Metrica: interrogazione
35 sineresi in Scipione nelle Spagne Barcellona, Figueró, [1710]  (recitativo) 
(In sen di donna ha cor di eroe). Qual fia,
né in te sento l’eroe, sento l’amante.
prima non tinsi entro il reo sangue il ferro?
non si togliea. Ne l’ostil campo ancora
che dee la strada al cor pudico aprirsi,
reo de l’altrui perfidia anch’ei si rende.
                                     (Virtù funesta).
                                            Soffrilo e ascolta.
col suo obblio, col suo gel tempo né morte.
                                                     Più tosto
segno è d’alma plebea. Nota sì oscura
doveasi armar contra il mio core istesso
Non è facil trofeo la morte mia. (Si battono)
                                        Almeno in essa
degno trofeo. N’abbia la gloria Elvira.
ma rea di tue sciagure. Odiala. È giusto.
forza non v’è che il reo nemico invole;
ch’esser dee tuo periglio e mia salvezza,
                         Tu ne hai la fé.
                                                      Tu il core.
L’Iberia applauda e l’imeneo si onori.

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