="53" met="5" uscita="P">l'oggetto vero</l>
                            <l n="54" met="5" uscita="S">di quell'amabile</l>
                            <l n="55" met="5" uscita="T">gentil beltà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="2">
                    <head>SCENA II</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="56" met="11" uscita="P">Che si salvi il guerrier ligure prence,</l>
                            <l n="57" met="11" uscita="P">gloria è di Fabio, util di Roma. In esso</l>
                            <l n="58" met="11" uscita="P">toglier posso a Cartago un gran sostegno.</l>
                            <l n="59" met="7" uscita="P">L'anime generose</l>
                            <l n="60" met="11" uscita="P">non sanno essere ingrate. Ersilia ancora</l>
                            <l n="61" met="7" uscita="P">nol sia per me. Dall'armi</l>
                            <l n="62" met="7" uscita="X">ho l'arbitrio su lei;</l>
                            <l n="63" met="11" uscita="X">ma da amor la conquista io ne vorrei.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num2" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="64" met="4" uscita="P">Frutto acerbo,</l>
                            <l n="65" met="8" uscita="P">svelto a forza dalla pianta,</l>
                            <l n="66" met="8" uscita="T">non ha grazia e non sapor.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num2" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="67" met="8" uscita="P">Tormentoso è quel diletto</l>
                            <l n="68" met="8" uscita="X">che si ottien con tirannia;</l>
                            <l n="69" met="8" uscita="P">né goder sa vero affetto,</l>
                            <l n="70" met="8" uscita="T">senza il cambio dell'amor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="3">
                    <head>SCENA III</head>
                    <stage type="setting">MINUZIO, OSIDIO, tribuni, soldati, eccetera, uscendo dal tempio, e QUINTO FABIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="71" met="11" uscita="P">Un valor fortunato, un pronto ardire,</l>
                            <l n="72" met="11" uscita="P">romani, ha vendicato il danno e l'onta</l>
                            <l n="73" met="7" uscita="P">o dell'altrui sciagure</l>
                            <l n="74" met="11" uscita="P">o dell'altrui lentezze. Il sì feroce</l>
                            <l n="75" met="11" uscita="P">Annibale per noi non è più invitto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="76" met="11" uscita="P">(Di qual poca vittoria ei va superbo!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="77" met="11" uscita="P">Grazie agli dii, lode all'olimpio Giove</l>
                            <l n="78" met="7" uscita="P">e al quirin Marte. Accette</l>
                            <l n="79" met="11" uscita="P">fur le vittime al cielo; e ne diè segno</l>
                            <l n="80" met="11" uscita="P">nelle viscere monde e nella fiamma</l>
                            <l n="81" met="7" uscita="P">non torbida né obliqua.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="82" met="11" fen="S" uscita="P">D'altro e maggior trofeo lieti presagi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="83" met="7" uscita="P">Lo avremo, amici. Intanto</l>
                            <l n="84" met="7" uscita="P">le scuri, ancor digiune</l>
                            <l n="85" met="11" fen="S" uscita="P">del sangue ostil, quello ne bean che scorre</l>
                            <l n="86" met="11" uscita="P">de' prigioni nimici entro le vene.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="87" met="7" uscita="P">Minuzio, in petto inerme</l>
                            <l n="88" met="11" uscita="P">il vincitore incrudelir non usa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="89" met="11" uscita="P">Di Annibale lo fa l'odio feroce</l>
                            <l n="90" met="7" uscita="P">e giustifica il nostro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="91" met="11" uscita="P">Altre leggi ha Cartago, altre ne ha Roma.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="92" met="11" fen="S" uscita="P">E Minuzio ha le sue. Reo fia di morte</l>
                            <l n="93" met="11" uscita="P">chi deluda l'editto. Ite, o ministri.
                                <stage>(Partono alquanti de' romani soldati)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="94" met="11" uscita="P">(Buon per Erminio mio, che il tenni ascoso).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="4">
                    <head>SCENA IV</head>
                    <stage type="setting">VELIA, ARISBE con seguito d'altre schiave e suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="95" met="7" uscita="P">Non tutto uscì 'l comando</l>
                            <l n="96" met="11" uscita="P">della tua crudeltà. Son figlie e spose,</l>
                            <l n="97" met="11" uscita="P">o s'altro vuoi, de' miseri numidi,</l>
                            <l n="98" met="11" uscita="P">queste che al piè ti scorgi, o fier romano.</l>
                            <l n="99" met="11" uscita="P">Pari col sangue esse han la colpa e pari</l>
                            <l n="100" met="7" uscita="P">abbiano ancor la sorte.</l>
                            <l n="101" met="11" uscita="P">Né me esenti al furor della tua legge</l>
                            <l n="102" met="11" uscita="P">l'esser d'itala stirpe. Ho i ceppi stessi;</l>
                            <l n="103" met="11" uscita="P">ho il lor sesso; ho il lor odio; e se più chiedi,</l>
                            <l n="104" met="7" uscita="P">ho, tutto mio delitto,</l>
                            <l n="105" met="11" uscita="P">una giusta pietà per gl'infelici.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="106" met="11" uscita="P" xml:id="v106" part="I">Che magnanimo brio!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="106" met="11" uscita="P" corresp="#v106" part="F">Che core invitto!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="107" met="7" uscita="P">Duce, costei, che udisti</l>
                            <l n="108" met="11" uscita="P">favellarti sì ardita e generosa,</l>
                            <l n="109" met="11" uscita="P">mossa è da sua virtù. Né di Cartago</l>
                            <l n="110" met="11" uscita="P">né di Roma il destin l'ange o la preme.</l>
                            <l n="111" met="11" uscita="P">Ma se conoscer vuoi dove tu possa</l>
                            <l n="112" met="11" uscita="P">infierir con ragion, conosci Arisbe.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="113" met="11" uscita="P" xml:id="v113" part="I">(Nota purtroppo è a questo cor).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="113" met="11" uscita="P" corresp="#v113" part="F">Mi è patria</l>
                            <l n="114" met="11" uscita="P">Cartago; il grande Asdrubale mi è padre;</l>
                            <l n="115" met="11" uscita="P">e benché l'esser donna a me non lasci</l>
                            <l n="116" met="11" uscita="P">trattar ferro letal, posso lusinghe,</l>
                            <l n="117" met="11" uscita="P">sguardi, vezzi e cent'arti usar d'amore,</l>
                            <l n="118" met="7" uscita="P">perché nel roman campo</l>
                            <l n="119" met="11" uscita="P">entrino gelosie, discordie e risse;</l>
                            <l n="120" met="11" uscita="P">e lo farò; me ne lusingo. Il male</l>
                            <l n="121" met="11" uscita="P">previeni. Il genio appaga; un cenno adempi</l>
                            <l n="122" met="11" uscita="P">che noi ponga tra i forti e te fra gli empi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="123" met="7" uscita="P">Le nostre ire non sono</l>
                            <l n="124" met="7" uscita="P">d'indole sì spietata</l>
                            <l n="125" met="11" uscita="P">che si stendano in voi, belle nimiche.</l>
                            <l n="126" met="11" uscita="P">Osidio, è vaga Arisbe; occhio ha vivace.
                                <stage>(Ad Osidio in disparte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="127" met="11" uscita="P" xml:id="v127" part="I">(Ahi, qual rival!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="127" met="11" uscita="P" corresp="#v127" part="F">Ma un certo esce dall'altra
                                <stage>(Piano ad Osidio)</stage>
                            </l>
                            <l n="128" met="11" uscita="P" xml:id="v128" part="I">lume gentil...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="128" met="11" uscita="P" corresp="#v128" part="F">Che già t'incende e sface.
                                <stage>(Piano a Minuzio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="129" met="11" uscita="P">Cupido ei fissa in te lo sguardo. Ersilia,
                                <stage>(Piano a Velia)</stage>
                            </l>
                            <l n="130" met="11" uscita="P">temo di tua beltà l'usate prove.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="131" met="11" uscita="P">Il tuo acquisto difendi e non soffrire
                                <stage>(Piano a Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                            <l n="132" met="11" uscita="P">ch'io di peggior catena abbia a dolermi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="133" met="11" uscita="X">Sarà un tanto amator gloria di lei;</l>
                            <l n="134" met="7" uscita="P">ma in Arisbe, mia spoglia,</l>
                            <l n="135" met="11" uscita="P" xml:id="v135" part="I">non abbia altri ragion.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="135" met="11" uscita="P" corresp="#v135" part="F">Comun l'ha teco</l>
                            <l n="136" met="11" uscita="P">Valerio ancor. Torni da Roma anch'egli;</l>
                            <l n="137" met="11" fen="S" uscita="P">e in faccia a lui del tuo trofeo sostieni</l>
                            <l n="138" met="7" uscita="P">i titoli, o tribuno.</l>
                            <l n="139" met="11" uscita="P">Né creder già che in sua difesa io parli</l>
                            <l n="140" met="11" uscita="P">spinta da facil genio. Odio egualmente</l>
                            <l n="141" met="11" uscita="P">e Valerio ed Osidio e quanto è Roma.</l>
                            <l n="142" met="11" uscita="P">Ma pur deggio esser giusta; e tu, Minuzio,</l>
                            <l n="143" met="11" uscita="P">giudica senza affetto e fuor d'inganno.</l>
                            <l n="144" met="11" uscita="P">Ma in qualunque tu scelga, avrò un nimico;</l>
                            <l n="145" met="11" uscita="P">e in qualunque mi ottenga, avrò un tiranno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="146" met="11" uscita="P">Dunque eterne in quel cor l'ire saranno?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num3" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="147" met="7" uscita="P">Non ti lagnar. Sincero</l>
                            <l n="148" met="7" uscita="P">l'odio ti parla almeno.</l>
                            <l n="149" met="7" uscita="P">Se al labbro lusinghiero</l>
                            <l n="150" met="7" uscita="P">chiedi speranze e vezzi,</l>
                            <l n="151" met="7" uscita="X">vezzi e speranze avrai</l>
                            <l n="152" met="7" uscita="T">quante vorrai da me.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num3" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="153" met="7" uscita="P">Scegliti i finti affetti</l>
                            <l n="154" met="7" uscita="P">o i liberi disprezzi;</l>
                            <l n="155" met="7" uscita="P">nell'odio o nell'inganno</l>
                            <l n="156" met="7" uscita="T">mi riderò di te.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="5">
                    <head>SCENA V</head>
                    <stage type="setting">MINUZIO, OSIDIO, QUINTO FABIO e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="157" met="11" uscita="P">Va'. Previeni il rival. Ma dura impresa
                                <stage>(Ad Osidio)</stage>
                            </l>
                            <l n="158" met="11" uscita="P">hai tolto a superar. L'Africa tutta</l>
                            <l n="159" met="7" uscita="P">cinge quel fiero core.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="160" met="11" uscita="P">Mia la fer l'armi e mia faralla amore.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num4" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="161" met="8" uscita="P">Fiero labbro e ciglio austero</l>
                            <l n="162" met="8" uscita="P">non si accorda col pensiero</l>
                            <l n="163" met="8" uscita="T">né col cor della beltà.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num4" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="164" met="8" uscita="P">Sdegni ostenta in suo decoro</l>
                            <l n="165" met="8" fen="S" uscita="P">e in trofeo, più che in martoro,</l>
                            <l n="166" met="8" uscita="T">di un'amante fedeltà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="6">
                    <head>SCENA VI</head>
                    <stage type="setting">MINUZIO, QUINTO FABIO e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="167" met="7" uscita="P">Nulla temer. La fede
                                <stage>(Piano a Velia)</stage>
                            </l>
                            <l n="168" met="7" uscita="P">ti difende di Fabio</l>
                            <l n="169" met="11" uscita="P" xml:id="v169" part="I">amante...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="169" met="11" uscita="P" corresp="#v169" part="F">Il so, di gloria e generoso.
                                <stage>(Piano a Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="170" met="11" uscita="P">Nato appena, il mio amor freme geloso.</l>
                            <l n="171" met="7" uscita="P">Della sua prigioniera
                                <stage>(A Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                            <l n="172" met="11" uscita="P">Fabio non è sì mal gradito agli occhi,</l>
                            <l n="173" met="11" uscita="P">quale il misero Osidio a quei di Arisbe.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="174" met="11" uscita="P">Taci. Per te risponderò.
                                <stage>(Piano a Quinto Fabio)</stage>
                                Non entra
                            </l>
                            <l n="175" met="11" uscita="P">sconoscenza, o Minuzio, in cor gentile.</l>
                            <l n="176" met="11" uscita="P">Ei nel punico vallo a me fu scudo</l>
                            <l n="177" met="11" uscita="P">da insulti ed ire; e tal mi rese onore</l>
                            <l n="178" met="11" uscita="P">che il vincitor non riconobbi e appena</l>
                            <l n="179" met="7" uscita="P">sentii la mia catena.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="180" met="11" uscita="P">Da un caro vincitor tutto si soffre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="181" met="11" uscita="P">Nobil cor non costrigne a sofferenze.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="182" met="11" fen="I" uscita="P">Ha le sue violenze anche il rispetto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="183" met="11" uscita="P">Sembra fosco ogni lume ad occhio infermo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="184" met="11" uscita="P">Il troppo confidar tragge a periglio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="185" met="11" uscita="P">Qual periglio t'infingi in chi ha virtude?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="186" met="11" uscita="P">Vi son cimenti, ove virtù si obblia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="187" met="11" uscita="X">Un più lungo tacer viltà saria.
                                <stage>(A Velia)</stage>
                            </l>
                            <l n="188" met="7" uscita="P">Duce, da ciò che parli,</l>
                            <l n="189" met="7" uscita="P">ciò che mediti intendo.</l>
                            <l n="190" met="7" uscita="P">Ma Ersilia è mia conquista.</l>
                            <l n="191" met="7" uscita="P">Mia l'armi e mia la fanno</l>
                            <l n="192" met="11" uscita="P" xml:id="v192" part="I">Roma e le leggi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="192" met="11" uscita="P" corresp="#v192" part="F">Ersilia, i tuoi begli occhi</l>
                            <l n="193" met="11" uscita="P">già del tuo vincitor t'han vendicata.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="194" met="11" uscita="P">Sei l'interprete tu del cor di Fabio?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="195" met="7" uscita="P">Fabio ne' suoi trionfi</l>
                            <l n="196" met="11" uscita="P" xml:id="v196" part="I">vanta anche i ceppi suoi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="196" met="11" uscita="P" corresp="#v196" part="F">Ceppi sì illustri</l>
                            <l n="197" met="7" uscita="P">fan gloria a chi li soffre</l>
                            <l n="198" met="11" uscita="P" xml:id="v198" part="I">e forse invidia a chi gl'insulta.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="198" met="11" uscita="P" corresp="#v198" part="F">E in Roma</l>
                            <l n="199" met="7" uscita="P">si udrà amante quel Fabio</l>
                            <l n="200" met="11" uscita="P">che n'è l'alta speranza? Amante il figlio</l>
                            <l n="201" met="11" uscita="P">d'un dittator che nel pensier rivolge</l>
                            <l n="202" met="11" uscita="P">le non anche tentate eccelse imprese?</l>
                            <l n="203" met="11" uscita="P">Che direbbe il gran padre in rivederti</l>
                            <l n="204" met="7" uscita="P">in affetti sì molli</l>
                            <l n="205" met="11" uscita="P">vanamente avvilito? Ah, si risparmi</l>
                            <l n="206" met="11" uscita="P">alla canizie sua tanto cordoglio</l>
                            <l n="207" met="11" uscita="P">ed alla gloria tua tanto rossore.</l>
                            <l n="208" met="11" uscita="P">In cor romano è debolezza amore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="209" met="11" uscita="P">Ogni altro che Minuzio esser l'austero</l>
                            <l n="210" met="11" uscita="P">censor dovria de' giovanili affetti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="211" met="11" uscita="P">Saprei soffrirli in altro tempo. Or tutti</l>
                            <l n="212" met="11" uscita="P" xml:id="v212" part="I">da noi li vuol la patria.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="212" met="11" uscita="P" corresp="#v212" part="F">Ov'uopo il chiese,</l>
                            <l n="213" met="11" uscita="P">le mancò mai di Fabio il zelo e l'opra?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="214" met="11" uscita="P">Nobil destrier, pria di toccar la meta,</l>
                            <l n="215" met="11" uscita="X">non divertisce il corso. Ersilia è tua.</l>
                            <l n="216" met="11" uscita="P">Giusta mercé che si riserba al prode,</l>
                            <l n="217" met="11" uscita="P">non gli si toglie. Io ne sarò il custode.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="218" met="11" uscita="P" xml:id="v218" part="I">Tu suo custode? E qual ragion?...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="218" met="11" uscita="P" corresp="#v218" part="F">Tribuno,</l>
                            <l n="219" met="11" uscita="P">non trasportarti oltre il dover. Né verga</l>
                            <l n="220" met="11" uscita="P">manca qui né littor. Vanne e ubbidisci.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="221" met="7" uscita="P">Ubbidirò; ma troppo</l>
                            <l n="222" met="7" uscita="P">d'un comando ti abusi</l>
                            <l n="223" met="11" uscita="P">che in deposito tieni ancor per poco.</l>
                            <l n="224" met="11" uscita="P">Verrà il tuo punitore e ti faranno</l>
                            <l n="225" met="7" uscita="P">tremar fino i tuoi stessi</l>
                            <l n="226" met="11" uscita="P">colpevoli trofei. Ti lascio, Ersilia;</l>
                            <l n="227" met="7" uscita="P">e ti lascio costretto.</l>
                            <l n="228" met="11" uscita="P">All'altrui tirannia questo almen deggio</l>
                            <l n="229" met="7" uscita="P">favor, che senza colpa</l>
                            <l n="230" met="11" uscita="P">ha parlato il mio amor. Forse più audace</l>
                            <l n="231" met="11" uscita="P" xml:id="v231" part="I">sarà l'altrui.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="231" met="11" uscita="P" corresp="#v231" part="F">Ma non più fortunato.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="232" met="11" uscita="P">Minuzio intenda e Fabio è vendicato.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num5" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="233" met="8" uscita="X">Dell'oltraggio che mi fai
                                <stage>(A Minuzio)</stage>
                            </l>
                            <l n="234" met="8" uscita="P">non avrai tutto il diletto.</l>
                            <l n="235" met="8" uscita="P">Vedrò ancor l'altero aspetto</l>
                            <l n="236" met="8" uscita="P">ricoprir vergogna e pena.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num5" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="237" met="8" uscita="P">Parto, Ersilia. Il tuo bel core
                                <stage>(A Velia)</stage>
                            </l>
                            <l n="238" met="8" fen="S" uscita="P">non obblii che mi sei tolta</l>
                            <l n="239" met="8" fen="S" uscita="P">da rea forza e che il mio amore</l>
                            <l n="240" met="8" uscita="P">rispettò la tua catena.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="7">
                    <head>SCENA VII</head>
                    <stage type="setting">MINUZIO e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="241" met="11" uscita="P">Il duol, che ti si sparge, Ersilia, in fronte,</l>
                            <l n="242" met="7" uscita="P">non vien da indifferenza.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="243" met="11" fen="S" uscita="P">Serva al primo signor, sapea qual fosse</l>
                            <l n="244" met="7" uscita="P">il peso de' miei ceppi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="245" met="11" uscita="P">Men gentil mi paventi o meno amante?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="246" met="11" uscita="P">Gentilezza sperar da chi usa forza?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="247" met="11" uscita="P">Mi valsi del poter, da te costretto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="248" met="11" uscita="P" xml:id="v248" part="I">In tua discolpa, e che fec'io?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="248" met="11" uscita="P" corresp="#v248" part="F">Piacermi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="249" met="11" uscita="P">D'innocente cagion malvagio effetto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="250" met="11" uscita="P">E rendermi geloso, allor che amante.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="251" met="11" uscita="P">A bugiardo timor rimedio iniquo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="252" met="11" uscita="P">Puoi tu negar che in Fabio ancor non arda?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="253" met="11" uscita="P">Dir puoi tu che in Ersilia arda egual foco?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="254" met="11" uscita="P">Nel suo partir mel disse il tuo dolore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="255" met="11" uscita="P">Prova fu d'amicizia e parve amore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="256" met="11" uscita="P">È disposta l'amante in cor di amica.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="257" met="11" uscita="P">Minuzio, esci d'error. Posso per Fabio</l>
                            <l n="258" met="7" uscita="P">nudrir stima e pietade;</l>
                            <l n="259" met="11" uscita="P">ma un più forte dover mi vieta amarlo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="260" met="11" uscita="P">Mi consoli ad un punto e mi tormenti.</l>
                            <l n="261" met="11" uscita="P">Temerò, cercherò dunque il rivale</l>
                            <l n="262" met="7" uscita="P">tra' barbari numidi?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="263" met="7" uscita="P">Né Cartago né Roma</l>
                            <l n="264" met="11" uscita="P">vantar ponno trofei sul cor d'Ersilia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="265" met="11" uscita="P">E se libero l'hai, sta in tuo potere</l>
                            <l n="266" met="7" uscita="P">farmene un facil dono.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="267" met="7" uscita="P">Convien pria meritarlo.</l>
                            <l n="268" met="11" uscita="P">Rendimi a Fabio. Ottieni la mia stima;</l>
                            <l n="269" met="11" uscita="P">e l'onesta mercé poi spera e chiedi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="270" met="11" uscita="P" xml:id="v270" part="I">E pur Fabio hai nel cor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="270" met="11" uscita="P" corresp="#v270" part="F">Tu non mi credi.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num6" esecuzione="solistica" posizione="mezzo" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="271" met="7" fen="S" uscita="P">Su via, persisti, ostinati.</l>
                            <l n="272" met="7" uscita="T">Che puoi sperar da me?</l>
                            <l n="273" met="7" uscita="T">Sarà la tua mercé</l>
                            <l n="274" met="7" uscita="T">disprezzo, onta e furor.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num6" esecuzione="solistica" posizione="mezzo" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="275" met="7" uscita="P">Te creder posso amante?</l>
                            <l n="276" met="7" uscita="P">No no, sei mio tiranno.</l>
                            <l n="277" met="7" uscita="P">Comincia dal mio affanno</l>
                            <l n="278" met="7" uscita="T">la rabbia del tuo amor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="279" met="7" uscita="P">Ferma e d'amor ravvisa</l>
                            <l n="280" met="11" uscita="P">la più difficil prova. Al tuo ritorna...</l>
                            <l n="281" met="11" uscita="P">(quanto il farla, ahi, mi costa!) afflitto amante.</l>
                            <l n="282" met="7" uscita="X">Ma vedi, io verrò poi,</l>
                            <l n="283" met="7" uscita="P">memore di tua fede,</l>
                            <l n="284" met="11" uscita="P" xml:id="v284" part="I">ad esigerne il prezzo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="284" met="11" uscita="P" corresp="#v284" part="F">Alma ben nata</l>
                            <l n="285" met="11" uscita="P">a un amor, che ben serve, è sempre grata.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num7" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="286" met="7" uscita="T">Verrò; ma non mi dir</l>
                            <l n="287" met="5" uscita="T">virtù, dover,</l>
                            <l n="288" met="7" uscita="T">nomi che del piacer</l>
                            <l n="289" met="5" uscita="P">sono gl'inciampi;</l>
                            <l n="290" met="7" uscita="X">e della ritrosia</l>
                            <l n="291" met="5" uscita="P">sono i pretesti.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num7" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="292" met="7" uscita="T">In traffico d'amor,</l>
                            <l n="293" met="7" uscita="X">favor e cortesia</l>
                            <l n="294" met="5" uscita="P">son cambi onesti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="8">
                    <head>SCENA VIII</head>
                    <stage type="setting">VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="295" met="11" uscita="P">Nel giro d'un sol giorno esser mai ponno</l>
                            <l n="296" met="7" uscita="P">per la misera Velia</l>
                            <l n="297" met="7" uscita="P">più affanni? In che mal punto</l>
                            <l n="298" met="11" uscita="P">giunsi a quel vallo, u' sposa pria che amante,</l>
                            <l n="299" met="11" fen="S" uscita="P">invece d'imeneo fra rose e canti,</l>
                            <l n="300" met="11" uscita="P">mi si affacciano orrori e stragi e ceppi!</l>
                            <l n="301" met="11" uscita="X">Senza nulla saper d'Erminio mio,</l>
                            <l n="302" met="11" uscita="P">se pur mio posso dir chi ancor non vidi,</l>
                            <l n="303" met="7" uscita="P">eccomi fino astretta</l>
                            <l n="304" met="11" uscita="P">a mentir l'esser mio. Ma schiava e sola</l>
                            <l n="305" met="11" uscita="P">qual difesa qui avrò da insidia e forza?</l>
                            <l n="306" met="11" uscita="P">Quale? Il mio onor, la mia fortezza. Erminio,</l>
                            <l n="307" met="11" uscita="P">nome, quantunque ignoto, a me pur caro,</l>
                            <l n="308" met="11" uscita="X">a te mi serberò. Né sorte ria</l>
                            <l n="309" met="11" uscita="X">né altra forza farà ch'io tua non sia.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num8" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="310" met="8" uscita="P">Da due veltri anche inseguita,</l>
                            <l n="311" met="8" uscita="P">sola e pavida cervetta</l>
                            <l n="312" met="8" uscita="P">sì per selva or si raggira,</l>
                            <l n="313" met="8" uscita="P">per dirupi or sì s'affretta</l>
                            <l n="314" met="8" uscita="P">che ne sfugge il dente e l'ira</l>
                            <l n="315" met="8" uscita="T">e si adagia in sicurtà.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num8" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="316" met="8" uscita="P">Qual piacer, se un dì mi è dato</l>
                            <l n="317" met="8" uscita="P">al mio sposo amante amato</l>
                            <l n="318" met="8" uscita="P">i perigli e le catene</l>
                            <l n="319" met="8" uscita="T">rammentar ma in libertà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Il fine dell'atto primo</stage>
                </div>
            </div>
            <div type="atto" n="II">
                <head>ATTO SECONDO</head>
                <div type="scena" n="">
                    <stage type="setting">Accampamento de' Romani col padiglione del dittatore.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="1">
                    <head>SCENA PRIMA</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO e OSIDIO con soldati</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="320" met="11" uscita="P">Quel fosco ciglio, quel tacer pensoso</l>
                            <l n="321" met="7" uscita="P">osservasti, o tribuno?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="322" met="11" uscita="P">Al nostro dittator s'alzi, o soldati,</l>
                            <l n="323" met="11" uscita="P">il militar suggesto e gli si appresti</l>
                            <l n="324" met="11" uscita="P" xml:id="v324" part="I">la curul sella. Il vidi, Fabio.
                                <stage>(I soldati romani apparecchiano il tribunale, ove dovrà ascendere e sedere il dittatore)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="324" met="11" uscita="P" corresp="#v324" part="F">Appena</l>
                            <l n="325" met="11" uscita="P">mi volse un guardo, mi degnò di brevi</l>
                            <l n="326" met="11" uscita="P">parole. In lui non riconobbi il padre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="327" met="7" uscita="P">Per Minuzio pavento.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="328" met="11" uscita="P">E n'hai ragion. Chiamar codardo e vile</l>
                            <l n="329" met="11" uscita="P">il cauto dittator, fra le coorti</l>
                            <l n="330" met="7" uscita="P">diffamarlo, schernirlo</l>
                            <l n="331" met="7" uscita="P">fu il minor degl'insulti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="332" met="11" uscita="P">È soggetto chi impera alle loquaci</l>
                            <l n="333" met="11" uscita="P">dicerie di chi serve. Ognun si crede</l>
                            <l n="334" met="11" uscita="P">di aver più senno; e non riflette quanto</l>
                            <l n="335" met="11" uscita="P">sia periglioso il provocar chi ha in mano</l>
                            <l n="336" met="7" uscita="P">la vendetta e il gastigo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="337" met="11" uscita="P">Né questo forse è il suo più grave eccesso.</l>
                            <l n="338" met="11" uscita="P">Pugnò in onta al comando; e la negletta</l>
                            <l n="339" met="11" uscita="P">disciplina tu sai se importi a Roma</l>
                            <l n="340" met="7" uscita="P">che non passi in esempio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="341" met="7" uscita="P">E nel prode Minuzio</l>
                            <l n="342" met="11" uscita="P">rinnovarsi vedrem que' scempi atroci</l>
                            <l n="343" met="11" uscita="P">della feroce austerità primiera?</l>
                            <l n="344" met="11" uscita="P">Roma in oggi è più umana; e i Giuni, i Manli</l>
                            <l n="345" met="7" uscita="P">son barbare memorie.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="346" met="11" uscita="P">Non han luogo in mio cor volgari affetti.</l>
                            <l n="347" met="11" uscita="P">Mi offese, è ver; pur sua salvezza io bramo;</l>
                            <l n="348" met="11" uscita="P">e in suo scampo mi udrai far voti al padre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="349" met="7" uscita="P">Pietà degna di Fabio.</l>
                            <l n="350" met="11" fen="S" uscita="P">In Minuzio, anche reo, perder un tanto</l>
                            <l n="351" met="11" uscita="P">guerrier parrebbe invidia; e chi del fiero</l>
                            <l n="352" met="11" uscita="P">Annibale l'audacia in parte ha doma,</l>
                            <l n="353" met="11" uscita="P">ha l'amor dell'esercito e di Roma.
                                <stage>(Osidio entra nel padiglione del dittatore)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num9" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="354" met="8" uscita="P">Alma mia, più che da amore,</l>
                            <l n="355" met="8" uscita="P">da virtù prendi consiglio.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num9" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="356" met="8" uscita="P">Nel rival, quantunque ingiusto,</l>
                            <l n="357" met="8" uscita="P">a me iniquo e al genitore,</l>
                            <l n="358" met="8" uscita="P">si preservi a Roma un figlio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="2">
                    <head>SCENA II</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO, QUINTO FABIO, OSIDIO, soldati e littori escono dal padiglione</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="359" met="11" uscita="P" xml:id="v359" part="I">Romani, il dittator.
                                <stage>(Suonano timpani e trombe e i soldati si pongono in ordinanza)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="359" met="11" uscita="P" corresp="#v359" part="F">Duci, soldati,</l>
                            <l n="360" met="7" uscita="P">pugnò dunque Minuzio?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="361" met="11" uscita="P" xml:id="v361" part="I">Pugnò e vinse, o signor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="361" met="11" uscita="P" corresp="#v361" part="F">Contra il divieto?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="362" met="11" uscita="P">Fu colpevol l'ardir ma fortunato.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="363" met="7" uscita="P">Cinquemila africani</l>
                            <l n="364" met="11" uscita="P">giacciono, quai nel campo e quai nel vallo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="365" met="11" uscita="P">E con lor quattromila anche de' nostri.</l>
                            <l n="366" met="11" uscita="P">Se così vince Roma, ella è perduta.</l>
                            <l n="367" met="7" uscita="P">A me venga Minuzio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="368" met="11" uscita="P">In me avanza il timor. Tu resta, o Fabio,</l>
                            <l n="369" met="11" uscita="P">e cerca di placare il padre irato.
                                <stage>(Si parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="3">
                    <head>SCENA III</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO e FABIO MASSIMO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="370" met="11" uscita="X">Se di ciò, che ti offende, a parte io sia,</l>
                            <l n="371" met="11" uscita="P">creder lo puoi, non men signor che padre.</l>
                            <l n="372" met="11" uscita="P">Lo vuol sangue e ragion. Son figlio e servo.</l>
                            <l n="373" met="11" uscita="P">Ma di servo e di figlio al zelo ancora</l>
                            <l n="374" met="11" uscita="P" xml:id="v374" part="I">favellar si conceda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="374" met="11" uscita="P" corresp="#v374" part="F">E che puoi dirmi?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="375" met="7" uscita="P">Che se a punir di morte</l>
                            <l n="376" met="11" fen="S" uscita="P">pensi il reo vincitor, l'odio avrai tutto</l>
                            <l n="377" met="11" uscita="P" xml:id="v377" part="I">del campo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="377" met="11" uscita="P" corresp="#v377" part="F">E a nol punir, ne avrò il disprezzo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="378" met="11" uscita="P">Che puoi tentar, se de' soldati all'uopo</l>
                            <l n="379" met="11" uscita="P" xml:id="v379" part="I">l'amor ti venga meno?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="379" met="11" uscita="P" corresp="#v379" part="F">E se il rispetto,</l>
                            <l n="380" met="11" uscita="P" xml:id="v380" part="I">che comandar?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="380" met="11" uscita="P" corresp="#v380" part="F">Ripiglieranno i Peni</l>
                            <l n="381" met="7" uscita="P">più ardir dal suo gastigo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="382" met="11" uscita="P">L'ozio nostro finor fu de' trionfi</l>
                            <l n="383" met="7" uscita="P">di Annibale lo scoglio.</l>
                            <l n="384" met="11" uscita="P">Lo stanchiam col fuggirlo. Ei nulla cerca,</l>
                            <l n="385" met="7" uscita="P">più che i nostri cimenti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="386" met="11" uscita="P" xml:id="v386" part="I">Minuzio...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="386" met="11" uscita="P" corresp="#v386" part="F">Pervertì l'util consiglio;</l>
                            <l n="387" met="7" uscita="P">e il lasciarlo impunito</l>
                            <l n="388" met="11" fen="S" uscita="P">me in dispregio porria, Roma in periglio.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num10" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="389" met="8" uscita="X">Troppo giovane tu sei.</l>
                            <l n="390" met="8" uscita="X">Son colpevoli trofei</l>
                            <l n="391" met="8" uscita="P">quei che lodi e che difendi.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num10" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="392" met="8" uscita="P">D'un roman sta il primo onore</l>
                            <l n="393" met="8" uscita="P">nell'ossequio e non nel brando;</l>
                            <l n="394" met="8" uscita="P">e dell'arte del comando</l>
                            <l n="395" met="8" uscita="P">tu assai parli e poco intendi.
                                <stage>(Fabio Massimo va a sedere sul tribunale preparatogli)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="4">
                    <head>SCENA IV</head>
                    <stage type="setting">OSIDIO, MINUZIO, seguito da' soldati,  e i suddetti.</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="396" met="11" uscita="P" xml:id="v396" part="I">Piega il feroce cor.
                                <stage>(In lontano a Minuzio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="396" met="11" uscita="P" corresp="#v396" part="F">Ch'io scenda a' prieghi?
                                <stage>(In lontano ad Osidio)</stage>
                            </l>
                            <l n="397" met="7" uscita="P">No. Qual de' Peni a fronte,</l>
                            <l n="398" met="11" uscita="P">sia in faccia al dittator Minuzio invitto.
                                <stage>(Si avanza)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="399" met="11" uscita="P">(Crescerà per audacia il suo delitto).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="400" met="11" uscita="P">Massimo, dittator, che là t'assidi</l>
                            <l n="401" met="11" uscita="P">a giudicarmi e a condannarmi, ho vinto.</l>
                            <l n="402" met="11" uscita="P">Vanto il mio error; non lo discolpo. Verghe</l>
                            <l n="403" met="11" uscita="P">vengano e scuri; eccoti dorso e capo.</l>
                            <l n="404" met="11" uscita="P">Nella tua dittatura acciar romano</l>
                            <l n="405" met="7" uscita="P">va di sangue africano</l>
                            <l n="406" met="7" uscita="P">digiuno ancor. Cominci</l>
                            <l n="407" met="11" uscita="P">da quel d'un cittadino; e Roma intenda</l>
                            <l n="408" met="11" uscita="P">che né tu vincer vuoi né che altri vinca.</l>
                            <l n="409" met="11" uscita="P">Chiuditi pur nel vallo; occupa pure</l>
                            <l n="410" met="11" uscita="P">l'erto de' monti. Se sconfitto il Peno</l>
                            <l n="411" met="11" uscita="P">non fia dagli ozi tuoi, s'arso e distrutto</l>
                            <l n="412" met="11" uscita="P">grida invano alzerà l'ausonio suolo,</l>
                            <l n="413" met="11" uscita="P">basterà a' fasti tuoi Minuzio solo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="414" met="11" uscita="P">Chi già del dittator sprezzò la legge,</l>
                            <l n="415" met="11" uscita="P">strano non è ch'ora n'insulti il grado.</l>
                            <l n="416" met="7" uscita="P">D'uno in altro delitto</l>
                            <l n="417" met="11" uscita="P">s'apre facile il varco a cor superbo.</l>
                            <l n="418" met="11" uscita="P">Tu vanti i tuoi trofei ma rei d'impero</l>
                            <l n="419" met="7" uscita="P">negletto, ma funesti.</l>
                            <l n="420" met="11" uscita="X">Pena al tuo error si deve; e tal l'avrai</l>
                            <l n="421" met="11" uscita="P">che farà sbigottir la tua alterezza.</l>
                            <l n="422" met="11" uscita="P">All'ossequio in mancar fosti spergiuro</l>
                            <l n="423" met="11" uscita="P">né, sapendo ubbidir, demeritasti</l>
                            <l n="424" met="7" uscita="P">dal grado ch'io ti diedi.</l>
                            <l n="425" met="11" uscita="P">Scingiti e sago e brando e l'armi e tutti</l>
                            <l n="426" met="11" uscita="P">della milizia gli ornamenti. Il nome</l>
                            <l n="427" met="11" uscita="P">tuo si cancelli. Esci del campo. A Roma</l>
                            <l n="428" met="7" uscita="P">ritorna; e quivi ostenta</l>
                            <l n="429" met="11" uscita="P">le tue vittorie, i miei riposi infama;</l>
                            <l n="430" met="7" uscita="P">e là più cresca al suono</l>
                            <l n="431" met="11" uscita="P">delle ignominie mie l'alta tua fama.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="432" met="7" uscita="P">A un vincitor qual pena!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="433" met="11" uscita="P">Pallido, sbigottito e fiso a terra</l>
                            <l n="434" met="7" uscita="P">le luci... Altro egli sembra</l>
                            <l n="435" met="11" uscita="P">da sé poc'anzi minaccioso, invitto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="436" met="11" uscita="P">Facciasi; e il banditor legga l'editto.
                                <stage>(Sale il banditore su la tribuna e riceve dalle mani del dittatore l'editto; ma nell'atto del leggerlo, sopravviene Valerio, seguito da ventiquattro littori, e tiene in mano altro decreto del popolo romano)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="5">
                    <head>SCENA V</head>
                    <stage type="setting">VALERIO con ventiquattro littori e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="437" met="7" uscita="P">Altro editto che questo</l>
                            <l n="438" met="11" uscita="P">del popolo roman qui non ha luogo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="439" met="11" uscita="P">Che fia? Valerio, altri littori al campo?
                                <stage>(Levandosi)</stage>
                            </l>
                            <l n="440" met="11" uscita="P">Altro impero che il mio? Non è più Fabio</l>
                            <l n="441" met="11" uscita="X" xml:id="v441" part="I">qui dittatore?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="441" met="11" uscita="X" corresp="#v441" part="F">Il dittator tu sei.</l>
                            <l n="442" met="11" uscita="X" xml:id="v442" part="I">Ma leggi.
                                <stage>(Dà il plebiscito a Fabio Massimo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="442" met="11" uscita="X" corresp="#v442" part="F">(Ah, duran anco i rischi miei).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="443" met="11" uscita="P">«I tribuni del popolo romano.
                                <stage>(Legge in piedi)</stage>
                            </l>
                            <l n="444" met="11" uscita="P">Tra Massimo sia pari e tra Minuzio</l>
                            <l n="445" met="11" uscita="P">grado, titolo, impero. Ambo la guerra</l>
                            <l n="446" met="7" uscita="P">reggano dittatori.</l>
                            <l n="447" met="11" uscita="P">Abbia i fasci ciascuno, abbia i littori».</l>
                            <l n="448" met="11" uscita="P" xml:id="v448" part="I">Dei! La patria vuol perdersi.
                                <stage>(Siede pensoso)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="448" met="11" uscita="P" corresp="#v448" part="F">La patria</l>
                            <l n="449" met="11" uscita="P">riconosce il valor. Fabio era ingiusto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="450" met="11" uscita="P" xml:id="v450" part="I">Due dittatori!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="450" met="11" uscita="P" corresp="#v450" part="F">Al genitor tal onta?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="451" met="11" uscita="P">(Massimo, è tempo d'usar senno ed arte.</l>
                            <l n="452" met="7" uscita="P">Autorità ne agguaglia;</l>
                            <l n="453" met="11" uscita="P" xml:id="v453" part="I">ne distingua virtude).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="453" met="11" uscita="P" corresp="#v453" part="F">Olà, un curule</l>
                            <l n="454" met="11" uscita="P" xml:id="v454" part="I">seggio anche a me.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="454" met="11" uscita="P" corresp="#v454" part="F">Vieni, o Minuzio, e prendi</l>
                            <l n="455" met="11" uscita="X">gli auspizi del comando, ove l'altrui</l>
                            <l n="456" met="11" uscita="P">aspro, ma retto, a giudicarti ascese.
                                <stage>(Vien portata per Minuzio altra sedia curule ed egli vi si asside a canto di Fabio Massimo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="457" met="11" uscita="P">Varian così d'umana sorte i giri.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="458" met="11" fen="S" uscita="P">Il passato si obblii. Quello, che a fronte</l>
                            <l n="459" met="7" uscita="P">nimico abbiam, ne vieta,</l>
                            <l n="460" met="11" uscita="P">non che un lungo consiglio, un ozio breve.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="461" met="11" uscita="P">A tuo piacer. La via proponi e il modo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="462" met="11" uscita="P">Uno o più giorni alternamente in Fabio</l>
                            <l n="463" met="11" uscita="P">sia il sovrano comando; e per eguale</l>
                            <l n="464" met="7" uscita="P">intervallo in Minuzio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="465" met="7" uscita="P">Né men per un momento</l>
                            <l n="466" met="11" uscita="P">servirò alle tue leggi. A me diviso</l>
                            <l n="467" met="7" uscita="P">vien l'impero, non tolto.</l>
                            <l n="468" met="7" uscita="P">Quattro abbiam sotto l'armi</l>
                            <l n="469" met="11" fen="I" uscita="P">legioni. Partiscansi egualmente.</l>
                            <l n="470" met="11" uscita="P">Due tu ne reggi, io due. Ne' tuoi consigli</l>
                            <l n="471" met="11" uscita="P">né di onor né di biasmo aver vo' parte.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="472" met="11" uscita="P">Piacemi; e il nome lor, chiuso nell'urna,</l>
                            <l n="473" met="7" uscita="P">ne decida la sorte.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="474" met="7" uscita="P">A me, cui della prima</l>
                            <l n="475" met="11" uscita="P">commesso è il tribunato, ah, si assicuri</l>
                            <l n="476" met="7" uscita="P">militar sotto il padre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="477" met="11" uscita="P">L'approveran gli dii, se giusto è il voto.
                                <stage>(Vien recata l'urna, ove si pongono i nomi delle quattro legioni, due de' quali n'estrae Fabio Massimo e due Minuzio. Intanto Quinto Fabio dice tra sé)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num11" esecuzione="solistica" posizione="mezzo" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="478" met="5" uscita="P">Fammi, empia sorte,</l>
                            <l n="479" met="5" uscita="X">il mal che puoi;</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num11" esecuzione="solistica" posizione="mezzo" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="480" met="5" uscita="P">sarò più forte</l>
                            <l n="481" met="5" uscita="X">degli odi tuoi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="482" met="11" uscita="P">In me, Osidio, in me, Fabio, il duce avrete.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="483" met="11" uscita="P" xml:id="v483" part="I">Sinistri fati!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="483" met="11" uscita="P" corresp="#v483" part="F">È indifferente, o figlio,
                                <stage>(Levandosi e fa Minuzio lo stesso)</stage>
                            </l>
                            <l n="484" met="11" uscita="P">a chi ben sa ubbidir, l'un duce o l'altro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="485" met="11" uscita="X">E so a valor dar ricompensa anch'io.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="486" met="11" uscita="X">(Da un tal rival, che sperar puoi, cor mio?)
                                <stage>(Si parte; e i due dittatori scendono dal suggesto)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="487" met="7" uscita="P">Massimo, addio. Vedremo</l>
                            <l n="488" met="7" uscita="P">se Annibale sedendo</l>
                            <l n="489" met="7" uscita="P">vincasi o combattendo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="490" met="11" uscita="P">Un buon imperator guidar si lascia</l>
                            <l n="491" met="11" uscita="P">da mente e da ragion, non da fortuna.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="492" met="11" uscita="P">Lodo cautela anch'io, non timidezza.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="493" met="7" uscita="P">Chi per la patria teme,</l>
                            <l n="494" met="11" uscita="P" xml:id="v494" part="I">teme senza vergogna.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="494" met="11" uscita="P" corresp="#v494" part="F">E Roma e il campo</l>
                            <l n="495" met="11" uscita="P" xml:id="v495" part="I">sgridan la tua lentezza.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="495" met="11" uscita="P" corresp="#v495" part="F">Ingiuria al saggio</l>
                            <l n="496" met="11" uscita="P">non fan garrule voci; e l'alte imprese</l>
                            <l n="497" met="11" uscita="P">guasta temerità, matura il tempo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="498" met="11" uscita="P">Ma che dirai, quand'io di nuovi allori</l>
                            <l n="499" met="7" uscita="P">getti fasci al tuo piede?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="500" met="11" uscita="P">Spesso, a chi assai presume, onta succede.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="501" met="8" uscita="P">Segui pur tardi consigli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="502" met="8" uscita="P">Tenta pur ciechi perigli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="503" met="8" uscita="P">Nome sempre avrai di vile.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="504" met="8" uscita="X">Scorno e danno alfin ne avrai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="505" met="4" uscita="P">Fu lentezza</l>
                            <l n="506" met="8" uscita="P">che alzò Roma a sua grandezza?</l>
                            <l n="507" met="8" uscita="P">O ardir pronto e cor virile?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="508" met="8" uscita="P">Se alla Trebbia e al Trasimeno</l>
                            <l n="509" met="4" uscita="P">si ardia meno,</l>
                            <l n="510" met="8" uscita="X">Roma or fora in tanti guai?
                                <stage>(Si partono da varie parti)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="6">
                    <head>SCENA VI</head>
                    <stage type="setting">VALERIO e OSIDIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="511" met="11" uscita="P">Osidio, a che sì ratto a me t'involi?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="512" met="11" uscita="P">Del dittator segue il tribuno i passi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="513" met="11" uscita="P">O più tosto ad Arisbe amor ti chiama.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="514" met="11" uscita="P">Arisbe è una crudel. Guai per chi l'ama.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="515" met="11" uscita="P">Un lontano rival ti fu opportuno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="516" met="11" uscita="P">Basta ad esserle in odio esser romano.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="517" met="11" uscita="P" xml:id="v517" part="I">Pur tua sorte tentasti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="517" met="11" uscita="P" corresp="#v517" part="F">E fui mal visto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="518" met="11" uscita="P" xml:id="v518" part="I">Tenterò anch'io la mia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="518" met="11" uscita="P" corresp="#v518" part="F">Ne avrai ripulse.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="519" met="11" uscita="P">La più schifa beltà fa degli amanti</l>
                            <l n="520" met="7" uscita="P">ciò che fa de' vestiti;</l>
                            <l n="521" met="11" uscita="P">lascia quel, sprezza questo, un poi ne sceglie.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="522" met="11" uscita="P">Tu non conosci ancor l'alma africana.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="523" met="11" uscita="X">Ti preme spaventar gli affetti miei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="524" met="11" uscita="X">Vedi. Ella è Arisbe; e tu roman pur sei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="7">
                    <head>SCENA VII</head>
                    <stage type="setting">ARISBE e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="525" met="7" uscita="P">Sì. Valerio è romano;</l>
                            <l n="526" met="7" uscita="P">ma distinguerlo Arisbe</l>
                            <l n="527" met="11" uscita="P">sa da Osidio e dagli altri. A te si volle
                                <stage>(A Valerio)</stage>
                            </l>
                            <l n="528" met="7" uscita="P">defraudar tua ragione.</l>
                            <l n="529" met="11" uscita="P">Tu non eri nel campo. Io la difesi.</l>
                            <l n="530" met="11" uscita="P" xml:id="v530" part="I">Non è così?
                                <stage>(Ad Osidio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="530" met="11" uscita="P" corresp="#v530" part="F">Nol so negar; né il festi</l>
                            <l n="531" met="7" uscita="P">spinta da facil genio</l>
                            <l n="532" met="11" uscita="P">ma per sparger tra noi discordie e risse;</l>
                            <l n="533" met="11" uscita="P">e, Minuzio presente, Arisbe il disse.
                                <stage>(A Valerio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="534" met="11" uscita="P">Mi fu giusta però, se non amante.
                                <stage>(Ad Osidio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="535" met="11" fen="S" uscita="P">In faccia al campo io non dovea tal dirmi.
                                <stage>(A Valerio)</stage>
                            </l>
                            <l n="536" met="7" uscita="P">Era questo un arcano
                                <stage>(Ad Osidio)</stage>
                            </l>
                            <l n="537" met="11" uscita="P" xml:id="v537" part="I">ch'io serbava a Valerio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="537" met="11" uscita="P" corresp="#v537" part="F">Ami il rivale?</l>
                            <l n="538" met="11" uscita="P">Per qual merto maggior? Volevi affetto?</l>
                            <l n="539" met="11" uscita="P">Ossequio? Fedeltà? Da me l'avesti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="540" met="11" uscita="P">È ver; ma agli occhi miei tu non piacesti.</l>
                            <l n="541" met="11" uscita="X" xml:id="v541" part="I">(Comincia il mio trionfo).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="541" met="11" uscita="X" corresp="#v541" part="F">Ingiusta sei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="542" met="7" uscita="P">Perché? Forse beltade</l>
                            <l n="543" met="11" uscita="P">è tenuta ad amar ciascun che l'ami?</l>
                            <l n="544" met="11" uscita="P">Perché più degno sei? Se tal ti credi</l>
                            <l n="545" met="11" uscita="P">mal giudichi di te, peggio degli altri.</l>
                            <l n="546" met="11" uscita="P">Ma sia anche ver; nel tribunal d'amore</l>
                            <l n="547" met="7" uscita="P">non si consiglia il merto</l>
                            <l n="548" met="11" uscita="P">ma il cor. Chi piace più sempre è il migliore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="549" met="7" uscita="P" xml:id="v549" part="I">Ben ragiona.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="549" met="7" uscita="P" corresp="#v549" part="F">Eh, Valerio,</l>
                            <l n="550" met="11" uscita="P">non tanto insuperbir. Di me sprezzato,</l>
                            <l n="551" met="11" uscita="P">tu più misero sei, perché ingannato.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num13" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="552" met="7" uscita="P">Quando l'amor favella</l>
                            <l n="553" met="7" uscita="P">sul labbro d'una bella,</l>
                            <l n="554" met="7" uscita="P">per fare altrui dispetto,</l>
                            <l n="555" met="7" uscita="T">nol creder vero amor.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num13" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="556" met="7" uscita="P">Egli è con chi disprezza</l>
                            <l n="557" met="7" uscita="P">un'arte di fierezza;</l>
                            <l n="558" met="7" uscita="P">ed è con chi lusinga</l>
                            <l n="559" met="7" uscita="T">un vezzo ingannator.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="8">
                    <head>SCENA VIII</head>
                    <stage type="setting">VALERIO e ARISBE</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="560" met="11" uscita="P">S'ei rival non mi fosse, andrian già sparsi</l>
                            <l n="561" met="7" uscita="P">di amaro i miei contenti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="562" met="11" uscita="P" xml:id="v562" part="I">D'acuta vista è gelosia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="562" met="11" uscita="P" corresp="#v562" part="F">Vorresti</l>
                            <l n="563" met="11" uscita="P">ch'io credessi al rival, più che ad Arisbe?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="564" met="11" uscita="P">Ma la punica fede è ognor sospetta.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="565" met="11" uscita="P">In anima gentil non entra inganno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="566" met="11" uscita="P">D'Asdrubale son figlia e in odio ho Roma.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="567" met="11" uscita="P">O diverso dal cor parlò il tuo labbro</l>
                            <l n="568" met="11" uscita="P">o nell'odio comun me non confondi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="569" met="11" uscita="P">Forse torna in mio pro ch'io ti lusinghi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="570" met="11" uscita="P">Durerà con l'inganno il mio piacere;</l>
                            <l n="571" met="11" uscita="P">e godrò poi del tuo col disinganno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="572" met="11" fen="S" uscita="P">Non ti credea sì generoso; e sento</l>
                            <l n="573" met="11" uscita="P">che si avanzano in me que' primi impulsi</l>
                            <l n="574" met="7" uscita="P">del genio. Un cor, che tanto</l>
                            <l n="575" met="11" uscita="P">si fida in me, più non saprei tradire.</l>
                            <l n="576" met="11" uscita="P">Mi sarai caro; e per amarti appieno</l>
                            <l n="577" met="11" uscita="P">di vincer studierò le ripugnanze</l>
                            <l n="578" met="7" uscita="P">della patria e del sangue.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="579" met="7" uscita="P">M'ami, se il vuoi. L'amore</l>
                            <l n="580" met="11" uscita="P">col desio facilmente s'accompagna.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="581" met="11" uscita="P" xml:id="v581" part="I">Restami un sol timore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="581" met="11" uscita="P" corresp="#v581" part="M">E qual?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="581" met="11" uscita="P" corresp="#v581" part="F">Vedermi</l>
                            <l n="582" met="7" uscita="P">spoglia ancora indecisa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="583" met="11" uscita="P">Nell'amistà del dittator confido;</l>
                            <l n="584" met="11" uscita="P" xml:id="v584" part="I">e mi assiste ragion.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="584" met="11" uscita="P" corresp="#v584" part="F">Se il dittatore</l>
                            <l n="585" met="11" uscita="P">t'è ingiusto, hai spada al fianco e ardir nel core.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num14" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="586" met="55" uscita="P">So che esser suole scaltro e bugiardo,</l>
                            <l n="587" met="55" uscita="P">di chi è più bella, cor, labbro e sguardo;</l>
                            <l n="588" met="5" uscita="S">ma non so credere</l>
                            <l n="589" met="55" uscita="T">in sì alma nobile sì vil pensier.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num14" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="590" met="55" uscita="P">E quando ancora fosse in te inganno,</l>
                            <l n="591" met="55" uscita="P">voglio più tosto soffrirne il danno</l>
                            <l n="592" met="55" uscita="T">che farti ingiuria col mio temer.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="9">
                    <head>SCENA IX</head>
                    <stage type="setting">ARISBE</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="593" met="7" uscita="P">Un trattar sì sincero</l>
                            <l n="594" met="11" uscita="P">quasi potria... Che dir vorresti, Arisbe?</l>
                            <l n="595" met="11" uscita="P">Se Valerio è romano, abbia egli ancora</l>
                            <l n="596" met="11" uscita="P">con tutto l'odio mio tutto il mio scherno.</l>
                            <l n="597" met="7" uscita="P">Serva alla mia vendetta</l>
                            <l n="598" met="11" uscita="P">anche la sua virtù. Nel roman campo</l>
                            <l n="599" met="11" uscita="P">faccia i mali che può la scaltra Arisbe.</l>
                            <l n="600" met="7" uscita="P">Con l'amor della patria</l>
                            <l n="601" met="11" uscita="P">difendermi saprò da quel rimorso</l>
                            <l n="602" met="7" uscita="P">che accompagna la frode.</l>
                            <l n="603" met="11" uscita="P">Un deluso nimico è sempre lode.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num15" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="604" met="11" uscita="X">Amor, che vedi e sai gli oltraggi tuoi,</l>
                            <l n="605" met="7" uscita="X">so che mi attenderai,</l>
                            <l n="606" met="11" uscita="P">per vendicarti un dì, nascoso al varco.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num15" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="607" met="11" uscita="T">Tormi potrai bensì la libertà;</l>
                            <l n="608" met="7" uscita="T">ma pur mi resterà</l>
                            <l n="609" met="7" uscita="X">l'onor di que' trofei</l>
                            <l n="610" met="11" uscita="P">su cui ti spunto i dardi e frango l'arco.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Il fine dell'atto secondo</stage>
                </div>
            </div>
            <div type="atto" n="III">
                <head>ATTO TERZO</head>
                <div type="scena" n="">
                    <stage type="setting">Sala terrena in casa di campagna, corrispondente agli alloggiamenti di Quinto
                        Fabio.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="1">
                    <head>SCENA PRIMA</head>
                    <stage type="setting">VELIA ed ERMINIO da varie parti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA ed ERMINIO A DUE</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num16" esecuzione="solistica" posizione="entrata" tipometrica="isometrica" strofe="monostrofica">
                            <l n="611" met="7" uscita="P">Non so per quale affetto</l>
                            <l n="612" met="7" uscita="P">mi palpiti nel petto</l>
                            <l n="613" met="7" uscita="T">oltre l'usato il cor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="614" met="7" uscita="P" xml:id="v614" part="I">(Qual beltà!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="614" met="7" uscita="P" corresp="#v614" part="F">(Qual sembiante!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="615" met="11" uscita="P">(Arder più chiari rai non vidi ancora).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="616" met="11" uscita="P">(Leggiadria e nobiltà spiran que' lumi).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="617" met="7" uscita="P">(Fosse tal la mia Velia).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="618" met="7" uscita="X">(Tal fossi, Erminio mio).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="619" met="11" uscita="P">(Ma la mia Velia, oh dio! sorte mi ha tolta).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="620" met="11" uscita="P">(Ma il mio Erminio è lontano e non m'ascolta).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="621" met="11" uscita="P">All'impulso del cor, bella, perdona.</l>
                            <l n="622" met="11" uscita="P">Di saper l'esser tuo sento vaghezza.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="623" met="11" uscita="P">Egual brama al tuo aspetto in me si accese.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="624" met="11" uscita="P">Nera pietra segnò tutti i miei giorni.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="625" met="11" uscita="P">Sempre anch'io fui bersaglio a ria fortuna.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="626" met="11" uscita="P">Sinor pari è il destin. Tua patria è Roma?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="627" met="11" uscita="P">Se romano tu sei, taccio e sospiro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="628" met="11" uscita="P">Prigionier son di Fabio in questo campo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="629" met="11" uscita="P">Son di Fabio il tribuno anch'io conquista.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="630" met="11" uscita="P">D'Ersilia al nome sospirar l'intesi.</l>
                            <l n="631" met="11" uscita="P" xml:id="v631" part="I">Saresti tu sua gentil fiamma?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="631" met="11" uscita="P" corresp="#v631" part="F">Io quella.</l>
                            <l n="632" met="11" uscita="P">E nol potendo amar, per lui ne ho pena.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="633" met="11" uscita="P" xml:id="v633" part="I">Degno è di tua pietà...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="633" met="11" uscita="P" corresp="#v633" part="F">Tanta ti prendi</l>
                            <l n="634" met="11" uscita="P">cura di lui che prigioniero e in rischio</l>
                            <l n="635" met="11" uscita="P" xml:id="v635" part="I">qui ti ritien?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="635" met="11" uscita="P" corresp="#v635" part="F">Già, sua mercé, nel campo</l>
                            <l n="636" met="11" uscita="P">numidico sarei; ma sì non m'ange</l>
                            <l n="637" met="11" uscita="P">amor di libertà, cura di vita,</l>
                            <l n="638" met="11" uscita="P">quanto il saper se qui cattiva o estinta</l>
                            <l n="639" met="7" uscita="P">sia l'illustre mia sposa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="640" met="11" uscita="P">(Torna il palpito al cor). Deh, fa' ch'io sappia</l>
                            <l n="641" met="11" uscita="P" xml:id="v641" part="I">il nome e l'esser tuo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="641" met="11" uscita="P" corresp="#v641" part="F">Fasce reali</l>
                            <l n="642" met="7" uscita="P">sortii. Di Erminio ho il nome;</l>
                            <l n="643" met="11" uscita="X" xml:id="v643" part="I">e nel ligure ciel...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="643" met="11" uscita="X" corresp="#v643" part="F">Tu Erminio?.. Oh dio!</l>
                            <l n="644" met="7" uscita="P">Della Liguria il prence?</l>
                            <l n="645" met="11" uscita="P" xml:id="v645" part="I">E di Velia lo sposo?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="645" met="11" uscita="P" corresp="#v645" part="F">Appunto. E donde</l>
                            <l n="646" met="11" uscita="P">a te di mie fortune è giunto il grido?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="647" met="11" uscita="P" xml:id="v647" part="I">Donde? Da Velia tua...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="647" met="11" uscita="P" corresp="#v647" part="F">Toglimi, ah, tosto</l>
                            <l n="648" met="11" uscita="P">dal maggior mal. Viv'ella? Ha teco anch'ella</l>
                            <l n="649" met="7" uscita="P">comuni i ceppi? Ersilia,</l>
                            <l n="650" met="7" uscita="P">ti chieggo il mio riposo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="651" met="11" uscita="P">(Quanto bello e fedel trovo il mio sposo!</l>
                            <l n="652" met="11" uscita="P">Ma scopriremci? Or non è tempo. Ad ambo</l>
                            <l n="653" met="7" fen="S" uscita="P">verria men la difesa</l>
                            <l n="654" met="7" uscita="P">e cresceria il periglio).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="655" met="11" uscita="P">Tu non rispondi; e il tuo tacer crudele</l>
                            <l n="656" met="11" uscita="P">forse mi dice più che non vorresti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="657" met="11" uscita="P">Datti pace. Ella vive; e l'incertezza</l>
                            <l n="658" met="11" uscita="P">della tua sorte è il suo più grave affanno.</l>
                            <l n="659" met="11" uscita="P">Dal generoso Fabio accetta il dono</l>
                            <l n="660" met="11" uscita="P">della tua libertà. Guai se ti trova</l>
                            <l n="661" met="11" uscita="P">del fier Minuzio, or dittator, l'editto.</l>
                            <l n="662" met="11" uscita="P">Riedi al punico vallo. Ivi il tuo amore</l>
                            <l n="663" met="7" uscita="P">avrà di che esser lieto;</l>
                            <l n="664" met="11" uscita="P">e certo sii che quando Velia il primo</l>
                            <l n="665" met="11" uscita="P">guardo a te volgerà, tutta amorosa,</l>
                            <l n="666" met="7" uscita="P">dirà: «Vien, caro Erminio;</l>
                            <l n="667" met="11" uscita="P">eccoti la tua amante e la tua sposa».</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num17" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="668" met="8" uscita="X">«Senza te, mia luce, errai</l>
                            <l n="669" met="8" uscita="X">fra le tenebre né mai</l>
                            <l n="670" met="8" uscita="T">chiaro giorno a me spuntò».</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num17" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="671" met="8" uscita="P">Lo dirà, che di quel core,</l>
                            <l n="672" met="8" uscita="P">tutto fede e tutto amore,</l>
                            <l n="673" met="8" uscita="T">credi a me, gli arcani io so.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="2">
                    <head>SCENA II</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO con due soldati e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="674" met="7" uscita="P">Vien Fabio. Arresta il passo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="675" met="11" uscita="P">E da me esempio di pietade apprendi.</l>
                            <l n="676" met="11" uscita="P">Erminio, a' tuoi ritorna e alla tua Velia</l>
                            <l n="677" met="11" uscita="P">che nel punico vallo è forse in pena</l>
                            <l n="678" met="7" uscita="P" xml:id="v678" part="I">per te.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="678" met="7" uscita="P" corresp="#v678" part="F">Di sua salvezza</l>
                            <l n="679" met="11" uscita="P">e di sua libertà vedi chi primo</l>
                            <l n="680" met="11" uscita="P" xml:id="v680" part="I">mi diè l'annunzio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="680" met="11" uscita="P" corresp="#v680" part="M">Ersilia?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="680" met="11" uscita="P" corresp="#v680" part="F">E più sicuro</l>
                            <l n="681" met="11" fen="S" uscita="P">attender nol potea che dal mio labbro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="682" met="11" uscita="P">Or t'affretta a partir, che sempre innanti</l>
                            <l n="683" met="11" uscita="P">mi sta il fiero littor. Questi due fidi</l>
                            <l n="684" met="11" uscita="P">soldati miei ti scorteranno al campo.</l>
                            <l n="685" met="11" uscita="P">Ricordati di me. Siati anche cara</l>
                            <l n="686" met="11" uscita="P">Roma per me. Dammi un amplesso e il prendi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="687" met="7" uscita="P">Fabio, per questa giuro</l>
                            <l n="688" met="7" uscita="P">fida man, che ti porgo,</l>
                            <l n="689" met="11" uscita="P">e per questo, che cingo, acciar, né quella</l>
                            <l n="690" met="11" uscita="P">né mai questo alzerò contro di Roma;</l>
                            <l n="691" met="11" uscita="P">serberò tua memoria, infinché duri</l>
                            <l n="692" met="11" uscita="X">questa, ch'è dono tuo, vita; e se mai</l>
                            <l n="693" met="11" uscita="P">potrò usarne in tuo pro, l'avrò più cara.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="694" met="11" uscita="P">Coppia sì rara unqua non vide il sole.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="695" met="7" uscita="P">Bella Ersilia, se prego</l>
                            <l n="696" met="11" uscita="P">può d'Erminio aver loco appo il tuo core,</l>
                            <l n="697" met="11" uscita="P">sii più giusta al mio Fabio. Ama il suo amore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="698" met="7" uscita="P">Erminio, di me stessa</l>
                            <l n="699" met="11" uscita="P">non mi è dato dispor. Velia ne ha il pieno</l>
                            <l n="700" met="11" uscita="P" xml:id="v700" part="I">arbitrio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="700" met="11" uscita="P" corresp="#v700" part="F">E se d'amarlo ella t'impone?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="701" met="11" uscita="P" xml:id="v701" part="I">Ubbidirò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="701" met="11" uscita="P" corresp="#v701" part="F">Fabio, al tuo cor da' pace.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="702" met="11" uscita="P">Lusingarmi non so d'un tanto bene.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="703" met="11" uscita="X">T'assicuri mia fede. Ersilia avrai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="704" met="11" uscita="X">Tu prometti al suo amor quel che non sai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num18" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="705" met="7" uscita="T">Vado ad oprar per te.
                                <stage>(A Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                            <l n="706" met="7" uscita="P">Ma tu dovresti, o bella,
                                <stage>(A Velia)</stage>
                            </l>
                            <l n="707" met="7" uscita="T">renderti a tanta fé,</l>
                            <l n="708" met="7" uscita="T">senza aspettar di più.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num18" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="709" met="7" uscita="T">Beltà, che voglia amar,</l>
                            <l n="710" met="7" uscita="P">con l'altrui cor non ama;</l>
                            <l n="711" met="7" uscita="P">corre ove a sé la chiama</l>
                            <l n="712" met="7" uscita="T">merto, beltà e virtù.
                                <stage>(Si parte coi due soldati di Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="3">
                    <head>SCENA III</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="713" met="11" uscita="P">Ben collocato è il benefizio, o Fabio,</l>
                            <l n="714" met="7" uscita="P">in magnanimo core.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="715" met="7" uscita="P">Ma infelice è l'amore</l>
                            <l n="716" met="11" uscita="P">che per alma crudel langue e sospira.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="717" met="11" uscita="P">Così vuol la mia sorte e ne ho tormento</l>
                            <l n="718" met="11" uscita="P" xml:id="v718" part="I">nulla del tuo men fero.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="718" met="11" uscita="P" corresp="#v718" part="F">E pur, se Velia...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="719" met="11" uscita="P">Un giorno intenderai del vano impegno</l>
                            <l n="720" met="7" uscita="P">l'innocente lusinga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="721" met="11" uscita="P">Non so perder ancor tutta la speme</l>
                            <l n="722" met="11" uscita="P">che tu giusta mi sia; né per ripulse</l>
                            <l n="723" met="7" uscita="P">la mia fede si stanchi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="724" met="7" uscita="P">Ella, sì, mi assicuri</l>
                            <l n="725" met="11" uscita="P">dal fier Minuzio. Egli verrà col fasto</l>
                            <l n="726" met="11" uscita="P">della sua dittatura a nuovi oltraggi.</l>
                            <l n="727" met="11" uscita="P">Altra difesa da un tiranno amante</l>
                            <l n="728" met="7" uscita="P">non ho che Fabio o morte.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="729" met="11" uscita="P">Ersilia, non temer. Sicuro asilo</l>
                            <l n="730" met="11" uscita="P">nel campo avrai del dittator mio padre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="731" met="7" uscita="P">Il trionfo compisci</l>
                            <l n="732" met="11" uscita="P" xml:id="v732" part="I">di tua virtù. Rendimi a' miei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="732" met="11" uscita="P" corresp="#v732" part="F">Crudele!</l>
                            <l n="733" met="11" uscita="P">Anche fuggirmi? Anche il piacer ch'io perda</l>
                            <l n="734" met="7" uscita="P">dell'amabil tua vista?...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="735" met="11" uscita="P">Per lontananza salderà tua piaga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="736" met="7" uscita="P">Dirai meglio, per morte.</l>
                            <l n="737" met="7" uscita="P">Non mi sento sì forte</l>
                            <l n="738" met="7" uscita="P">a perderti per sempre.</l>
                            <l n="739" met="11" uscita="P">Lascia ch'io più disperi o più m'avvezzi</l>
                            <l n="740" met="11" uscita="P">a sì crudo per me rimedio estremo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="741" met="11" uscita="P" xml:id="v741" part="I">Minuzio... Oh dei!...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="741" met="11" uscita="P" corresp="#v741" part="M">Fabio è ancor teco.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="741" met="11" uscita="P" corresp="#v741" part="F">Io temo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="4">
                    <head>SCENA IV</head>
                    <stage type="setting">MINUZIO con littori e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="742" met="11" uscita="P">Non vi turbi il mio aspetto. Io qui non vengo</l>
                            <l n="743" met="11" uscita="P">tratto da quell'ardor, di cui mi resta</l>
                            <l n="744" met="7" uscita="P">lieve appena scintilla.</l>
                            <l n="745" met="11" uscita="P">La dittatura, a cui m'alzaro i voti</l>
                            <l n="746" met="11" uscita="P">del popolo romano, e le speranze</l>
                            <l n="747" met="7" uscita="P">di Roma, in me rivolte,</l>
                            <l n="748" met="11" uscita="P">m'inspirano altri affetti, altri pensieri</l>
                            <l n="749" met="11" fen="S" uscita="P">che sien degni di me, di lei, di tutti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="750" met="7" uscita="P">Vincitor di te stesso,</l>
                            <l n="751" met="11" uscita="P">vittoria ottieni assai maggior d'ogni altra.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="752" met="7" uscita="P">Fabio, a te solo venni...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="753" met="11" uscita="P" xml:id="v753" part="I">Bastava un tuo comando...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="753" met="11" uscita="P" corresp="#v753" part="F">A te, ornamento</l>
                            <l n="754" met="11" uscita="P">della patrizia gioventù, crescente</l>
                            <l n="755" met="11" uscita="P">speranza e lume del latino impero.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="756" met="7" uscita="P" xml:id="v756" part="I">Troppo, o signor...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="756" met="7" uscita="P" corresp="#v756" part="F">Le prove,</l>
                            <l n="757" met="7" uscita="P">che nell'ultima pugna</l>
                            <l n="758" met="11" uscita="P">desti d'alto valor, fan che al tuo braccio</l>
                            <l n="759" met="11" uscita="P">utile affidi e necessaria impresa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="760" met="7" uscita="P">Ov'è il ben della patria,</l>
                            <l n="761" met="11" uscita="P">né incontro temo né fatica fuggo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="762" met="11" uscita="P" xml:id="v762" part="I">(Mali per me).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="762" met="11" uscita="P" corresp="#v762" part="F">Del vicin colle il giogo</l>
                            <l n="763" met="7" uscita="P">va' con le tue coorti</l>
                            <l n="764" met="11" uscita="P">spedito ad occupar, pria che il Numida</l>
                            <l n="765" met="11" uscita="P">sopra vi spieghi i barbari vessilli.</l>
                            <l n="766" met="11" uscita="P">Ei già l'armi vi spinge. Il prevenirlo</l>
                            <l n="767" met="11" uscita="P">ne assicura da assalti e da sorprese</l>
                            <l n="768" met="11" uscita="P">e a lui chiude i soccorsi e vieta i paschi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="769" met="11" uscita="P">M'è gloria il cenno e tronco i vani indugi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="770" met="11" uscita="P">Sì indiscreto non son che ti divieti</l>
                            <l n="771" met="11" uscita="X">prender dalla tua Ersilia un breve addio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="772" met="11" uscita="X">Già il cor lo prese. Or servo al dover mio.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num19" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="773" met="10" uscita="P">Nulla bada destrier generoso,</l>
                            <l n="774" met="6" uscita="P">se suon strepitoso</l>
                            <l n="775" met="10" uscita="P">d'oricalco lo sfidi o lo desti.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num19" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="776" met="10" uscita="P">Corra ardito ad invito d'onore,</l>
                            <l n="777" met="6" uscita="P">magnanimo core;</l>
                            <l n="778" met="10" uscita="P">e da gloria altro amor non l'arresti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="5">
                    <head>SCENA V</head>
                    <stage type="setting">MINUZIO e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="779" met="7" uscita="P">Senza porgerti un guardo?</l>
                            <l n="780" met="11" uscita="P">Senza torne un addio? Fabio non t'ama.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="781" met="11" uscita="P">Dover d'amor da quel di gloria è vinto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="782" met="7" uscita="P">Per Minuzio sarebbe</l>
                            <l n="783" met="11" uscita="P">la maggior gloria sua l'amor d'Ersilia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="784" met="7" uscita="P" xml:id="v784" part="I">Signor...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="784" met="7" uscita="P" corresp="#v784" part="M">Partite.
                                <stage>(A' littori, i quali partono)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="784" met="7" uscita="P" corresp="#v784" part="F">(Oh rischi!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="785" met="7" uscita="P">Bella, non perché illustre</l>
                            <l n="786" met="11" uscita="P">di sublimi trofei splenda il mio nome,</l>
                            <l n="787" met="11" uscita="P">non perché a me dia vanto e da me il prenda</l>
                            <l n="788" met="11" uscita="P">l'eccelso onor, di cui mi adorna il Tebro,</l>
                            <l n="789" met="11" uscita="P">a te parla il mio cor ma perché t'ama.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="790" met="11" uscita="P">Come? Da quell'ardor, di cui ti resta</l>
                            <l n="791" met="7" uscita="P">lieve appena scintilla,</l>
                            <l n="792" met="11" uscita="P">sì ti lasci abbagliar? Ciò non attende</l>
                            <l n="793" met="11" uscita="P">la dittatura, a cui t'alzaro i voti</l>
                            <l n="794" met="7" uscita="P">del popolo romano;</l>
                            <l n="795" met="7" uscita="P">né a te sono rivolte</l>
                            <l n="796" met="7" uscita="P">le speranze di Roma,</l>
                            <l n="797" met="11" uscita="P">perché abbia ad illustrar le tue conquiste</l>
                            <l n="798" met="11" uscita="P">una misera schiava. Ah, dittatore,</l>
                            <l n="799" met="11" uscita="P">quegli affetti ripiglia e quei pensieri</l>
                            <l n="800" met="11" fen="S" uscita="P">che sien degni di te, di lei, di tutti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="801" met="11" uscita="P">Sii men saggia e più grata. A te non venni</l>
                            <l n="802" met="7" uscita="P">per ricever consiglio</l>
                            <l n="803" met="11" uscita="P">ma prezzo di favor, cambio d'affetto.</l>
                            <l n="804" met="7" uscita="P">Tu il promettesti; e il chieggo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="805" met="11" uscita="P">Qual lo promisi, io tel concedo, onesto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="806" met="7" uscita="P">Ma che sia più che stima.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="807" met="11" uscita="P" xml:id="v807" part="I">Sia anche amistade.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="807" met="11" uscita="P" corresp="#v807" part="F">A un amator non basta.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="808" met="11" uscita="P" xml:id="v808" part="I">Non può Ersilia di più.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="808" met="11" uscita="P" corresp="#v808" part="F">Può, purché voglia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="809" met="7" uscita="P">Aggiungi: e pur che deggia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="810" met="11" uscita="P">Non ripugna al dover legge d'amore.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num20" esecuzione="solistica" posizione="mezzo" tipometrica="isometrica" strofe="monostrofica">
                            <l n="811" met="8" uscita="P">Men fierezza. A chi vi adora,</l>
                            <l n="812" met="8" uscita="P">deh volgetevi, occhi belli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="813" met="11" uscita="P">Roman, tu non conosci a cui favelli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="814" met="11" fen="I" uscita="P">A un'ingrata, lo so; ma tu obbliasti</l>
                            <l n="815" met="7" uscita="P">che a un dittator rispondi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="816" met="7" uscita="P">Non pensar del gran nome</l>
                            <l n="817" met="11" uscita="P">di atterrirmi col suon. Più lieve impresa</l>
                            <l n="818" met="11" uscita="P">a te Annibale fia che il cor d'Ersilia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="819" met="11" uscita="P">Risparmiami d'usar forza e potere.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="820" met="11" uscita="P">Son ritornati oggi i Tarquini a Roma?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="821" met="11" uscita="P">Che chieggo alfin? Poco ti costa un guardo,</l>
                            <l n="822" met="7" uscita="P">è poco una lusinga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="823" met="11" uscita="P">Chi vuol tutto negar nulla conceda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="824" met="11" uscita="P" xml:id="v824" part="I">Ersilia, più pietà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="824" met="11" uscita="P" corresp="#v824" part="F">Più senno, o duce.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="825" met="11" uscita="X" xml:id="v825" part="I">Vuoi libertade?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="825" met="11" uscita="X" corresp="#v825" part="F">In me ragion non hai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="826" met="11" uscita="P" xml:id="v826" part="I">Vuoi preghi?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="826" met="11" uscita="P" corresp="#v826" part="F">In tal miseria io non gli esigo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="827" met="11" uscita="X" xml:id="v827" part="I">Mira al tuo piede...
                                <stage>(Nell'atto di piegare un ginocchio, si ferma alla voce di Quinto Fabio che sopravviene)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="6">
                    <head>SCENA VI</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="827" met="11" uscita="X" corresp="#v827" part="F">Ah, dittator! Che fai?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="828" met="7" uscita="P" xml:id="v828" part="I">(Dei! Qui Fabio!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="828" met="7" uscita="P" corresp="#v828" part="F">(Respiro).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="829" met="7" uscita="P">Queste son di Minuzio</l>
                            <l n="830" met="7" uscita="P">le magnanime imprese?</l>
                            <l n="831" met="7" fen="S" uscita="P">L'eroiche idee? Si vince</l>
                            <l n="832" met="11" uscita="P">Annibale così? Così Cartago?</l>
                            <l n="833" met="11" uscita="P">D'una schiava beltà s'abbassa al piede</l>
                            <l n="834" met="11" uscita="P">il dittator di Roma? Usa più tosto</l>
                            <l n="835" met="11" uscita="P">nel supremo poter, di cui t'abusi,</l>
                            <l n="836" met="7" uscita="P">e le scuri e le verghe.</l>
                            <l n="837" met="7" uscita="P">Sia la tua dittatura</l>
                            <l n="838" met="11" uscita="P">crudel, non vil, talché non passi in altri</l>
                            <l n="839" met="11" uscita="P">l'obbrobrio, onde la spargi, e in te finisca.</l>
                            <l n="840" met="7" uscita="P">Signore, addio. Di Fabio</l>
                            <l n="841" met="11" uscita="P">serviro anche gl'indugi alla tua gloria.</l>
                            <l n="842" met="11" uscita="P">Or se onesto ti sembra, allor che a rischi</l>
                            <l n="843" met="11" uscita="P">per te m'espongo e per te colgo allori,</l>
                            <l n="844" met="11" uscita="P">toglimi Ersilia, insidiami una giusta</l>
                            <l n="845" met="7" uscita="P">spoglia del mio valore;</l>
                            <l n="846" met="7" uscita="P">ma, signor, ti sovvenga,</l>
                            <l n="847" met="11" uscita="P">in cor romano è debolezza amore.
                                <stage>(Si parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num21" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="848" met="7" uscita="P">Se incontra arene e sassi,</l>
                            <l n="849" met="7" uscita="P">che fa l'agricoltor?</l>
                            <l n="850" met="7" uscita="P">Cerca un terren miglior</l>
                            <l n="851" met="11" uscita="P">che gli assicuri un dì messe feconda.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num21" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="852" met="7" uscita="P">Non coglierai, me amando,</l>
                            <l n="853" met="7" uscita="T">che sdegno, onta e dolor.</l>
                            <l n="854" met="7" uscita="T">Beltà di facil cor</l>
                            <l n="855" met="11" uscita="P">non mancherà per te, che amor ne abbonda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="7">
                    <head>SCENA VII</head>
                    <stage type="setting">MINUZIO e poi ARISBE</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="856" met="11" uscita="P">Scuotiti dal letargo, in cui t'han posta</l>
                            <l n="857" met="7" uscita="P">e sorpresa e dispetto,</l>
                            <l n="858" met="11" uscita="P">e svegliati a vendetta, alma feroce.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="859" met="11" uscita="P">Come ubbidite son! come temute</l>
                            <l n="860" met="11" uscita="P">di Minuzio le leggi! Oh, se a Cartago</l>
                            <l n="861" met="11" uscita="P">torno, quai ridirò della romana</l>
                            <l n="862" met="11" uscita="P">militar disciplina illustri esempi!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="863" met="7" uscita="P">Di che ne accusa Arisbe?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="864" met="11" uscita="P">Non cadder tutti, e ben ne godo, all'ara</l>
                            <l n="865" met="11" uscita="P">della tua crudeltà quegl'infelici</l>
                            <l n="866" met="7" uscita="P">prigionieri africani,</l>
                            <l n="867" met="11" uscita="P">i cui ceppi bagnai d'inutil pianto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="868" met="7" uscita="P" xml:id="v868" part="I">Che dici?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="868" met="7" uscita="P" corresp="#v868" part="F">Il ver. Già è salvo</l>
                            <l n="869" met="11" uscita="P">della Liguria il forte prence, Erminio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="870" met="11" uscita="P">Erminio, dopo Annibale, il più fero</l>
                            <l n="871" met="7" uscita="P" xml:id="v871" part="I">nimico a Roma?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="871" met="7" uscita="P" corresp="#v871" part="F">Io il vidi;</l>
                            <l n="872" met="11" uscita="P" xml:id="v872" part="I">e due romani erangli scorta...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="872" met="11" uscita="P" corresp="#v872" part="F">Oh cieli!</l>
                            <l n="873" met="11" uscita="P" xml:id="v873" part="I">Chi deluse l'editto?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="873" met="11" uscita="P" corresp="#v873" part="F">Un generoso</l>
                            <l n="874" met="11" uscita="P" xml:id="v874" part="I">cor più del tuo, Fabio il tribuno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="874" met="11" uscita="P" corresp="#v874" part="F">Arisbe</l>
                            <l n="875" met="11" uscita="P">giurò sparger tra noi discordie e risse.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="876" met="11" uscita="P">Ma l'odio mio non ha bugie sul labbro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="877" met="7" uscita="P">Creder mi è forza. Altero</l>
                            <l n="878" met="11" uscita="P">Fabio, omai trema. Col poter già s'arma</l>
                            <l n="879" met="7" uscita="P">ragion, sdegno ed amore.</l>
                            <l n="880" met="11" uscita="P">Alla vendetta mia darò i pretesti</l>
                            <l n="881" met="7" uscita="P">con la legge oltraggiata.</l>
                            <l n="882" met="11" uscita="P">Cadrà un rivale e piangerà un'ingrata.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num22" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="883" met="8" uscita="P">Mal si provoca e s'irrita</l>
                            <l n="884" met="8" uscita="T">chi ha il poter di gastigar.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num22" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="885" met="8" uscita="P">O ragion sembrar fa onesto</l>
                            <l n="886" met="8" uscita="P">il suo sdegno o a lui pretesto</l>
                            <l n="887" met="8" uscita="T">mai non manca a condannar.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="8">
                    <head>SCENA VIII</head>
                    <stage type="setting">ARISBE</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="888" met="11" uscita="P">Colpì al segno lo stral. Gittati ho i semi</l>
                            <l n="889" met="11" uscita="P">del civil odio. Vedrò in breve armarsi</l>
                            <l n="890" met="7" uscita="P">tribuni e dittatori.</l>
                            <l n="891" met="7" uscita="P">Qual gloria per Arisbe!</l>
                            <l n="892" met="7" uscita="P">E se dirlo a me lece,</l>
                            <l n="893" met="11" uscita="P">forse Annibale ancor tanto non fece.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num23" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="894" met="6" uscita="P">All'uomo il sapere,</l>
                            <l n="895" met="6" uscita="P">l'ardire, il potere</l>
                            <l n="896" met="6" uscita="T">natura donò.</l>
                            <l n="897" met="6" uscita="T">E a noi che lasciò?</l>
                            <l n="898" met="6" uscita="T">Astuzia e beltà.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num23" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="899" met="6" uscita="P">Ma il sesso più frale,</l>
                            <l n="900" met="6" uscita="P">a senno, a possanza,</l>
                            <l n="901" met="6" uscita="P">sovrasta e prevale,</l>
                            <l n="902" met="6" uscita="P">se d'armi sì forti</l>
                            <l n="903" met="6" uscita="T">valer ben si sa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Il fine dell'atto terzo</stage>
                </div>
            </div>
            <div type="atto" n="IV">
                <head>ATTO QUARTO</head>
                <div type="scena" n="">
                    <stage type="setting">Quartieri di soldati nel campo di Minuzio.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="1">
                    <head>SCENA PRIMA</head>
                    <stage type="setting">OSIDIO con seguito di soldati e VALERIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="904" met="11" uscita="P">Se sollecito meno o se men forte</l>
                            <l n="905" met="11" uscita="P">era Fabio il tribun, dall'erto colle</l>
                            <l n="906" met="11" fen="S" uscita="P">già ne sovrasteria l'oste nimica.</l>
                            <l n="907" met="11" uscita="P">Ma qual ei ne riporta aspra mercede!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="908" met="11" uscita="P" xml:id="v908" part="I">Di che il compiangi?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="908" met="11" uscita="P" corresp="#v908" part="F">Il dittator Minuzio</l>
                            <l n="909" met="11" uscita="P">lo condanna a morir sotto i littori.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="910" met="11" uscita="P" xml:id="v910" part="I">Povero Fabio! E per qual fallo?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="910" met="11" uscita="P" corresp="#v910" part="F">Occulto</l>
                            <l n="911" met="11" uscita="P">il prigionier ligure Erminio ei tenne</l>
                            <l n="912" met="11" uscita="P">e gli diè scampo e trasgredì l'editto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="913" met="11" uscita="P">Onde ne giunse al dittator l'avviso?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="914" met="11" uscita="P">Da chi meno il vorresti o meno il pensi,</l>
                            <l n="915" met="11" uscita="P" xml:id="v915" part="I">da Arisbe.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="915" met="11" uscita="P" corresp="#v915" part="F">Oh per noi tutti infausta spoglia!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="916" met="7" uscita="P">Di non più amar quel volto,</l>
                            <l n="917" met="11" uscita="P">con cui sta cor sì fiero, ho già risolto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="918" met="11" fen="S" uscita="P">Sciorrò anch'io col tuo esempio il ferreo laccio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="919" met="7" uscita="P">Fabio sia il pensier nostro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="920" met="11" uscita="P" xml:id="v920" part="I">Il padre il salverà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="920" met="11" uscita="P" corresp="#v920" part="F">Minuzio ha imposto</l>
                            <l n="921" met="11" uscita="P">che, s'ei voglia a lui dar l'ultimo amplesso,</l>
                            <l n="922" met="7" uscita="P">venga; ma non lo segua</l>
                            <l n="923" met="11" uscita="P">né littor né soldato, o sia per tema</l>
                            <l n="924" met="11" uscita="P">ch'egli possa usar forza o sia che all'uno</l>
                            <l n="925" met="7" uscita="P">non competano i fasci,</l>
                            <l n="926" met="7" uscita="P">ove l'altro ha comando.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="927" met="11" uscita="P">Non so veder riparo all'infelice,</l>
                            <l n="928" met="11" uscita="P">se un'amica pietà non gli è in soccorso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="2">
                    <head>SCENA II</head>
                    <stage type="setting">OSIDIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="929" met="11" uscita="P">Perché rival, più condannato è Fabio</l>
                            <l n="930" met="11" fen="S" uscita="P">che perché reo. Dare il poter supremo</l>
                            <l n="931" met="11" uscita="P">a gioventude, che in balia si lascia</l>
                            <l n="932" met="11" uscita="P">di sregolati affetti, è un por la spada</l>
                            <l n="933" met="11" uscita="P">in mano ad uom, cui furor pazzo invada.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num24" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="934" met="8" uscita="P">Non dovria chi impera e regge,</l>
                            <l n="935" met="8" uscita="P">con la forza e con la legge,</l>
                            <l n="936" met="8" uscita="T">il suo oltraggio vendicar.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num24" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="937" met="8" uscita="P">Non è zelo il suo rigore</l>
                            <l n="938" met="4" uscita="P">ma furore</l>
                            <l n="939" met="8" uscita="P">che a sé fa non un dovere</l>
                            <l n="940" met="8" uscita="T">ma un piacere in condannar.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="3">
                    <head>SCENA III</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO tra i littori e OSIDIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="941" met="11" uscita="P">Vado, Osidio, a morir. Né il Fabio nome</l>
                            <l n="942" met="11" uscita="P">né la canizie e dignità del padre</l>
                            <l n="943" met="11" uscita="P">né i merti miei, nel giudice feroce</l>
                            <l n="944" met="11" uscita="P" xml:id="v944" part="I">diero accesso a pietà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="944" met="11" uscita="P" corresp="#v944" part="F">Sperar mi giova</l>
                            <l n="945" met="11" uscita="P">che te il pubblico lutto e te del padre</l>
                            <l n="946" met="11" uscita="P" xml:id="v946" part="I">ne serberanno i preghi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="946" met="11" uscita="P" corresp="#v946" part="F">Eh, troppo importa</l>
                            <l n="947" met="7" uscita="P">a Minuzio ch'io pera.</l>
                            <l n="948" met="11" uscita="P" xml:id="v948" part="I">Ma vedrò il genitor?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="948" met="11" uscita="P" corresp="#v948" part="F">Mira. Qui 'l tragge</l>
                            <l n="949" met="11" uscita="P" xml:id="v949" part="I">la tua sciagura. Io vo a Minuzio.
                                <stage>(Si parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="949" met="11" uscita="P" corresp="#v949" part="F">Ah, temo</l>
                            <l n="950" met="11" uscita="X">più l'ire sue che tutti i mali miei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="4">
                    <head>SCENA IV</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO e QUINTO FABIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="951" met="11" fen="S" uscita="P">In figura di reo Fabio? Poc'anzi</l>
                            <l n="952" met="7" uscita="P">tu militar tribuno,</l>
                            <l n="953" met="7" uscita="P">or di soldati invece</l>
                            <l n="954" met="7" uscita="P">hai d'intorno littori?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="955" met="11" uscita="P">Padre e signor, tanto non è mia colpa,</l>
                            <l n="956" met="11" uscita="P">quanto ingiustizia altrui la mia sventura.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="957" met="11" uscita="P">Uso è de' rei dire i giudizi iniqui</l>
                            <l n="958" met="7" uscita="P">e ostentar innocenza.</l>
                            <l n="959" met="11" uscita="P">Dimmi; nostro nimico e prigioniero</l>
                            <l n="960" met="7" uscita="P" xml:id="v960" part="I">non era Erminio?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="960" met="7" uscita="P" corresp="#v960" part="F">Egli era.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="961" met="7" uscita="P">Dalla legge comune</l>
                            <l n="962" met="11" fen="S" uscita="P" xml:id="v962" part="I">l'editto l'escludea?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="962" met="11" fen="S" uscita="P" corresp="#v962" part="F">No; ma Minuzio...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="963" met="7" fen="S" uscita="P">Sostenea le mie veci;</l>
                            <l n="964" met="11" uscita="P">e tu, in onta di lui, salvasti Erminio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="965" met="7" uscita="P">In me destò rimorso</l>
                            <l n="966" met="11" uscita="P">lasciar sotto il littor capo sì illustre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="967" met="11" uscita="P">E vi sottentra il tuo. La pena è giusta.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="968" met="11" uscita="P">Feci, in Erminio salvo, amici a Roma</l>
                            <l n="969" met="7" uscita="P">e Liguri ed Insubri.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="970" met="11" uscita="P">Crescano a lei nimici; e duri intatto</l>
                            <l n="971" met="7" uscita="P">ne' suoi figli il rispetto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="972" met="11" uscita="P">Te dittator, mai non si vide al cenno</l>
                            <l n="973" met="11" uscita="P">tuo la vittoria incrudelir ne' vinti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="974" met="7" uscita="P">È libero il comando;</l>
                            <l n="975" met="11" uscita="P">ma l'ossequio è servil. S'io data avessi</l>
                            <l n="976" met="11" fen="I" uscita="P">la legge di Minuzio e violata</l>
                            <l n="977" met="11" uscita="P">fosse questa da te, l'esser mio figlio</l>
                            <l n="978" met="11" fen="S" uscita="P" xml:id="v978" part="I">te non esimeria.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="978" met="11" fen="S" uscita="P" corresp="#v978" part="F">Poiché sì giusta</l>
                            <l n="979" met="7" uscita="P">trovi la mia sentenza,</l>
                            <l n="980" met="11" uscita="P">cedo, o gran padre, e mi condanno io stesso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="981" met="7" uscita="P">Piacemi; e se finora</l>
                            <l n="982" met="11" uscita="P">parlò a te il dittator, parli ora il padre.</l>
                            <l n="983" met="11" uscita="P">Figlio, non venni ad aggravar tua sorte</l>
                            <l n="984" met="7" uscita="P">ma a veder se da Fabio</l>
                            <l n="985" met="11" uscita="P">morivi e da romano. Oh, fossi prima</l>
                            <l n="986" met="11" uscita="P">sotto barbaro acciar morto pugnando!</l>
                            <l n="987" met="7" uscita="P">E de' trecento Fabi</l>
                            <l n="988" met="11" uscita="P">andasse in schiera anche il tuo nome. Il primo</l>
                            <l n="989" met="7" uscita="P">tu sarai di tua stirpe,</l>
                            <l n="990" met="11" uscita="P">il cui sangue berran verghe e mannaie.</l>
                            <l n="991" met="7" uscita="P">Pur se chiudi i tuoi giorni</l>
                            <l n="992" met="11" uscita="P">col magnanimo cor, con cui vivesti,</l>
                            <l n="993" met="11" uscita="P">te seguirà la pubblica pietade,</l>
                            <l n="994" met="11" uscita="P" xml:id="v994" part="I">te la mia ancor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="994" met="11" uscita="P" corresp="#v994" part="F">La tua mi basta, o padre.</l>
                            <l n="995" met="7" uscita="P">Nulla più mi sgomenta;</l>
                            <l n="996" met="11" uscita="P">e se a questo tuo dono altro ne aggiungi...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="997" met="7" uscita="P" xml:id="v997" part="I">Chiedi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="997" met="7" uscita="P" corresp="#v997" part="F">Da te difesa</l>
                            <l n="998" met="11" uscita="P" xml:id="v998" part="I">sia un'infelice vergine...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="5">
                    <head>SCENA V</head>
                    <stage type="setting">VELIA e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="998" met="11" uscita="P" corresp="#v998" part="F">Al tuo piede</l>
                            <l n="999" met="11" uscita="P">cada ella stessa, o dittator. Dall'onte</l>
                            <l n="1000" met="11" uscita="P">di un ingiusto poter tu la proteggi.</l>
                            <l n="1001" met="11" uscita="P">Agli occhi di Minuzio io bella parvi</l>
                            <l n="1002" met="11" uscita="P">e facile conquista. A me fu scudo</l>
                            <l n="1003" met="11" uscita="P">mia virtude e il tuo figlio. Ecco il suo fallo.</l>
                            <l n="1004" met="11" uscita="P">Ecco la sua condanna. Or perdo in esso</l>
                            <l n="1005" met="11" fen="S" uscita="P">quanto avea. Senza lui nulla a me resta</l>
                            <l n="1006" met="11" uscita="P" xml:id="v1006" part="I">che periglio e terror.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1006" met="11" uscita="P" corresp="#v1006" part="F">Già intesi, Ersilia,
                                <stage>(Sollevandola)</stage>
                            </l>
                            <l n="1007" met="11" uscita="P">che de' tuoi rischi a me ben giunse il grido.</l>
                            <l n="1008" met="11" uscita="P">Nulla temer. Nelle mie tende asilo</l>
                            <l n="1009" met="11" uscita="P">sicuro avrai. Custodirò in te un pegno</l>
                            <l n="1010" met="11" uscita="P">degli affetti di Fabio, a me fidati.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1011" met="11" uscita="P">Padre, or moro tranquillo e assolvo i fati.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="6">
                    <head>SCENA VI</head>
                    <stage type="setting">VALERIO con giovani nobili romani e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1012" met="7" uscita="P">Eh, non cadono i Fabi</l>
                            <l n="1013" met="11" uscita="P">di sì vil morte. Dittator, del nostro</l>
                            <l n="1014" met="7" uscita="P">petto a lui farem scudo,</l>
                            <l n="1015" met="11" uscita="P">tanta togliendo dal patrizio sangue</l>
                            <l n="1016" met="11" uscita="P">vergogna e pena. Accoglieranlo amiche</l>
                            <l n="1017" met="11" uscita="P">le tue coorti; e là, se tanto ardisce,</l>
                            <l n="1018" met="11" uscita="P" xml:id="v1018" part="I">le sue poi spinga il dittator...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1018" met="11" uscita="P" corresp="#v1018" part="F">Romani,</l>
                            <l n="1019" met="11" uscita="P">che a tal prezzo egli viva? Aquile opporsi</l>
                            <l n="1020" met="11" uscita="P">per lui vedremo ad aquile? Aste ad aste?</l>
                            <l n="1021" met="11" uscita="P">E farem sì che de' nostri odi armato</l>
                            <l n="1022" met="11" fen="I" uscita="P">Annibale su noi scenda e ruini?</l>
                            <l n="1023" met="7" uscita="P">Non che un solo, pria tutta</l>
                            <l n="1024" met="7" uscita="P">pera la Fabia gente.</l>
                            <l n="1025" met="7" uscita="P">Ponete modo al vostro</l>
                            <l n="1026" met="7" fen="S" uscita="P">zelo e siavi più in mente</l>
                            <l n="1027" met="11" uscita="P">degli avi vostri l'onorato esempio</l>
                            <l n="1028" met="11" uscita="P">che alla patria donar sé stessi e i figli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1029" met="11" uscita="P">Di funesta virtù fieri consigli!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="7">
                    <head>SCENA VII</head>
                    <stage type="setting">OSIDIO e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1030" met="7" uscita="P">Signor, da te dipende</l>
                            <l n="1031" met="7" uscita="X">che viva il figlio. I tuoi</l>
                            <l n="1032" met="11" uscita="P">preghi non troveran del dittatore</l>
                            <l n="1033" met="7" uscita="P">inflessibile il core.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1034" met="7" uscita="P" xml:id="v1034" part="I">Andiamo...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1034" met="7" uscita="P" corresp="#v1034" part="F">Ah, da paterna</l>
                            <l n="1035" met="11" uscita="P">pietà non sia tradito il grado eccelso.</l>
                            <l n="1036" met="11" uscita="P">Non soffrirlo, o signor. La dittatura,</l>
                            <l n="1037" met="7" uscita="P">che a salvezza d'un Fabio</l>
                            <l n="1038" met="11" uscita="P">vide Roma al suo piede e n'ebbe gloria,</l>
                            <l n="1039" met="11" uscita="P">non si prostri ella stessa e n'abbia scorno.</l>
                            <l n="1040" met="11" uscita="P">Lasciami al mio destin; ma resti illesa</l>
                            <l n="1041" met="11" uscita="P">tua dignità. Tanto non val mia vita.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1042" met="7" uscita="P">Oh illustre figlio! Oh allora
                                <stage>(Va ad abbracciarlo)</stage>
                            </l>
                            <l n="1043" met="11" uscita="P">degno più del mio amor, quando ti perdo!</l>
                            <l n="1044" met="7" uscita="P">Teco porta alla tomba</l>
                            <l n="1045" met="7" uscita="P">sì magnanimi sensi</l>
                            <l n="1046" met="11" uscita="P">e tua virtude al mio dover non pensi.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num25" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1047" met="8" uscita="X">So qual sono e qual tu sei.</l>
                            <l n="1048" met="8" uscita="X">Tu i pietosi affetti miei</l>
                            <l n="1049" met="8" uscita="P">e la patria avrà i più forti.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num25" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1050" met="8" uscita="T">Dura invitto; e ad ogni età</l>
                            <l n="1051" met="8" uscita="T">in tua gloria passerà</l>
                            <l n="1052" met="8" uscita="P">la virtù che teco porti.
                                <stage>(Si parte con li soldati d'Osidio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="8">
                    <head>SCENA VIII</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO, VELIA e VALERIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1053" met="7" uscita="P">Ersilia, ore di vita</l>
                            <l n="1054" met="11" uscita="P">mi restan poche; altre alla patria ed altre</l>
                            <l n="1055" met="11" uscita="P">ne debbo al padre; e tu non poca parte</l>
                            <l n="1056" met="11" uscita="P">e l'estrema ne avrai. Se d'una sola</l>
                            <l n="1057" met="11" uscita="P">lagrima tu mi onori, assai già ottenni.</l>
                            <l n="1058" met="11" uscita="P">Serba ad altro più degno e più felice</l>
                            <l n="1059" met="11" uscita="P">i tuoi teneri affetti. Al caro Erminio</l>
                            <l n="1060" met="7" uscita="P">narra i miei casi; e digli</l>
                            <l n="1061" met="7" uscita="P">che non vendichi Fabio</l>
                            <l n="1062" met="7" uscita="P">su Roma; e lieti ei viva</l>
                            <l n="1063" met="11" uscita="P">con la sua Velia gli anni. Anzi ch'io parta,</l>
                            <l n="1064" met="7" uscita="X">mia diletta, un addio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1065" met="11" uscita="P" xml:id="v1065" part="I">E ti perdo così?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1065" met="11" uscita="P" corresp="#v1065" part="F">Così i miei mali</l>
                            <l n="1066" met="7" uscita="P">finiscono. Valerio,</l>
                            <l n="1067" met="11" uscita="X">addio. Ricorda al padre Ersilia mia;</l>
                            <l n="1068" met="11" uscita="P">le sia in custodia e libertà le renda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1069" met="11" uscita="P">Ho stretto il core da pietà e da doglia.
                                <stage>(Si parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1070" met="11" uscita="P">Nulla per te fec'io, tu per me tanto.</l>
                            <l n="1071" met="11" uscita="P">Core, alma, vita, escimi tutta in pianto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num26" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1072" met="7" uscita="P">Concedimi ch'io baci,</l>
                            <l n="1073" met="7" uscita="P">cara, la bianca mano,</l>
                            <l n="1074" met="11" uscita="X">favor di tua pietade all'amor mio.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num26" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1075" met="7" uscita="P">Ma tu sospiri e taci;</l>
                            <l n="1076" met="11" uscita="X">mi basta il tuo dolor. Ersilia, addio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="9">
                    <head>SCENA IX</head>
                    <stage type="setting">VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1077" met="11" uscita="P">Se un'alma per amar due cori avesse,</l>
                            <l n="1078" met="11" uscita="P">uno a te ne darei, fedele amante.</l>
                            <l n="1079" met="11" uscita="P">Ma il sol, ch'io chiudo in petto, è del mio sposo.</l>
                            <l n="1080" met="11" uscita="X">Tu mia pietà, tu mia memoria avrai;</l>
                            <l n="1081" met="11" uscita="X">e avrò forse anche duol, ch'io non t'amai.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num27" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1082" met="8" uscita="P">A te basti, o degno amante,</l>
                            <l n="1083" met="8" uscita="P">che in mercede alla tua fede</l>
                            <l n="1084" met="8" uscita="X">volli amarti e non potei.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num27" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1085" met="8" uscita="P">Che costretti dal dovere,</l>
                            <l n="1086" met="8" uscita="P">più non erano in potere</l>
                            <l n="1087" met="8" uscita="X">del voler gli affetti miei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Padiglione di Minuzio con tavolino da scrivere.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="10">
                    <head>SCENA X</head>
                    <stage type="setting">MINUZIO, OSIDIO e soldati</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1088" met="11" uscita="P">I suoi preghi ei mi porga; o il figlio mora.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1089" met="11" uscita="P">D'un padre dittator l'aspetto solo</l>
                            <l n="1090" met="11" uscita="P">non è prego per te che già ti vinca?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1091" met="11" uscita="P">Chi vuol grazie impetrar si umili e chiegga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1092" met="11" uscita="P">Al suo grado sconviene un vil ricorso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1093" met="11" uscita="P">E al mio un facil perdon. Vanne e l'incontra.
                                <stage>(Osidio si parte)</stage>
                            </l>
                            <l n="1094" met="11" uscita="P">Al Senato si scriva. È buon consiglio
                                <stage>(S'accolta al tavolino)</stage>
                            </l>
                            <l n="1095" met="11" uscita="P">gli animi prevenir. Ne' gravi casi</l>
                            <l n="1096" met="7" fen="I" uscita="P">le prime impressioni</l>
                            <l n="1097" met="11" uscita="P">sono in noi quai nel cielo i primi raggi</l>
                            <l n="1098" met="11" uscita="P">che dileguano l'ombre, aprendo il giorno.
                                <stage>(Scrive ma stando in piedi)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="11">
                    <head>SCENA XI</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO, OSIDIO e MINUZIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1099" met="7" uscita="P" xml:id="v1099" part="I">Scrive al Senato.
                                <stage>(In lontananza a Fabio Massimo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1099" met="7" uscita="P" corresp="#v1099" part="F">Il primo
                                <stage>(In disparte ad Osidio)</stage>
                            </l>
                            <l n="1100" met="11" uscita="P">foglio suo non è quello, ove de' Fabi</l>
                            <l n="1101" met="11" uscita="P">egli laceri il nome e l'opre accusi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1102" met="11" uscita="P" xml:id="v1102" part="I">Vedi, o signor...
                                <stage>(Avanzando verso Minuzio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1102" met="11" uscita="P" corresp="#v1102" part="M">Qui a me il gran Fabio?
                                <stage>(Lascia di scrivere e gli va incontro)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1102" met="11" uscita="P" corresp="#v1102" part="F">Il padre</l>
                            <l n="1103" met="11" uscita="P">viene, o Minuzio, al giudice del figlio.
                                <stage>(Osidio si ritira in disparte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1104" met="11" fen="S" uscita="P">Duolmene la cagion, duolmi il reo caso;</l>
                            <l n="1105" met="7" uscita="P">e duolmi che al riparo</l>
                            <l n="1106" met="11" uscita="P">mi sia tolto il poter dall'altrui colpa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1107" met="11" uscita="P">Colpa da un dittator già condannata</l>
                            <l n="1108" met="11" uscita="P">non dà luogo a perdono. Io qui non venni</l>
                            <l n="1109" met="11" uscita="P">tratto da vana speme a pro d'un figlio.</l>
                            <l n="1110" met="7" uscita="P">Ben da lui tu cominci</l>
                            <l n="1111" met="11" uscita="P">ad esiger terror con una legge,</l>
                            <l n="1112" met="7" uscita="P">da te allor promulgata</l>
                            <l n="1113" met="11" uscita="P">che a me ubbidivi e dittator non eri,</l>
                            <l n="1114" met="11" uscita="P">e legge tal che fa più ingiuria a Roma</l>
                            <l n="1115" met="11" uscita="P" xml:id="v1115" part="I">che macchia al delinquente.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1115" met="11" uscita="P" corresp="#v1115" part="F">Amor di padre</l>
                            <l n="1116" met="11" uscita="P">ti acceca sì che non conosci il peso</l>
                            <l n="1117" met="11" uscita="P">del grave error. Disubbidire al duce,</l>
                            <l n="1118" met="7" uscita="P">deluderne i decreti,</l>
                            <l n="1119" met="11" uscita="P">più dì nel roman campo un fier nimico</l>
                            <l n="1120" met="7" uscita="P">assicurar, salvarlo</l>
                            <l n="1121" met="11" uscita="P" xml:id="v1121" part="I">non è delitto?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1121" met="11" uscita="P" corresp="#v1121" part="F">Fabio, che il commise,
                                <stage>(Minuzio scrive)</stage>
                            </l>
                            <l n="1122" met="11" fen="S" uscita="P" xml:id="v1122" part="I">reo più che i Giuni e più che i Manli...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1122" met="11" fen="S" uscita="P" corresp="#v1122" part="F">In Manlio
                                <stage>(Rivolgendosi con un poco d'impeto)</stage>
                            </l>
                            <l n="1123" met="11" uscita="X">protetto era il trascorso, al par del mio,</l>
                            <l n="1124" met="11" uscita="P">da un valor fortunato; e pur non valse.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1125" met="11" uscita="P">Dall'esempio di voi trarsi a ruina
                                <stage>(Minuzio torna a scrivere)</stage>
                            </l>
                            <l n="1126" met="11" fen="S" uscita="P">potea la disciplina; ma da un atto</l>
                            <l n="1127" met="7" uscita="P">di pietà generosa</l>
                            <l n="1128" met="7" uscita="P">qual periglio per Roma?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1129" met="11" uscita="P">A gran ragion, tra l'arse case e ville,
                                <stage>(Rivolgendosi più adagio)</stage>
                            </l>
                            <l n="1130" met="11" uscita="P">quelle de' Fabi Annibale rispetta.</l>
                            <l n="1131" met="11" fen="S" uscita="P">Alla loro pietà si dee compenso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1132" met="11" uscita="P" xml:id="v1132" part="I">Diceria non mi morde...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1132" met="11" uscita="P" corresp="#v1132" part="F">Io già al Senato,</l>
                            <l n="1133" met="11" uscita="P">e tuo giudice e mio, scrissi in quel foglio</l>
                            <l n="1134" met="11" uscita="P">la legge offesa, il salvo Erminio e quanto</l>
                            <l n="1135" met="11" uscita="P">sia di ragion che il trasgressor ne mora.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1136" met="11" uscita="P">E dopo tutto, ponvi Ersilia ancora;</l>
                            <l n="1137" met="11" uscita="P">lei sì che, più di Erminio e dell'editto,</l>
                            <l n="1138" met="11" uscita="P">fa di Fabio la pena e fa il delitto.</l>
                            <l n="1139" met="7" uscita="P">Ciò ancor sappia il Senato;</l>
                            <l n="1140" met="11" fen="S" uscita="P">né Minuzio l'obblii. Tu questo forse</l>
                            <l n="1141" met="11" uscita="P">rimprovero da me non attendevi,</l>
                            <l n="1142" met="11" uscita="P">lusingandoti d'altro in tua fortuna.</l>
                            <l n="1143" met="7" uscita="P">Ma che la dittatura</l>
                            <l n="1144" met="11" uscita="X">anche per me avvilisca? Eh, ch'oggi assai</l>
                            <l n="1145" met="11" uscita="X">d'onta ella n'ebbe; e dittator, tu il sai.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num28" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1146" met="7" uscita="T">Nell'alma fremerà</l>
                            <l n="1147" met="7" uscita="T">pietà di genitor.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num28" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1148" met="7" uscita="T">Ma non si avvilirà</l>
                            <l n="1149" met="7" uscita="T">gloria di dittator.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="12">
                    <head>SCENA XII</head>
                    <stage type="setting">MINUZIO, OSIDIO e poi VALERIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1150" met="7" uscita="P">Osidio, non diresti</l>
                            <l n="1151" met="7" uscita="X">che il colpevole io sia?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1152" met="11" uscita="P">Signor, ne avrai, se insisti, e biasmo e danno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1153" met="11" uscita="P" xml:id="v1153" part="I">Pentirsi è tardo...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1153" met="11" uscita="P" corresp="#v1153" part="F">Uom d'alto affar dal campo</l>
                            <l n="1154" met="11" uscita="P">ostil te chiede; e par che cose arrechi</l>
                            <l n="1155" met="7" uscita="P">di non lieve momento.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1156" met="11" uscita="P" xml:id="v1156" part="I">Ammettasi; che fia?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1156" met="11" uscita="P" corresp="#v1156" part="F">(Spesso contrasta</l>
                            <l n="1157" met="11" uscita="P">forza a ragion per sostener decoro).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="13">
                    <head>SCENA XIII</head>
                    <stage type="setting">ERMINIO e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1158" met="11" uscita="P">Eccelso dittator, non ha ristretti</l>
                            <l n="1159" met="11" uscita="P">virtù in petto romano i suoi confini.</l>
                            <l n="1160" met="11" uscita="P">Vi son anime ancor ch'oltre alle vostre</l>
                            <l n="1161" met="11" uscita="P">pregiansi d'esser forti e generose.</l>
                            <l n="1162" met="11" uscita="P">Fabio, dal suo gran cor mosso, ad Erminio</l>
                            <l n="1163" met="11" uscita="P">diè vita e libertade. Atto sì illustre</l>
                            <l n="1164" met="11" uscita="P">lo condanna a morir. Se lo soffrisse,</l>
                            <l n="1165" met="7" uscita="P">troppo Erminio sarebbe</l>
                            <l n="1166" met="11" uscita="P">e sconoscente e vil. Tu a un tratto assolvi</l>
                            <l n="1167" met="11" uscita="P">l'un dal supplizio e l'altro dall'infamia.</l>
                            <l n="1168" met="11" uscita="P">Erminio per l'altrui t'offre il suo capo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1169" met="11" uscita="P">Questo si accetterà. Ma Erminio è lunge;</l>
                            <l n="1170" met="11" fen="S" uscita="P">e la legge oggi il reo chiede alla pena.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1171" met="11" uscita="P">Qui con falsa virtù non si ricerca</l>
                            <l n="1172" met="7" uscita="P">o indugio alla sentenza</l>
                            <l n="1173" met="7" uscita="P">o pretesto al perdono.</l>
                            <l n="1174" met="11" uscita="P">Erminio a te si affretta; e quegli io sono.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO e OSIDIO A DUE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1175" met="11" uscita="P">Serba a noi Fabio e un cittadino a Roma.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1176" met="7" uscita="P">A far prova assai dura</l>
                            <l n="1177" met="11" uscita="P">di magnanimo cor venisti, o Erminio.</l>
                            <l n="1178" met="11" uscita="P">L'atto ti onora e te ne applaudo. Usarti</l>
                            <l n="1179" met="11" uscita="P">non posso altra pietà che quella stessa</l>
                            <l n="1180" met="11" uscita="P">che tu mi chiedi. Vivrà Fabio. Il prezzo</l>
                            <l n="1181" met="7" uscita="P" xml:id="v1181" part="I">tu ne sarai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1181" met="7" uscita="P" corresp="#v1181" part="F">Mi è un bene</l>
                            <l n="1182" met="11" uscita="P" xml:id="v1182" part="I">morir così.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1182" met="11" uscita="P" corresp="#v1182" part="M">Fabio a me venga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1182" met="11" uscita="P" corresp="#v1182" part="F">Il lieto</l>
                            <l n="1183" met="11" uscita="P">annunzio di sua vita ei da me intenda.
                                <stage>(Si parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1184" met="11" uscita="P">E il supplizio non suo qui a me si renda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1185" met="11" uscita="P">Soldati, altrove al cenno il custodite.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num29" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1186" met="7" uscita="P">A vista anche di morte,</l>
                            <l n="1187" met="7" uscita="P">né barbara la sorte</l>
                            <l n="1188" met="7" uscita="T">né te crudel dirò.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num29" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1189" met="7" uscita="X">Anzi quel colpo rio,</l>
                            <l n="1190" met="7" uscita="P">già destinato al fato</l>
                            <l n="1191" met="7" uscita="X">del fido amico mio,</l>
                            <l n="1192" met="7" uscita="T">con gioia incontrerò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="14">
                    <head>SCENA XIV</head>
                    <stage type="setting">VALERIO, MINUZIO e poi QUINTO FABIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1193" met="7" uscita="P">Bel campo ti si appresta</l>
                            <l n="1194" met="11" uscita="P" xml:id="v1194" part="I">di gloria anche in Erminio...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1194" met="11" uscita="P" corresp="#v1194" part="F">Il preservarlo</l>
                            <l n="1195" met="7" uscita="P">dipenderà da Fabio.</l>
                            <l n="1196" met="11" uscita="P">Seco mi lascia; e ad osservar dal colle</l>
                            <l n="1197" met="11" uscita="P">va' se Annibale ardisca altro cimento.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1198" met="11" uscita="P">Il valor di Minuzio è suo spavento.
                                <stage>(Si parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1199" met="7" uscita="P">(Risorgete, o speranze,</l>
                            <l n="1200" met="11" uscita="P">vostra Ersilia esser può...) Fabio, sa il cielo</l>
                            <l n="1201" met="11" fen="S" uscita="P">se mi dolea che dal dover costretto</l>
                            <l n="1202" met="11" uscita="P">fossi all'aspro comando, ond'era tolto</l>
                            <l n="1203" met="11" uscita="P">tal figlio a' Fabi e tal guerriero a Roma.</l>
                            <l n="1204" met="11" uscita="P">Grazie agli dii, che a' pubblici, a' miei voti</l>
                            <l n="1205" met="11" uscita="P">render ti posso alfine. Onta e rimorso</l>
                            <l n="1206" met="11" uscita="P">han tratto Erminio alla sua pena; e l'abbia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1207" met="7" uscita="P">Ah, signor, per qual fato</l>
                            <l n="1208" met="11" uscita="P">mi avrò sempre a doler delle tue leggi,</l>
                            <l n="1209" met="11" uscita="P">s'anche i favori tuoi mi son funesti?</l>
                            <l n="1210" met="11" uscita="P">Donarmi vita e tormi Erminio? Oh quanto</l>
                            <l n="1211" met="11" uscita="P">meno spietate eran per me le scuri!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1212" met="11" uscita="P">Degno che tu il compianga è il fido amico.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1213" met="11" uscita="P">Compiangerlo che val? Lascia ch'io il salvi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1214" met="11" uscita="P" xml:id="v1214" part="I">Volendo, il puoi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1214" met="11" uscita="P" corresp="#v1214" part="F">Col capo mio? Son pronto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1215" met="11" uscita="P">Men crudel sacrifizio a te si chiede.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1216" met="11" uscita="P" xml:id="v1216" part="I">E qual?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1216" met="11" uscita="P" corresp="#v1216" part="F">Ersilia tua cedi al mio amore.
                                <stage>(Entra Velia)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1217" met="7" uscita="P">Ersilia? Ah, dittatore,</l>
                            <l n="1218" met="11" uscita="P">non mi resta ragion in lei che chiedi.</l>
                            <l n="1219" met="11" uscita="P">Io giva a morte e libertà le diedi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="15">
                    <head>SCENA XV</head>
                    <stage type="setting">VELIA e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1220" met="11" uscita="P">Ersilia è in suo poter. Può di sé stessa</l>
                            <l n="1221" met="11" uscita="P">dispor. Si assolva Erminio; e, Fabio, il soffri,</l>
                            <l n="1222" met="11" uscita="P">Ersilia sia del dittator conquista.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1223" met="11" uscita="P" xml:id="v1223" part="I">(Felici affetti miei!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1223" met="11" uscita="P" corresp="#v1223" part="F">Che ascolto! Ersilia,</l>
                            <l n="1224" met="11" uscita="P">per me sì poco? E per Erminio tanto?</l>
                            <l n="1225" met="11" uscita="X">Per me sol brevi lagrime? E per lui</l>
                            <l n="1226" met="7" uscita="P">infin vittima offrirti</l>
                            <l n="1227" met="7" uscita="P">a un amor già sprezzato?</l>
                            <l n="1228" met="7" uscita="P">Oh cor d'Ersilia ingrato!</l>
                            <l n="1229" met="11" uscita="P">Ma no, dove trascorro? Avrò dolore</l>
                            <l n="1230" met="7" uscita="P">che mi serbi il tuo amore</l>
                            <l n="1231" met="11" uscita="P">una sì cara parte di me stesso?</l>
                            <l n="1232" met="11" uscita="P">La tua bella pietà già mi soccorre,</l>
                            <l n="1233" met="11" uscita="P">quando ancor mi tradisce. Anch'io vi assento</l>
                            <l n="1234" met="11" uscita="P">e dell'ingiusto mio dolor mi pento.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1235" met="11" uscita="P" xml:id="v1235" part="I">L'estrema gioia...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1235" met="11" uscita="P" corresp="#v1235" part="F">Omai si disinganni</l>
                            <l n="1236" met="11" uscita="P">in te la speme,
                                <stage>(A Minuzio)</stage>
                                in te la tema.

                                <stage>(A Quinto Fabio)</stage>
                                Allora
                            </l>
                            <l n="1237" met="11" uscita="P">ch'Ersilia si promette al dittatore,</l>
                            <l n="1238" met="7" uscita="P">nulla di sé promette.</l>
                            <l n="1239" met="11" uscita="P">Velia son io, sposa d'Erminio e figlia</l>
                            <l n="1240" met="11" uscita="P">di chi impera agl'Insubri. Eranvi noti</l>
                            <l n="1241" met="7" uscita="P">già i casi suoi. Col nome</l>
                            <l n="1242" met="11" uscita="P">or ne intendete anche gli affetti e i voti.</l>
                            <l n="1243" met="11" uscita="P">Tu, Fabio, or veder puoi da qual dovere</l>
                            <l n="1244" met="11" uscita="P">ti era tolto un amor, di cui per altro</l>
                            <l n="1245" met="11" uscita="P">saresti degno; e tu, Minuzio, or vedi</l>
                            <l n="1246" met="11" uscita="P">s'io né men lusingar possa il tuo affetto.</l>
                            <l n="1247" met="7" uscita="P">In tuo poter la vita</l>
                            <l n="1248" met="7" uscita="X">hai d'Erminio; e se vuoi,</l>
                            <l n="1249" met="11" uscita="P">abbiti ancor la mia. Se ti par giusto,</l>
                            <l n="1250" met="11" uscita="P">incrudelisci a tuo piacer. Puoi farlo.</l>
                            <l n="1251" met="7" uscita="P">Ma in anima romana</l>
                            <l n="1252" met="7" uscita="P">tal bassezza non cade.</l>
                            <l n="1253" met="7" uscita="P">Generoso altre volte</l>
                            <l n="1254" met="7" uscita="P">fosti a me prigioniera.</l>
                            <l n="1255" met="11" uscita="P">Or che libera io son, mercé di questo</l>
                            <l n="1256" met="11" fen="S" uscita="P">guerriero amante eroe, temer non posso</l>
                            <l n="1257" met="11" uscita="P">che voglian le tue leggi esser crudeli</l>
                            <l n="1258" met="11" fen="S" uscita="P">a due non ree, non vili alme fedeli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1259" met="11" uscita="P">Qual mi si sveglia in sen fiero contrasto!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1260" met="11" uscita="P">Son sì sorpreso da stupor che appena...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="16">
                    <head>SCENA XVI</head>
                    <stage type="setting">VALERIO e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1261" met="7" uscita="P">Signor, tutte le forze</l>
                            <l n="1262" met="11" uscita="P">dell'esercito ostil spingonsi al colle</l>
                            <l n="1263" met="11" uscita="P">armate ad occuparlo; e se più tardi...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1264" met="11" uscita="P">Tosto all'armi. Raccolgansi all'insegne</l>
                            <l n="1265" met="7" uscita="P">le schiere. Andiam, tribuno.</l>
                            <l n="1266" met="11" uscita="P">Risolverò dopo il trionfo, o Velia,</l>
                            <l n="1267" met="11" uscita="P">e d'Erminio e di te. Lauri del Tebro,</l>
                            <l n="1268" met="7" uscita="P">crescete alla mia chioma.</l>
                            <l n="1269" met="7" uscita="X">Massimo, e tu vedrai</l>
                            <l n="1270" met="11" uscita="P">ceder, me duce, oggi Cartago a Roma.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num30" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1271" met="8" uscita="P">In amor non ho fortuna;</l>
                            <l n="1272" met="8" uscita="P">ma per l'anime guerriere</l>
                            <l n="1273" met="8" uscita="T">sta fortuna nel valor.
                                <stage>(Si parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num30" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1274" met="8" uscita="P">Vincerò nimici in campo;</l>
                            <l n="1275" met="8" uscita="P">ma da quel che porto in seno</l>
                            <l n="1276" met="8" uscita="T">non ha scampo il debil cor.
                                <stage>(Si parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num30" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1277" met="8" uscita="P">Sperar vo' che dopo tante</l>
                            <l n="1278" met="8" uscita="P">rie vicende il cielo arrida,</l>
                            <l n="1279" met="8" uscita="T">dolce sposo, al nostro amor.
                                <stage>(Si parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="17">
                    <head>SCENA XVII</head>
                    <stage type="setting">VALERIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1280" met="11" uscita="P">Quanti mali da Arisbe! E ch'io più l'ami?</l>
                            <l n="1281" met="7" uscita="P">A stringer tuoi legami,</l>
                            <l n="1282" met="11" uscita="P">beltà, fa' quanto puoi dentro il mio core;</l>
                            <l n="1283" met="11" uscita="P">già spaventato n'è fuggito amore.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num31" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1284" met="7" uscita="T">Voglio cercar beltà</l>
                            <l n="1285" met="7" uscita="T">più fida e men crudel.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num31" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1286" met="7" uscita="P">Possibile che in tante</l>
                            <l n="1287" met="7" uscita="P">non me ne insegni amore</l>
                            <l n="1288" met="7" uscita="P">una che a bel sembiante</l>
                            <l n="1289" met="7" uscita="T">accoppi alma fedel?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Il fine dell'atto quarto</stage>
                </div>
            </div>
            <div type="atto" n="V">
                <head>ATTO QUINTO</head>
                <div type="scena" n="">
                    <stage type="setting">Vasta campagna, con veduta d'una collina occupata da' Romani. A un fianco della
                        scena v'ha una parte esteriore del vallo del campo di Fabio Massimo, con ponte
                        levatoio e fossa all'intorno.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="1">
                    <head>SCENA PRIMA</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO, OSIDIO ferito in un braccio, VALERIO, littori e alquanti soldati</stage>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1290" met="11" uscita="P">Tosto a me le coorti, a me i tribuni</l>
                            <l n="1291" met="11" uscita="P">dal vallo.
                                <stage>(Partono due soldati, entrando nel vallo)</stage>
                                Oh mal già preveduto! E come
                            </l>
                            <l n="1292" met="7" uscita="P">cadde ne' tesi agguati</l>
                            <l n="1293" met="7" uscita="P">il mal cauto Minuzio?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1294" met="7" uscita="P">Poiché a sicura e piena</l>
                            <l n="1295" met="11" uscita="P">vittoria, egli lasciò l'erto del colle</l>
                            <l n="1296" met="11" uscita="P">ed avanzò troppo animoso addosso</l>
                            <l n="1297" met="11" fen="S" uscita="P">a quei che ne scendean dispersi e vinti,</l>
                            <l n="1298" met="7" uscita="P">ecco che di repente</l>
                            <l n="1299" met="11" uscita="P">dalle cave del sasso, ove nascosti</l>
                            <l n="1300" met="7" fen="S" uscita="P">gli avea il nomade duce,</l>
                            <l n="1301" met="11" uscita="P">escono gli Africani e d'ogni lato</l>
                            <l n="1302" met="11" uscita="P">ne chiudono le vie, talché né core</l>
                            <l n="1303" met="7" uscita="P">a noi resta al conflitto</l>
                            <l n="1304" met="7" uscita="P">né speranza alla fuga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1305" met="11" uscita="P">Sciagura irreparabile a noi tutti!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1306" met="7" uscita="P">Per comando del duce,</l>
                            <l n="1307" met="11" uscita="P">che piagato di stral mi vide il braccio</l>
                            <l n="1308" met="11" uscita="P">ed inetto alla pugna, a te son corso...
                                <stage>(Cominciano a uscir dal vallo le legioni di Fabio Massimo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1309" met="7" uscita="P">Oh dei! Minuzio alfine</l>
                            <l n="1310" met="7" uscita="P">si è perduto più presto</l>
                            <l n="1311" met="7" uscita="P">e di quel ch'io credea</l>
                            <l n="1312" met="7" uscita="P">e di quel ch'ei volea.</l>
                            <l n="1313" met="7" uscita="P">Valerio, tu del campo</l>
                            <l n="1314" met="11" uscita="P">rimanti alla custodia. Andiam, romani.</l>
                            <l n="1315" met="7" uscita="P">Andiam, del valoroso</l>
                            <l n="1316" met="11" uscita="P">Minuzio e che per Roma ha tanto zelo,</l>
                            <l n="1317" met="7" uscita="P">solleciti al soccorso.</l>
                            <l n="1318" met="11" uscita="P">Per troppo esporsi defraudò fortuna</l>
                            <l n="1319" met="11" fen="S" uscita="P">le vaste idee de' suoi consigli. È tempo</l>
                            <l n="1320" met="7" uscita="P">ch'or di mano al nimico</l>
                            <l n="1321" met="11" uscita="X">strappiamo la vittoria; e trarrem poi</l>
                            <l n="1322" met="11" uscita="X">a Minuzio il rossor de' falli suoi.
                                <stage>(Suonano le trombe e vanno pian piano e con ordinanza incamminandosi a piè del colle le truppe, divise in due ale)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num32" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1323" met="6" uscita="P">Il suon delle trombe</l>
                            <l n="1324" met="6" fen="I" uscita="P">sì alto rimbombe</l>
                            <l n="1325" met="6" uscita="P">che rechi al Numida</l>
                            <l n="1326" met="6" uscita="P">il primo spavento.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num32" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1327" met="6" uscita="P">E i nostri in udirlo</l>
                            <l n="1328" met="6" uscita="P">compagni guerrieri,</l>
                            <l n="1329" met="6" uscita="P">ripiglin più fieri</l>
                            <l n="1330" met="6" uscita="P">l'usato ardimento.
                                <stage>(Fabio Massimo ascende il colle, seguito da tutto l'esercito)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="2">
                    <head>SCENA II</head>
                    <stage type="setting">OSIDIO e VALERIO, poi VELIA con ARISBE, guardate da alquanti soldati</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1331" met="11" uscita="P">Ben di virtù romana ha pieno il petto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1332" met="11" uscita="P">Il suo temporeggiar ripara i danni</l>
                            <l n="1333" met="7" uscita="P">della patria cadente.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1334" met="11" fen="S" uscita="P">E viltà si credea la sua lentezza.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1335" met="11" uscita="P">Tregua a sue lodi. Ecco la nostra Arisbe.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1336" met="11" uscita="P">La nostra? Eh, dilla tua; sciolti ne ho i lacci.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1337" met="11" uscita="P">Io rallentati i miei, se non infranti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1338" met="11" uscita="P">Quei son d'Arisbe i due rivali amanti.
                                <stage>(A Velia in disparte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1339" met="11" uscita="P">Deh m'impetra da lor ch'io vegga Erminio.
                                <stage>(Avanzandosi)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1340" met="11" uscita="P" xml:id="v1340" part="I">Dato è al merto d'Ersilia...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1340" met="11" uscita="P" corresp="#v1340" part="F">E a quel di Velia...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1341" met="11" uscita="P" xml:id="v1341" part="I">Sperar tutto...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1341" met="11" uscita="P" corresp="#v1341" part="M">E ottenerlo.
                                <stage>(Dà ordine ad un soldato)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1341" met="11" uscita="P" corresp="#v1341" part="F">E a quel d'Arisbe?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1342" met="11" uscita="P">Più difficili prove ella ne esiga.</l>
                            <l n="1343" met="7" uscita="P">Chieda risse, odi accenda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1344" met="7" uscita="P">E che contro di Roma</l>
                            <l n="1345" met="11" uscita="P">alziam braccio rubello, anche pretenda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1346" met="11" uscita="P" xml:id="v1346" part="I">In te cor sì feroce?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1346" met="11" uscita="P" corresp="#v1346" part="F">Oh, lo potessi!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1347" met="7" uscita="P">Odia Roma; ma almeno,</l>
                            <l n="1348" met="7" uscita="P">a due amanti sì fidi,</l>
                            <l n="1349" met="11" uscita="P" xml:id="v1349" part="I">sia più giusto il tuo cor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1349" met="11" uscita="P" corresp="#v1349" part="F">Di me non curi;</l>
                            <l n="1350" met="11" uscita="P">dispetto mi sanò dopo i suoi sprezzi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1351" met="7" uscita="P">Ho di che consolarmi</l>
                            <l n="1352" met="11" uscita="P">nell'incostanza tua. Trovo in Valerio...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1353" met="11" uscita="P">Cara a Valerio esser non può la fiera</l>
                            <l n="1354" met="7" uscita="P">di Fabio accusatrice.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1355" met="11" uscita="P">Se non mente il lor dir, nuove conquiste</l>
                            <l n="1356" met="11" uscita="P">cerchisi, o bella Arisbe, il tuo sembiante.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1357" met="11" uscita="P">A giovane beltà non manca amante.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1358" met="7" uscita="P">Non mancherà chi t'ami;</l>
                            <l n="1359" met="7" uscita="T">ma quello io non sarò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1360" met="7" uscita="P">Ho sciolti i tuoi legami;</l>
                            <l n="1361" met="7" uscita="T">più non inciamperò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1362" met="7" uscita="P">Perdendo due incostanti,</l>
                            <l n="1363" met="7" uscita="T">né men sospirerò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1364" met="7" uscita="P">Del mio sprezzato amore</l>
                            <l n="1365" met="7" uscita="T">mi vendico così.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1366" met="7" uscita="P">In te sincero il core</l>
                            <l n="1367" met="7" uscita="T">credei; ma mi tradì!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1368" met="7" uscita="P">Il mio non fu impostore;</l>
                            <l n="1369" met="7" uscita="T">ma il tuo si lusingò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="3">
                    <head>SCENA III</head>
                    <stage type="setting">ARISBE e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1370" met="11" uscita="P">Velia, se alcun dolor turba mia pace,</l>
                            <l n="1371" met="11" uscita="P">l'ho dal veder per mia cagion te mesta</l>
                            <l n="1372" met="7" uscita="P">nel periglio d'Erminio.</l>
                            <l n="1373" met="11" uscita="P">Chi creduto l'avria? Ch'ei fuor de' ceppi</l>
                            <l n="1374" met="11" uscita="P">ad esporsi venisse a certa morte.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1375" met="11" uscita="P">Sua virtù così volle o pur mia sorte.</l>
                            <l n="1376" met="11" uscita="P">Ma per obblique vie, spesso a noi giunge</l>
                            <l n="1377" met="11" fen="S" uscita="P">quel bene ancor che ne parea più lunge.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num34" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1378" met="7" uscita="P">Che fa quell'usignuolo</l>
                            <l n="1379" met="7" uscita="P">che prigioniero o solo</l>
                            <l n="1380" met="7" uscita="P">sì dolce canta e geme?</l>
                            <l n="1381" met="7" uscita="P">O la compagna ei spera</l>
                            <l n="1382" met="7" uscita="T">o spera libertà.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num34" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1383" met="7" uscita="P">E quando gonfia e freme</l>
                            <l n="1384" met="7" uscita="P">furia di venti o d'onde,</l>
                            <l n="1385" met="7" uscita="P">sperando aure seconde</l>
                            <l n="1386" met="7" uscita="T">anche il nocchier sì sta.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="4">
                    <head>SCENA IV</head>
                    <stage type="setting">VALERIO, ERMINIO tra littori e le suddette</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1387" met="11" uscita="P">Si, la tua Velia, o prence, ecco in Ersilia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1388" met="11" uscita="P">E in Velia la tua serva e la tua sposa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1389" met="11" uscita="P">Oh dei! Ben disse al core il primo sguardo</l>
                            <l n="1390" met="11" uscita="P">di Velia un non so che; né il cor l'intese.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1391" met="11" fen="S" uscita="P">Sapealo il mio; ma si fe' forza e tacque.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1392" met="11" uscita="P" xml:id="v1392" part="I">Quel silenzio perché?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1392" met="11" uscita="P" corresp="#v1392" part="F">Dirti qual fossi</l>
                            <l n="1393" met="7" uscita="P">non mi parve in quel punto</l>
                            <l n="1394" met="11" uscita="P">né per te né per Fabio util consiglio.</l>
                            <l n="1395" met="7" fen="S" uscita="P">Mi premea il tuo periglio,</l>
                            <l n="1396" met="11" uscita="P">quel fier periglio, oimè! ch'or ti sovrasta,</l>
                            <l n="1397" met="11" uscita="P" xml:id="v1397" part="I">trattovi da amistade...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1397" met="11" uscita="P" corresp="#v1397" part="F">E in un da amore.</l>
                            <l n="1398" met="11" uscita="P">Sì, amor mi richiamò nel roman campo,</l>
                            <l n="1399" met="11" uscita="P">dacché intesi nel mio le tue catene.</l>
                            <l n="1400" met="7" uscita="P">Qui tornai pien di spene</l>
                            <l n="1401" met="7" uscita="P">di trovar Velia o morte;</l>
                            <l n="1402" met="11" uscita="P">e udendo allor del fido amico il rischio,</l>
                            <l n="1403" met="7" uscita="P">pensai ch'espor me stesso</l>
                            <l n="1404" met="11" uscita="P">e salvar lui, che per me sol moria,</l>
                            <l n="1405" met="11" uscita="X">mio dover fosse insieme e gloria mia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1406" met="11" uscita="P">Di tanti mali ne arrossisca Arisbe.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1407" met="11" fen="S" uscita="P">Innocente è il voler, se reo l'effetto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1408" met="11" uscita="P">Così piacque agli dii, per far d'Erminio</l>
                            <l n="1409" met="11" uscita="P">nell'atto illustre il nobil cor palese.</l>
                            <l n="1410" met="11" uscita="P">Ma quegli stessi dii ne serberanno</l>
                            <l n="1411" met="11" uscita="P">ch'or ne danno il piacer, finor vietato,</l>
                            <l n="1412" met="11" uscita="X">di dirne io ciò che volli e non osai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1413" met="11" uscita="X">Ed io ciò che bramai ma non potei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1414" met="7" fen="I" uscita="P">Oh Erminio, oh sposo...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1415" met="7" fen="I" uscita="P">Oh Velia, oh sposa...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>A DUE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1416" met="11" uscita="X">Idolo, speme, amor de' voti miei.
                                <stage>(Rientrano tutti nel vallo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="5">
                    <head>SCENA V</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO scendendo dal colle</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1417" met="7" uscita="P">Fabio, quei che là miri,</l>
                            <l n="1418" met="11" uscita="P">da scambievole amor congiunti sposi,</l>
                            <l n="1419" met="11" uscita="P">Velia sono ed Erminio. A che non corri</l>
                            <l n="1420" met="7" uscita="P">a lor col lieto avviso</l>
                            <l n="1421" met="7" uscita="P">del perdono impetrato</l>
                            <l n="1422" met="11" uscita="P">nel giubilo maggior della vittoria?</l>
                            <l n="1423" met="11" uscita="X">Che ti arresta? Il tuo amor? Vile che sei;</l>
                            <l n="1424" met="11" uscita="P">il tuo è invidia, è furor, non è più amore.</l>
                            <l n="1425" met="11" uscita="P">Ostinarsi in amar ciò che non lice</l>
                            <l n="1426" met="11" uscita="P">è un voler esser perfido o infelice.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num35" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1427" met="10" uscita="P">Chiare fiamme che in seno m'ardeste,</l>
                            <l n="1428" met="6" uscita="P">rei fumi alzereste,</l>
                            <l n="1429" met="10" uscita="P">se più osassi nudrirvi nel seno.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num35" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1430" met="10" uscita="P">Que' vapori, che il sole non scioglie,</l>
                            <l n="1431" met="10" uscita="P">si condensano in nubi e tempeste</l>
                            <l n="1432" met="10" uscita="P">e ne rubano il giorno sereno.
                                <stage>(Entra nel vallo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="6">
                    <head>SCENA VI</head>
                    <stage type="setting">MINUZIO con seguito di soldati dal colle</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1433" met="7" uscita="P">Spesso intesi, o soldati,</l>
                            <l n="1434" met="11" uscita="P">doversi i primi onori al buon consiglio</l>
                            <l n="1435" met="7" uscita="P">d'un prudente comando,</l>
                            <l n="1436" met="7" uscita="P">i secondi al valore</l>
                            <l n="1437" met="7" uscita="P">d'un pronto utile ossequio;</l>
                            <l n="1438" met="11" uscita="P">ma nessuno a colui che né ben sappia</l>
                            <l n="1439" met="11" uscita="P">consigliar né ubbidir. Noi, cui del primo</l>
                            <l n="1440" met="11" uscita="P">pregio è tolta la sorte, almen dell'altra</l>
                            <l n="1441" met="11" uscita="P">proccuriamci la gloria; e mentre l'arte</l>
                            <l n="1442" met="7" uscita="P">impariam del comando,</l>
                            <l n="1443" met="11" uscita="P">obbedendo a chi sa, facciamci saggi.</l>
                            <l n="1444" met="7" uscita="P">Uniam l'armi e i vessilli</l>
                            <l n="1445" met="11" uscita="P">con quei di Fabio. In avvenir ne regga</l>
                            <l n="1446" met="11" uscita="P">un solo dittator. L'ultimo impero,</l>
                            <l n="1447" met="11" uscita="P">che mi riserbo in voi, sia ch'ei ne trovi</l>
                            <l n="1448" met="11" uscita="X">grati e migliori; ed io il primier tra voi</l>
                            <l n="1449" met="11" uscita="X">sarò nel soggettarmi a' cenni suoi.
                                <stage>(I soldati di Minuzio battono le aste e le spade sopra i loro scudi, in segno d'applauso e di assenso; e dipoi Minuzio si ritira in disparte, mettendosi alla loro testa. In questo dall'alto del colle cominciano a scendere al suono di timpani, tamburi e trombe i romani vittoriosi, avendo tolto in mezzo il dittator Fabio sopra un carro trionfale, formato e ornato tumultuariamente di spoglie nimiche, sostenendolo eglino stessi alle parti e facendolo tirare da schiavi cartaginesi. Escono nello stesso tempo dal vallo ed altronde Quinto Fabio, Velia, eccetera)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="7">
                    <head>SCENA ULTIMA</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO sopra carro trionfale, MINUZIO, QUINTO FABIO, VELIA, ARISBE,
                        ERMINIO, OSIDIO, VALERIO, tribuni, soldati, littori, eccetera</stage>
                    <sp>
                        <speaker>CORO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num36" esecuzione="solistica" posizione="entrata" tipometrica="isometrica" strofe="polistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1450" met="6" uscita="P">Qual voce, qual mente</l>
                            <l n="1451" met="6" uscita="P">può il forte, il prudente,</l>
                            <l n="1452" met="6" uscita="P">magnanimo Fabio</l>
                            <l n="1453" met="6" uscita="T">appien celebrar?</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num36" esecuzione="solistica" posizione="entrata" tipometrica="isometrica" strofe="polistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1454" met="6" uscita="P">Non men che il valore,</l>
                            <l n="1455" met="6" uscita="P">sa e può del gran core</l>
                            <l n="1456" met="6" uscita="P">l'indugio e il riposo</l>
                            <l n="1457" met="6" uscita="T">trofei riportar.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num36" esecuzione="solistica" posizione="entrata" tipometrica="isometrica" strofe="polistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1458" met="6" uscita="P">Annibale ei vinse;</l>
                            <l n="1459" met="6" uscita="P">ma pria l'ire estinse;</l>
                            <l n="1460" met="6" uscita="P">e valse i suoi torti</l>
                            <l n="1461" met="6" uscita="T">virtù a vendicar.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1462" met="11" uscita="P">Son del giubilo vostro impeto e sfogo</l>
                            <l n="1463" met="11" uscita="P">cotesti applausi. E che fec'io, soldati,</l>
                            <l n="1464" met="11" uscita="P">ch'ogni buon cittadin fatto, e più ancora,</l>
                            <l n="1465" met="11" uscita="P">non avesse per Roma? A lei serbate</l>
                            <l n="1466" met="11" uscita="P">ed a' propizi dii lodi sì grate.
                                <stage>(Scende dal carro)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1467" met="11" fen="S" uscita="P">Che modestia in eroe dopo il trionfo!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1468" met="11" uscita="P">Padre. Questo convien nome al tuo grado</l>
                            <l n="1469" met="11" uscita="P">e più al tuo benefizio. Oggi vincesti</l>
                            <l n="1470" met="7" uscita="P">Annibale con l'armi</l>
                            <l n="1471" met="11" uscita="P">e me con la bontà. Tu più che padre</l>
                            <l n="1472" met="7" uscita="P">mi sei; la sola vita</l>
                            <l n="1473" met="7" uscita="P">deggio a' miei genitori;</l>
                            <l n="1474" met="11" uscita="P">a te la mia salute e quella insieme</l>
                            <l n="1475" met="7" uscita="P">deggio di tutti questi</l>
                            <l n="1476" met="11" uscita="P">valorosi romani. Ecco ch'io primo,</l>
                            <l n="1477" met="7" uscita="P">questo, a me più di peso</l>
                            <l n="1478" met="11" uscita="P">che d'onor, plebiscito annullo e cedo.</l>
                            <l n="1479" met="7" uscita="P">Cedo la dittatura,</l>
                            <l n="1480" met="11" uscita="P">i littori, le insegne e le coorti.</l>
                            <l n="1481" met="11" uscita="P">Piacciati a me usar grazia, usarla a loro;</l>
                            <l n="1482" met="11" uscita="P">e quai prima eravam, duci o soldati,</l>
                            <l n="1483" met="11" uscita="P">danne ancor militar sotto i felici</l>
                            <l n="1484" met="7" uscita="P">tuoi comandi ed auspici.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1485" met="11" uscita="P">Minuzio, il non errar nell'ardue imprese</l>
                            <l n="1486" met="11" uscita="P">sovrasta all'esser d'uom. Trarre il profitto</l>
                            <l n="1487" met="7" uscita="P">da' suoi commessi errori</l>
                            <l n="1488" met="11" uscita="P">sempre è in poter di chi ha fortezza e senno.</l>
                            <l n="1489" met="11" uscita="P">Tu già saggio il conosci e, se a valore</l>
                            <l n="1490" met="7" uscita="X">prudenza accoppierai,</l>
                            <l n="1491" met="11" uscita="X">cittadino alla patria util sarai.
                                <stage>(Lo abbraccia)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1492" met="11" uscita="P">Uom chi vide giammai sì generoso?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1493" met="11" uscita="X">Nomi saran minori i prischi eroi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1494" met="11" uscita="P">Bella coppia di fede, i vostri mali</l>
                            <l n="1495" met="11" uscita="P">finiti son. Sta in vostro grado l'uso</l>
                            <l n="1496" met="11" uscita="P">di quella libertà che vi si rende.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1497" met="11" uscita="P">Ovunque andrem, verrà con noi la grata</l>
                            <l n="1498" met="7" uscita="P">ricordanza de' Fabi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1499" met="11" uscita="P">Roma in prezzo ne avrà ferma amistade.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1500" met="11" uscita="P">Amici per virtù sono i migliori.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1501" met="11" uscita="P">Godano fortunati i vostri amori.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1502" met="11" uscita="P">Tutto a Fabio dobbiamo il nostro bene.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUZIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1503" met="11" uscita="X">E Minuzio in orror forse vi fia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1504" met="11" uscita="P">Colpe, che fece amor, virtù ha corrette.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1505" met="11" uscita="P">E mal passato in gran piacer si obblia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1506" met="11" uscita="X">(Ma forza è che sospiri, anima mia).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1507" met="7" uscita="P">Né te mi scordo, Arisbe.</l>
                            <l n="1508" met="11" uscita="P">Troppo rischio è fra noi beltà sì fiera.</l>
                            <l n="1509" met="11" uscita="P">Tu pur libera torna a' tuoi numidi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1510" met="11" uscita="X">E tra loro, anche in onta all'odio mio,</l>
                            <l n="1511" met="11" uscita="P">porterò del tuo nome i chiari vanti,</l>
                            <l n="1512" met="11" uscita="P">lasciando qui due sconsolati amanti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>CORO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num37" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1513" met="5" uscita="P">Felice giorno,</l>
                            <l n="1514" met="5" uscita="P">in cui si onora</l>
                            <l n="1515" met="5" uscita="P">d'alma sì grande</l>
                            <l n="1516" met="5" uscita="T">senno e valor.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num37" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1517" met="5" uscita="P">Dal carro adorno</l>
                            <l n="1518" met="5" uscita="P">il sole ognora</l>
                            <l n="1519" met="5" uscita="P">del suo ti sparga</l>
                            <l n="1520" met="5" uscita="T">più bel chiaror.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Il fine de' «Due dittatori»</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="licenza">
                    <head>LICENZA</head>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1521" met="11" uscita="X">Se l'opre eccelse de' passati eroi</l>
                            <l n="1522" met="7" uscita="P">sopra tragiche scene</l>
                            <l n="1523" met="7" uscita="X">si ravvivano a noi,</l>
                            <l n="1524" met="11" uscita="P">ond'è che del lor grido assai men grandi,</l>
                            <l n="1525" met="11" fen="S" uscita="P">te presente, o signor, l'idea le trovi?</l>
                            <l n="1526" met="11" uscita="P">Colpa questa esser può di debil penna</l>
                            <l n="1527" met="11" uscita="P">che, per quanto si sforzi, al ver non giunga;</l>
                            <l n="1528" met="11" uscita="P">ma forza è più del paragon che, come</l>
                            <l n="1529" met="11" uscita="P">fa vicino al minore il maggior lume,</l>
                            <l n="1530" met="11" uscita="P">le lontane memorie oscura e vince.</l>
                            <l n="1531" met="11" uscita="P">O magnanimo invitto augusto Carlo,</l>
                            <l n="1532" met="11" uscita="P">quali armi delle tue, quali trionfi</l>
                            <l n="1533" met="7" uscita="P">fur de' tuoi più felici?</l>
                            <l n="1534" met="11" uscita="P">Quai riposi più fausti? E quai più saggi?</l>
                            <l n="1535" met="7" uscita="P">Tu le guerre nimiche</l>
                            <l n="1536" met="11" uscita="P">né provochi né temi; e come è vanto</l>
                            <l n="1537" met="7" uscita="P">di tua moderatezza</l>
                            <l n="1538" met="7" uscita="P">che pugnar tu non voglia,</l>
                            <l n="1539" met="11" uscita="P">così di tua fortezza è pregio illustre</l>
                            <l n="1540" met="11" uscita="P">ch'altri non osi. E si vuol poi che a vista</l>
                            <l n="1541" met="7" uscita="P">di tue gesta sublimi,</l>
                            <l n="1542" met="11" uscita="P">che tolgon quasi la credenza al vero,</l>
                            <l n="1543" met="11" uscita="P">delle antiche stupir possa il pensiero?</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num38" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1544" met="8" uscita="X">Nell'onor de' prischi eroi</l>
                            <l n="1545" met="8" uscita="X">si può sol de' pregi tuoi</l>
                            <l n="1546" met="8" uscita="T">un'immagine adombrar.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num38" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1547" met="8" uscita="P">Dire appien tue chiare gesta</l>
                            <l n="1548" met="8" uscita="P">né sapria più nobil canto</l>
                            <l n="1549" met="8" uscita="P">né il vorria quella modesta</l>
                            <l n="1550" met="8" uscita="P">tua virtù, d'udir ritrosa</l>
                            <l n="1551" met="8" uscita="T">ciò che sa di meritar.</l>
                        </lg>
                    <sp>
                        <speaker>CORO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num38" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1552" met="6" uscita="P">Qual voce, qual mente</l>
                            <l n="1553" met="6" uscita="P">può il forte, il prudente,</l>
                            <l n="1554" met="6" uscita="P">magnanimo augusto</l>
                            <l n="1555" met="6" uscita="T">appien celebrar?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
            </div>
        </body>
        <back>        
            <div type="apparato">
                <div type="sezione">
                    <p>Esemplare consultato: <hi rend="italic">Poesie</hi>, II, pp. 87-182.</p>
                </div>
                <div type="sezione">
                    <head>Sono stati mantenuti</head>
                    <p>larinate "di Larino (Campobasso)", suggesto "tumulo, podio" <hi rend="italic">passim</hi>; 182 Ha le sue violenze anche il rispetto (accettabile considerando
                        «violenze» quadrisillabo), 425 sago "mantello militare", 976 la legge di
                        Minuzio e violata (accettabile considerando «violata» quadrisillabo), 1006
                        didascalia <hi rend="italic">Solevandola</hi>, 1096 le prime impressioni (accettabile considerando «impressioni»
                        pentasillabo), 1322 didascalia <hi rend="italic">ale</hi> "<hi rend="italic">ali</hi>", 1376 obblique, 1441 proccuriamci.</p>
                </div>
                <div type="sezione">
                    <head>Sono stati emendati</head>
                    <p>758 fin] fan, 760 Ov'] Ov'è.</p>
                </div>
                <div type="sezione">
                    <head>Sono stati emendati</head>
                    <p>758 fin] fan, 760 Ov'] Ov'è.</p>
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