Andromaca, Vienna, van Ghelen, 1724

 LICENZA
 
 Ne le romulee carte e ne le argive
 va di Andromaca il nome
 chiaro e immortal. Ma quanto
 accrebbe al ver l’età lontana e quanto
1445la penna altrui che finge
 a suo ingegno gli eroi! Non di te, Elisa,
 direm così. La lode al ver non giugne
 e ne dispera. La presenza e ’l merto
 arrossir fa l’idea che in sé, per quanto
1450ti formi eccelsa, assai maggior ti trova.
 Felice il secol nostro, in cui n’è dato
 esempio di virtù goder sì raro
 che farà invidia a l’avvenire e scorno;
 e color più felici,
1455che in farti de’ lor carmi alto soggetto,
 adorni il crin del più sublime alloro,
 fia che pregio e chiarezza
 più ricevan da te che tu da loro.
 
   Tale, augusta, è ’l tuo valore
1460che del merto esser minore
 dee la lode o pur tacer.
 
    Vorria amor lodarti appieno.
 Se nol fa, tu ben comprendi
 che il desio non gli vien meno;
1465ma il difetto è del poter.
 
 Fine