Venceslao, Venezia, Buonarrigo, 1723
Cura del testo: Silvia Urbani
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SCENA XIV
ERNANDO
ERNANDO
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Di così strani casi
il fin qual fia? Sarà pietoso o giusto
il real genitore?
Temo ancor la pietà di quel gran core.
Ma tu che pensi, Ernando? Vendicarti?
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Vendicare il tuo amico ed Erenice?
No no, più generoso
ti voglio, Ernando. A preservar si attenda
l’erede a la corona, il figlio al padre.
A l’ombra di Alessandro
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diam lagrime, non sangue. Andiam gli sdegni
a placar di Erenice.
In sì nobili sensi
l’alma s’impieghi e a l’amor suo non pensi.
Speranze più liete,
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lontane da me.
In alma costante
offender potete
la gloria di amante,
di amico la fé.
Fine dell’atto terzo