Venceslao, Venezia, Rossetti, 1722

 VENCESLAO
 
    Drama per musica da rappresentarsi nel famosissimo teatro Grimani di San Giovanni Grisostomo nel carnovale dell’anno 1722, dedicato a sua altezza il signor principe Teodoro Costantino Lubominshii principe del Sacro Romano Imperio, conte di Vischnis e di Jaroslav, signor sovrano di Lublav, Sipour e delle tredici città di Sepusia, eccetera, eccetera, eccetera, generale di Campo, maresciallo logotenente di sua maestà imperiale.
    In Venezia, MDCCXXII, presso Marino Rossetti, in Merceria all’insegna della Pace, con licenza de’ superiori.
 
 Altezza,
    esce questo drama colla fortuna d’avere in fronte il glorioso nome di vostra altezza che cosa mai non può sperare dal publico applauso, allora quando sarà riguardato come un componimento fatto già vostro, perché favorito dalla vostra autorevole protezione. Troppo grande è la stima che ciascheduno ha per voi e del vostro finissimo discernimento per non arrendersi alla vostra approvazione e per non rispettare ciò ch’è da voi benignamente difeso. Ed invero tutto aspettar si deve dall’autorià di un nome sì illustre che per ogni parte fa risplendere il suo bel lume; quindi avviene che la Polonia, la Germania, l’imperio tutto vi riconoscono non solo erede della vostra real prosapia (che proviene dall’antico famoso sangue de’ Drusi della famiglia del grande Giulio Cesare Augusto) ma ancora delle virtù de’ vostri gloriosi antenati. Io so che voi sarete in loro coronato da’ vostri meriti, più che dai preggi di quelli e basterete voi solo a’ posteri per imitazione in una tanta moltitudine di principi generosi. Degnatevi adunque d’aggradire anticipatamente questo ritratto che sarà fatto di voi nelle storie future e prendete insieme col drama che vi presento, sotto l’ombra del vostro patrocinio, anche me stesso, mentre io con profondissimo rispetto mi rassegno di vostra altezza, umilissimo, devotissimo, ossequiosissimo servitore.
 
 N.N.
 
 ARGOMENTO
    Venceslao, re di Polonia, ebbe due figliuoli, Casimiro e Alessandro; il primo di genio altiero, feroce e lascivo, il secondo di temperamento dolce e moderato. Tutti e due s’invaghirono di Erenice, principessa del sangue, discendente dagli antichi re di Polonia, ma con intenzione molto diversa. Casimiro l’amò per goderla, Alessandro per isposarla. Quegli non ebbe riguardo di render pubblico a tutta la corte il suo amore e questi, conosciuto il genio violento di suo fratello, ad ogn’altro nascose il suo, fuorché all’amata Erenice e all’amico Ernando, generale e favorito del re; anzi perché temeva della ferocia di Casimiro, pregò l’amico a fignersi appassionato per Erenice, affinché col di lui mezzo potesse più sicuramente parlare della sua passione alla principessa. Tanto fece per impegno di amicizia Ernando, quantunque poscia gli costasse caro l’impegno per l’amore che in lui si accese verso alla stessa Erenice. Riuscì la cosa di tal maniera che Casimiro credé che gli fosse rival nell’amore il generale, non il fratello e da questa sua ingannevol credenza nasce l’intreccio principale del drama. La morte di Alessandro seguita per man del fratello, l’accusa di Erenice, la condanna e la coronazione di Casimiro nella forma che si rappresentano sono azioni tratte dalla stessa fonte, da cui ne trassi il suggetto. Gli amori di Casimiro con Lucinda, granduchessa di Lituania (grado che per degni riguardi mi è convenuto mutare in quel di regina) sono di mera invenzione.
 
 INTEROCUTORI
 
 VENCESLAO re di Polonia
 (il signor Antonio Barbieri virtuoso di sua altezza serenissima il signor principe d’Armstat)
 ERENICE principessa polacca, discendente dagl’antichi re di Polonia
 (la signora Francesca Cuzzoni, virtuosa di camera della serenissima gran principessa Violante di Toscana)
 CASIMIRO
 (il signor Antonio Bernacchi, virtuoso di camera del serenissimo elettore di Baviera)
 ALESSANDRO figli di Venceslao
 (il signor Gaetano Berenstadt, virtuoso di camera di sua maestà il re di Polonia ed elettor di Sassonia)
 LUCINDA regina di Lituania
 (la signora Vittoria Tesi, virtuosa di sua altezza serenissima il signor principe Antonio di Parma)
 ERNANDO generale e favorito di Venceslao
 (il signor Annibale Pio Fabri, virtuoso di sua altezza serenissima il signor principe di Armstat)
 GISMONDO capitano delle guardie, confidente di Casimiro
 (il signor Giovanni Ossi, virtuoso di camera di sua eccellenza il signor principe Borghese viceré di Napoli)
 
 MUTAZIONI DI SCENE
    Atto primo: piazza Reale con carro trionfale; atrio.
    Atto secondo: loggie.
    Atto terzo: loco per steccato; camera.
    Atto quarto: prigione; sala.
    Atto quinto: galeria; luogo magnifico con trono.
 
    L’invenzioni e direzioni delle scene e machina sono delli signori Gioseppe e Romualdo Mauri.