Venceslao, Vienna, van Ghelen, 1725

 VENCESLAO
 
 
    Dramma per musica da rappresentarsi nella cesarea corte per il nome gloriosissimo della sacra cesarea e cattolica real maestà di Carlo VI imperadore de’ Romani sempre augusto, per comando della sacra cesarea e cattolica real maestà di Elisabetta Cristina imperadrice regnante, l’anno MDCCXXV. La poesia è del signor Apostolo Zeno, poeta ed istorico di sua maestà cesarea e cattolica. La musica è del signor Antonio Caldara, vicemaestro di cappella di sua maestà cesarea e cattolica.
    Vienna d’Austria, appresso Giovanni Pietro van Ghelen, stampatore di corte di sua maestà cesarea e cattolica.
 
 ARGOMENTO
 
    Venceslao, re di Polonia, ebbe due figliuoli, Casimiro e Alessandro, il primo di genio dissoluto e feroce, il secondo di temperamento dolce e moderato. L’uno e l’altro invaghironsi di Erenice, principessa del sangue, discendente dagli antichi re di Polonia; ma con intenzione molto diversa. Casimiro l’amò per goderne, Alessandro per isposarla. Quegli non ebbe riguardo di render pubblico a tutta la corte il suo amore; e questi conosciuto il genio violento del fratello, ad ogni altro nascose il suo, fuorché all’amata Erenice e all’amico Ernando, generale e favorito del re; anzi per più tenerlo nascoso, pregò l’amico a fignersi appassionato per Erenice e in tal guisa col mezzo di lui trattò più sicuramente della sua passione con essa. Compiacquegli per impegno di amicizia Ernando, quantunque poscia gli costasse caro l’impegno, per l’amore che in lui si accese verso la principessa. Riuscì la cosa di tal maniera che Casimiro credé che Ernando gli fosse rivale, non il fratello; e da questa falsa credenza nasce l’intreccio principale del dramma. La morte di Alessandro seguita per man del fratello, l’accusa di Erenice, la condanna e poi la coronazione di Casimiro sono azioni tratte dalla stessa fonte, da cui n’è preso il soggetto, ravviluppato maggiormente dagli amori antecedenti di Casimiro con Lucinda, regina di Lituania, al presente granducato della Polonia ma che anticamente era regno, siccome può vedersi nei Frammenti istorici di Micalone Lituano. Se poi il soggetto dell’opera sia storia o favola, ognuno a suo piacimento ne creda. So che il medesimo, verso la metà del secolo andato, fu esposto in una tragedia sopra le scene francesi dal signor Rotrou che al suo tempo fu in riputazione di insigne scrittore. Ciò che del mio vi abbia aggiunto e ciò che del suo ne abbia tolto, ne sarà facile ai curiosi il rincontro, con sicurezza che all’esemplare daranno la lode, se all’imitazione ricuseranno il compatimento.
 
 
 ATTORI
 
 VENCESLAO re di Polonia
 CASIMIRO, ALESSANDRO suoi figliuoli, amanti di Erenice
 LUCINDA regina di Lituania, amante di Casimiro
 ERENICE principessa di sangue reale, amante di Alessandro
 ERNANDO generale e favorito di Venceslao, amico di Alessandro e amante in segreto di Erenice
 GISMONDO capitano delle guardie e confidente di Casimiro
 
    La Scena è in Cracovia.
 
 
 MUTAZIONI
 
    Nell’atto primo: piazza Real di Cracovia con un ramo della Vistula, sopra cui si avanza una macchina trionfale; vista del palazzo reale con ampia scalinata.
    Nell’atto secondo: antisala con due porte, corrispondente ad appartamenti reali.
    Nell’atto terzo: steccato con ringhiere e cancelli all’intorno; stanza con tavolino, illuminata di notte.
    Nell’atto quarto: torre che serve di prigione; sala per nozze.
    Nell’atto quinto: appartamenti reali, luogo magnifico con trono.
    Le scene furono rara invenzione del signor Giuseppe Galli Bibiena, primo ingegnere teatrale e architetto di sua maestà cesarea e cattolica, e del signor Antonio suo fratello, secondo ingegnere teatrale di sua maestà cesarea cattolica.
 
 
 COMPARSE
 
    Di guardie reali con Venceslao, di Lituani armati con Lucinda, di soldati polacchi con Casimiro e Alessandro, di guerrieri con Ernando, di schiavi cosacchi; paggi con Lucinda; paggi con Erenice.
 
 
 BALLI
 
    In fine del primo atto: di soldati polacchi.
    In principio dell’atto quarto: di custodi delle prigioni.
    In fine del quinto atto: di cavalieri polacchi e lituani.
    Il primo e terzo ballo furono vagamente concertati dal signor Simone Pietro Levassori della Motta, maestro di ballo di sua maestà cesarea e cattolica. Il secondo ballo fu altresì vagamente concertato dal signor Alessandro Philebois, maestro di ballo di sua maestà cesarea e cattolica, con l’arie per li detti balli del signor Niccola Matteis, direttore della musica instrumentale di sua maestà cesarea e cattolica.