Metrica: interrogazione
36 sineresi in Venceslao Torino, Gattinara, 1721  (recitativo) 
che un reo vassallo arma d’un re lo sdegno
non ci è cui nota, o Venceslao, non sia,
Voglio esser reo, né posso.
purgai quanto d’impuro avea ne l’alma.
io moria per dolor de la tua morte.
Così Ernando, così dee sol morire.
amar potea l’un de’ tuoi figli?
                                                       Amore
coglier dovea; l’ora vicina e d’ombre
                                      Quando tu ’l sappia,
                        Ma reo.
                                         Natura offendi,
Venceslao vive e tu perdesti il padre.
                                               O dei! Che pensa?
Volea morto il rival, ne ha colpa amore.
Son misero, son reo, son fratricida,
Ma l’uscio ferreo stride. A che ne viene
la sorte mia? Dovea morire...
                                                      Eh lascia
che dee passar nel sen del figlio ha prima
                                Parmi
                                  Al sol pensar io tremo,
Più Venceslao, più genitor non sono.
                            E senza
Sarò più reo, perché tu sia più giusto.
non reo ma generoso. Un cor vi porta
non mai figlio rubel, non reo vassallo.
il popolo ti acclama. Io reo ti danno
destinate per me, sieno tue glorie.

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