Venceslao, Firenze, Vangelisti, 1704 (Vincislao)

 VINCISLAO
 
    Drama per musica rappresentato in Firenze nel carnevale del 1704.
    In Firenze, per Vincenzio Vangelisti, con licenza de’ superiori.
 
 ARGOMENTO
    Vincislao, re di Polonia, ebbe due figliuoli, Casimiro e Alessandro; il primo di genio altiero, feroce e lascivo, il secondo di temperamento dolce e moderato. Tutti e due s’invaghirono di Erenice, principessa del sangue, discendente dagli antichi re di Polonia, ma con intenzione molto diversa. Casimiro l’amò con illecita passione. Alessandro con pensiero di farla sua sposa. Quegli non ebbe riguardo di render pubblico a tutta la corte il suo amore e questi, conosciuto il genio violento di suo fratello, ad ogni altro nascose il suo, fuorché all’amata Erenice e all’amico Ernando, generale e favorito del re; anzi perché temeva della ferocia di Casimiro, pregò l’amico a fingersi appassionato per Erenice, affinché col di lui mezzo potesse più sicuramente parlare della sua passione alla principessa. Tanto fece per impegno di amicizia Ernando, quantunque [illeggibile] li costasse caro l’impegno per l’amore che in [illeggibile] verso alla stessa Erenice. Riuscì la cosa [illeggibile] maniera che Casimiro credé che li fosse rivale nell’amore il generale, non il fratello e da questa sua ingannevol credenza nasce l’intreccio principale del drama. La morte d’Alessandro, l’accusa d’Erenice, la condanna e la coronazione di Casimiro nella forma che si rappresentano sono azioni tratte dalla stessa fonte, da cui fu tratto il suggetto; gli amori di Casimiro con Lucinda sono d’invenzione del poeta italiano.
 
 LO STAMPATORE CHI LEGGE
    Questo medesimo argomento verso la metà del secolo scorso fu trattato da monsieur Rotrou, scrittore francese di molta fama, prima che Pietro Cornelio, il gran tragico della Francia, innalzasse questa specie di poema a quel più alto segno di perfezione, a cui potesse arrivare e non ha poi molto che questa tragicommedia fu trasportata nella nostra favella da nobilissimo e dottissimo cavaliere, e tu (o cortese leggitore) ne vedesti la rappresentazione con gran diletto sulle scene di Firenze. Ciò che il virtuosissimo signor Apostolo Zeno, che l’ha ridotta in drama, vi abbia aggiunto e ciò che ne abbia tratto da Rotrou ne sarà facile alli studiosi il rincontro, andando per le mani d’ogni dilettante e l’esemplare della prima traduzione e quello del drama, in cui potran pure vedersi li motivi che l’hanno obbligato a chiamar Lucinda regina di Lituania ed altre sue dichiarazioni che qui non è a proposito di replicare. È bensì necessario a sapersi che il teatro di Firenze non essendo capace delle magnificenze che si praticano in quelli di Venezia, è indispensabile ridurre li drami all’esigenza di esso. Gli attori pure essendo diversi e ciò che torna bene a [illeggibile] non accomodandosi all’altro, particolarmente nell’arie [illeggibile] forza ammettervi qualche piccola mutazione, a cui [illeggibile] hanno cooperato gli accidenti impensati occorsi in quest’anno nel maneggio dell’opere. Peraltro vi fu disegno di rapportarsi interamente all’intenzione del signor Apostolo e nel distribuire le parti venuta la necessità d’allontanarsene in alcuna piccola circostanza, fu praticato tutto il rispetto che si doveva alla sua perfettissima composizione. Li versi poi che nell’esemplare di Venezia si vedevano segnati ” e che qui pure non si recitano, mi son fatto lecito il tralasciargli in questa stampa per maggior facilità del leggitore, giacché non deformano il drama e ognuno che lo desideri può vederli nella stampa di Venezia fatta sotto gli occhi dell’autore. Tanto ho stimato bene l’avvisarti per tua notizia e per mia discolpa, facendoti noto ancora che le parole numi, deità, fato, eccetera sono le consuete espressioni de’ componimenti poetici, non sentimenti di cuore e di penna che si protesta cattolica.
 
 MUTAZIONI DI SCENE
 
    Atto primo: piazza in Cracovia; giardino corrispondente agli appartamenti d’Erenice; sala.
    Atto secondo: logge; piazza con trono; appartamenti di Casimiro.
    Atto terzo: giardino; prigione; sala regia; galleria; luogo magnifico con trono.
 
 PERSONAGGI
 
 VINCISLAO re di Polonia
 (signor Giovanni Batista Franceschini di Firenze)
 CASIMIRO suo figliuolo
 (signora Caterina Azzolini di Ferrara)
 ALESSANDRO altro suo figliuolo
 (signora Giulia Falconi di Roma)
 LUCINDA regina di Lituania
 (signora Anna Maria Torri Cecchi detta la Beccarina di Bologna)
 ERNANDO generale e favorito di Vincislao
 (signor Fabbrizio Bertoldi di Bologna)
 ERENICE principessa polacca, discendente dagli antichi re di Polonia
 (signora Vittoria Rizzi di Bologna)
 GISMONDO capitano delle guardie
 (signor Giovanni Batista Simi di Lucca)
 
    La scena è in Cracovia.