Metrica: interrogazione
60 sineresi in Ifigenia in Aulide Venezia, Pasquali, 1744  (recitativo) 
fendean le prore achee l’onda tranquilla;
Così vi fosse Ifigenia, mia bella
                                    Ifigenia, la figlia
                                            E il nodo...
che al funesto imeneo le faci appresta,
Onde il tuo duol? Del grande Atreo tu figlio,
con l’imeneo de la real tua figlia
verrò, d’Ifigenia sposo più degno.
d’Argo attendendo Ifigenia promessa.
Lo feci e il dovea far; né son tuo servo.
cagion di sdegno? Io d’esser rea non credo.
Tu rea non sei; ma sventurato io sono.
Ora ad Ifigenia diasi il tuo core.
e poscia Ifigenia sarà d’Achille.
in Achille l’eroe. Fuggi ora in esso
(Ben poc’anzi il temea l’alma oltraggiata).
il re commesso avea l’infausto avviso,
sollecita esser dee. La impone il padre;
Tropp’oltre, Ifigenia, ti porta il duolo;
sciorre d’Ifigenia col fiero Achille.
Il tempio e l’ara all’imeneo s’appresta.
Delusa è Ifigenia. Medita ad Argo
                                   E siasi ancora e tardo
e sola al tempio Ifigenia s’attende.
                                   Cieli!
                                                Che ascolto?
perduta è Ifigenia. Verran fra poco
che mora Ifigenia. Chi può salvarla,
al tempio, all’imeneo, la regal destra.
l’ombra d’Ifigenia d’Ilio il terrore,
d’Ifigenia il destino e la sua fuga,
d’Ifigenia vivrà gran parte. L’altra
Salvarmi egli volea. Nol volle il fato.
Eolo, scatena gli austri più feroci;
d’Ifigenia. Grida, minaccia, freme.
placò la dea; l’aure ci rese amiche.
di carni e d’ossa il bel corporeo velo
                                 Morta Elisena?
Tutto fremea nel tempio. Achille e i Greci
l’ebbe da Teseo e Ifigenia chiamolla.
ch’ella perir dovea, quando col nome
d’Ifigenia fosse svelato a’ Greci
questa è l’Ifigenia dal ciel richiesta».
Or tremi Priamo e la superba reggia.

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