Venceslao, Vienna, van Ghelen, 1725

 SCENA XIII
 
 LUCINDA, VENCESLAO, ERNANDO
 
 LUCINDA
 Nel dì venturo a morte?
880Perdona, o re; di Casimiro il capo
 con l'amor mio da le tue leggi esento.
 È re di Lituania.
 Tal lo dichiaro; e come re né dee
 né può d'altro regnante esser soggetto
885al giudicio e a le leggi.
 Rispetta il grado e 'l tuo rigor correggi.
 VENCESLAO
 In commetter la colpa
 re Casimiro ancor non era. Egli era
 mio suddito e mio figlio.
890Tal lo condanno. Il grado, a cui lo innalzi,
 lo trova reo; nel suo delitto il trova
 suddito de le leggi.
 Rispetta il giusto e l'amor tuo correggi.
 LUCINDA
 Misero Casimiro!
895Venceslao vive e tu perdesti il padre.
 Più misera Lucinda!
 Muore il tuo sposo e 'l tuo rossor pur vive.
 Cotesta, o re, cotesta è la tua fede?
 Così mi sposi al figlio?
900Così l'onor mi rendi?
 O dal figlio e dal padre,
 o due volte ingannata alma meschina!
 VENCESLAO
 (De la real promessa (Tra sé)
 or mi sovvien. Che ella si adempia, è forza.
905Ma la giustizia offesa? Il giuramento?
 Mora il reo figlio, mora).
 ERNANDO
                                                (O dei! Che pensa!)
 VENCESLAO
 (Ma s'ei muore, Lucinda (Pur tra sé)
 vivrà disonorata
 per mia cagion?)
 LUCINDA
                                  Spenta è per me pietade?
 VENCESLAO
910Regina, il pianto affrena.
 A l'onor tuo soddisfarassi. Ernando.
 ERNANDO
 Sire.
 VENCESLAO
             Dal duro ufficio
 già ti dispenso.
 ERNANDO
                               Io l'ubbidia con pena.
 LUCINDA
 (Mio cor, respira).
 VENCESLAO
                                     Or vanne
915al colpevole figlio; e fa' che sciolto
 là sia condotto ove la gioia ha in uso
 di festeggiar le regie nozze.
 LUCINDA
                                                    Ah! Sire,
 a l'amor mio permetti
 che nuncia io sia del lieto avviso al prence.
 VENCESLAO
920Ti si compiaccia. Andiamo.
 Darò i cenni opportuni, onde a te s'apra
 ne la torre l'ingresso.
 LUCINDA
 Ma se 'l prence al mio amore
 persiste ingrato...
 VENCESLAO
                                   Eh! Non temer. Regina,
925sarai sua sposa e serberò la fede.
 LUCINDA
 Lieta gode quest'alma e più non chiede.
 VENCESLAO
 
    Sì sì, godi che il dolce tuo sposo
 potrai lieta nel seno abbracciar.
 
    Quella fede che diedi pietoso,
930giusto ancora saprò conservar.
 
 LUCINDA
 
    Sì sì, godo se trovo quel bene
 che soave la vita mi fa.
 
    In me torna la gioia e la spene,
 se in te amore ritorna e pietà.