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    <teiHeader xml:lang="it">
        <fileDesc>        
            <titleStmt>
                <title type="main">I due dittatori</title>
                <title type="uniform">I due dittatori</title>
                <title type="short">I due dittatori</title>
                <author>
                    <persName>
                        <forename>Apostolo</forename>
                        <surname>Zeno</surname>
                    </persName>
                    <date type="birth" when="1668">Venezia, 1668</date>
                    <date type="death" when="1750">Venezia, 1750</date>
                </author>
                <respStmt>
                    <resp>Progetto scientifico</resp>
                        <persName>Anna Laura Bellina</persName>
                        <persName>Silvia Urbani</persName>
                </respStmt>
                <respStmt>
                    <resp>Sviluppo informatico</resp>
                    <persName>Luigi Tessarolo</persName>
                </respStmt>
                <respStmt>
                    <resp>Cura del testo</resp>
                    <persName>Anna Laura Bellina</persName>
                </respStmt>
                <respStmt>
                    <resp>Fornitura dei libretti a stampa e delle relative scansioni</resp>
                    <orgName xml:id="casaGoldoni">Casa di Carlo Goldoni</orgName>
                </respStmt>    
                <respStmt>
                    <resp>Scansione e correzione del testo</resp>
                    <persName>Anna Bogo</persName>
                </respStmt>                    
                <funder>Università di Padova 2014-2018</funder>
            </titleStmt>
            <editionStmt>
                <edition>Edizione digitale TEI</edition>
            </editionStmt>            
            <publicationStmt>
                <publisher>
                    <orgName>Università di Padova</orgName>
                </publisher>
                <pubPlace>Padova</pubPlace>
                <date from="2014" to="2018">2014-2018</date>               
                <idno type="URL">https://www.apostolozeno.it</idno>
                <idno type="URL" subtype="record">https://www.apostolozeno.it/testi/DITTATORI|A-W726</idno>
                <availability>
                    <licence target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0">
                        <p>Questo testo è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0).</p>
                    </licence>
                </availability>
            </publicationStmt>
            <sourceDesc>
                <biblStruct>
                    <monogr>
                        <author>Zeno, Apostolo</author>
                        <title type="main">I due dittatori</title>
                        <title type="uniform">I due dittatori</title>
                        <idno type="opera" corresp="princeps">DITTATORI</idno>
						<idno type="ordineCorpus">043</idno>
						<idno type="ordineEdizione">01</idno>
                        <imprint>
                            <pubPlace>Vienna</pubPlace>
                            <publisher>van Ghelen</publisher>
                            <date when="1726">1726</date>
                        </imprint>                        
                    </monogr>
                    <note type="statoEdizione">Princeps</note>
                </biblStruct>
            </sourceDesc>
        </fileDesc>
        <encodingDesc>
            <projectDesc>
                <p>
                   Testo codificato nell'ambito del progetto <title>Apostolo Zeno, Drammi per musica</title>,
                   con la collaborazione di Università di Padova e Casa di Carlo Goldoni.
                </p>
            </projectDesc>            
            <editorialDecl>
                <p>I criteri editoriali generali del progetto sono descritti alla pagina
                   <ptr type="editorialCriteria" target="https://www.apostolozeno.it/public/pagine/notaaitesti"/>
                </p>                
                <p>I valori degli attributi @esecuzione, @posizione, @tipometrica, @strofe e @consistenza
                   su &lt;lg type="pezzoChiuso"&gt; sono definiti in marsia.odd
                   (<att>elementSpec</att> <val>lg</val>), documento condiviso dai tre corpora del progetto.
                </p>
            </editorialDecl>
            <metDecl xml:id="metrica-libretti">
                <p>I valori degli attributi metrici @met, @fen e @uscita, sulle unità di verso,
                   sono definiti in marsia.odd (<att>classSpec</att> <val>att.metrical</val>),
                   documento condiviso dai tre corpora del progetto.
                </p>  			
            </metDecl>
        </encodingDesc>
        <profileDesc>
            <langUsage>
                <language ident="it">Italiano</language>
            </langUsage>
            <textClass>
                <keywords>
                    <term>dramma serio per musica</term>
                </keywords>
            </textClass>
        </profileDesc>
        <revisionDesc>
            <change when="2026-07-19">
                <persName>Luigi Tessarolo</persName>
                Prima codifica TEI del testo a partire dal formato proprietario del progetto.
            </change>
        </revisionDesc>
    </teiHeader>
    <text>
        <front>
            <div type="titolo">
                <head>I DUE DITTATORI</head>
            </div>
            <div type="frontespizio">
                <p>Dramma per musica da rappresentarsi nella <placeName ref="onomasticon.xml#place2921">cesarea corte</placeName> per il nome
                    gloriosissimo della sacra, cesarea e cattolica real maestà di <persName ref="onomasticon.xml#pers0699"><persName ref="onomasticon.xml#pers0699">Carlo</persName> VI</persName>,
                    imperadore de' Romani sempre augusto, per comando della sacra, cesarea e
                    cattolica real maestà di <persName ref="onomasticon.xml#pers0205">Elisabetta Cristina</persName>, imperadrice regnante, l'anno
                    MDCCXXVI.</p>
                <p>La poesia è del signor <persName ref="onomasticon.xml#pers2913">Apostolo Zeno</persName>, poeta ed istorico di sua <persName ref="onomasticon.xml#pers0699">maestà cesarea</persName>
                    e cattolica. La musica è del signor <persName ref="onomasticon.xml#pers0206"><persName ref="onomasticon.xml#pers0211">Antonio</persName> Caldara</persName>, vicemaestro di cappella di
                    sua <persName ref="onomasticon.xml#pers0699">maestà cesarea</persName> e cattolica.</p>
                <p>Appresso <persName ref="onomasticon.xml#pers0208">Giovanni Pietro van Ghelen</persName>, stampatore di corte di sua <persName ref="onomasticon.xml#pers0699">maestà cesarea</persName>
                    e cattolica.</p>
            </div>
            <div type="argomento">
                <head>ARGOMENTO</head>
                <p>Si sa in qual pericolo fosse Roma dopo le famose vittorie di Annibale alla
                    Trebbia ed al Trasimeno. Quinto Fabio Massimo eletto prodittatore (da noi per
                    più comodità del verso chiamato dittatore) fermò con la sua custodia e
                    lentezza questo impetuoso torrente e rassicurò l'animo de' cittadini e de'
                    soldati. Da principio però la sua lentezza, e nel campo e nella città, passò
                    con titolo di codardia; ed egli invece di lode, ne riportò biasimo e derisione.
                    Avvenne inoltre che per ragione dei sacrifici, essendo egli costretto di
                    portarsi in Roma, raccomandò l'esercito a Marco Minucio, maestro de' cavalieri,
                    giovane audace, intraprendente e che in ogni luogo e occasione sparlava della
                    condotta del dittatore, il quale inoltre gli ordinò che in sua assenza non
                    osasse combattere. Ma Fabio appena partito, Minucio, valendosi peraltro della
                    spensieratezza de' nemici, i quali desolavano la campagna larinate, dove allora
                    si facea la guerra, ne assalì una parte e le cacciò fin dentro il lor vallo,
                    dove fe' molti prigioni. Divolgatosi in Roma l'avviso di quella vittoria,
                    conceputa assai maggiore di quello che era, diede motivo ai tribuni del popolo
                    di creare un secondo prodittatore nella persona di Minucio e di darlo per
                    collega a Fabio, il quale era partito di Roma con animo di punire severamente
                    Minucio per il trasgredito comando. Convenne a Fabio rassegnarsi al decreto dei
                    tribuni e dividere ugualmente l'esercito con Minucio, il quale con le sue due
                    legioni sortitegli, campeggiò in luogo separato. Annibale si valse
                    dell'occasione e non andò molto che lo tirò nella rete. Era egli in pericolo
                    di esser tagliato a pezzi con ambe le sue legioni, se il generoso Fabio,
                    opportunamente avvisato, non fosse accorso con le sue e, posti in fuga i
                    Cartaginesi, non lo avesse di quel pericolo liberato. Minucio allora solamente
                    si accorse della sua temerità e dell'altrui avvedutezza. Fattosi seguire dalle
                    sue legioni, andò dopo il fatto alla tenda di Fabio e, chiamatolo suo padre e
                    suo salvatore, rassegnò a lui la dittatura e le legioni, contento di tornare a
                    militar sotto lui nel primo grado di maestro di cavalieri. Questo insigne
                    successo è riferito da <persName ref="onomasticon.xml#pers0302">Livio</persName>, libro XXII, da <persName ref="onomasticon.xml#pers0254">Plutarco</persName> nella <hi rend="italic">Vita di Fabio
                    Massimo</hi>, da <persName ref="onomasticon.xml#pers0288">Appiano</persName> e generalmente da altri scrittori della storia romana. Gli
                    amori di Minucio e del giovane Fabio con Velia e degli altri due romani con
                    Arisbe, la prigionia di questa e di Velia, come pure di Erminio, e la sua
                    amicizia col secondo Fabio, sono intrecciate nel dramma per dar maggiormente
                    risalto all'azione principale.</p>
            </div>
            <div type="personagi">
                <head>PERSONAGI</head>
                <p>FABIO MASSIMO dittatore</p>
                <p>MARCO MINUCIO maestro de' cavalieri e poi dittatore</p>
                <p>QUINTO FABIO figliuolo di Fabio Massimo, tribuno della prima legione e amante di
                    Velia</p>
                <p>VELIA principessa dell'Insubria, promessa sposa di Erminio e schiava nel campo
                    romano, sotto nome di Ersilia</p>
                <p>ARISBE nobil donzella cartaginese, schiava nel campo romano</p>
                <p>ERMINIO principe della Liguria, promesso sposo di Velia, da lei non conosciuto e
                    schiavo nel campo romano</p>
                <p>OSIDIO tribuno della quarta legione, amante di Arisbe</p>
                <p>VALERIO giovane patrizio romano, amante di Arisbe</p>
                <p>La scena è nel campo romano, attendato nella campagna larinate.</p>
            </div>
            <div type="comparse">
                <head>COMPARSE</head>
                <p>Di ufficiali romani con Fabio Massimo, di littori col medesimo, di littori con
                    Minucio, di soldati con Quinto Fabio, di soldati con Osidio, di schiave con
                    Velia, di altre con Arisbe, paggi con Velia, paggi con Arisbe.</p>
            </div>
            <div type="scene">
                <head>MUTAZIONI DI SCENE</head>
                <p>Nell'atto primo: bosco con veduta di tempio, illuminato di notte e ornato di
                    trofei militari.</p>
                <p>Nell'atto secondo: accampamento de' Romani.</p>
                <p>Nell'atto terzo: sala terrena.</p>
                <p>Nell'atto quarto: quartieri di soldati; padiglione di Minucio.</p>
                <p>Nell'atto quinto: campagna con veduta del vallo romano ad un lato e di collina
                    in lontano.</p>
                <p>Le scene furono rara invenzione del signor <persName ref="onomasticon.xml#pers0226">Giuseppe Galli Bibiena</persName>, primo
                    ingegnere teatrale e architetto di sua <persName ref="onomasticon.xml#pers0699">maestà cesarea</persName> e cattolica, e del signor
                    <persName ref="onomasticon.xml#pers0211">Antonio</persName>, suo fratello, secondo ingegnere teatrale di sua <persName ref="onomasticon.xml#pers0699">maestà cesarea</persName> e
                    cattolica.</p>
            </div>
            <div type="balli">
                <head>BALLI</head>
                <p>In fine del primo atto: di auguri e ministri del tempio.</p>
                <p>In principio dell'atto quarto: di soldati romani con esercizi militari.</p>
                <p>In fine del quinto atto: di soldati romani, i quali carichi di spoglie nemiche
                    ne formano, danzando, un trofeo militare.</p>
                <p>Il primo e terzo ballo furono vagamente concertati dal signor <persName ref="onomasticon.xml#pers0213">Alessandro
                    Philebois</persName>, maestro di ballo di sua <persName ref="onomasticon.xml#pers0699">maestà cesarea</persName> e cattolica. Il secondo ballo
                    fu altresì vagamente concertato dal signor <persName ref="onomasticon.xml#pers0214">Simone Pietro Levassori della Motta</persName>,
                    maestro di ballo di sua <persName ref="onomasticon.xml#pers0699">maestà cesarea</persName> e cattolica, con l'arie per li detti
                    balli del signor <persName ref="onomasticon.xml#pers0216">Nicola Matteis</persName>, direttore della musica instrumentale di sua
                    <persName ref="onomasticon.xml#pers0699">maestà cesarea</persName> e cattolica.</p>
            </div>
        </front>
        <body>
            <div type="atto" n="I">
                <head>ATTO PRIMO</head>
                <div type="scena" n="">
                    <stage type="setting">Bosco sacro, nel cui fondo vedesi la facciata di magnifico tempio, con recinto
                        all'intorno di querce e di lauri, tutti adornati di spoglie e di trofei
                        militari, illuminati di notte con fiaccole accese e con lampadi pendenti.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="1">
                    <head>SCENA PRIMA</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO ed ERMINIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1" met="7" uscita="P">Or che a le tue ferite</l>
                            <l n="2" met="11" uscita="P">prestò medica destra util soccorso,</l>
                            <l n="3" met="7" uscita="P">fuor del campo romano</l>
                            <l n="4" met="11" uscita="P">trarrai libero il piè. Qui starti occulto</l>
                            <l n="5" met="11" uscita="P">per te fora periglio e per me colpa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="6" met="11" uscita="P">Tratta con tal virtù Fabio i nemici?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="7" met="7" uscita="P">I nemici di Fabio</l>
                            <l n="8" met="7" uscita="P">cessano con la pugna.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="9" met="11" uscita="P">Nulla posso temer tuo prigioniero.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="10" met="11" uscita="P">Non, se qui fosse il dittator mio padre,</l>
                            <l n="11" met="7" uscita="P">ma dal fiero Minucio,</l>
                            <l n="12" met="11" uscita="P">che le veci or ne tien, tutto si tema.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="13" met="11" uscita="P" xml:id="v13" part="I">Oh dio!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="13" met="11" uscita="P" corresp="#v13" part="F">Che ti trattien? Che ti addolora?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="14" met="11" uscita="P">Lasciar Velia tra voi, che in dolce nodo</l>
                            <l n="15" met="11" fen="S" uscita="P">di vicino imeneo dovea bearmi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="16" met="11" uscita="P">Si consoli il tuo amor. Preda sì illustre</l>
                            <l n="17" met="7" uscita="P">non vantano i Romani.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="18" met="11" uscita="P">Ah! Che 'l bel sen trafitto avrà nel cieco</l>
                            <l n="19" met="11" uscita="P">furor de la vittoria il vostro Marte.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="20" met="7" uscita="P" xml:id="v20" part="I">Donde il timor?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="20" met="7" uscita="P" corresp="#v20" part="F">Nel tempo</l>
                            <l n="21" met="11" uscita="P">del fier conflitto, ella dai lidi insubri,</l>
                            <l n="22" met="11" uscita="P">ove il suo genitor tien sede e regno,</l>
                            <l n="23" met="11" uscita="P">giunse al vallo africano. Io n'ebbi il messo;</l>
                            <l n="24" met="11" fen="S" uscita="P">e amor spigneami a lei, non mai veduta;</l>
                            <l n="25" met="11" uscita="P">ma nel fervor de l'anche incerta pugna</l>
                            <l n="26" met="11" uscita="P">onor mi astrinse a non lasciar vilmente</l>
                            <l n="27" met="11" uscita="P">la mischia e i miei. Fo il mio dover. La sorte</l>
                            <l n="28" met="7" uscita="P">si dichiara per Roma.</l>
                            <l n="29" met="11" uscita="P">Fuggono i Peni. Io con più piaghe in seno</l>
                            <l n="30" met="11" uscita="P" xml:id="v30" part="I">l'ultima attendo...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="30" met="11" uscita="P" corresp="#v30" part="F">E di salvarti alora,</l>
                            <l n="31" met="11" uscita="P">non di vincerti, Erminio, ebbi la gloria.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="32" met="11" uscita="P">Cedo al destin. Mi rendo a Fabio. Intanto</l>
                            <l n="33" met="7" uscita="P">entrano i vincitori</l>
                            <l n="34" met="11" uscita="P">ne le tende numide. Or di' se a torto</l>
                            <l n="35" met="11" uscita="P">piango il mio bene o prigioniero o morto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="36" met="7" uscita="P">Sinor ti fa infelice</l>
                            <l n="37" met="7" uscita="P">più 'l sospetto che il male.</l>
                            <l n="38" met="11" uscita="P">A me lascia il pensier di trarne il vero.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="39" met="11" uscita="P">Pietoso amico, in te riposo e spero.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="40" met="11" uscita="P">Poco rimane al sacrificio; e prima</l>
                            <l n="41" met="11" uscita="P">che Minucio e i tribuni escan del tempio,</l>
                            <l n="42" met="11" uscita="P">tengan te l'ombre e le mie tende ascoso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="43" met="11" uscita="P" xml:id="v43" part="I">Oh! Mi consoli il tuo ritorno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="43" met="11" uscita="P" corresp="#v43" part="F">E tanto</l>
                            <l n="44" met="11" uscita="P">per non vista beltà si affligge il core?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="45" met="11" uscita="P">Da stima e da dover nasce anche amore.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num1" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="46" met="5" uscita="S">So che alma nobile</l>
                            <l n="47" met="5" uscita="P">e vago aspetto</l>
                            <l n="48" met="5" uscita="P">tien l'almo oggetto</l>
                            <l n="49" met="5" uscita="P">che il mio pensiero</l>
                            <l n="50" met="5" uscita="T">formando va.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num1" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="51" met="5" uscita="P">Ma dell'immago</l>
                            <l n="52" met="5" uscita="P">forse è più vago</l>
                            <l n="53" met="5" uscita="P">l'oggetto vero</l>
                            <l n="54" met="5" uscita="S">di quell'amabile</l>
                            <l n="55" met="5" uscita="T">gentil beltà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="2">
                    <head>SCENA II</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="56" met="11" uscita="P">Che si salvi il guerrier ligure prence,</l>
                            <l n="57" met="11" uscita="P">gloria è di Fabio, util di Roma. In esso</l>
                            <l n="58" met="11" uscita="P">toglier posso a Cartago un gran sostegno.</l>
                            <l n="59" met="7" uscita="P">L'anime generose</l>
                            <l n="60" met="11" uscita="P">non sann'essere ingrate. Ersilia ancora</l>
                            <l n="61" met="7" uscita="P">nol sia per me. Da l'armi</l>
                            <l n="62" met="7" uscita="X">ho l'arbitrio su lei;</l>
                            <l n="63" met="11" uscita="X">ma da amor la conquista io ne vorrei.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num2" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="64" met="4" uscita="P">Frutto acerbo,</l>
                            <l n="65" met="8" uscita="P">svelto a forza da la pianta,</l>
                            <l n="66" met="8" uscita="T">non ha grazia e non sapor.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num2" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="67" met="8" uscita="P">Tormentoso è quel diletto</l>
                            <l n="68" met="8" uscita="X">che si ottien con tirannia;</l>
                            <l n="69" met="8" uscita="P">né goder sa vero affetto,</l>
                            <l n="70" met="8" uscita="T">senza il cambio de l'amor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="3">
                    <head>SCENA III</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO, OSIDIO, tribuni, soldati, eccetera, uscendo dal tempio, e QUINTO FABIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="71" met="11" uscita="P">Un valor fortunato, un pronto ardire,</l>
                            <l n="72" met="11" uscita="P">romani, ha vendicato il danno e l'onta</l>
                            <l n="73" met="7" uscita="P">o de l'altrui sciagure</l>
                            <l n="74" met="11" uscita="P">o de l'altrui lentezze. Il sì feroce</l>
                            <l n="75" met="11" uscita="P">Annibale per noi non è più invitto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="76" met="11" uscita="P">(Di qual poca vittoria ei va superbo!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="77" met="11" uscita="P">Grazie agli dii, lode all'olimpio Giove</l>
                            <l n="78" met="7" uscita="P">e al quirin Marte. Accette</l>
                            <l n="79" met="11" uscita="P">fur le vittime al cielo; e ne diè segno</l>
                            <l n="80" met="11" uscita="P">ne le viscere monde e ne la fiamma</l>
                            <l n="81" met="7" uscita="P">non torbida né obliqua.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="82" met="11" fen="S" uscita="P">D'altro e maggior trofeo lieti presagi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="83" met="7" uscita="P">Lo avremo, amici. Intanto</l>
                            <l n="84" met="7" uscita="P">le scuri ancor digiune</l>
                            <l n="85" met="11" fen="S" uscita="P">del sangue ostil, quello ne bean che scorre</l>
                            <l n="86" met="11" uscita="P">de' prigioni nemici entro le vene.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="87" met="7" uscita="P">Minucio, in petto inerme</l>
                            <l n="88" met="11" uscita="P">il vincitore incrudelir non usa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="89" met="11" uscita="P">Di Annibale lo fa l'odio feroce</l>
                            <l n="90" met="7" uscita="P">e giustifica il nostro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="91" met="11" uscita="P">Altre leggi ha Cartago, altre ne ha Roma.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="92" met="11" fen="S" uscita="P">E Minucio ha le sue. Reo fia di morte</l>
                            <l n="93" met="11" uscita="P">chi deluda l'editto. Ite, o ministri.
                                <stage>(Partono alquanti de' romani soldati)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="94" met="11" uscita="P">(Buon per Erminio mio, che 'l tenni ascoso).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="4">
                    <head>SCENA IV</head>
                    <stage type="setting">VELIA, ARISBE con seguito d'altre schiave e detti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="95" met="7" uscita="P">Non tutto uscì 'l comando</l>
                            <l n="96" met="11" uscita="P">de la tua crudeltà. Son figlie e spose,</l>
                            <l n="97" met="11" uscita="P">o s'altro vuoi, de' miseri numidi,</l>
                            <l n="98" met="11" uscita="P">queste che al piè ti scorgi, o fier romano.</l>
                            <l n="99" met="11" uscita="P">Pari col sangue esse han la colpa e pari</l>
                            <l n="100" met="7" uscita="P">abbiano ancor la sorte.</l>
                            <l n="101" met="11" uscita="P">Né me esenti al furor de la tua legge</l>
                            <l n="102" met="11" uscita="P">l'esser d'itala stirpe. Ho i ceppi stessi,</l>
                            <l n="103" met="11" uscita="P">ho 'l lor sesso, ho 'l lor odio; e se più chiedi,</l>
                            <l n="104" met="7" uscita="P">ho, tutto mio delitto,</l>
                            <l n="105" met="11" uscita="P">una giusta pietà per gl'infelici.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="106" met="11" uscita="P" xml:id="v106" part="I">Che magnanimo brio!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="106" met="11" uscita="P" corresp="#v106" part="F">Che core invitto!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="107" met="7" uscita="P">Duce, costei, che udisti</l>
                            <l n="108" met="11" uscita="P">favellarti sì ardita e generosa,</l>
                            <l n="109" met="11" uscita="P">mossa è da sua virtù. Né di Cartago</l>
                            <l n="110" met="11" uscita="P">né di Roma il destin l'ange o la preme.</l>
                            <l n="111" met="11" uscita="P">Ma se conoscer vuoi dove tu possa</l>
                            <l n="112" met="11" uscita="P">infierir con ragion, conosci Arisbe.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="113" met="11" uscita="P" xml:id="v113" part="I">(Nota purtroppo a questo cor).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="113" met="11" uscita="P" corresp="#v113" part="F">Mi è patria</l>
                            <l n="114" met="11" uscita="P">Cartago; il grande Asdrubale mi è padre;</l>
                            <l n="115" met="11" uscita="P">e benché l'esser donna a me non lasci</l>
                            <l n="116" met="11" uscita="P">trattar ferro letal, posso lusinghe,</l>
                            <l n="117" met="11" uscita="P">sguardi, vezzi e cent'arti usar d'amore,</l>
                            <l n="118" met="7" uscita="P">perché nel roman campo</l>
                            <l n="119" met="11" uscita="P">entrino gelosie, discordie e risse;</l>
                            <l n="120" met="11" uscita="P">e lo farò; me ne lusingo. Il male</l>
                            <l n="121" met="11" uscita="P">previeni. Il genio appaga; un cenno adempi</l>
                            <l n="122" met="11" uscita="P">che noi ponga tra i forti e te fra gli empi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="123" met="7" uscita="P">Le nostr'ire non sono</l>
                            <l n="124" met="7" uscita="P">d'indole sì spietata</l>
                            <l n="125" met="11" uscita="P">che si stendan su voi, belle nemiche.</l>
                            <l n="126" met="11" uscita="P">Osidio, è vaga Arisbe; occhio ha vivace.
                                <stage>(Ad Osidio in disparte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="127" met="11" uscita="P" xml:id="v127" part="I">(Ahi! Qual rival!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="127" met="11" uscita="P" corresp="#v127" part="F">Ma un certo esce da l'altra
                                <stage>(Piano ad Osidio)</stage>
                            </l>
                            <l n="128" met="11" uscita="P" xml:id="v128" part="I">lume gentil...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="128" met="11" uscita="P" corresp="#v128" part="F">Che già t'incende e sface.
                                <stage>(Piano a Minucio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="129" met="11" uscita="P">Cupido ei fissa in te lo sguardo. Ersilia,
                                <stage>(Piano a Velia)</stage>
                            </l>
                            <l n="130" met="11" uscita="P">temo di tua beltà l'usate prove.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="131" met="11" uscita="P">Il tuo acquisto difendi e non soffrire
                                <stage>(Piano a Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                            <l n="132" met="11" uscita="P">ch'io di peggior catena abbia a dolermi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="133" met="11" uscita="X">Sarà un tanto amator gloria di lei;</l>
                            <l n="134" met="7" uscita="P">ma su Arisbe, mia spoglia,</l>
                            <l n="135" met="11" uscita="P" xml:id="v135" part="I">non abbia altri ragion.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="135" met="11" uscita="P" corresp="#v135" part="F">Comun l'ha teco</l>
                            <l n="136" met="11" uscita="P">Valerio ancor. Torni da Roma anch'egli;</l>
                            <l n="137" met="11" fen="S" uscita="P">e in faccia a lui del tuo trofeo sostieni</l>
                            <l n="138" met="7" uscita="P">i titoli, o tribuno.</l>
                            <l n="139" met="11" uscita="P">Né creder già che in sua difesa io parli</l>
                            <l n="140" met="11" uscita="P">spinta da facil genio. Odio egualmente</l>
                            <l n="141" met="11" uscita="P">e Valerio ed Osidio e quanto è Roma.</l>
                            <l n="142" met="11" uscita="P">Ma pur deggio esser giusta; e tu, Minucio,</l>
                            <l n="143" met="11" uscita="P">giudica senza affetto e fuor d'inganno.</l>
                            <l n="144" met="11" uscita="P">Ma in qualunque tu scelga, avrò un nemico;</l>
                            <l n="145" met="11" uscita="P">e in qualunque mi ottenga, avrò un tiranno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="146" met="11" uscita="P">Dunque eterne in quel cor l'ire saranno?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num3" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="147" met="7" uscita="P">Non ti lagnar. Sincero</l>
                            <l n="148" met="7" uscita="P">l'odio ti parla almeno.</l>
                            <l n="149" met="7" uscita="P">Se al labbro lusinghiero</l>
                            <l n="150" met="7" uscita="P">chiedi speranze e vezzi,</l>
                            <l n="151" met="7" uscita="X">vezzi e speranze avrai</l>
                            <l n="152" met="7" uscita="T">quante vorrai da me.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num3" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="153" met="7" uscita="P">Scegliti i finti affetti</l>
                            <l n="154" met="7" uscita="P">o i liberi disprezzi,</l>
                            <l n="155" met="7" uscita="P">ne l'odio o ne l'inganno</l>
                            <l n="156" met="7" uscita="T">mi riderò di te.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="5">
                    <head>SCENA V</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO, OSIDIO, QUINTO FABIO e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="157" met="11" uscita="P">Va'. Previeni il rival. Ma dura impresa
                                <stage>(Ad Osidio)</stage>
                            </l>
                            <l n="158" met="11" uscita="P">hai tolto a superar. L'Africa tutta</l>
                            <l n="159" met="7" uscita="P">cinge quel fiero core.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="160" met="11" uscita="P">Mia la fer l'armi e mia faralla amore.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num4" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="161" met="8" uscita="P">Fiero labbro e ciglio austero</l>
                            <l n="162" met="8" uscita="P">non si accorda col pensiero</l>
                            <l n="163" met="8" uscita="T">né col cor de la beltà.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num4" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="164" met="8" uscita="P">Sdegni ostenta in suo decoro</l>
                            <l n="165" met="8" fen="S" uscita="P">e in trofeo, più che in martoro,</l>
                            <l n="166" met="8" uscita="T">di un'amante fedeltà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="6">
                    <head>SCENA VI</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO, QUINTO FABIO e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="167" met="7" uscita="P">Nulla temer. La fede
                                <stage>(Piano a Velia)</stage>
                            </l>
                            <l n="168" met="7" uscita="P">ti difende di Fabio</l>
                            <l n="169" met="11" uscita="P" xml:id="v169" part="I">amante...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="169" met="11" uscita="P" corresp="#v169" part="F">Il so, di gloria e generoso.
                                <stage>(Piano a Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="170" met="11" uscita="P">(Nato a pena, il mio amor freme geloso).</l>
                            <l n="171" met="7" uscita="P">De la sua prigioniera
                                <stage>(A Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                            <l n="172" met="11" uscita="P">Fabio non è sì mal gradito agli occhi,</l>
                            <l n="173" met="11" uscita="P">quale il misero Osidio a quei di Arisbe.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="174" met="11" uscita="P">Taci. Per te risponderò.
                                <stage>(Piano a Quinto Fabio)</stage>
                                Non entra
                            </l>
                            <l n="175" met="11" uscita="P">sconoscenza, o Minucio, in cor gentile.</l>
                            <l n="176" met="11" uscita="P">Ei nel punico vallo a me fu scudo</l>
                            <l n="177" met="11" uscita="P">da insulti ed ire; e tal mi rese onore</l>
                            <l n="178" met="11" uscita="P">che il vincitor non riconobbi e appena</l>
                            <l n="179" met="7" uscita="P">sentii la mia catena.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="180" met="11" uscita="P">Da un caro vincitor tutto si soffre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="181" met="11" uscita="P">Nobil cor non costrigne a sofferenze.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="182" met="11" fen="I" uscita="P">Ha le sue violenze anche il rispetto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="183" met="11" uscita="P">Sembra fosco ogni lume ad occhio infermo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="184" met="11" uscita="P">Il troppo confidar tragge a periglio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="185" met="11" uscita="P">Qual periglio t'infingi in chi ha virtude?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="186" met="11" uscita="P">Vi son cimenti, ove virtù si obblia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="187" met="11" uscita="X">Un più lungo tacer viltà saria.
                                <stage>(A Velia)</stage>
                            </l>
                            <l n="188" met="7" uscita="P">Duce, da ciò che parli,</l>
                            <l n="189" met="7" uscita="P">ciò che mediti intendo.</l>
                            <l n="190" met="7" uscita="P">Ma Ersilia è mia conquista.</l>
                            <l n="191" met="7" uscita="P">Mia l'armi e mia la fanno</l>
                            <l n="192" met="11" uscita="P" xml:id="v192" part="I">Roma e le leggi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="192" met="11" uscita="P" corresp="#v192" part="F">Ersilia, i tuoi begli occhi</l>
                            <l n="193" met="11" uscita="P">già del tuo vincitor t'han vendicata.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="194" met="11" uscita="P">Sei l'interpetre tu del cor di Fabio?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="195" met="7" uscita="P">Fabio ne' suoi trionfi</l>
                            <l n="196" met="11" uscita="P" xml:id="v196" part="I">vanta anche i ceppi suoi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="196" met="11" uscita="P" corresp="#v196" part="F">Ceppi sì illustri</l>
                            <l n="197" met="7" uscita="P">fan gloria a chi li soffre</l>
                            <l n="198" met="11" uscita="P" xml:id="v198" part="I">e forse invidia a chi gl'insulta.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="198" met="11" uscita="P" corresp="#v198" part="F">E in Roma</l>
                            <l n="199" met="7" uscita="P">si udrà amante quel Fabio</l>
                            <l n="200" met="11" uscita="P">che n'è l'alta speranza? Amante il figlio</l>
                            <l n="201" met="11" uscita="P">di un dittator che nel pensier rivolge</l>
                            <l n="202" met="11" uscita="P">le non anche tentate eccelse imprese?</l>
                            <l n="203" met="11" uscita="P">Che direbbe il gran padre in rivederti</l>
                            <l n="204" met="7" uscita="P">in affetti sì molli</l>
                            <l n="205" met="11" uscita="P">vanamente avvilito? Ah! Si risparmi</l>
                            <l n="206" met="11" uscita="P">a la canizie sua tanto cordoglio</l>
                            <l n="207" met="11" uscita="P">ed a la gloria tua tanto rossore.</l>
                            <l n="208" met="11" uscita="P">In cor romano è debolezza amore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="209" met="11" uscita="P">Ogni altro che Minucio esser l'austero</l>
                            <l n="210" met="11" uscita="P">censor dovria dei giovanili affetti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="211" met="11" uscita="P">Saprei soffrirli in altro tempo. Or tutti</l>
                            <l n="212" met="11" uscita="P" xml:id="v212" part="I">da noi li vuol la patria.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="212" met="11" uscita="P" corresp="#v212" part="F">Ov'uopo il chiese,</l>
                            <l n="213" met="11" uscita="P">le mancò mai di Fabio il zelo e l'opra?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="214" met="11" uscita="P">Nobil destrier, pria di toccar la meta,</l>
                            <l n="215" met="11" uscita="X">non divertisce il corso. Ersilia è tua.</l>
                            <l n="216" met="11" uscita="P">Giusta mercé che si riserba al prode,</l>
                            <l n="217" met="11" uscita="P">non gli si toglie. Io ne sarò il custode.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="218" met="11" uscita="P" xml:id="v218" part="I">Tu suo custode? E qual ragion...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="218" met="11" uscita="P" corresp="#v218" part="F">Tribuno,</l>
                            <l n="219" met="11" uscita="P">non trasportarti oltre il dover. Né verga</l>
                            <l n="220" met="11" uscita="P">manca qui né littor. Vanne e ubbidisci.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="221" met="7" uscita="P">Ubbidirò; ma troppo</l>
                            <l n="222" met="7" uscita="P">di un comando ti abusi</l>
                            <l n="223" met="11" uscita="P">che in deposito tieni ancor per poco.</l>
                            <l n="224" met="11" uscita="P">Verrà il tuo punitore e ti faranno</l>
                            <l n="225" met="7" uscita="P">tremar fino i tuoi stessi</l>
                            <l n="226" met="11" uscita="P">colpevoli trofei. Ti lascio, Ersilia;</l>
                            <l n="227" met="7" uscita="P">e ti lascio costretto.</l>
                            <l n="228" met="11" uscita="P">A l'altrui tirannia questo almen deggio</l>
                            <l n="229" met="7" uscita="P">favor, che senza colpa</l>
                            <l n="230" met="11" uscita="P">ha parlato il mio amor. Forse più audace</l>
                            <l n="231" met="11" uscita="P" xml:id="v231" part="I">sarà l'altrui.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="231" met="11" uscita="P" corresp="#v231" part="F">Ma non più fortunato.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="232" met="11" uscita="P">Minucio intenda e Fabio è vendicato.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num5" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="233" met="8" uscita="X">De l'oltraggio che mi fai
                                <stage>(A Minucio)</stage>
                            </l>
                            <l n="234" met="8" uscita="P">non avrai tutto il diletto.</l>
                            <l n="235" met="8" uscita="P">Vedrò ancor l'altero aspetto</l>
                            <l n="236" met="8" uscita="P">ricoprir vergogna e pena.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num5" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="237" met="8" uscita="P">Parto, Ersilia. Il tuo bel core
                                <stage>(A Velia)</stage>
                            </l>
                            <l n="238" met="8" fen="S" uscita="P">non obblii che mi sei tolta</l>
                            <l n="239" met="8" fen="S" uscita="P">da rea forza e che il mio amore</l>
                            <l n="240" met="8" uscita="P">rispettò la tua catena.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="7">
                    <head>SCENA VII</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="241" met="11" uscita="P">Il duol, che ti si sparge, Ersilia, in fronte,</l>
                            <l n="242" met="7" uscita="P">non vien da indifferenza.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="243" met="11" fen="S" uscita="P">Serva al primo signor, sapea qual fosse</l>
                            <l n="244" met="7" uscita="P">il peso de' miei ceppi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="245" met="11" uscita="P">Men gentil mi paventi o meno amante?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="246" met="11" uscita="P">Gentilezza sperar da chi usa forza?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="247" met="11" uscita="P">Mi valsi del poter, da te costretto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="248" met="11" uscita="P" xml:id="v248" part="I">In tua discolpa e che fec'io?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="248" met="11" uscita="P" corresp="#v248" part="F">Piacermi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="249" met="11" uscita="P">D'innocente cagion malvagio effetto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="250" met="11" uscita="P">E rendermi geloso, alor che amante.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="251" met="11" uscita="P">A bugiardo timor rimedio iniquo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="252" met="11" uscita="P">Puoi tu negar che in Fabio amor non arda?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="253" met="11" uscita="P">Dir puoi tu che in Ersilia arda egual foco?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="254" met="11" uscita="P">Nel suo partir mel disse il tuo dolore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="255" met="11" uscita="P">Prova fu di amicizia e parve amore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="256" met="11" uscita="P">È disposta l'amante in cor di amica.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="257" met="11" uscita="P">Minucio, esci d'error. Posso per Fabio</l>
                            <l n="258" met="7" uscita="P">nudrir stima e pietade.</l>
                            <l n="259" met="11" uscita="P">Ma un più forte dover mi vieta amarlo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="260" met="11" uscita="P">Mi consoli ad un punto e mi tormenti.</l>
                            <l n="261" met="11" uscita="P">Temerò, cercherò dunque il rivale</l>
                            <l n="262" met="7" uscita="P">tra i barbari numidi?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="263" met="7" uscita="P">Né Cartago né Roma</l>
                            <l n="264" met="11" uscita="P">vantar ponno trofei sul cor di Ersilia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="265" met="11" uscita="P">E se libero l'hai, sta in tuo potere</l>
                            <l n="266" met="7" uscita="P">farmene un facil dono.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="267" met="7" uscita="P">Convien pria meritarlo.</l>
                            <l n="268" met="11" uscita="P">Rendimi a Fabio. Ottieni la mia stima;</l>
                            <l n="269" met="11" uscita="P">e l'onesta mercé poi spera e chiedi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="270" met="11" uscita="P" xml:id="v270" part="I">E pur Fabio hai nel cor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="270" met="11" uscita="P" corresp="#v270" part="F">Tu non mi credi.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num6" esecuzione="solistica" posizione="mezzo" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="271" met="7" fen="S" uscita="P">Su via, persisti, ostinati.</l>
                            <l n="272" met="7" uscita="T">Che puoi sperar da me?</l>
                            <l n="273" met="7" uscita="T">Sarà la tua mercé</l>
                            <l n="274" met="7" uscita="T">disprezzo, onta e furor.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num6" esecuzione="solistica" posizione="mezzo" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="275" met="7" uscita="P">Te creder posso amante?</l>
                            <l n="276" met="7" uscita="P">No no, sei mio tiranno.</l>
                            <l n="277" met="7" uscita="P">Comincia dal mio affanno</l>
                            <l n="278" met="7" uscita="T">la rabbia del tuo amor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="279" met="7" uscita="P">Ferma e d'amor ravvisa</l>
                            <l n="280" met="11" uscita="P">la più difficil prova. Al tuo ritorna...</l>
                            <l n="281" met="11" uscita="P">quanto il farla, ahi! mi costa! afflitto amante.</l>
                            <l n="282" met="7" uscita="X">Ma vedi, io verrò poi,</l>
                            <l n="283" met="7" uscita="P">memore di tua fede,</l>
                            <l n="284" met="11" uscita="P" xml:id="v284" part="I">ad esiggerne il prezzo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="284" met="11" uscita="P" corresp="#v284" part="F">Alma ben nata</l>
                            <l n="285" met="11" uscita="P">a un amor, che ben serve, è sempre grata.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num7" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="286" met="7" uscita="T">Verrò; ma non mi dir</l>
                            <l n="287" met="5" uscita="T">virtù, dover,</l>
                            <l n="288" met="7" uscita="T">nomi che del piacer</l>
                            <l n="289" met="5" uscita="P">sono gl'inciampi;</l>
                            <l n="290" met="7" uscita="X">e de la ritrosia</l>
                            <l n="291" met="5" uscita="P">sono i pretesti.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num7" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="292" met="7" uscita="T">In traffico d'amor</l>
                            <l n="293" met="7" uscita="X">favor e cortesia</l>
                            <l n="294" met="5" uscita="P">son cambi onesti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="8">
                    <head>SCENA VIII</head>
                    <stage type="setting">VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="295" met="11" uscita="P">Nel giro di un sol giorno esser mai ponno</l>
                            <l n="296" met="7" uscita="P">per la misera Velia</l>
                            <l n="297" met="7" uscita="P">più affanni? In che mal punto</l>
                            <l n="298" met="11" uscita="P">giunsi a quel vallo, u' sposa pria che amante,</l>
                            <l n="299" met="11" fen="S" uscita="P">invece d'imeneo fra rose e canti,</l>
                            <l n="300" met="11" uscita="P">mi si affacciano orrori e stragi e ceppi!</l>
                            <l n="301" met="11" uscita="X">Senza nulla saper d'Erminio mio,</l>
                            <l n="302" met="11" uscita="P">se pur mio posso dir chi ancor non vidi,</l>
                            <l n="303" met="7" uscita="P">eccomi fino astretta</l>
                            <l n="304" met="11" uscita="P">a mentir l'esser mio. Ma schiava e sola</l>
                            <l n="305" met="11" uscita="P">qual difesa qui avrò da insidia e forza?</l>
                            <l n="306" met="11" uscita="P">Quale? Il mio onor, la mia fortezza. Erminio,</l>
                            <l n="307" met="11" uscita="P">nome, quantunque ignoto, a me pur caro,</l>
                            <l n="308" met="11" uscita="X">a te mi serberò. Né sorte ria</l>
                            <l n="309" met="11" uscita="X">né altra forza farà ch'io tua non sia.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num8" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="310" met="8" uscita="P">Da due veltri anche inseguita,</l>
                            <l n="311" met="8" uscita="P">sola e pavida cervetta</l>
                            <l n="312" met="8" uscita="P">sì per selva or si raggira,</l>
                            <l n="313" met="8" uscita="P">per dirupi or sì si affretta</l>
                            <l n="314" met="8" uscita="P">che ne sfugge il dente e l'ira</l>
                            <l n="315" met="8" uscita="T">e si adagia in sicurtà.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num8" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="316" met="8" uscita="P">Qual piacer, se un dì mi è dato</l>
                            <l n="317" met="8" uscita="P">al mio sposo amante amato</l>
                            <l n="318" met="8" uscita="P">i perigli e le catene</l>
                            <l n="319" met="8" uscita="T">rammentar ma in libertà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Fine dell'atto primo</stage>
                    <stage type="setting">Ballo di auguri e ministri del tempio.</stage>
                </div>
            </div>
            <div type="atto" n="II">
                <head>ATTO SECONDO</head>
                <div type="scena" n="">
                    <stage type="setting">Accampamento de' Romani col padiglione del dittatore.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="1">
                    <head>SCENA PRIMA</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO, OSIDIO con soldati</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="320" met="11" uscita="P">Quel fosco ciglio, quel tacer pensoso</l>
                            <l n="321" met="7" uscita="P">osservasti, o tribuno?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="322" met="11" uscita="P">Al nostro dittator s'alzi, o soldati,</l>
                            <l n="323" met="11" uscita="P">il militar suggesto e gli si appresti</l>
                            <l n="324" met="11" uscita="P" xml:id="v324" part="I">la curul sella. Il vidi, Fabio.
                                <stage>(I soldati romani apparecchiano il tribunale, ove dovrà ascendere e sedere il dittatore)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="324" met="11" uscita="P" corresp="#v324" part="F">A pena</l>
                            <l n="325" met="11" uscita="P">mi volse un guardo, mi degnò di brevi</l>
                            <l n="326" met="11" uscita="P">parole. In lui non riconobbi il padre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="327" met="7" uscita="P">Per Minucio pavento.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="328" met="11" uscita="P">E n'hai ragion. Chiamar codardo e vile</l>
                            <l n="329" met="11" uscita="P">il cauto dittator, fra le coorti</l>
                            <l n="330" met="7" uscita="P">diffamarlo, schernirlo</l>
                            <l n="331" met="7" uscita="P">fu 'l minor degl'insulti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="332" met="11" uscita="P">È soggetto chi impera a le loquaci</l>
                            <l n="333" met="11" uscita="P">dicerie di chi serve. Ognun si crede</l>
                            <l n="334" met="11" uscita="P">di aver più senno; e non riflette quanto</l>
                            <l n="335" met="11" uscita="P">sia periglioso il provocar chi ha in mano</l>
                            <l n="336" met="7" uscita="P">la vendetta e 'l gastigo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="337" met="11" uscita="P">Né questo forse è il suo più grave eccesso.</l>
                            <l n="338" met="11" uscita="P">Pugnò in onta al comando; e la negletta</l>
                            <l n="339" met="11" uscita="P">disciplina tu sai se importi a Roma</l>
                            <l n="340" met="7" uscita="P">che non passi in esempio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="341" met="7" uscita="P">E nel prode Minucio</l>
                            <l n="342" met="11" uscita="P">rinnovarsi vedrem que' scempi atroci</l>
                            <l n="343" met="11" uscita="P">de la feroce austerità primiera?</l>
                            <l n="344" met="11" uscita="P">Roma in oggi è più umana; e i Giuni, i Manli</l>
                            <l n="345" met="7" uscita="P">son barbare memorie.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="346" met="11" uscita="P">Non han luogo in mio cor volgari affetti.</l>
                            <l n="347" met="11" uscita="P">Mi offese, è ver; pur sua salvezza io bramo;</l>
                            <l n="348" met="11" uscita="P">e in suo scampo mi udrai far voti al padre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="349" met="7" uscita="P">Pietà degna di Fabio.</l>
                            <l n="350" met="11" fen="S" uscita="P">In Minucio, anche reo, perder un tanto</l>
                            <l n="351" met="11" uscita="P">guerrier parrebbe invidia; e chi del fiero</l>
                            <l n="352" met="11" uscita="P">Annibale l'audacia in parte ha doma,</l>
                            <l n="353" met="11" uscita="P">ha l'amor de l'esercito e di Roma.
                                <stage>(Osidio entra nel padiglione del dittatore)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num9" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="354" met="8" uscita="P">Alma mia, più che da amore,</l>
                            <l n="355" met="8" uscita="P">da virtù prendi consiglio.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num9" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="356" met="8" uscita="P">Nel rival, quantunque ingiusto,</l>
                            <l n="357" met="8" uscita="P">a me iniquo e al genitore,</l>
                            <l n="358" met="8" uscita="P">si preservi a Roma un figlio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="2">
                    <head>SCENA II</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO, QUINTO FABIO, OSIDIO, soldati e littori escono dal padiglione</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="359" met="11" uscita="P" xml:id="v359" part="I">Romani, il dittator.
                                <stage>(Suonano timpani e trombe e i soldati si pongono in ordinanza)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="359" met="11" uscita="P" corresp="#v359" part="F">Duci, soldati,</l>
                            <l n="360" met="7" uscita="P">pugnò dunque Minucio?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="361" met="11" uscita="P" xml:id="v361" part="I">Pugnò e vinse, o signor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="361" met="11" uscita="P" corresp="#v361" part="F">Contra il divieto?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="362" met="11" uscita="P">Fu colpevol l'ardir ma fortunato.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="363" met="7" uscita="P">Cinquemila africani</l>
                            <l n="364" met="11" uscita="P">giacciono, quai nel campo e quai nel vallo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="365" met="11" uscita="P">E con lor quattromila anche de' nostri.</l>
                            <l n="366" met="11" uscita="P">Se così vince Roma, ella è perduta.</l>
                            <l n="367" met="7" uscita="P">A me venga Minucio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="368" met="11" uscita="P">In me avanza il timor. Tu resta, o Fabio,</l>
                            <l n="369" met="11" uscita="P">e cerca di placare il padre irato.
                                <stage>(Parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="3">
                    <head>SCENA III</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO e QUINTO FABIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="370" met="11" uscita="X">Se di ciò, che ti offende, a parte io sia,</l>
                            <l n="371" met="11" uscita="P">creder lo puoi, non men signor che padre.</l>
                            <l n="372" met="11" uscita="P">Lo vuol sangue e ragion. Son figlio e servo.</l>
                            <l n="373" met="11" uscita="P">Ma di servo e di figlio al zelo ancora</l>
                            <l n="374" met="11" uscita="P" xml:id="v374" part="I">favellar si conceda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="374" met="11" uscita="P" corresp="#v374" part="F">E che puoi dirmi?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="375" met="7" uscita="P">Che se a punir di morte</l>
                            <l n="376" met="11" fen="S" uscita="P">pensi il reo vincitor, l'odio avrai tutto</l>
                            <l n="377" met="11" uscita="P" xml:id="v377" part="I">del campo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="377" met="11" uscita="P" corresp="#v377" part="F">E a nol punir, ne avrò il disprezzo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="378" met="11" uscita="P">Che puoi tentar, se de' soldati a l'uopo</l>
                            <l n="379" met="11" uscita="P" xml:id="v379" part="I">l'amor ti venga meno?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="379" met="11" uscita="P" corresp="#v379" part="F">E se il rispetto,</l>
                            <l n="380" met="11" uscita="P" xml:id="v380" part="I">che comandar?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="380" met="11" uscita="P" corresp="#v380" part="F">Ripiglieranno i Peni</l>
                            <l n="381" met="7" uscita="P">più ardir dal suo gastigo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="382" met="11" uscita="P">L'ozio nostro finor fu dei trionfi</l>
                            <l n="383" met="7" uscita="P">di Annibale lo scoglio.</l>
                            <l n="384" met="11" uscita="P">Lo stanchiam col fuggirlo. Ei nulla cerca,</l>
                            <l n="385" met="7" uscita="P">più che i nostri cimenti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="386" met="11" uscita="P" xml:id="v386" part="I">Minucio...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="386" met="11" uscita="P" corresp="#v386" part="F">Pervertì l'util consiglio;</l>
                            <l n="387" met="7" uscita="P">e 'l lasciarlo impunito</l>
                            <l n="388" met="11" fen="S" uscita="P">me in dispregio porria, Roma in periglio.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num10" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="389" met="8" uscita="X">Troppo giovane tu sei.</l>
                            <l n="390" met="8" uscita="X">Son colpevoli trofei</l>
                            <l n="391" met="8" uscita="P">quei che lodi e che difendi.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num10" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="392" met="8" uscita="P">Di un roman sta il primo onore</l>
                            <l n="393" met="8" uscita="P">ne l'ossequio e non nel brando;</l>
                            <l n="394" met="8" uscita="P">e de l'arte del comando</l>
                            <l n="395" met="8" uscita="P">tu assai parli e poco intendi.
                                <stage>(Fabio Massimo va a sedere sul tribunale preparatogli)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="4">
                    <head>SCENA IV</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO seguito da' soldati, OSIDIO e i suddetti.</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="396" met="11" uscita="P" xml:id="v396" part="I">Piega il feroce cor.
                                <stage>(In lontano a Minucio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="396" met="11" uscita="P" corresp="#v396" part="F">Ch'io scenda ai prieghi?
                                <stage>(In lontano a Osidio)</stage>
                            </l>
                            <l n="397" met="7" uscita="P">No. Qual de' Peni a fronte,</l>
                            <l n="398" met="11" uscita="P">sia in faccia al dittator Minucio invitto.
                                <stage>(Si avanza)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="399" met="11" uscita="P">(Crescerà per audacia il suo delitto).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="400" met="11" uscita="P">Massimo, dittator, che là ti assidi</l>
                            <l n="401" met="11" uscita="P">a giudicarmi e a condannarmi, ho vinto.</l>
                            <l n="402" met="11" uscita="P">Vanto il mio error; non lo discolpo. Verghe</l>
                            <l n="403" met="11" uscita="P">vengano e scuri; eccoti dorso e capo.</l>
                            <l n="404" met="11" uscita="P">Ne la tua dittatura acciar romano</l>
                            <l n="405" met="7" uscita="P">va di sangue africano</l>
                            <l n="406" met="7" uscita="P">digiuno ancor. Cominci</l>
                            <l n="407" met="11" uscita="P">da quel di un cittadino; e Roma intenda</l>
                            <l n="408" met="11" uscita="P">che né tu vincer vuoi né ch'altri vinca.</l>
                            <l n="409" met="11" uscita="P">Chiuditi pur nel vallo; occupa pure</l>
                            <l n="410" met="11" uscita="P">l'erto de' monti. Se sconfitto il Peno</l>
                            <l n="411" met="11" uscita="P">non fia dagli ozi tuoi, s'arso e distrutto</l>
                            <l n="412" met="11" uscita="P">grida invano alzerà l'ausonio suolo,</l>
                            <l n="413" met="11" uscita="P">basterà ai fasti tuoi Minucio solo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="414" met="11" uscita="P">Chi già del dittator sprezzò la legge,</l>
                            <l n="415" met="11" uscita="P">strano non è ch'ora n'insulti il grado.</l>
                            <l n="416" met="7" uscita="P">D'uno in altro delitto</l>
                            <l n="417" met="11" uscita="P">s'apre facile il varco a cor superbo.</l>
                            <l n="418" met="11" uscita="P">Tu vanti i tuoi trofei ma rei d'impero</l>
                            <l n="419" met="7" uscita="P">negletto, ma funesti.</l>
                            <l n="420" met="11" uscita="X">Pena al tuo error si deve; e tal l'avrai</l>
                            <l n="421" met="11" uscita="P">che farà sbigottir la tua alterezza.</l>
                            <l n="422" met="11" uscita="P">A l'ossequio in mancar fosti spergiuro</l>
                            <l n="423" met="11" uscita="P">né sapendo ubbidir, demeritasti</l>
                            <l n="424" met="7" uscita="P">dal grado ch'io ti diedi.</l>
                            <l n="425" met="11" uscita="P">Scingiti e sago e brando e l'armi e tutti</l>
                            <l n="426" met="11" uscita="P">de la milizia gli ornamenti. Il nome</l>
                            <l n="427" met="11" uscita="P">tuo si cancelli. Esci del campo. A Roma</l>
                            <l n="428" met="7" uscita="P">ritorna; e quivi ostenta</l>
                            <l n="429" met="11" uscita="P">le tue vittorie, i miei riposi infama;</l>
                            <l n="430" met="7" uscita="P">e là più cresca al suono</l>
                            <l n="431" met="11" uscita="P">de le ignominie mie l'alta tua fama.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="432" met="7" uscita="P">A un vincitor qual pena!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="433" met="11" uscita="P">Pallido, sbigottito e fiso a terra</l>
                            <l n="434" met="7" uscita="P">le luci... Altro egli sembra</l>
                            <l n="435" met="11" uscita="P">da sé poc'anzi minaccioso, invitto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="436" met="11" uscita="P">Facciasi; e 'l banditor legga l'editto.
                                <stage>(Sale il banditore su la tribuna e riceve dalle mani del dittatore l'editto; ma nell'atto del leggerlo, sopraviene Valerio, seguito da ventiquattro littori, e tiene in mano altro decreto del popolo romano)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="5">
                    <head>SCENA V</head>
                    <stage type="setting">VALERIO con ventiquattro littori e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="437" met="7" uscita="P">Altro editto che questo</l>
                            <l n="438" met="11" uscita="P">del popolo roman qui non ha luogo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="439" met="11" uscita="P">Che fia? Valerio, altri littori al campo?
                                <stage>(Levandosi)</stage>
                            </l>
                            <l n="440" met="11" uscita="P">Altro impero che 'l mio? Non è più Fabio</l>
                            <l n="441" met="11" uscita="X" xml:id="v441" part="I">qui dittatore?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="441" met="11" uscita="X" corresp="#v441" part="F">Il dittator tu sei.</l>
                            <l n="442" met="11" uscita="X" xml:id="v442" part="I">Ma leggi.
                                <stage>(Dà il plebiscito a Fabio Massimo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="442" met="11" uscita="X" corresp="#v442" part="F">(Ah! Duran anco i rischi miei).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="443" met="11" uscita="P">«I tribuni del popolo romano.
                                <stage>(Legge in piedi)</stage>
                            </l>
                            <l n="444" met="11" uscita="P">Tra Massimo sia pari e tra Minucio</l>
                            <l n="445" met="11" uscita="P">grado, titolo, impero. Ambo la guerra</l>
                            <l n="446" met="7" uscita="P">reggano dittatori.</l>
                            <l n="447" met="11" uscita="P">Abbia i fasci ciascuno, abbia i littori».</l>
                            <l n="448" met="11" uscita="P" xml:id="v448" part="I">Dei! La patria vuol perdersi.
                                <stage>(Siede pensoso)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="448" met="11" uscita="P" corresp="#v448" part="F">La patria</l>
                            <l n="449" met="11" uscita="P">riconosce il valor. Fabio era ingiusto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="450" met="11" uscita="P" xml:id="v450" part="I">Due dittatori!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="450" met="11" uscita="P" corresp="#v450" part="F">Al genitor tal onta?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="451" met="11" uscita="P">(Massimo, è tempo d'usar senno ed arte.</l>
                            <l n="452" met="7" uscita="P">Autorità ne agguaglia,</l>
                            <l n="453" met="11" uscita="P" xml:id="v453" part="I">ne distingua virtude).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="453" met="11" uscita="P" corresp="#v453" part="F">Olà, un curule</l>
                            <l n="454" met="11" uscita="P" xml:id="v454" part="I">seggio anche a me.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="454" met="11" uscita="P" corresp="#v454" part="F">Vieni, o Minucio, e prendi</l>
                            <l n="455" met="11" uscita="X">gli auspici del comando, ove l'altrui</l>
                            <l n="456" met="11" uscita="P">aspro, ma retto, a giudicarti ascese.
                                <stage>(Vien portata per Minucio altra sedia curule ed egli vi si asside a canto di Fabio Massimo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="457" met="11" uscita="P">Varian così di umana sorte i giri.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="458" met="11" fen="S" uscita="P">Il passato si obblii. Quello, che a fronte</l>
                            <l n="459" met="7" uscita="P">nemico abbiam, ne vieta,</l>
                            <l n="460" met="11" uscita="P">non che un lungo consiglio, un ozio breve.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="461" met="11" uscita="P">A tuo piacer. La via proponi e 'l modo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="462" met="11" uscita="P">Uno o più giorni alternamente in Fabio</l>
                            <l n="463" met="11" uscita="P">sia 'l sovrano comando; e per eguale</l>
                            <l n="464" met="7" uscita="P">intervallo in Minucio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="465" met="7" uscita="P">Né men per un momento</l>
                            <l n="466" met="11" uscita="P">servirò a le tue leggi. A me diviso</l>
                            <l n="467" met="7" uscita="P">vien l'impero, non tolto.</l>
                            <l n="468" met="7" uscita="P">Quattro abbiam sotto l'armi</l>
                            <l n="469" met="11" fen="I" uscita="P">legioni. Partiscansi egualmente.</l>
                            <l n="470" met="11" uscita="P">Due tu ne reggi, io due. Ne' tuoi consigli</l>
                            <l n="471" met="11" uscita="P">né di onor né di biasmo aver vo' parte.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="472" met="11" uscita="P">Piacemi; e 'l nome lor chiuso ne l'urna,</l>
                            <l n="473" met="7" uscita="P">ne decida la sorte.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="474" met="7" uscita="P">A me, cui de la prima</l>
                            <l n="475" met="11" uscita="P">commesso è 'l tribunato, ah! si assicuri</l>
                            <l n="476" met="7" uscita="P">militar sotto il padre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="477" met="11" uscita="P">L'approveran gli dii, se giusto è 'l voto.
                                <stage>(Vien recata l'urna, ove si pongono i nomi delle quattro legioni, due de' quali n'estrae Fabio Massimo e due Minucio. Intanto Quinto Fabio dice tra sé)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num11" esecuzione="solistica" posizione="mezzo" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="478" met="5" uscita="P">Fammi, empia sorte,</l>
                            <l n="479" met="5" uscita="X">il mal che puoi;</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num11" esecuzione="solistica" posizione="mezzo" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="480" met="5" uscita="P">sarò più forte</l>
                            <l n="481" met="5" uscita="X">degli odi tuoi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="482" met="11" uscita="P">In me, Osidio, in me, Fabio, il duce avrete.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="483" met="11" uscita="P" xml:id="v483" part="I">Sinistri fati!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="483" met="11" uscita="P" corresp="#v483" part="F">È indifferente, o figlio,
                                <stage>(Levandosi e fa Minucio lo stesso)</stage>
                            </l>
                            <l n="484" met="11" uscita="P">a chi ben sa ubbidir, l'un duce o l'altro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="485" met="11" uscita="X">E so a valor dar ricompensa anch'io.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="486" met="11" uscita="X">(Da un tal rival, che sperar puoi, cor mio?)
                                <stage>(Parte. I due dittatori scendono dal suggesto)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="487" met="7" uscita="P">Massimo, addio. Vedremo</l>
                            <l n="488" met="7" uscita="P">se Annibale sedendo</l>
                            <l n="489" met="7" uscita="P">vincasi o combattendo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="490" met="11" uscita="P">Un buon imperator guidar si lascia</l>
                            <l n="491" met="11" uscita="P">da mente e da ragion, non da fortuna.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="492" met="11" uscita="P">Lodo cautela anch'io, non timidezza.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="493" met="7" uscita="P">Chi per la patria teme,</l>
                            <l n="494" met="11" uscita="P" xml:id="v494" part="I">teme senza vergogna.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="494" met="11" uscita="P" corresp="#v494" part="F">E Roma e 'l campo</l>
                            <l n="495" met="11" uscita="P" xml:id="v495" part="I">sgridan la tua lentezza.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="495" met="11" uscita="P" corresp="#v495" part="F">Ingiuria al saggio</l>
                            <l n="496" met="11" uscita="P">non fan garrule voci; e l'alte imprese</l>
                            <l n="497" met="11" uscita="P">guasta temerità, matura il tempo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="498" met="11" uscita="P">Ma che dirai, quand'io di nuovi allori</l>
                            <l n="499" met="7" uscita="P">getti fasci al tuo piede?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="500" met="11" uscita="P">Spesso, a chi assai presume, onta succede.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="501" met="8" uscita="P">Segui pur tardi consigli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="502" met="8" uscita="P">Tenta pur ciechi perigli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="503" met="8" uscita="P">Nome sempre avrai di vile.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="504" met="8" uscita="X">Scorno e danno alfin ne avrai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="505" met="4" uscita="P">Fu lentezza</l>
                            <l n="506" met="8" uscita="P">che alzò Roma a sua grandezza?</l>
                            <l n="507" met="8" uscita="P">O ardir pronto e cor virile?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num12" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="508" met="8" uscita="P">Se a la Trebbia e al Trasimeno</l>
                            <l n="509" met="4" uscita="P">si ardia meno,</l>
                            <l n="510" met="8" uscita="X">Roma or fora in tanti guai?
                                <stage>(Partendo da varie parti)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="6">
                    <head>SCENA VI</head>
                    <stage type="setting">VALERIO e OSIDIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="511" met="11" uscita="P">Osidio, a che sì ratto a me t'involi?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="512" met="11" uscita="P">Del dittator segue il tribuno i passi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="513" met="11" uscita="P">O più tosto ad Arisbe amor ti chiama.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="514" met="11" uscita="P">Arisbe è una crudel. Guai per chi l'ama.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="515" met="11" uscita="P">Un lontano rival ti fu opportuno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="516" met="11" uscita="P">Basta ad esserle in odio esser romano.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="517" met="11" uscita="P" xml:id="v517" part="I">Pur tua sorte tentasti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="517" met="11" uscita="P" corresp="#v517" part="F">E fui mal visto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="518" met="11" uscita="P" xml:id="v518" part="I">Tenterò anch'io la mia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="518" met="11" uscita="P" corresp="#v518" part="F">Ne avrai ripulse.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="519" met="11" uscita="P">La più schifa beltà fa degli amanti</l>
                            <l n="520" met="7" uscita="P">ciò che fa de' vestiti;</l>
                            <l n="521" met="11" uscita="P">lascia quel, sprezza questo, un poi ne sceglie.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="522" met="11" uscita="P">Tu non conosci ancor l'alma africana.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="523" met="11" uscita="X">Ti preme spaventar gli affetti miei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="524" met="11" uscita="X">Vedi. Ella è Arisbe; e tu roman pur sei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="7">
                    <head>SCENA VII</head>
                    <stage type="setting">ARISBE e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="525" met="7" uscita="P">Sì. Valerio è romano;</l>
                            <l n="526" met="7" uscita="P">ma distinguerlo Arisbe</l>
                            <l n="527" met="11" uscita="P">sa da Osidio e dagli altri. A te si volle
                                <stage>(A Valerio)</stage>
                            </l>
                            <l n="528" met="7" uscita="P">defraudar tua ragione.</l>
                            <l n="529" met="11" uscita="P">Tu non eri nel campo. Io la difesi.</l>
                            <l n="530" met="11" uscita="P" xml:id="v530" part="I">Non è così?
                                <stage>(Ad Osidio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="530" met="11" uscita="P" corresp="#v530" part="F">Nol so negar; né 'l festi</l>
                            <l n="531" met="7" uscita="P">spinta da facil genio</l>
                            <l n="532" met="11" uscita="P">ma per sparger tra noi discordie e risse;</l>
                            <l n="533" met="11" uscita="P">e Minucio presente, Arisbe il disse.
                                <stage>(A Valerio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="534" met="11" uscita="P">Mi fu giusta però, se non amante.
                                <stage>(Ad Osidio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="535" met="11" fen="S" uscita="P">In faccia al campo io non dovea tal dirmi.
                                <stage>(A Valerio)</stage>
                            </l>
                            <l n="536" met="7" uscita="P">Era questo un arcano
                                <stage>(Ad Osidio)</stage>
                            </l>
                            <l n="537" met="11" uscita="P" xml:id="v537" part="I">ch'io serbava a Valerio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="537" met="11" uscita="P" corresp="#v537" part="F">Ami il rivale?</l>
                            <l n="538" met="11" uscita="P">Per qual merto maggior? Volevi affetto?</l>
                            <l n="539" met="11" uscita="P">Ossequio? Fedeltà? Da me l'avesti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="540" met="11" uscita="P">È ver; ma agli occhi miei tu non piacesti.</l>
                            <l n="541" met="11" uscita="X" xml:id="v541" part="I">(Comincia il mio trionfo).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="541" met="11" uscita="X" corresp="#v541" part="F">Ingiusta sei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="542" met="7" uscita="P">Perché? Forse beltade</l>
                            <l n="543" met="11" uscita="P">è tenuta ad amar ciascun che l'ami?</l>
                            <l n="544" met="11" uscita="P">Perché più degno sei? Se tal ti credi</l>
                            <l n="545" met="11" uscita="P">mal giudichi di te, peggio degli altri.</l>
                            <l n="546" met="11" uscita="P">Ma sia anche ver; nel tribunal d'amore</l>
                            <l n="547" met="7" uscita="P">non si consiglia il merto</l>
                            <l n="548" met="11" uscita="P">ma il cor. Chi piace più sempre è 'l migliore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="549" met="7" uscita="P" xml:id="v549" part="I">Ben ragiona.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="549" met="7" uscita="P" corresp="#v549" part="F">Eh! Valerio,</l>
                            <l n="550" met="11" uscita="P">non tanto insuperbir. Di me sprezzato,</l>
                            <l n="551" met="11" uscita="P">tu più misero sei, perché ingannato.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num13" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="552" met="7" uscita="P">Quando l'amor favella</l>
                            <l n="553" met="7" uscita="P">sul labbro d'una bella</l>
                            <l n="554" met="7" uscita="P">per fare altrui dispetto,</l>
                            <l n="555" met="7" uscita="T">nol creder vero amor.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num13" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="556" met="7" uscita="P">Egli è con chi disprezza</l>
                            <l n="557" met="7" uscita="P">un'arte di fierezza;</l>
                            <l n="558" met="7" uscita="P">ed è con chi lusinga</l>
                            <l n="559" met="7" uscita="T">un vezzo ingannator.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="8">
                    <head>SCENA VIII</head>
                    <stage type="setting">ARISBE e VALERIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="560" met="11" uscita="P">S'ei rival non mi fosse, andrian già sparsi</l>
                            <l n="561" met="7" uscita="P">di amaro i miei contenti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="562" met="11" uscita="P" xml:id="v562" part="I">D'acuta vista è gelosia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="562" met="11" uscita="P" corresp="#v562" part="F">Vorresti</l>
                            <l n="563" met="11" uscita="P">ch'io credessi al rival, più che ad Arisbe?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="564" met="11" uscita="P">Ma la punica fede è ognor sospetta.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="565" met="11" uscita="P">In anima gentil non entra inganno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="566" met="11" uscita="P">Di Asdrubale son figlia e in odio ho Roma.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="567" met="11" uscita="P">O diverso dal cor parlò il tuo labbro</l>
                            <l n="568" met="11" uscita="P">o ne l'odio comun me non confondi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="569" met="11" uscita="P">Forse torna in mio pro ch'io ti lusinghi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="570" met="11" uscita="P">Durerà con l'inganno il mio piacere;</l>
                            <l n="571" met="11" uscita="P">e godrò poi del tuo col disinganno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="572" met="11" fen="S" uscita="P">Non ti credea sì generoso; e sento</l>
                            <l n="573" met="11" uscita="P">che si avanzano in me que' primi impulsi</l>
                            <l n="574" met="7" uscita="P">del genio. Un cor, che tanto</l>
                            <l n="575" met="11" uscita="P">si fida in me, più non saprei tradire.</l>
                            <l n="576" met="11" uscita="P">Mi sarai caro; e per amarti appieno</l>
                            <l n="577" met="11" uscita="P">di vincer studierò le ripugnanze</l>
                            <l n="578" met="7" uscita="P">de la patria e del sangue.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="579" met="7" uscita="P">M'ami, se 'l vuoi. L'amore</l>
                            <l n="580" met="11" fen="S" uscita="P">col disio facilmente s'accompagna.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="581" met="11" uscita="P" xml:id="v581" part="I">Restami un sol timore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="581" met="11" uscita="P" corresp="#v581" part="M">E qual?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="581" met="11" uscita="P" corresp="#v581" part="F">Vedermi</l>
                            <l n="582" met="7" uscita="P">spoglia ancora indecisa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="583" met="11" uscita="P">Ne l'amistà del dittator confido</l>
                            <l n="584" met="11" uscita="P" xml:id="v584" part="I">e mi assiste ragion.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="584" met="11" uscita="P" corresp="#v584" part="F">Se il dittatore</l>
                            <l n="585" met="11" uscita="P">t'è ingiusto, hai spada al fianco e ardir nel core.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num14" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="586" met="55" uscita="P">So che esser suole scaltro e bugiardo,</l>
                            <l n="587" met="55" uscita="P">di chi è più bella, cor, labbro e sguardo;</l>
                            <l n="588" met="5" uscita="S">ma non so credere</l>
                            <l n="589" met="55" uscita="T">in sì alma nobile sì vil pensier.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num14" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="590" met="55" uscita="P">E quando ancora fosse in te inganno,</l>
                            <l n="591" met="55" uscita="P">voglio più tosto soffrirne il danno</l>
                            <l n="592" met="55" uscita="T">che farti ingiuria col mio temer.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="9">
                    <head>SCENA IX</head>
                    <stage type="setting">ARISBE</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="593" met="7" uscita="P">Un trattar sì sincero</l>
                            <l n="594" met="11" uscita="P">quasi potria... Che dir vorresti, Arisbe?</l>
                            <l n="595" met="11" uscita="P">Se Valerio è romano, abbia egli ancora</l>
                            <l n="596" met="11" uscita="P">con tutto l'odio mio tutto il mio scherno.</l>
                            <l n="597" met="7" uscita="P">Serva a la mia vendetta</l>
                            <l n="598" met="11" uscita="P">anche la sua virtù. Nel roman campo</l>
                            <l n="599" met="11" uscita="P">faccia i mali che può la scaltra Arisbe.</l>
                            <l n="600" met="7" uscita="P">Con l'amor de la patria</l>
                            <l n="601" met="11" uscita="P">difendermi saprò da quel rimorso</l>
                            <l n="602" met="7" uscita="P">che accompagna la frode.</l>
                            <l n="603" met="11" uscita="P">Un deluso nemico è sempre lode.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num15" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="604" met="11" uscita="X">Amor, che vedi e sai gli oltraggi tuoi,</l>
                            <l n="605" met="7" uscita="X">so che mi attenderai,</l>
                            <l n="606" met="11" uscita="P">per vendicarti un dì, nascoso al varco.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num15" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="607" met="11" uscita="T">Tormi potrai bensì la libertà;</l>
                            <l n="608" met="7" uscita="T">ma pur mi resterà</l>
                            <l n="609" met="7" uscita="X">l'onor di que' trofei</l>
                            <l n="610" met="11" uscita="P">su cui ti spunto i dardi e frango l'arco.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Fine dell'atto secondo</stage>
                </div>
            </div>
            <div type="atto" n="III">
                <head>ATTO TERZO</head>
                <div type="scena" n="">
                    <stage type="setting">Sala terrena in casa di campagna, corrispondente agli alloggiamenti di Quinto
                        Fabio.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="1">
                    <head>SCENA PRIMA</head>
                    <stage type="setting">VELIA ed ERMINIO da varie parti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>A DUE</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num16" esecuzione="solistica" posizione="entrata" tipometrica="isometrica" strofe="monostrofica">
                            <l n="611" met="7" uscita="P">Non so per quale affetto</l>
                            <l n="612" met="7" uscita="P">mi palpiti nel petto</l>
                            <l n="613" met="7" uscita="T">oltre l'usato il cor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="614" met="7" uscita="P" xml:id="v614" part="I">(Qual beltà!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="614" met="7" uscita="P" corresp="#v614" part="F">(Qual sembiante!)</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="615" met="11" uscita="P">(Arder più chiari rai non vidi ancora).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="616" met="11" uscita="P">(Leggiadria e nobiltà spiran que' lumi).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="617" met="7" uscita="P">(Fosse tal la mia Velia).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="618" met="7" uscita="X">(Tal fossi, Erminio mio).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="619" met="11" uscita="P">(Ma la mia Velia, oh dio! sorte mi ha tolta).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="620" met="11" uscita="P">(Ma 'l mio Erminio è lontano e non m'ascolta).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="621" met="11" uscita="P">A un impulso del cor, bella, perdona</l>
                            <l n="622" met="11" uscita="P">l'ardir. De l'esser tuo mi tien vaghezza.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="623" met="11" uscita="P">Egual brama al tuo aspetto in me si accese.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="624" met="11" uscita="P">Nera pietra segnò tutti i miei giorni.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="625" met="11" uscita="P">Sempre anch'io fui bersaglio a ria fortuna.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="626" met="11" uscita="P">Sinor pari è 'l destin. Tua patria è Roma?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="627" met="11" uscita="P">Se romano tu sei, taccio e sospiro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="628" met="11" uscita="P">Prigionier son di Fabio in questo campo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="629" met="11" uscita="P">Son di Fabio il tribuno anch'io conquista.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="630" met="11" uscita="P">D'Ersilia al nome sospirar l'intesi.</l>
                            <l n="631" met="11" uscita="P" xml:id="v631" part="I">Saresti tu sua gentil fiamma?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="631" met="11" uscita="P" corresp="#v631" part="F">Io quella.</l>
                            <l n="632" met="11" uscita="P">E nol potendo amar, per lui ne ho pena.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="633" met="11" uscita="P" xml:id="v633" part="I">Degno è di tua pietà...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="633" met="11" uscita="P" corresp="#v633" part="F">Tanta ti prendi</l>
                            <l n="634" met="11" uscita="P">cura di lui che prigioniero e in rischio</l>
                            <l n="635" met="11" uscita="P" xml:id="v635" part="I">qui te ritien?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="635" met="11" uscita="P" corresp="#v635" part="F">Già, sua mercé, nel campo</l>
                            <l n="636" met="11" uscita="P">numidico sarei; ma sì non m'ange</l>
                            <l n="637" met="11" uscita="P">amor di libertà, cura di vita,</l>
                            <l n="638" met="11" uscita="P">quanto il saper se qui cattiva o estinta</l>
                            <l n="639" met="7" uscita="P">sia l'illustre mia sposa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="640" met="11" uscita="P">(Torna il palpito al cor). Deh! Fa' ch'io sappia</l>
                            <l n="641" met="11" uscita="P" xml:id="v641" part="I">il nome e l'esser tuo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="641" met="11" uscita="P" corresp="#v641" part="F">Fasce reali</l>
                            <l n="642" met="7" uscita="P">sortii. Di Erminio ho 'l nome;</l>
                            <l n="643" met="11" uscita="X" xml:id="v643" part="I">e nel ligure ciel...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="643" met="11" uscita="X" corresp="#v643" part="F">Tu Erminio?.. Oh dio!</l>
                            <l n="644" met="7" uscita="P">De la Liguria il prence?</l>
                            <l n="645" met="11" uscita="P" xml:id="v645" part="I">E di Velia lo sposo?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="645" met="11" uscita="P" corresp="#v645" part="F">Appunto. E donde</l>
                            <l n="646" met="11" uscita="P">a te di mie fortune è giunto il grido?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="647" met="11" uscita="P" xml:id="v647" part="I">Donde? Da Velia tua...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="647" met="11" uscita="P" corresp="#v647" part="F">Toglimi, ah! tosto</l>
                            <l n="648" met="11" uscita="P">dal maggior mal. Viv'ella? Ha teco anch'ella</l>
                            <l n="649" met="7" uscita="P">comuni i ceppi? Ersilia,</l>
                            <l n="650" met="7" uscita="P">ti chieggo il mio riposo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="651" met="11" uscita="P">(Quanto bello e fedel trovo il mio sposo!</l>
                            <l n="652" met="11" uscita="P">Ma scopriremci? Or non è tempo. Ad ambo</l>
                            <l n="653" met="7" fen="S" uscita="P">verria men la difesa</l>
                            <l n="654" met="7" uscita="P">e cresceria il periglio).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="655" met="11" uscita="P">Tu non rispondi; e 'l tuo tacer crudele</l>
                            <l n="656" met="11" uscita="P">forse mi dice più che non vorresti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="657" met="11" uscita="P">Datti pace. Ella vive; e l'incertezza</l>
                            <l n="658" met="11" uscita="P">de la tua sorte è 'l suo più grave affanno.</l>
                            <l n="659" met="11" uscita="P">Dal generoso Fabio accetta il dono</l>
                            <l n="660" met="11" uscita="P">de la tua libertà. Guai se ti trova</l>
                            <l n="661" met="11" uscita="P">del fier Minucio, or dittator, l'editto.</l>
                            <l n="662" met="11" uscita="P">Riedi al punico vallo. Ivi il tuo amore</l>
                            <l n="663" met="7" uscita="P">avrà di che esser lieto;</l>
                            <l n="664" met="11" uscita="P">e certo sii che quando Velia il primo</l>
                            <l n="665" met="11" uscita="P">guardo a te volgerà, tutta amorosa,</l>
                            <l n="666" met="7" uscita="P">dirà: «Vien, caro Erminio;</l>
                            <l n="667" met="11" uscita="P">eccoti la tua amante e la tua sposa».</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num17" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="668" met="8" uscita="X">«Senza te, mia luce, errai</l>
                            <l n="669" met="8" uscita="X">fra le tenebre né mai</l>
                            <l n="670" met="8" uscita="T">chiaro giorno a me spuntò».</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num17" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="671" met="8" uscita="P">Lo dirà, che di quel core,</l>
                            <l n="672" met="8" uscita="P">tutto fede e tutto amore,</l>
                            <l n="673" met="8" uscita="T">credi a me, gli arcani io so.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="2">
                    <head>SCENA II</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO con due soldati e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="674" met="7" uscita="P">Vien Fabio. Arresta il passo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="675" met="11" uscita="P">E da me esempio di pietade apprendi.</l>
                            <l n="676" met="11" uscita="P">Erminio, a' tuoi ritorna e a la tua Velia</l>
                            <l n="677" met="11" uscita="P">che nel punico vallo è forse in pena</l>
                            <l n="678" met="7" uscita="P" xml:id="v678" part="I">per te.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="678" met="7" uscita="P" corresp="#v678" part="F">Di sua salvezza</l>
                            <l n="679" met="11" uscita="P">e di sua libertà vedi chi primo</l>
                            <l n="680" met="11" uscita="P" xml:id="v680" part="I">mi diè l'annuncio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="680" met="11" uscita="P" corresp="#v680" part="M">Ersilia?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="680" met="11" uscita="P" corresp="#v680" part="F">E più sicuro</l>
                            <l n="681" met="11" fen="S" uscita="P">attender nol potea che dal mio labbro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="682" met="11" uscita="P">Or t'affretta a partir, che sempre inanti</l>
                            <l n="683" met="11" uscita="P">mi sta 'l fiero littor. Questi due fidi</l>
                            <l n="684" met="11" uscita="P">soldati miei ti scorteranno al campo.</l>
                            <l n="685" met="11" uscita="P">Ricordati di me. Siati anche cara</l>
                            <l n="686" met="11" uscita="P">Roma per me. Dammi un amplesso e 'l prendi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="687" met="7" uscita="P">Fabio, per questa giuro</l>
                            <l n="688" met="7" uscita="P">fida man, che ti porgo,</l>
                            <l n="689" met="11" uscita="P">e per questo, che cingo, acciar, né quella</l>
                            <l n="690" met="11" uscita="P">né mai questo alzerò contro di Roma;</l>
                            <l n="691" met="11" uscita="P">serberò tua memoria, infinché duri</l>
                            <l n="692" met="11" uscita="X">questa, ch'è dono tuo, vita; e se mai</l>
                            <l n="693" met="11" uscita="P">potrò usarne in tuo pro, l'avrò più cara.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="694" met="11" uscita="P">Coppia sì rara unqua non vide il sole.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="695" met="7" uscita="P">Bella Ersilia, se prego</l>
                            <l n="696" met="11" uscita="P">può d'Erminio aver loco appo il tuo core,</l>
                            <l n="697" met="11" uscita="P">sii più giusta al mio Fabio. Ama il suo amore.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="698" met="7" uscita="P">Erminio, di me stessa</l>
                            <l n="699" met="11" uscita="P">non mi è dato dispor. Velia ne ha 'l pieno</l>
                            <l n="700" met="11" uscita="P" xml:id="v700" part="I">arbitrio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="700" met="11" uscita="P" corresp="#v700" part="F">E se d'amarlo ella t'impone?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="701" met="11" uscita="P" xml:id="v701" part="I">Ubbidirò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="701" met="11" uscita="P" corresp="#v701" part="F">Fabio, al tuo cor da' pace.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="702" met="11" uscita="P">Lusingarmi non so d'un tanto bene.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="703" met="11" uscita="X">Ti assicuri mia fede. Ersilia avrai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="704" met="11" uscita="X">Tu prometti al suo amor quel che non sai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num18" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="705" met="7" uscita="T">Vado ad oprar per te.
                                <stage>(A Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                            <l n="706" met="7" uscita="P">Ma tu dovresti, o bella,
                                <stage>(A Velia)</stage>
                            </l>
                            <l n="707" met="7" uscita="T">renderti a tanta fé,</l>
                            <l n="708" met="7" uscita="T">senza aspettar di più.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num18" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="709" met="7" uscita="T">Beltà, che voglia amar,</l>
                            <l n="710" met="7" uscita="P">con l'altrui cor non ama,</l>
                            <l n="711" met="7" uscita="P">corre ove a sé la chiama</l>
                            <l n="712" met="7" uscita="T">merto, beltà e virtù.
                                <stage>(Parte coi due soldati di Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="3">
                    <head>SCENA III</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="713" met="11" uscita="P">Ben collocato è 'l beneficio, o Fabio,</l>
                            <l n="714" met="7" uscita="P">in magnanimo core.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="715" met="7" uscita="P">Ma infelice è l'amore</l>
                            <l n="716" met="11" uscita="P">che per alma crudel langue e sospira.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="717" met="11" uscita="P">Così vuol la mia sorte e ne ho tormento</l>
                            <l n="718" met="11" uscita="P" xml:id="v718" part="I">nulla del tuo men fiero.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="718" met="11" uscita="P" corresp="#v718" part="F">E pur se Velia...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="719" met="11" uscita="P">Un giorno intenderai del vano impegno</l>
                            <l n="720" met="7" uscita="P">l'innocente lusinga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="721" met="11" uscita="P">Non so perder ancor tutta la speme</l>
                            <l n="722" met="11" uscita="P">che tu giusta mi sia; né per ripulse</l>
                            <l n="723" met="7" uscita="P">la mia fede si stanchi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="724" met="7" uscita="P">Ella, sì, mi assicuri</l>
                            <l n="725" met="11" uscita="P">dal fier Minucio. Egli verrà col fasto</l>
                            <l n="726" met="11" uscita="P">de la sua dittatura a nuovi oltraggi.</l>
                            <l n="727" met="11" uscita="P">Altra difesa da un tiranno amante</l>
                            <l n="728" met="7" uscita="P">non ho che Fabio o morte.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="729" met="11" uscita="P">Ersilia, non temer. Sicuro asilo</l>
                            <l n="730" met="11" uscita="P">nel campo avrai del dittator mio padre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="731" met="7" uscita="P">Il trionfo compisci</l>
                            <l n="732" met="11" uscita="P" xml:id="v732" part="I">di tua virtù. Rendimi ai miei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="732" met="11" uscita="P" corresp="#v732" part="F">Crudele!</l>
                            <l n="733" met="11" uscita="P">Anche fuggirmi? Anche il piacer ch'io perda</l>
                            <l n="734" met="7" uscita="P">de l'amabil tua vista?...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="735" met="11" uscita="P">Per lontananza salderà tua piaga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="736" met="7" uscita="P">Dirai meglio, per morte.</l>
                            <l n="737" met="7" uscita="P">Non mi sento sì forte</l>
                            <l n="738" met="7" uscita="P">a perderti per sempre.</l>
                            <l n="739" met="11" uscita="P">Lascia ch'io più disperi o più mi avvezzi</l>
                            <l n="740" met="11" uscita="P">a sì crudo per me rimedio estremo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="741" met="11" uscita="P" xml:id="v741" part="I">Minucio... O dei!...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="741" met="11" uscita="P" corresp="#v741" part="M">Fabio è ancor teco.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="741" met="11" uscita="P" corresp="#v741" part="F">Io temo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="4">
                    <head>SCENA IV</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO con littori e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="742" met="11" uscita="P">Non vi turbi il mio aspetto. Io qui non vengo</l>
                            <l n="743" met="11" uscita="P">tratto da quell'ardor, di cui mi resta</l>
                            <l n="744" met="7" uscita="P">lieve appena scintilla.</l>
                            <l n="745" met="11" uscita="P">La dittatura, a cui m'alzaro i voti</l>
                            <l n="746" met="11" uscita="P">del popolo romano, e le speranze</l>
                            <l n="747" met="7" uscita="P">di Roma in me rivolte</l>
                            <l n="748" met="11" uscita="P">m'inspirano altri affetti, altri pensieri</l>
                            <l n="749" met="11" fen="S" uscita="P">che sien degni di me, di lei, di tutti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="750" met="7" uscita="P">Vincitor di te stesso,</l>
                            <l n="751" met="11" uscita="P">vittoria ottieni assai maggior d'ogni altra.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="752" met="7" uscita="P">Fabio, a te solo venni...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="753" met="11" uscita="P" xml:id="v753" part="I">Bastava un tuo comando...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="753" met="11" uscita="P" corresp="#v753" part="F">A te, ornamento</l>
                            <l n="754" met="11" uscita="P">della patrizia gioventù, crescente</l>
                            <l n="755" met="11" uscita="P">speranza e lume del latino impero.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="756" met="7" uscita="P" xml:id="v756" part="I">Troppo, o signor...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="756" met="7" uscita="P" corresp="#v756" part="F">Le prove,</l>
                            <l n="757" met="7" uscita="P">che ne l'ultima pugna</l>
                            <l n="758" met="11" uscita="P">desti d'alto valor, fan che al tuo braccio</l>
                            <l n="759" met="11" uscita="P">utile affidi e necessaria impresa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="760" met="7" uscita="P">Ove è 'l ben de la patria,</l>
                            <l n="761" met="11" uscita="P">né incontro temo né fatica fuggo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="762" met="11" uscita="P" xml:id="v762" part="I">(Mali per me).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="762" met="11" uscita="P" corresp="#v762" part="F">Del vicin colle il giogo</l>
                            <l n="763" met="7" uscita="P">va' con le tue coorti</l>
                            <l n="764" met="11" uscita="P">spedito ad occupar, pria che 'l Numida</l>
                            <l n="765" met="11" uscita="P">sopra vi spieghi i barbari vessilli.</l>
                            <l n="766" met="11" uscita="P">Ei già l'armi vi spinge. Il prevenirlo</l>
                            <l n="767" met="11" uscita="P">ne assicura da assalti e da sorprese</l>
                            <l n="768" met="11" uscita="P">e a lui chiude i soccorsi e vieta i paschi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="769" met="11" uscita="P">Mi è gloria il cenno e tronco i vani indugi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="770" met="11" uscita="P">Sì indiscreto non son che ti divieti</l>
                            <l n="771" met="11" uscita="X">prender da la tua Ersilia un breve addio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="772" met="11" uscita="X">Già 'l cor lo prese. Or servo al dover mio.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num19" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="773" met="10" uscita="P">Nulla bada destrier generoso,</l>
                            <l n="774" met="6" uscita="P">se suon strepitoso</l>
                            <l n="775" met="10" uscita="P">d'oricalco lo sfidi e lo desti.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num19" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="776" met="10" uscita="P">Corra ardito ad invito d'onore,</l>
                            <l n="777" met="6" uscita="P">magnanimo core,</l>
                            <l n="778" met="10" uscita="P">e da gloria altro amor non l'arresti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="5">
                    <head>SCENA V</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO e VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="779" met="7" uscita="P">Senza porgerti un guardo?</l>
                            <l n="780" met="11" uscita="P">Senza torne un addio? Fabio non t'ama.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="781" met="11" uscita="P">Dover d'amor da quel di gloria è vinto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="782" met="7" uscita="P">Per Minucio sarebbe</l>
                            <l n="783" met="11" uscita="P">la maggior gloria sua l'amor d'Ersilia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="784" met="7" uscita="P" xml:id="v784" part="I">Signor...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="784" met="7" uscita="P" corresp="#v784" part="M">Partite.
                                <stage>(Ai littori, i quali partono)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="784" met="7" uscita="P" corresp="#v784" part="F">(Oh rischi).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="785" met="7" uscita="P">Bella, non perché illustre</l>
                            <l n="786" met="11" uscita="P">di sublimi trofei splenda il mio nome,</l>
                            <l n="787" met="11" uscita="P">non perché a me dia vanto e da me 'l prenda</l>
                            <l n="788" met="11" uscita="P">l'eccelso onor, di cui m'ha adorno il Tebro,</l>
                            <l n="789" met="11" uscita="P">a te parla il mio cor ma perché t'ama.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="790" met="11" uscita="P">Come? Da quell'ardor, di cui ti resta</l>
                            <l n="791" met="7" uscita="P">lieve appena scintilla,</l>
                            <l n="792" met="11" uscita="P">sì ti lasci abbagliar? Ciò non attende</l>
                            <l n="793" met="11" uscita="P">la dittatura, a cui t'alzaro i voti</l>
                            <l n="794" met="7" uscita="P">del popolo romano;</l>
                            <l n="795" met="7" uscita="P">né a te sono rivolte</l>
                            <l n="796" met="7" uscita="P">le speranze di Roma,</l>
                            <l n="797" met="11" uscita="P">perch'abbia ad illustrar le tue conquiste</l>
                            <l n="798" met="11" uscita="P">una misera schiava. Ah! Dittatore,</l>
                            <l n="799" met="11" uscita="P">quegli affetti ripiglia e quei pensieri</l>
                            <l n="800" met="11" fen="S" uscita="P">che sien degni di te, di lei, di tutti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="801" met="11" uscita="P">Sii men saggia e più grata. A te non venni</l>
                            <l n="802" met="7" uscita="P">per ricever consiglio</l>
                            <l n="803" met="11" uscita="P">ma prezzo di favor, cambio d'affetto.</l>
                            <l n="804" met="7" uscita="P">Tu 'l promettesti; e 'l chieggo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="805" met="11" uscita="P">Qual lo promisi, io tel concedo; onesto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="806" met="7" uscita="P">Ma che sia più che stima.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="807" met="11" uscita="P" xml:id="v807" part="I">Sia anche amistade.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="807" met="11" uscita="P" corresp="#v807" part="F">A un amator non basta.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="808" met="11" uscita="P" xml:id="v808" part="I">Non può Ersilia di più.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="808" met="11" uscita="P" corresp="#v808" part="F">Può, purché voglia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="809" met="7" uscita="P">Aggiungi: e purché deggia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="810" met="11" uscita="P">Non ripugna al dover legge d'amore.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num20" esecuzione="solistica" posizione="mezzo" tipometrica="isometrica" strofe="monostrofica">
                            <l n="811" met="8" uscita="P">Men fierezza. A chi vi adora,</l>
                            <l n="812" met="8" uscita="P">deh! volgetevi, occhi belli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="813" met="11" uscita="P">Roman, tu non conosci a cui favelli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="814" met="11" fen="I" uscita="P">A un'ingrata, lo so; ma tu obbliasti</l>
                            <l n="815" met="7" uscita="P">che a un dittator rispondi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="816" met="7" uscita="P">Non pensar del gran nome</l>
                            <l n="817" met="11" uscita="P">di atterrirmi col suon. Più lieve impresa</l>
                            <l n="818" met="11" uscita="P">a te Annibale fia che il cor di Ersilia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="819" met="11" uscita="P">Risparmiami d'usar forza e potere.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="820" met="11" uscita="P">Son ritornati oggi i Tarquini a Roma?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="821" met="11" uscita="P">Che chieggo alfin? Poco ti costa un guardo</l>
                            <l n="822" met="7" uscita="P">e poco una lusinga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="823" met="11" uscita="P">Chi vuol tutto negar nulla conceda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="824" met="11" uscita="P" xml:id="v824" part="I">Ersilia, più pietà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="824" met="11" uscita="P" corresp="#v824" part="F">Più senno, o duce.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="825" met="11" uscita="X" xml:id="v825" part="I">Vuoi libertà?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="825" met="11" uscita="X" corresp="#v825" part="F">Su me ragion non hai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="826" met="11" uscita="P" xml:id="v826" part="I">Vuoi preghi?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="826" met="11" uscita="P" corresp="#v826" part="F">In tal miseria io non gli esiggo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="827" met="11" uscita="X" xml:id="v827" part="I">Mira al tuo piede...
                                <stage>(Nell'atto di piegare un ginocchio, si ferma alla voce di Quinto Fabio che sopraviene)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="6">
                    <head>SCENA VI</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="827" met="11" uscita="X" corresp="#v827" part="F">Ah! Dittator, che fai?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="828" met="7" uscita="P" xml:id="v828" part="I">(Dei! Qui Fabio).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="828" met="7" uscita="P" corresp="#v828" part="F">(Respiro).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="829" met="7" uscita="P">Queste son di Minucio</l>
                            <l n="830" met="7" uscita="P">le magnanime imprese?</l>
                            <l n="831" met="7" fen="S" uscita="P">L'eroiche idee? Si vince</l>
                            <l n="832" met="11" uscita="P">Annibale così? Così Cartago?</l>
                            <l n="833" met="11" uscita="P">Di una schiava beltà si abbassa al piede</l>
                            <l n="834" met="11" uscita="P">il dittator di Roma? Usa più tosto</l>
                            <l n="835" met="11" uscita="P">nel supremo poter, di cui t'abusi,</l>
                            <l n="836" met="7" uscita="P">e le scuri e le verghe.</l>
                            <l n="837" met="7" uscita="P">Sia la tua dittatura</l>
                            <l n="838" met="11" uscita="P">crudel, non vil, talché non passi in altri</l>
                            <l n="839" met="11" uscita="P">l'obbrobrio, onde la spargi, e in te finisca.</l>
                            <l n="840" met="7" uscita="P">Signore, addio. Di Fabio</l>
                            <l n="841" met="11" uscita="P">serviro anche gl'indugi a la tua gloria.</l>
                            <l n="842" met="11" uscita="P">Or se onesto ti sembra, alor che a rischi</l>
                            <l n="843" met="11" uscita="P">per te m'espongo e per te colgo allori,</l>
                            <l n="844" met="11" uscita="P">toglimi Ersilia, insidiami una giusta</l>
                            <l n="845" met="7" uscita="P">spoglia del mio valore;</l>
                            <l n="846" met="7" uscita="P">ma, signor, ti sovvenga,</l>
                            <l n="847" met="11" uscita="P">in cor romano è debolezza amore.
                                <stage>(Parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num21" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="848" met="7" uscita="P">Se incontra arene e sassi,</l>
                            <l n="849" met="7" uscita="P">che fa l'agricoltor?</l>
                            <l n="850" met="7" uscita="P">Cerca un terren miglior</l>
                            <l n="851" met="11" uscita="P">che gli assicuri un dì messe feconda.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num21" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="852" met="7" uscita="P">Non coglierai, me amando,</l>
                            <l n="853" met="7" uscita="T">che sdegno, onta e dolor.</l>
                            <l n="854" met="7" uscita="T">Beltà di facil cor</l>
                            <l n="855" met="11" uscita="P">non mancherà per te, che amor ne abbonda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="7">
                    <head>SCENA VII</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO e poi ARISBE</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="856" met="11" uscita="P">Scotiti dal letargo, in cui t'han posta</l>
                            <l n="857" met="7" uscita="P">e sorpresa e dispetto,</l>
                            <l n="858" met="11" uscita="P">e svegliati a vendetta, alma feroce.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="859" met="11" uscita="P">Come ubbidite son! come temute</l>
                            <l n="860" met="11" uscita="P">di Minucio le leggi! Oh! Se a Cartago</l>
                            <l n="861" met="11" uscita="P">torno, quai ridirò de la romana</l>
                            <l n="862" met="11" uscita="P">militar disciplina illustri esempi!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="863" met="7" uscita="P">Di che ne accusa Arisbe?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="864" met="11" uscita="P">Non cadder tutti, e ben ne godo, a l'ara</l>
                            <l n="865" met="11" uscita="P">de la tua crudeltà quegl'infelici</l>
                            <l n="866" met="7" uscita="P">prigionieri africani,</l>
                            <l n="867" met="11" uscita="P">i cui ceppi bagnai d'inutil pianto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="868" met="7" uscita="P" xml:id="v868" part="I">Che dici?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="868" met="7" uscita="P" corresp="#v868" part="F">Il ver. Già è salvo</l>
                            <l n="869" met="11" uscita="P">de la Liguria il forte prence, Erminio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="870" met="11" uscita="P">Erminio, dopo Annibale, il più fiero</l>
                            <l n="871" met="7" uscita="P" xml:id="v871" part="I">nemico a Roma?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="871" met="7" uscita="P" corresp="#v871" part="F">Io 'l vidi;</l>
                            <l n="872" met="11" uscita="P" xml:id="v872" part="I">e due romani erangli scorta...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="872" met="11" uscita="P" corresp="#v872" part="F">Oh cieli!</l>
                            <l n="873" met="11" uscita="P" xml:id="v873" part="I">Chi deluse l'editto?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="873" met="11" uscita="P" corresp="#v873" part="F">Un generoso</l>
                            <l n="874" met="11" uscita="P" xml:id="v874" part="I">cor più del tuo, Fabio il tribuno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="874" met="11" uscita="P" corresp="#v874" part="F">Arisbe</l>
                            <l n="875" met="11" uscita="P">giurò sparger tra noi discordie e risse.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="876" met="11" uscita="P">Ma l'odio mio non ha bugie sul labbro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="877" met="7" uscita="P">Creder mi è forza. Altero</l>
                            <l n="878" met="11" uscita="P">Fabio, omai trema. Col poter già s'arma</l>
                            <l n="879" met="7" uscita="P">ragion, sdegno ed amore.</l>
                            <l n="880" met="11" uscita="P">A la vendetta mia darò i pretesti</l>
                            <l n="881" met="7" uscita="P">con la legge oltraggiata.</l>
                            <l n="882" met="11" uscita="P">Cadrà un rivale e piangerà un'ingrata.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num22" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="883" met="8" uscita="P">Mal si provoca e s'irrita</l>
                            <l n="884" met="8" uscita="T">chi ha 'l poter di gastigar.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num22" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="885" met="8" uscita="P">O ragion sembrar fa onesto</l>
                            <l n="886" met="8" uscita="P">il suo sdegno o a lui pretesto</l>
                            <l n="887" met="8" uscita="T">mai non manca a condannar.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="8">
                    <head>SCENA VIII</head>
                    <stage type="setting">ARISBE</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="888" met="11" uscita="P">Colpì al segno lo stral. Gittati ho i semi</l>
                            <l n="889" met="11" uscita="P">del civil odio. Vedrò in breve armarsi</l>
                            <l n="890" met="7" uscita="P">tribuni e dittatori.</l>
                            <l n="891" met="7" uscita="P">Qual gloria per Arisbe!</l>
                            <l n="892" met="7" uscita="P">E se dirlo a me lece,</l>
                            <l n="893" met="11" uscita="P">forse Annibale ancor tanto non fece.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num23" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="894" met="6" uscita="P">A l'uomo il sapere,</l>
                            <l n="895" met="6" uscita="P">l'ardire, il potere</l>
                            <l n="896" met="6" uscita="T">natura donò.</l>
                            <l n="897" met="6" uscita="T">E a noi che lasciò?</l>
                            <l n="898" met="6" uscita="T">Astuzia e beltà.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num23" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="899" met="6" uscita="P">Ma il sesso più frale,</l>
                            <l n="900" met="6" uscita="P">a senno, a possanza,</l>
                            <l n="901" met="6" uscita="P">sovrasta e prevale,</l>
                            <l n="902" met="6" uscita="P">se d'armi sì forti</l>
                            <l n="903" met="6" uscita="T">valer ben si sa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Fine dell'atto terzo</stage>
                    <stage type="setting">All'aprirsi della scena prima dell'atto quarto, segue il ballo di soldati romani
                        con esercizi militari.</stage>
                </div>
            </div>
            <div type="atto" n="IV">
                <head>ATTO QUARTO</head>
                <div type="scena" n="">
                    <stage type="setting">Quartieri di soldati nel campo di Minucio.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="1">
                    <head>SCENA PRIMA</head>
                    <stage type="setting">OSIDIO con seguito di soldati e VALERIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="904" met="11" uscita="P">Se sollecito meno o se men forte</l>
                            <l n="905" met="11" uscita="P">era Fabio il tribun, da l'erto colle</l>
                            <l n="906" met="11" fen="S" uscita="P">già ne sovrasteria l'oste nemica.</l>
                            <l n="907" met="11" uscita="P">Ma qual ei ne riporta aspra mercede!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="908" met="11" uscita="P" xml:id="v908" part="I">Di che 'l compiagni?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="908" met="11" uscita="P" corresp="#v908" part="F">Il dittator Minucio</l>
                            <l n="909" met="11" uscita="P">lo condanna a morir sotto i littori.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="910" met="11" uscita="P" xml:id="v910" part="I">Povero Fabio! E per qual fallo?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="910" met="11" uscita="P" corresp="#v910" part="F">Occulto</l>
                            <l n="911" met="11" uscita="P">il prigionier ligure Erminio ei tenne</l>
                            <l n="912" met="11" uscita="P">e gli diè scampo e trasgredì l'editto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="913" met="11" uscita="P">Onde ne giunse al dittator l'avviso?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="914" met="11" uscita="P">Da chi meno il vorresti o meno il pensi,</l>
                            <l n="915" met="11" uscita="P" xml:id="v915" part="I">da Arisbe.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="915" met="11" uscita="P" corresp="#v915" part="F">Oh per noi tutti infausta spoglia!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="916" met="7" uscita="P">Di non più amar quel volto,</l>
                            <l n="917" met="11" uscita="P">con cui sta cor sì fiero, ho già risolto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="918" met="11" fen="S" uscita="P">Sciorrò anch'io col tuo esempio il ferreo laccio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="919" met="7" uscita="P">Fabio sia 'l pensier nostro.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="920" met="11" uscita="P" xml:id="v920" part="I">Il padre il salverà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="920" met="11" uscita="P" corresp="#v920" part="F">Minucio ha imposto</l>
                            <l n="921" met="11" uscita="P">che s'ei voglia a lui dar l'ultimo amplesso,</l>
                            <l n="922" met="7" uscita="P">venga; ma non lo segua</l>
                            <l n="923" met="11" uscita="P">né littor né soldato, o sia per tema</l>
                            <l n="924" met="11" uscita="P">ch'egli possa usar forza o sia che a l'uno</l>
                            <l n="925" met="7" uscita="P">non competano i fasci,</l>
                            <l n="926" met="7" uscita="P">ove l'altro ha comando.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="927" met="11" uscita="P">Non so veder riparo a l'infelice,</l>
                            <l n="928" met="11" uscita="P">se un'amica pietà non gli è in soccorso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="2">
                    <head>SCENA II</head>
                    <stage type="setting">OSIDIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="929" met="11" uscita="P">Perché rival, più condannato è Fabio</l>
                            <l n="930" met="11" fen="S" uscita="P">che perché reo. Dare il poter supremo</l>
                            <l n="931" met="11" uscita="P">a gioventude, che in balia si lascia</l>
                            <l n="932" met="11" uscita="P">di sregolati affetti, è un por la spada</l>
                            <l n="933" met="11" uscita="P">in mano ad uom, cui furor pazzo invada.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num24" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="934" met="8" uscita="P">Non dovria chi impera e regge,</l>
                            <l n="935" met="8" uscita="P">con la forza e con la legge,</l>
                            <l n="936" met="8" uscita="T">il suo oltraggio vendicar.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num24" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="937" met="8" uscita="P">Non è zelo il suo rigore</l>
                            <l n="938" met="4" uscita="P">ma furore</l>
                            <l n="939" met="8" uscita="P">che a sé fa non un dovere</l>
                            <l n="940" met="8" uscita="T">ma un piacere in condannar.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="3">
                    <head>SCENA III</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO tra i littori e OSIDIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="941" met="11" uscita="P">Vado, Osidio, a morir. Né il Fabio nome</l>
                            <l n="942" met="11" uscita="P">né la canizie e dignità del padre</l>
                            <l n="943" met="11" uscita="P">né i merti miei, nel giudice feroce</l>
                            <l n="944" met="11" uscita="P" xml:id="v944" part="I">diero accesso a pietà.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="944" met="11" uscita="P" corresp="#v944" part="F">Sperar mi giova</l>
                            <l n="945" met="11" uscita="P">che te il pubblico lutto e te del padre</l>
                            <l n="946" met="11" uscita="P" xml:id="v946" part="I">ne serberanno i preghi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="946" met="11" uscita="P" corresp="#v946" part="F">Eh! Troppo importa</l>
                            <l n="947" met="7" uscita="P">a Minucio ch'io pera.</l>
                            <l n="948" met="11" uscita="P" xml:id="v948" part="I">Ma vedrò il genitor?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="948" met="11" uscita="P" corresp="#v948" part="F">Mira. Qui 'l tragge</l>
                            <l n="949" met="11" uscita="P" xml:id="v949" part="I">la tua sciagura. Io vo a Minucio.
                                <stage>(Parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="949" met="11" uscita="P" corresp="#v949" part="F">Ah! Temo</l>
                            <l n="950" met="11" uscita="X">più l'ire sue che tutti i mali miei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="4">
                    <head>SCENA IV</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO e QUINTO FABIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="951" met="11" fen="S" uscita="P">In figura di reo Fabio? Poc'anzi</l>
                            <l n="952" met="7" uscita="P">tu militar tribuno,</l>
                            <l n="953" met="7" uscita="P">or di soldati invece</l>
                            <l n="954" met="7" uscita="P">hai d'intorno littori?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="955" met="11" uscita="P">Padre e signor, tanto non è mia colpa,</l>
                            <l n="956" met="11" uscita="P">quanto ingiustizia altrui la mia sventura.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="957" met="11" uscita="P">Uso è de' rei dire i giudici iniqui</l>
                            <l n="958" met="7" uscita="P">e ostentar innocenza.</l>
                            <l n="959" met="11" uscita="P">Dimmi. Nostro nemico e prigioniero</l>
                            <l n="960" met="7" uscita="P" xml:id="v960" part="I">non era Erminio?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="960" met="7" uscita="P" corresp="#v960" part="F">Egli era.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="961" met="7" uscita="P">Da la legge comune</l>
                            <l n="962" met="11" fen="S" uscita="P" xml:id="v962" part="I">l'editto l'escludea?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="962" met="11" fen="S" uscita="P" corresp="#v962" part="F">No; ma Minucio...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="963" met="7" fen="S" uscita="P">Sostenea le mie veci;</l>
                            <l n="964" met="11" uscita="P">e tu in onta di lui salvasti Erminio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="965" met="7" uscita="P">In me destò rimorso</l>
                            <l n="966" met="11" uscita="P">lasciar sotto il littor capo sì illustre.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="967" met="11" uscita="P">E vi sottentra il tuo. La pena è giusta.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="968" met="11" uscita="P">Feci in Erminio salvo amici a Roma</l>
                            <l n="969" met="7" uscita="P">e Liguri ed Insubri.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="970" met="11" uscita="P">Crescano a lei nemici; e duri intatto</l>
                            <l n="971" met="7" uscita="P">ne' suoi figli il rispetto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="972" met="11" uscita="P">Te dittator, mai non si vide al cenno</l>
                            <l n="973" met="11" uscita="P">tuo la vittoria incrudelir nei vinti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="974" met="7" uscita="P">È libero il comando;</l>
                            <l n="975" met="11" uscita="P">ma l'ossequio è servil. S'io data avessi</l>
                            <l n="976" met="11" fen="I" uscita="P">la legge di Minucio e violata</l>
                            <l n="977" met="11" uscita="P">fosse quella da te, l'esser mio figlio</l>
                            <l n="978" met="11" fen="S" uscita="P" xml:id="v978" part="I">te non esimeria.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="978" met="11" fen="S" uscita="P" corresp="#v978" part="F">Poiché sì giusta</l>
                            <l n="979" met="7" uscita="P">trovi la mia sentenza,</l>
                            <l n="980" met="11" uscita="P">cedo, o gran padre, e mi condanno io stesso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="981" met="7" uscita="P">Piacemi; e se finora</l>
                            <l n="982" met="11" uscita="P">parlò a te il dittator, parli ora il padre.</l>
                            <l n="983" met="11" uscita="P">Figlio, non venni ad aggravar tua sorte</l>
                            <l n="984" met="7" uscita="P">ma a veder se da Fabio</l>
                            <l n="985" met="11" uscita="P">morivi e da romano. Oh! Fossi prima</l>
                            <l n="986" met="11" uscita="P">sotto barbaro acciar morto in pugnando!</l>
                            <l n="987" met="7" uscita="P">E dei trecento Fabi</l>
                            <l n="988" met="11" uscita="P">andasse in schiera anche il tuo nome. Il primo</l>
                            <l n="989" met="7" uscita="P">tu sarai di tua stirpe,</l>
                            <l n="990" met="11" uscita="P">il cui sangue beran verghe e mannaie.</l>
                            <l n="991" met="7" uscita="P">Pur se chiudi i tuoi giorni</l>
                            <l n="992" met="11" uscita="P">col magnanimo cor, con cui vivesti,</l>
                            <l n="993" met="11" uscita="P">te seguirà la pubblica pietade,</l>
                            <l n="994" met="11" uscita="P" xml:id="v994" part="I">te la mia ancor.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="994" met="11" uscita="P" corresp="#v994" part="F">La tua mi basta, o padre.</l>
                            <l n="995" met="7" uscita="P">Nulla più mi sgomenta;</l>
                            <l n="996" met="11" uscita="P">e se a questo tuo dono altro ne aggiugni...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="997" met="7" uscita="P" xml:id="v997" part="I">Chiedi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="997" met="7" uscita="P" corresp="#v997" part="F">Da te difesa</l>
                            <l n="998" met="11" uscita="P" xml:id="v998" part="I">sia un'infelice vergine...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="5">
                    <head>SCENA V</head>
                    <stage type="setting">VELIA e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="998" met="11" uscita="P" corresp="#v998" part="F">Al tuo piede</l>
                            <l n="999" met="11" uscita="P">cada ella stessa, o dittator. Da l'onte</l>
                            <l n="1000" met="11" uscita="P">di un ingiusto poter tu la proteggi.</l>
                            <l n="1001" met="11" uscita="P">Agli occhi di Minucio io bella parvi</l>
                            <l n="1002" met="11" uscita="P">e facile conquista. A me fu scudo</l>
                            <l n="1003" met="11" uscita="P">mia virtude e 'l tuo figlio. Ecco il suo fallo,</l>
                            <l n="1004" met="11" uscita="P">ecco la sua condanna. Or perdo in esso</l>
                            <l n="1005" met="11" fen="S" uscita="P">quanto avea. Senza lui nulla a me resta</l>
                            <l n="1006" met="11" uscita="P" xml:id="v1006" part="I">che periglio e terror.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1006" met="11" uscita="P" corresp="#v1006" part="F">Già intesi, Ersilia,
                                <stage>(Solevandola)</stage>
                            </l>
                            <l n="1007" met="11" uscita="P">che de' tuoi rischi a me ben giunse il grido.</l>
                            <l n="1008" met="11" uscita="P">Nulla temer. Ne le mie tende asilo</l>
                            <l n="1009" met="11" uscita="P">sicuro avrai. Custodirò in te un pegno</l>
                            <l n="1010" met="11" uscita="P">degli affetti di Fabio, a me fidati.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1011" met="11" uscita="P">Padre, or moro tranquillo e assolvo i fati.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="6">
                    <head>SCENA VI</head>
                    <stage type="setting">VALERIO con giovani nobili romani e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1012" met="7" uscita="P">Eh! Non cadono i Fabi</l>
                            <l n="1013" met="11" uscita="P">di sì vil morte. Dittator, del nostro</l>
                            <l n="1014" met="7" uscita="P">petto a lui farem scudo,</l>
                            <l n="1015" met="11" uscita="P">tanta togliendo dal patrizio sangue</l>
                            <l n="1016" met="11" uscita="P">vergogna e pena. Accoglieranlo amiche</l>
                            <l n="1017" met="11" uscita="P">le tue coorti; e là, se tanto ardisce,</l>
                            <l n="1018" met="11" uscita="P" xml:id="v1018" part="I">le sue poi spinga il dittator...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1018" met="11" uscita="P" corresp="#v1018" part="F">Romani,</l>
                            <l n="1019" met="11" uscita="P">che a tal prezzo egli viva? Aquile opporsi</l>
                            <l n="1020" met="11" uscita="P">per lui vedremo ad aquile? Aste ad aste?</l>
                            <l n="1021" met="11" uscita="P">E farem sì che dei nostri odi armato</l>
                            <l n="1022" met="11" fen="I" uscita="P">Annibale su noi scenda e ruini?</l>
                            <l n="1023" met="7" uscita="P">Non che un solo, pria tutta</l>
                            <l n="1024" met="7" uscita="P">pera la Fabia gente.</l>
                            <l n="1025" met="7" uscita="P">Ponete modo al vostro</l>
                            <l n="1026" met="7" fen="S" uscita="P">zelo e siavi più in mente</l>
                            <l n="1027" met="11" uscita="P">degli avi vostri l'onorato esempio</l>
                            <l n="1028" met="11" uscita="P">che a la patria donar sé stessi e i figli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1029" met="11" uscita="P">Di funesta virtù fieri consigli!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="7">
                    <head>SCENA VII</head>
                    <stage type="setting">OSIDIO e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1030" met="7" uscita="P">Signor, da te dipende</l>
                            <l n="1031" met="7" uscita="X">che viva il figlio. I tuoi</l>
                            <l n="1032" met="11" uscita="P">preghi non troveran del dittatore</l>
                            <l n="1033" met="7" uscita="P">inflessibile il core.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1034" met="7" uscita="P" xml:id="v1034" part="I">Andiamo...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1034" met="7" uscita="P" corresp="#v1034" part="F">Ah! Da paterna</l>
                            <l n="1035" met="11" uscita="P">pietà non sia tradito il grado eccelso.</l>
                            <l n="1036" met="11" uscita="P">Non soffrirlo, o signor. La dittatura,</l>
                            <l n="1037" met="7" uscita="P">che a salvezza di un Fabio</l>
                            <l n="1038" met="11" uscita="P">vide Roma al suo piede e n'ebbe gloria,</l>
                            <l n="1039" met="11" uscita="P">non si prostri ella stessa e n'abbia scorno.</l>
                            <l n="1040" met="11" uscita="P">Lasciami al mio destin; ma resti illesa</l>
                            <l n="1041" met="11" uscita="P">tua dignità. Tanto non val mia vita.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1042" met="7" uscita="P">O illustre figlio! O alora
                                <stage>(Va ad abbracciarlo)</stage>
                            </l>
                            <l n="1043" met="11" uscita="P">degno più del mio amor, quando ti perdo!</l>
                            <l n="1044" met="7" uscita="P">Teco porta a la tomba</l>
                            <l n="1045" met="7" uscita="P">sì magnanimi sensi</l>
                            <l n="1046" met="11" uscita="P">e tua virtude al mio dover non pensi.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num25" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1047" met="8" uscita="X">So qual sono e qual tu sei;</l>
                            <l n="1048" met="8" uscita="X">tu i pietosi affetti miei</l>
                            <l n="1049" met="8" uscita="P">e la patria avrà i più forti.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num25" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1050" met="8" uscita="T">Dura invitto; e ad ogni età</l>
                            <l n="1051" met="8" uscita="T">in tua gloria passerà</l>
                            <l n="1052" met="8" uscita="P">la virtù che teco porti.
                                <stage>(Parte con li soldati di Osidio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="8">
                    <head>SCENA VIII</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO, VELIA, VALERIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1053" met="7" uscita="P">Ersilia, ore di vita</l>
                            <l n="1054" met="11" uscita="P">mi restan poche; altre alla patria ed altre</l>
                            <l n="1055" met="11" uscita="P">ne debbo al padre; e tu non poca parte</l>
                            <l n="1056" met="11" uscita="P">e l'estrema ne avrai. Se d'una sola</l>
                            <l n="1057" met="11" uscita="P">lagrima tu m'onori, assai già ottenni.</l>
                            <l n="1058" met="11" uscita="P">Serba ad altro più degno e più felice</l>
                            <l n="1059" met="11" uscita="P">i tuoi teneri affetti. Al caro Erminio</l>
                            <l n="1060" met="7" uscita="P">narra i miei casi; e digli</l>
                            <l n="1061" met="7" uscita="P">che non vendichi Fabio</l>
                            <l n="1062" met="7" uscita="P">su Roma; e lieti e' viva</l>
                            <l n="1063" met="11" uscita="P">con la sua Velia gli anni. Anzi ch'io parta,</l>
                            <l n="1064" met="7" uscita="X">mia diletta, un addio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1065" met="11" uscita="P" xml:id="v1065" part="I">E ti perdo così?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1065" met="11" uscita="P" corresp="#v1065" part="F">Così i miei mali</l>
                            <l n="1066" met="7" uscita="P">finiscono. Valerio,</l>
                            <l n="1067" met="11" uscita="X">addio. Ricorda al padre Ersilia mia;</l>
                            <l n="1068" met="11" uscita="P">le sia in custodia e libertà le renda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1069" met="11" uscita="P">Ho stretto il core da pietà e da doglia.
                                <stage>(Parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1070" met="11" uscita="P">Nulla per te fec'io, tu per me tanto.</l>
                            <l n="1071" met="11" uscita="P">Core, alma, vita, escimi tutta in pianto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num26" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1072" met="7" uscita="P">Concedimi ch'io baci,</l>
                            <l n="1073" met="7" uscita="P">cara, la bianca mano,</l>
                            <l n="1074" met="11" uscita="X">favor di tua pietade a l'amor mio.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num26" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1075" met="7" uscita="P">Ma tu sospiri e taci;</l>
                            <l n="1076" met="11" uscita="X">mi basta il tuo dolor. Ersilia, addio.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="9">
                    <head>SCENA IX</head>
                    <stage type="setting">VELIA</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1077" met="11" uscita="P">Se un'alma per amar due cori avesse,</l>
                            <l n="1078" met="11" uscita="P">uno a te ne darei, fedele amante.</l>
                            <l n="1079" met="11" uscita="P">Ma 'l sol, ch'io chiudo in petto, è del mio sposo.</l>
                            <l n="1080" met="11" uscita="X">Tu mia pietà, tu mia memoria avrai;</l>
                            <l n="1081" met="11" uscita="X">e avrò forse anche duol, ch'io non t'amai.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num27" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1082" met="8" uscita="P">A te basti, o degno amante,</l>
                            <l n="1083" met="8" uscita="P">che in mercede a la tua fede</l>
                            <l n="1084" met="8" uscita="X">volli amarti e non potei.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num27" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1085" met="8" uscita="P">Che costretti dal dovere,</l>
                            <l n="1086" met="8" uscita="P">più non erano in potere</l>
                            <l n="1087" met="8" uscita="X">del voler gli affetti miei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Padiglione di Minucio con tavolino da scrivere.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="10">
                    <head>SCENA X</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO e OSIDIO e soldati</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1088" met="11" uscita="P">I suoi preghi ei mi porga; o 'l figlio mora.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1089" met="11" uscita="P">Di un padre dittator l'aspetto solo</l>
                            <l n="1090" met="11" uscita="P">non è prego per te che già ti vinca?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1091" met="11" uscita="P">Chi vuol grazie impetrar si umili e chiegga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1092" met="11" uscita="P">Al suo grado sconviene un vil ricorso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1093" met="11" uscita="P">E al mio un facil perdon. Vanne e l'incontra.
                                <stage>(Osidio parte)</stage>
                            </l>
                            <l n="1094" met="11" uscita="P">Al Senato si scriva. È buon consiglio
                                <stage>(Si accolta al tavolino)</stage>
                            </l>
                            <l n="1095" met="11" uscita="P">gli animi prevenir. Nei gravi casi</l>
                            <l n="1096" met="7" fen="I" uscita="P">le prime impressioni</l>
                            <l n="1097" met="11" uscita="P">sono in noi quai nel cielo i primi raggi</l>
                            <l n="1098" met="11" uscita="P">che dileguano l'ombre, aprendo il giorno.
                                <stage>(Scrive ma stando in piedi)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="11">
                    <head>SCENA XI</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO, OSIDIO e MINUCIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1099" met="7" uscita="P" xml:id="v1099" part="I">Scrive al Senato.
                                <stage>(In lontano a Fabio Massimo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1099" met="7" uscita="P" corresp="#v1099" part="F">Il primo
                                <stage>(In disparte ad Osidio)</stage>
                            </l>
                            <l n="1100" met="11" uscita="P">foglio suo non è quello, ove dei Fabi</l>
                            <l n="1101" met="11" uscita="P">egli laceri il nome e l'opre accusi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1102" met="11" uscita="P" xml:id="v1102" part="I">Vedi, o signor...
                                <stage>(Avanzando verso Minucio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1102" met="11" uscita="P" corresp="#v1102" part="M">Qui a me il gran Fabio?
                                <stage>(Lascia di scrivere e gli va incontro)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1102" met="11" uscita="P" corresp="#v1102" part="F">Il padre</l>
                            <l n="1103" met="11" uscita="P">viene, o Minucio, al giudice del figlio.
                                <stage>(Osidio si ritira in disparte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1104" met="11" fen="S" uscita="P">Duolmene la cagion, duolmi il reo caso;</l>
                            <l n="1105" met="7" uscita="P">e duolmi che al riparo</l>
                            <l n="1106" met="11" uscita="P">mi sia tolto il poter da l'altrui colpa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1107" met="11" uscita="P">Colpa da un dittator già condannata</l>
                            <l n="1108" met="11" uscita="P">non dà luogo a perdono. Io qui non venni</l>
                            <l n="1109" met="11" uscita="P">tratto da vana speme a pro di un figlio.</l>
                            <l n="1110" met="7" uscita="P">Ben da lui tu cominci</l>
                            <l n="1111" met="11" uscita="P">ad esigger terror con una legge,</l>
                            <l n="1112" met="7" uscita="P">da te alor promulgata</l>
                            <l n="1113" met="11" uscita="P">che a me ubbidivi e dittator non eri,</l>
                            <l n="1114" met="11" uscita="P">e legge tal che fa più ingiuria a Roma</l>
                            <l n="1115" met="11" uscita="P" xml:id="v1115" part="I">che macchia al delinquente.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1115" met="11" uscita="P" corresp="#v1115" part="F">Amor di padre</l>
                            <l n="1116" met="11" uscita="P">ti acceca sì che non conosci il peso</l>
                            <l n="1117" met="11" uscita="P">del grave error. Disubbidire al duce,</l>
                            <l n="1118" met="7" uscita="P">deluderne i decreti,</l>
                            <l n="1119" met="11" uscita="P">più dì nel roman campo un fier nemico</l>
                            <l n="1120" met="7" uscita="P">assicurar, salvarlo</l>
                            <l n="1121" met="11" uscita="P" xml:id="v1121" part="I">non è delitto?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1121" met="11" uscita="P" corresp="#v1121" part="F">Fabio, che il commise,
                                <stage>(Minucio scrive)</stage>
                            </l>
                            <l n="1122" met="11" fen="S" uscita="P" xml:id="v1122" part="I">reo più che i Giuni e più che i Manli...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1122" met="11" fen="S" uscita="P" corresp="#v1122" part="F">In Manlio
                                <stage>(Rivolgendosi con un poco d'impeto)</stage>
                            </l>
                            <l n="1123" met="11" uscita="X">protetto era il trascorso, al par del mio,</l>
                            <l n="1124" met="11" uscita="P">da un valor fortunato; e pur non valse.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1125" met="11" uscita="P">Da l'esempio di voi trarsi a ruina
                                <stage>(Minucio torna a scrivere)</stage>
                            </l>
                            <l n="1126" met="11" fen="S" uscita="P">potea la disciplina; ma da un atto</l>
                            <l n="1127" met="7" uscita="P">di pietà generosa</l>
                            <l n="1128" met="7" uscita="P">qual periglio per Roma?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1129" met="11" uscita="P">A gran ragion, tra l'arse case e ville,
                                <stage>(Rivolgendosi più adagio)</stage>
                            </l>
                            <l n="1130" met="11" uscita="P">quelle de' Fabi Annibale rispetta.</l>
                            <l n="1131" met="11" fen="S" uscita="P">A la loro pietà si dee compenso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1132" met="11" uscita="P" xml:id="v1132" part="I">Diceria non mi morde...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1132" met="11" uscita="P" corresp="#v1132" part="F">Io già al Senato,</l>
                            <l n="1133" met="11" uscita="P">e tuo giudice e mio, scrissi in quel foglio</l>
                            <l n="1134" met="11" uscita="P">la legge offesa, il salvo Erminio e quanto</l>
                            <l n="1135" met="11" uscita="P">sia di ragion che il trasgressor ne mora.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1136" met="11" uscita="P">E dopo tutto, ponvi Ersilia ancora;</l>
                            <l n="1137" met="11" uscita="P">lei sì che più di Erminio e de l'editto,</l>
                            <l n="1138" met="11" uscita="P">fa di Fabio la pena e fa il delitto.</l>
                            <l n="1139" met="7" uscita="P">Ciò ancor sappia il Senato;</l>
                            <l n="1140" met="11" fen="S" uscita="P">né Minucio l'obblii. Tu questo forse</l>
                            <l n="1141" met="11" uscita="P">rimprovero da me non attendevi,</l>
                            <l n="1142" met="11" uscita="P">lusingandoti d'altro in tua fortuna.</l>
                            <l n="1143" met="7" uscita="P">Ma che la dittatura</l>
                            <l n="1144" met="11" uscita="X">anche per me avvilisca? Eh! Ch'oggi assai</l>
                            <l n="1145" met="11" uscita="X">d'onta ella n'ebbe; e dittator, tu 'l sai.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num28" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1146" met="7" uscita="T">Ne l'alma fremerà</l>
                            <l n="1147" met="7" uscita="T">pietà di genitor.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num28" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1148" met="7" uscita="T">Ma non si avvilirà</l>
                            <l n="1149" met="7" uscita="T">gloria di dittator.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="12">
                    <head>SCENA XII</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO, OSIDIO e poi VALERIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1150" met="7" uscita="P">Osidio, non diresti</l>
                            <l n="1151" met="7" uscita="X">che il colpevole io sia?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1152" met="11" uscita="P">Signor, ne avrai, se insisti, e biasmo e danno.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1153" met="11" uscita="P" xml:id="v1153" part="I">Pentirsi è tardo...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1153" met="11" uscita="P" corresp="#v1153" part="F">Uom d'alto affar dal campo</l>
                            <l n="1154" met="11" uscita="P">ostil te chiede; e par che cose arrechi</l>
                            <l n="1155" met="7" uscita="P">di non lieve momento.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1156" met="11" uscita="P" xml:id="v1156" part="I">Ammettasi, che fia?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1156" met="11" uscita="P" corresp="#v1156" part="F">(Spesso contrasta</l>
                            <l n="1157" met="11" uscita="P">forza a ragion per sostener decoro).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="13">
                    <head>SCENA XIII</head>
                    <stage type="setting">ERMINIO e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1158" met="11" uscita="P">Eccelso dittator, non ha ristretti</l>
                            <l n="1159" met="11" uscita="P">virtù in petto romano i suoi confini.</l>
                            <l n="1160" met="11" uscita="P">Vi son anime ancor ch'oltre a le vostre</l>
                            <l n="1161" met="11" uscita="P">pregiansi d'esser forti e generose.</l>
                            <l n="1162" met="11" uscita="P">Fabio, dal suo gran cor mosso, ad Erminio</l>
                            <l n="1163" met="11" uscita="P">diè vita e libertade. Atto sì illustre</l>
                            <l n="1164" met="11" uscita="P">lo condanna a morir. Se lo soffrisse,</l>
                            <l n="1165" met="7" uscita="P">troppo Erminio sarebbe</l>
                            <l n="1166" met="11" uscita="P">e sconoscente e vil. Tu a un tratto assolvi</l>
                            <l n="1167" met="11" uscita="P">l'un dal supplicio e l'altro da l'infamia.</l>
                            <l n="1168" met="11" uscita="P">Erminio per l'altrui t'offre il suo capo.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1169" met="11" uscita="P">Questo si accetterà. Ma Erminio è lunge;</l>
                            <l n="1170" met="11" fen="S" uscita="P">e la legge oggi il reo chiede a la pena.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1171" met="11" uscita="P">Qui con falsa virtù non si ricerca</l>
                            <l n="1172" met="7" uscita="P">o indugio alla sentenza</l>
                            <l n="1173" met="7" uscita="P">o pretesto al perdono.</l>
                            <l n="1174" met="11" uscita="P">Erminio a te si affretta; e quegli io sono.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO e OSIDIO A DUE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1175" met="11" uscita="P">Serba a noi Fabio e un cittadino a Roma.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1176" met="7" uscita="P">A far prova assai dura</l>
                            <l n="1177" met="11" uscita="P">di magnanimo cor venisti, o Erminio.</l>
                            <l n="1178" met="11" uscita="P">L'atto ti onora e te ne applaudo. Usarti</l>
                            <l n="1179" met="11" uscita="P">non posso altra pietà che quella stessa</l>
                            <l n="1180" met="11" uscita="P">che tu mi chiedi. Vivrà Fabio. Il prezzo</l>
                            <l n="1181" met="7" uscita="P" xml:id="v1181" part="I">tu ne sarai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1181" met="7" uscita="P" corresp="#v1181" part="F">Mi è un bene</l>
                            <l n="1182" met="11" uscita="P" xml:id="v1182" part="I">morir così.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1182" met="11" uscita="P" corresp="#v1182" part="M">Fabio a me venga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1182" met="11" uscita="P" corresp="#v1182" part="F">Il lieto</l>
                            <l n="1183" met="11" uscita="P">annuncio di sua vita ei da me intenda.
                                <stage>(Parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1184" met="11" uscita="P">E 'l supplicio non suo qui a me si renda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1185" met="11" uscita="P">Soldati, altrove al cenno il custodite.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num29" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1186" met="7" uscita="P">A vista anche di morte,</l>
                            <l n="1187" met="7" uscita="P">né barbara la sorte</l>
                            <l n="1188" met="7" uscita="T">né te crudel dirò.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num29" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1189" met="7" uscita="X">Anzi quel colpo rio,</l>
                            <l n="1190" met="7" uscita="P">già destinato al fato</l>
                            <l n="1191" met="7" uscita="X">del fido amico mio,</l>
                            <l n="1192" met="7" uscita="T">con gioia incontrerò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="14">
                    <head>SCENA XIV</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO, VALERIO, poi QUINTO FABIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1193" met="7" uscita="P">Bel campo ti si appresta</l>
                            <l n="1194" met="11" uscita="P" xml:id="v1194" part="I">di gloria anche in Erminio...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1194" met="11" uscita="P" corresp="#v1194" part="F">Il preservarlo</l>
                            <l n="1195" met="7" uscita="P">dipenderà da Fabio.</l>
                            <l n="1196" met="11" uscita="P">Seco mi lascia; e ad osservar dal colle</l>
                            <l n="1197" met="11" uscita="P">va' se Annibale ardisca altro cimento.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1198" met="11" uscita="P">Il valor di Minucio è suo spavento.
                                <stage>(Parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1199" met="7" uscita="P">Risorgete, o speranze.</l>
                            <l n="1200" met="11" uscita="P">Vostra Ersilia esser può... Fabio, sa il cielo</l>
                            <l n="1201" met="11" fen="S" uscita="P">se mi dolea che dal dover costretto</l>
                            <l n="1202" met="11" uscita="P">fossi a l'aspro comando, ond'era tolto</l>
                            <l n="1203" met="11" uscita="P">tal figlio ai Fabi e tal guerriero a Roma.</l>
                            <l n="1204" met="11" uscita="P">Grazie agli dii, che ai publici, ai miei voti</l>
                            <l n="1205" met="11" uscita="P">render ti posso alfine. Onta e rimorso</l>
                            <l n="1206" met="11" uscita="P">han tratto Erminio a la sua pena; e l'abbia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1207" met="7" uscita="P">Ah! Signor, per qual fato,</l>
                            <l n="1208" met="11" uscita="P">mi avrò sempre a doler de le tue leggi,</l>
                            <l n="1209" met="11" uscita="P">s'anche i favori tuoi mi son funesti?</l>
                            <l n="1210" met="11" uscita="P">Donarmi vita e tormi Erminio? O quanto</l>
                            <l n="1211" met="11" uscita="P">meno spietate eran per me le scuri!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1212" met="11" uscita="P">Degno che tu 'l compianga è 'l fido amico.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1213" met="11" uscita="P">Compiangerlo che val? Lascia ch'io 'l salvi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1214" met="11" uscita="P" xml:id="v1214" part="I">Volendo, il puoi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1214" met="11" uscita="P" corresp="#v1214" part="F">Col capo mio? Son pronto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1215" met="11" uscita="P">Men crudel sacrificio a te si chiede.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1216" met="11" uscita="P" xml:id="v1216" part="I">E qual?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1216" met="11" uscita="P" corresp="#v1216" part="F">Ersilia tua cedi al mio amore.
                                <stage>(Entra Velia)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1217" met="7" uscita="P">Ersilia? Ah! Dittatore,</l>
                            <l n="1218" met="11" uscita="P">non mi resta ragion in lei che chiedi.</l>
                            <l n="1219" met="11" uscita="P">Io giva a morte e libertà le diedi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="15">
                    <head>SCENA XV</head>
                    <stage type="setting">VELIA e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1220" met="11" uscita="P">Ersilia è in suo poter. Può di sé stessa</l>
                            <l n="1221" met="11" uscita="P">dispor. Si assolva Erminio; e, Fabio, il soffri,</l>
                            <l n="1222" met="11" uscita="P">Ersilia sia del dittator conquista.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1223" met="11" uscita="P" xml:id="v1223" part="I">Felici affetti miei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1223" met="11" uscita="P" corresp="#v1223" part="F">Che ascolto? Ersilia,</l>
                            <l n="1224" met="11" uscita="P">per me sì poco? E per Erminio tanto?</l>
                            <l n="1225" met="11" uscita="X">Per me sol brevi lagrime? E per lui</l>
                            <l n="1226" met="7" uscita="P">infin vittima offrirti</l>
                            <l n="1227" met="7" uscita="P">a un amor già sprezzato?</l>
                            <l n="1228" met="7" uscita="P">O cor d'Ersilia ingrato!</l>
                            <l n="1229" met="11" uscita="P">Ma no, dove trascorro? Avrò dolore</l>
                            <l n="1230" met="7" uscita="P">che mi serbi il tuo amore</l>
                            <l n="1231" met="11" uscita="P">una sì cara parte di me stesso?</l>
                            <l n="1232" met="11" uscita="P">La tua bella pietà già mi soccorre,</l>
                            <l n="1233" met="11" uscita="P">quando ancor mi tradisce. Anch'io vi assento</l>
                            <l n="1234" met="11" uscita="P">e de l'ingiusto mio dolor mi pento.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1235" met="11" uscita="P" xml:id="v1235" part="I">L'estrema gioia...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1235" met="11" uscita="P" corresp="#v1235" part="F">Ormai si disinganni</l>
                            <l n="1236" met="11" uscita="P" xml:id="v1236" part="I">in te la speme,
                                <stage>(A Minucio)</stage>
                            </l>
                            <l n="1236" met="11" uscita="P" corresp="#v1236" part="M">in te la tema.
                                <stage>(A Quinto Fabio)</stage>
                            </l>
                            <l n="1236" met="11" uscita="P" corresp="#v1236" part="F">Alora</l>
                            <l n="1237" met="11" uscita="P">che Ersilia si promette al dittatore,</l>
                            <l n="1238" met="7" uscita="P">nulla di sé promette.</l>
                            <l n="1239" met="11" uscita="P">Velia son io, sposa d'Erminio e figlia</l>
                            <l n="1240" met="11" uscita="P">di chi impera agl'Insubri. Eranvi noti</l>
                            <l n="1241" met="7" uscita="P">già i casi suoi. Col nome</l>
                            <l n="1242" met="11" uscita="P">or ne intendete anche gli affetti e i voti.</l>
                            <l n="1243" met="11" uscita="P">Tu, Fabio, or veder puoi da qual dovere</l>
                            <l n="1244" met="11" uscita="P">ti era tolto un amor, di cui per altro</l>
                            <l n="1245" met="11" uscita="P">saresti degno; e tu, Minucio, or vedi</l>
                            <l n="1246" met="11" uscita="P">s'io né men lusingar possa il tuo affetto.</l>
                            <l n="1247" met="7" uscita="P">In tuo poter la vita</l>
                            <l n="1248" met="7" uscita="X">hai d'Erminio; e se vuoi,</l>
                            <l n="1249" met="11" uscita="P">abbiti ancor la mia. Se ti par giusto,</l>
                            <l n="1250" met="11" uscita="P">incrudelisci a tuo piacer. Puoi farlo.</l>
                            <l n="1251" met="7" uscita="P">Ma in anima romana</l>
                            <l n="1252" met="7" uscita="P">tal bassezza non cade.</l>
                            <l n="1253" met="7" uscita="P">Generoso altre volte</l>
                            <l n="1254" met="7" uscita="P">fosti a me prigioniera.</l>
                            <l n="1255" met="11" uscita="P">Orché libera io son, mercé di questo</l>
                            <l n="1256" met="11" fen="S" uscita="P">guerriero amante eroe, temer non posso</l>
                            <l n="1257" met="11" uscita="P">che voglian le tue leggi esser crudeli</l>
                            <l n="1258" met="11" fen="S" uscita="P">a due non ree, non vili alme fedeli.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1259" met="11" uscita="P">Qual mi si sveglia in sen fiero contrasto!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1260" met="11" uscita="P">Son sì sorpreso da stupor che a pena...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="16">
                    <head>SCENA XVI</head>
                    <stage type="setting">VALERIO e i suddetti</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1261" met="7" uscita="P">Signor, tutte le forze</l>
                            <l n="1262" met="11" uscita="P">de l'esercito ostil spingonsi al colle</l>
                            <l n="1263" met="11" uscita="P">armate ad occuparlo; e se più tardi...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1264" met="11" uscita="P">Tosto a l'armi. Raccolgansi a l'insegne</l>
                            <l n="1265" met="7" uscita="P">le schiere. Andiam, tribuno.</l>
                            <l n="1266" met="11" uscita="P">Risolverò dopo il trionfo, o Velia,</l>
                            <l n="1267" met="11" uscita="P">e di Erminio e di te. Lauri del Tebro,</l>
                            <l n="1268" met="7" uscita="P">crescete a la mia chioma.</l>
                            <l n="1269" met="7" uscita="X">Massimo, e tu vedrai</l>
                            <l n="1270" met="11" uscita="P">ceder, me duce, oggi Cartago a Roma.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num30" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1271" met="8" uscita="P">In amor non ho fortuna;</l>
                            <l n="1272" met="8" uscita="P">ma per l'anime guerriere</l>
                            <l n="1273" met="8" uscita="T">sta fortuna nel valor.
                                <stage>(Parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num30" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1274" met="8" uscita="P">Vincerò nemici in campo;</l>
                            <l n="1275" met="8" uscita="P">ma da quel che porto in seno</l>
                            <l n="1276" met="8" uscita="T">non ha scampo il debol cor.
                                <stage>(Parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num30" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1277" met="8" uscita="P">Sperar vo' che dopo tante</l>
                            <l n="1278" met="8" uscita="P">rie vicende il cielo arrida,</l>
                            <l n="1279" met="8" uscita="T">dolce sposo, al nostro amor.
                                <stage>(Parte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="17">
                    <head>SCENA XVII</head>
                    <stage type="setting">VALERIO</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1280" met="11" uscita="P">Quanti mali da Arisbe? E ch'io più l'ami?</l>
                            <l n="1281" met="7" uscita="P">A stringer tuoi legami,</l>
                            <l n="1282" met="11" uscita="P">beltà, fa' quanto puoi dentro il mio core;</l>
                            <l n="1283" met="11" uscita="P">già spaventato n'è fuggito amore.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num31" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1284" met="7" uscita="T">Voglio cercar beltà</l>
                            <l n="1285" met="7" uscita="T">più fida e men crudel.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num31" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1286" met="7" uscita="P">Possibile che in tante</l>
                            <l n="1287" met="7" uscita="P">non me ne insegni amore</l>
                            <l n="1288" met="7" uscita="P">una che a bel sembiante</l>
                            <l n="1289" met="7" uscita="T">accoppi alma fedel?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Fine dell'atto quarto</stage>
                </div>
            </div>
            <div type="atto" n="V">
                <head>ATTO QUINTO</head>
                <div type="scena" n="">
                    <stage type="setting">Vasta campagna con veduta dI una collina occupata dai Romani. A un fianco della
                        scena v'ha una parte esteriore del vallo del campo di Fabio Massimo, con ponte
                        levatoio e con fossa all'intorno.</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="1">
                    <head>SCENA PRIMA</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO, OSIDIO ferito in un braccio, VALERIO, littori e alquanti soldati</stage>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1290" met="11" uscita="P">Tosto a me le coorti, a me i tribuni</l>
                            <l n="1291" met="11" uscita="P">dal vallo. O mal già preveduto! E come
                                <stage>(Partono due soldati, entrando nel vallo)</stage>
                            </l>
                            <l n="1292" met="7" uscita="P">cadde ne' tesi aguati</l>
                            <l n="1293" met="7" uscita="P">il mal cauto Minucio?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1294" met="7" uscita="P">Poiché a sicura e piena</l>
                            <l n="1295" met="11" uscita="P">vittoria, egli lasciò l'erto del colle</l>
                            <l n="1296" met="11" uscita="P">ed avanzò troppo animoso adosso</l>
                            <l n="1297" met="11" fen="S" uscita="P">a quei che ne scendean dispersi e vinti,</l>
                            <l n="1298" met="7" uscita="P">ecco che di repente</l>
                            <l n="1299" met="11" uscita="P">da le cave del sasso, ove nascosti</l>
                            <l n="1300" met="7" fen="S" uscita="P">gli avea 'l nomade duce,</l>
                            <l n="1301" met="11" uscita="P">escono gli Africani e d'ogni lato</l>
                            <l n="1302" met="11" uscita="P">ne chiudono le vie, talché né core</l>
                            <l n="1303" met="7" uscita="P">a noi resta al conflitto</l>
                            <l n="1304" met="7" uscita="P">né speranza a la fuga.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1305" met="11" uscita="P">Sciagura irreparabile a noi tutti!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1306" met="7" uscita="P">Per comando del duce,</l>
                            <l n="1307" met="11" uscita="P">che piagato di stral mi vide il braccio</l>
                            <l n="1308" met="11" uscita="P">ed inetto a la pugna, a te son corso...
                                <stage>(Cominciano a uscir dal vallo le legioni di Fabio)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1309" met="7" uscita="P">Oh dei! Minucio alfine</l>
                            <l n="1310" met="7" uscita="P">si è perduto più presto</l>
                            <l n="1311" met="7" uscita="P">e di quel ch'io credea</l>
                            <l n="1312" met="7" uscita="P">e di quel ch'ei volea.</l>
                            <l n="1313" met="7" uscita="P">Valerio, tu del campo</l>
                            <l n="1314" met="11" uscita="P">rimanti a la custodia. Andiam, romani.</l>
                            <l n="1315" met="7" uscita="P">Andiam, del valoroso</l>
                            <l n="1316" met="11" uscita="P">Minucio e che per Roma ha tanto zelo,</l>
                            <l n="1317" met="7" uscita="P">solleciti al soccorso.</l>
                            <l n="1318" met="11" uscita="P">Per troppo esporsi defraudò fortuna</l>
                            <l n="1319" met="11" fen="S" uscita="P">le vaste idee de' suoi consigli. È tempo</l>
                            <l n="1320" met="7" uscita="P">ch'or di mano al nemico</l>
                            <l n="1321" met="11" uscita="X">strappiamo la vittoria; e trarrem poi</l>
                            <l n="1322" met="11" uscita="X">a Minucio il rossor dei falli suoi.
                                <stage>(Suonano le trombe e vanno pian piano e con ordinanza incamminandosi a piè del colle le truppe, divise in due ale)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num32" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1323" met="6" uscita="P">Il suon de le trombe</l>
                            <l n="1324" met="6" fen="I" uscita="P">sì alto rimbombe</l>
                            <l n="1325" met="6" uscita="P">che rechi al Numida</l>
                            <l n="1326" met="6" uscita="P">il primo spavento.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num32" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1327" met="6" uscita="P">E i nostri in udirlo</l>
                            <l n="1328" met="6" uscita="P">compagni guerrieri</l>
                            <l n="1329" met="6" uscita="P">ripiglin più fieri</l>
                            <l n="1330" met="6" uscita="P">l'usato ardimento.
                                <stage>(Fabio Massimo ascende il colle, seguito da tutto l'esercito)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="2">
                    <head>SCENA II</head>
                    <stage type="setting">OSIDIO, VALERIO, poi VELIA con ARISBE, guardate da alquanti soldati</stage>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1331" met="11" uscita="P">Ben di virtù romana ha pieno il petto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1332" met="11" uscita="P">Il suo temporeggiar ripara i danni</l>
                            <l n="1333" met="7" uscita="P">de la patria cadente.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1334" met="11" fen="S" uscita="P">E viltà si credea la sua lentezza.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1335" met="11" uscita="P">Tregua a sue lodi. Ecco la nostra Arisbe.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1336" met="11" uscita="P">La nostra? Eh! Dilla tua; sciolti ne ho i lacci.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1337" met="11" uscita="P">Io rallentati i miei, se non infranti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1338" met="11" uscita="P">Quei son di Arisbe i due rivali amanti.
                                <stage>(A Velia in disparte)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1339" met="11" uscita="P">Deh! M'impetra da lor ch'io vegga Erminio.
                                <stage>(Avanzandosi)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1340" met="11" uscita="P" xml:id="v1340" part="I">Dato è al merto di Ersilia...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1340" met="11" uscita="P" corresp="#v1340" part="F">E a quel di Velia...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1341" met="11" uscita="P" xml:id="v1341" part="I">Sperar tutto...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1341" met="11" uscita="P" corresp="#v1341" part="M">E ottenerlo.
                                <stage>(Dà ordine ad un soldato)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1341" met="11" uscita="P" corresp="#v1341" part="F">E a quel di Arisbe?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1342" met="11" uscita="P">Più difficili prove ella ne esigga.</l>
                            <l n="1343" met="7" uscita="P">Chieda risse, odi accenda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1344" met="7" uscita="P">E che contro di Roma</l>
                            <l n="1345" met="11" uscita="P">alziam braccio rubello, anche pretenda.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1346" met="11" uscita="P" xml:id="v1346" part="I">In te cor sì feroce?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1346" met="11" uscita="P" corresp="#v1346" part="F">Oh! Lo potessi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1347" met="7" uscita="P">Odia Roma; ma almeno</l>
                            <l n="1348" met="7" uscita="P">a due amanti sì fidi</l>
                            <l n="1349" met="11" uscita="P" xml:id="v1349" part="I">sia più giusto il tuo cor...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1349" met="11" uscita="P" corresp="#v1349" part="F">Di me non curi.</l>
                            <l n="1350" met="11" uscita="P">Dispetto mi sanò dopo i suoi sprezzi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1351" met="7" uscita="P">Ho di che consolarmi</l>
                            <l n="1352" met="11" uscita="P">ne la incostanza tua. Trovo in Valerio...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1353" met="11" uscita="P">Cara a Valerio esser non può la fiera</l>
                            <l n="1354" met="7" uscita="P">di Fabio accusatrice.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1355" met="11" uscita="P">Se non mente il lor dir, nuove conquiste</l>
                            <l n="1356" met="11" uscita="P">cerchisi, o bella Arisbe, il tuo sembiante.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1357" met="11" uscita="P">A giovane beltà non manca amante.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1358" met="7" uscita="P">Non mancherà chi t'ami;</l>
                            <l n="1359" met="7" uscita="T">ma quello io non sarò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1360" met="7" uscita="P">Ho sciolti i tuoi legami;</l>
                            <l n="1361" met="7" uscita="T">più non v'inciamperò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1362" met="7" uscita="P">Perdendo due incostanti,</l>
                            <l n="1363" met="7" uscita="T">né men sospirerò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1364" met="7" uscita="P">Del mio sprezzato amore</l>
                            <l n="1365" met="7" uscita="T">mi vendico così.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1366" met="7" uscita="P">In te sincero il core</l>
                            <l n="1367" met="7" uscita="T">credei; ma mi tradì.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num33" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1368" met="7" uscita="P">Il mio non fu impostore;</l>
                            <l n="1369" met="7" uscita="T">ma il tuo si lusingò.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="3">
                    <head>SCENA III</head>
                    <stage type="setting">VELIA ed ARISBE</stage>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1370" met="11" uscita="P">Velia, se alcun dolor turba mia pace,</l>
                            <l n="1371" met="11" uscita="P">l'ho dal veder per mia cagion te mesta</l>
                            <l n="1372" met="7" uscita="P">nel periglio d'Erminio.</l>
                            <l n="1373" met="11" uscita="P">Chi creduto l'avria? Ch'ei fuor di ceppi</l>
                            <l n="1374" met="11" uscita="P">ad esporsi venisse a certa morte.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1375" met="11" uscita="P">Sua virtù così volle o pur mia sorte.</l>
                            <l n="1376" met="11" uscita="P">Ma per oblique vie, spesso a noi giunge</l>
                            <l n="1377" met="11" fen="S" uscita="P">quel bene ancor che ne parea più lunge.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num34" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1378" met="7" uscita="P">Che fa quell'usignuolo</l>
                            <l n="1379" met="7" uscita="P">che prigioniero o solo</l>
                            <l n="1380" met="7" uscita="P">sì dolce canta e geme?</l>
                            <l n="1381" met="7" uscita="P">O la compagna ei spera</l>
                            <l n="1382" met="7" uscita="T">o spera libertà.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num34" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="anisonumerica">
                            <l n="1383" met="7" uscita="P">E quando gonfia e freme</l>
                            <l n="1384" met="7" uscita="P">furia di venti o d'onde,</l>
                            <l n="1385" met="7" uscita="P">sperando aure seconde</l>
                            <l n="1386" met="7" uscita="T">anche il nocchier sì sta.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="4">
                    <head>SCENA IV</head>
                    <stage type="setting">ERMINIO tra littori, VALERIO e le suddette</stage>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1387" met="11" uscita="P">Si, la tua Velia, o prence, ecco in Ersilia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1388" met="11" uscita="P">E in Velia la tua serva e la tua sposa.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1389" met="11" uscita="P">Oh dei! Ben disse al core il primo sguardo</l>
                            <l n="1390" met="11" uscita="P">di Velia un non so che; né il cor l'intese.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1391" met="11" fen="S" uscita="P">Sapealo il mio; ma si fe' forza e tacque.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1392" met="11" uscita="P" xml:id="v1392" part="I">Quel silenzio perché?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1392" met="11" uscita="P" corresp="#v1392" part="F">Dirti qual fossi</l>
                            <l n="1393" met="7" uscita="P">non mi parve in quel punto</l>
                            <l n="1394" met="11" uscita="P">né per te né per Fabio util consiglio.</l>
                            <l n="1395" met="7" fen="S" uscita="P">Mi premea il tuo periglio,</l>
                            <l n="1396" met="11" uscita="P">quel fier periglio, ahimè! ch'or ti sovrasta,</l>
                            <l n="1397" met="11" uscita="P" xml:id="v1397" part="I">trattovi da amistade...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1397" met="11" uscita="P" corresp="#v1397" part="F">E in un da amore.</l>
                            <l n="1398" met="11" uscita="P">Sì, amor mi richiamò nel roman campo,</l>
                            <l n="1399" met="11" uscita="P">dacché intesi nel mio le tue catene.</l>
                            <l n="1400" met="7" uscita="P">Qui tornai pien di spene</l>
                            <l n="1401" met="7" uscita="P">di trovar Velia o morte;</l>
                            <l n="1402" met="11" uscita="P">e udendo alor del fido amico il rischio,</l>
                            <l n="1403" met="7" uscita="P">pensai ch'espor me stesso</l>
                            <l n="1404" met="11" uscita="P">e salvar lui, che per me sol moria,</l>
                            <l n="1405" met="11" uscita="X">mio dover fosse insieme e gloria mia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1406" met="11" uscita="P">Di tanti mali ne arrossisca Arisbe.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1407" met="11" fen="S" uscita="P">Innocente è 'l voler, se reo l'effetto.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1408" met="11" uscita="P">Così piacque agli dii, per far d'Erminio</l>
                            <l n="1409" met="11" uscita="P">ne l'atto illustre il nobil cor palese.</l>
                            <l n="1410" met="11" uscita="P">Ma quegli stessi dii ne serberanno</l>
                            <l n="1411" met="11" uscita="P">che or ne danno il piacer, finor vietato,</l>
                            <l n="1412" met="11" uscita="X">di dirne io ciò che volli e non osai.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1413" met="11" uscita="X">Ed io ciò che bramai ma non potei.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1414" met="7" fen="I" uscita="P">O Erminio, o sposo...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1415" met="7" fen="I" uscita="P">O Velia, o sposa...</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>A DUE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1416" met="11" uscita="X">Idolo, speme, amor de' voti miei.
                                <stage>(Rientrano tutti nel vallo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="5">
                    <head>SCENA V</head>
                    <stage type="setting">QUINTO FABIO scendendo dal colle</stage>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1417" met="7" uscita="P">Fabio, quei che là miri,</l>
                            <l n="1418" met="11" uscita="P">da scambievole amor congiunti sposi,</l>
                            <l n="1419" met="11" uscita="P">Velia sono ed Erminio. A che non corri</l>
                            <l n="1420" met="7" uscita="P">a lor col lieto avviso</l>
                            <l n="1421" met="7" uscita="P">del perdono impetrato</l>
                            <l n="1422" met="11" uscita="P">nel giubilo maggior de la vittoria?</l>
                            <l n="1423" met="11" uscita="X">Che ti arresta? Il tuo amor? Vile che sei;</l>
                            <l n="1424" met="11" uscita="P">il tuo è invidia, è furor, non è più amore.</l>
                            <l n="1425" met="11" uscita="P">Ostinarsi in amar ciò che non lice</l>
                            <l n="1426" met="11" uscita="P">è un voler esser perfido o infelice.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num35" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1427" met="10" uscita="P">Chiare fiamme che in seno mi ardeste,</l>
                            <l n="1428" met="6" uscita="P">rei fumi alzereste,</l>
                            <l n="1429" met="10" uscita="P">se più osassi nudrirvi nel seno.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num35" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="eterometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1430" met="10" uscita="P">Que' vapori, che il sole non scioglie,</l>
                            <l n="1431" met="10" uscita="P">si condensano in nubi e tempeste</l>
                            <l n="1432" met="10" uscita="P">e ne rubano il giorno sereno.
                                <stage>(Entra nel vallo)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="6">
                    <head>SCENA VI</head>
                    <stage type="setting">MINUCIO con seguito di soldati dal colle</stage>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1433" met="7" uscita="P">Spesso intesi, o soldati,</l>
                            <l n="1434" met="11" uscita="P">doversi i primi onori al buon consiglio</l>
                            <l n="1435" met="7" uscita="P">di un prudente comando,</l>
                            <l n="1436" met="7" uscita="P">i secondi al valore</l>
                            <l n="1437" met="7" uscita="P">di un pronto utile ossequio;</l>
                            <l n="1438" met="11" fen="I" uscita="P">ma niuni a colui che né ben sappia</l>
                            <l n="1439" met="11" uscita="P">consigliar né ubbidir. Noi, cui del primo</l>
                            <l n="1440" met="11" uscita="P">pregio è tolta la sorte, almen de l'altra</l>
                            <l n="1441" met="11" uscita="P">proccuriamci la gloria; e mentre l'arte</l>
                            <l n="1442" met="7" uscita="P">impariam del comando,</l>
                            <l n="1443" met="11" uscita="P">obbedendo a chi sa, facciamci saggi.</l>
                            <l n="1444" met="7" uscita="P">Uniam l'armi e i vessilli</l>
                            <l n="1445" met="11" uscita="P">con quei di Fabio. In avvenir ne regga</l>
                            <l n="1446" met="11" uscita="P">un solo dittator. L'ultimo impero,</l>
                            <l n="1447" met="11" uscita="P">che mi serbo su voi, sia ch'ei ne trovi</l>
                            <l n="1448" met="11" uscita="X">grati e migliori; ed io 'l primier tra voi</l>
                            <l n="1449" met="11" uscita="X">sarò nel soggettarmi ai cenni suoi.
                                <stage>(I soldati di Minucio battono l'aste e le spade sopra i loro scudi, in segno di applauso e di assenso; e dipoi Minucio si ritira in disparte, mettendosi alla loro testa. In questo dall'alto del colle cominciano a scendere al suono di timpani, tamburi e trombe i romani vittoriosi, avendo tolto in mezzo il dittator Fabio sopra un carro trionfale, formato e ornato tumultuariamente di spoglie nemiche, sostenendolo eglino stessi alle parti e facendolo tirare da schiavi cartaginesi. Escono nello stesso tempo dal vallo ed altronde Quinto Fabio, Velia, eccetera)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
                <div type="scena" n="7">
                    <head>SCENA ULTIMA</head>
                    <stage type="setting">FABIO MASSIMO sopra carro trionfale, MINUCIO, QUINTO FABIO, VELIA, ARISBE,
                        ERMINIO, OSIDIO, VALERIO, tribuni, soldati, littori, eccetera</stage>
                    <sp>
                        <speaker>CORO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num36" esecuzione="solistica" posizione="entrata" tipometrica="isometrica" strofe="polistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1450" met="6" uscita="P">Qual voce, qual mente</l>
                            <l n="1451" met="6" uscita="P">può 'l forte, il prudente,</l>
                            <l n="1452" met="6" uscita="P">magnanimo Fabio</l>
                            <l n="1453" met="6" uscita="T">appien celebrar?</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num36" esecuzione="solistica" posizione="entrata" tipometrica="isometrica" strofe="polistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1454" met="6" uscita="P">Non men che il valore,</l>
                            <l n="1455" met="6" uscita="P">sa e può del gran core</l>
                            <l n="1456" met="6" uscita="P">l'indugio e 'l riposo</l>
                            <l n="1457" met="6" uscita="T">trofei riportar.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num36" esecuzione="solistica" posizione="entrata" tipometrica="isometrica" strofe="polistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1458" met="6" uscita="P">Annibale ei vinse;</l>
                            <l n="1459" met="6" uscita="P">ma pria l'ire estinse;</l>
                            <l n="1460" met="6" uscita="P">e valse i suoi torti</l>
                            <l n="1461" met="6" uscita="T">virtù a vendicar.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1462" met="11" uscita="P">Son del giubilo vostro impeto e sfogo</l>
                            <l n="1463" met="11" uscita="P">cotesti applausi. E che fec'io, soldati,</l>
                            <l n="1464" met="11" uscita="P">ch'ogni buon cittadin fatto, e più ancora,</l>
                            <l n="1465" met="11" uscita="P">non avesse per Roma? A lei serbate</l>
                            <l n="1466" met="11" uscita="P">ed ai propizi dii lodi sì grate.
                                <stage>(Scende dal carro)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1467" met="11" fen="S" uscita="P">Che modestia in eroe dopo il trionfo!</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1468" met="11" uscita="P">Padre. Questo convien nome al tuo grado</l>
                            <l n="1469" met="11" uscita="P">e più al tuo beneficio. Oggi vincesti</l>
                            <l n="1470" met="7" uscita="P">Annibale con l'armi</l>
                            <l n="1471" met="11" uscita="P">e me con la bontà. Tu più che padre</l>
                            <l n="1472" met="7" uscita="P">mi sei; la sola vita</l>
                            <l n="1473" met="7" uscita="P">deggio a' miei genitori;</l>
                            <l n="1474" met="11" uscita="P">a te la mia salute e quella insieme</l>
                            <l n="1475" met="7" uscita="P">deggio di tutti questi</l>
                            <l n="1476" met="11" uscita="P">valorosi romani. Ecco ch'io primo,</l>
                            <l n="1477" met="7" uscita="P">questo, a me più di peso</l>
                            <l n="1478" met="11" uscita="P">che d'onor, plebiscito annullo e cedo.</l>
                            <l n="1479" met="7" uscita="P">Cedo la dittatura,</l>
                            <l n="1480" met="11" uscita="P">i littori, le insegne e le coorti.</l>
                            <l n="1481" met="11" uscita="P">Piacciati a me usar grazia, usarla a loro;</l>
                            <l n="1482" met="11" uscita="P">e quai prima eravam, duci o soldati,</l>
                            <l n="1483" met="11" uscita="P">danne ancor militar sotto i felici</l>
                            <l n="1484" met="7" uscita="P">tuoi comandi ed auspici.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1485" met="11" uscita="P">Minucio, il non errar ne l'ardue imprese</l>
                            <l n="1486" met="11" uscita="P">sovrasta a l'esser d'uom. Trarre il profitto</l>
                            <l n="1487" met="7" uscita="P">da' suoi commessi errori</l>
                            <l n="1488" met="11" uscita="P">sempre è in poter di chi ha fortezza e senno.</l>
                            <l n="1489" met="11" uscita="P">Tu già saggio il conosci e se a valore</l>
                            <l n="1490" met="7" uscita="X">prudenza accoppierai,</l>
                            <l n="1491" met="11" uscita="X">cittadino a la patria util sarai.
                                <stage>(Lo abbraccia)</stage>
                            </l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>OSIDIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1492" met="11" uscita="P">Uom chi vide giammai sì generoso.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VALERIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1493" met="11" uscita="X">Nomi saran minori i prischi eroi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1494" met="11" uscita="P">Bella coppia di fede, i vostri mali</l>
                            <l n="1495" met="11" uscita="P">finiti son. Sta in vostro grado l'uso</l>
                            <l n="1496" met="11" uscita="P">di quella libertà che vi si rende.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1497" met="11" uscita="P">Ovunque andrem, verrà con noi la grata</l>
                            <l n="1498" met="7" uscita="P">ricordanza dei Fabi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1499" met="11" uscita="P">Roma in prezzo ne avrà ferma amistade.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1500" met="11" uscita="P">Amici per virtù sono i migliori.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1501" met="11" uscita="P">Godano fortunati i vostri amori.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1502" met="11" uscita="P">Tutto a Fabio dobbiamo il nostro bene.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>MINUCIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1503" met="11" uscita="X">E Minucio in orror forse vi fia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ERMINIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1504" met="11" uscita="P">Colpe, che fece amor, virtù ha corrette.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>VELIA</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1505" met="11" uscita="P">E mal passato in gran piacer si obblia.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>QUINTO FABIO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1506" met="11" uscita="X">(Ma forza è che sospiri, anima mia).</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>FABIO MASSIMO</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1507" met="7" uscita="P">Né te mi scordo, Arisbe.</l>
                            <l n="1508" met="11" uscita="P">Troppo rischio è fra noi beltà sì fiera.</l>
                            <l n="1509" met="11" uscita="P">Tu pur libera torna a' tuoi numidi.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>ARISBE</speaker>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1510" met="11" uscita="X">E tra loro, anche in onta a l'odio mio,</l>
                            <l n="1511" met="11" uscita="P">porterò del tuo nome i chiari vanti,</l>
                            <l n="1512" met="11" uscita="P">lasciando qui due sconsolati amanti.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <sp>
                        <speaker>CORO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num37" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1513" met="5" uscita="P">Felice giorno,</l>
                            <l n="1514" met="5" uscita="P">in cui si onora</l>
                            <l n="1515" met="5" uscita="P">d'alma sì grande</l>
                            <l n="1516" met="5" uscita="T">senno e valor;</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num37" esecuzione="solistica" posizione="uscita" tipometrica="isometrica" strofe="bistrofica" consistenza="isonumerica">
                            <l n="1517" met="5" uscita="P">dal carro adorno</l>
                            <l n="1518" met="5" uscita="P">il sole ognora</l>
                            <l n="1519" met="5" uscita="P">del suo ti sparga</l>
                            <l n="1520" met="5" uscita="T">più bel chiaror.</l>
                        </lg>
                    </sp>
                    <stage type="setting">Ballo di soldati romani, i quali colle spoglie nemiche formano, danzando, un
                        trofeo militare.</stage>
                    <stage type="setting">Fine del dramma</stage>
                </div>
                <div type="scena" n="licenza">
                    <head>LICENZA</head>
                        <lg type="recitativo">
                            <l n="1521" met="11" uscita="X">Se l'opre eccelse de' passati eroi</l>
                            <l n="1522" met="7" uscita="P">sopra tragiche scene</l>
                            <l n="1523" met="7" uscita="X">si ravvivano a noi,</l>
                            <l n="1524" met="11" uscita="P">ond'è che del lor grido assai men grandi,</l>
                            <l n="1525" met="11" fen="S" uscita="P">te presente, o signor, l'idea le trovi?</l>
                            <l n="1526" met="11" uscita="P">Colpa questa esser può di debil penna</l>
                            <l n="1527" met="11" uscita="P">che, per quanto si sforzi, al ver non giunga;</l>
                            <l n="1528" met="11" uscita="P">ma forza è più del paragon che, come</l>
                            <l n="1529" met="11" uscita="P">fa vicino al minore il maggior lume,</l>
                            <l n="1530" met="11" uscita="P">le lontane memorie oscura e vince.</l>
                            <l n="1531" met="11" uscita="P">O magnanimo invitto augusto Carlo,</l>
                            <l n="1532" met="11" uscita="P">quali armi de le tue? Quali trionfi</l>
                            <l n="1533" met="7" uscita="P">fur de' tuoi più felici?</l>
                            <l n="1534" met="11" uscita="P">Quai riposi più fausti? E quai più saggi?</l>
                            <l n="1535" met="7" uscita="P">Tu le guerre nemiche</l>
                            <l n="1536" met="11" uscita="P">né provochi né temi; e come è vanto</l>
                            <l n="1537" met="7" uscita="P">di tua moderatezza</l>
                            <l n="1538" met="7" uscita="P">che pugnar tu non voglia,</l>
                            <l n="1539" met="11" uscita="P">così di tua fortezza è pregio illustre</l>
                            <l n="1540" met="11" uscita="P">ch'altri non osi. E si vuol poi che a vista</l>
                            <l n="1541" met="7" uscita="P">di tue gesta sublimi,</l>
                            <l n="1542" met="11" uscita="P">che tolgon quasi la credenza al vero,</l>
                            <l n="1543" met="11" uscita="P">de le antiche stupir possa il pensiero?</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num38" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1544" met="8" uscita="X">Ne l'onor de' prischi eroi</l>
                            <l n="1545" met="8" uscita="X">si può sol de' pregi tuoi</l>
                            <l n="1546" met="8" uscita="T">un'immagine adombrar.</l>
                        </lg>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num38" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1547" met="8" uscita="P">Dire appien tue chiare gesta</l>
                            <l n="1548" met="8" uscita="P">né sapria più nobil canto</l>
                            <l n="1549" met="8" uscita="P">né 'l vorria quella modesta</l>
                            <l n="1550" met="8" uscita="P">tua virtù, di udir ritrosa</l>
                            <l n="1551" met="8" uscita="T">ciò che sa di meritar.</l>
                        </lg>
                    <sp>
                        <speaker>CORO</speaker>
                        <lg type="pezzoChiuso" numero="num38" esecuzione="assieme" posizione="uscita">
                            <l n="1552" met="6" uscita="P">Qual voce, qual mente</l>
                            <l n="1553" met="6" uscita="P">può 'l forte, il prudente</l>
                            <l n="1554" met="6" uscita="P">magnanimo augusto</l>
                            <l n="1555" met="6" uscita="T">appien celebrar?</l>
                        </lg>
                    </sp>
                </div>
            </div>
        </body>
        <back>        
            <div type="apparato">
                <div type="sezione">
                    <p>Esemplare consultato: D-W; pp. 4 numerate + 4 n.n. + 73.</p>
                </div>
                <div type="sezione">
                    <head>Sono stati mantenuti</head>
                    <p>esiggere, larinate "di Larino (Campobasso)", sopravenire, suggesto "tumulo,
                        podio" <hi rend="italic">passim</hi>; <hi rend="italic">Personagi</hi>; <hi rend="italic">Argomento</hi> le cacciò (forse da emendare in «li cacciò»), Divolgatosi; I.1 didascalia <hi rend="italic">lampadi</hi> "<hi rend="italic">lampade</hi>", 182 Ha le sue violenze anche il rispetto (accettabile considerando
                        «violenze» quadrisillabo), 194 interpetre, 425 sago "mantello militare", 976
                        la legge di Minucio e violata (accettabile considerando «violata»
                        quadrisillabo), 990 beran "berranno", 1006 didascalia <hi rend="italic">Solevandola</hi>, 1096 le prime impressioni (accettabile considerando «impressioni»
                        pentasillabo), 1292 aguati, 1296 adosso, 1322 didascalia <hi rend="italic">ale</hi> "<hi rend="italic">ali</hi>", 1438 ma niuni a colui che né ben sappia (accettabile considerando «niuni»
                        trisillabo), 1441 proccuriamci.</p>
                </div>
                <div type="sezione">
                    <head>Sono stati emendati</head>
                    <p>136 Valeria] Valerio, 550 spezzato (non dà senso)] sprezzato, 1526 penpa]
                        penna.</p>
                </div>
                <div type="sezione">
                    <head>Sono stati emendati</head>
                    <p>136 Valeria] Valerio, 550 spezzato (non dà senso)] sprezzato, 1526 penpa]
                        penna.</p>
                </div>
            </div>
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