Flavio Anicio Olibrio (Zeno e Pariati), Venezia, Rossetti, 1707

 FLAVIO ANICIO OLIBRIO
 
    Drama per musica da rappresentarsi nel teatro Tron di San Cassano il carnovale dell’anno 1707, a sua eccellenza il signor conte di Manchester, ambasciadore estraordinario di sua maestà la regina della Grande Bretagna, eccetera, eccetera, eccetera, alla serenissima repubblica di Venezia.
    In Venezia, per Marino Rossetti, in Merceria all’insegna della Pace, con licenza de’ superiori e privilegio.
 
 Eccellenza,
    quell’ardimento, che aspira ad una gloria sublime, ha questo privilegio di portar seco le sue discolpe, imperciocché la dignità dell’oggetto che lo muove scusa la temerità dell’intenzione e fa che si chiami avvedutezza di prudenza ciò che potria esser creduto eccesso di petulanza. Tale si è il mio di consacrare all’eccellenza vostra il drama presente, nel qual atto riverentissimo confesso al pubblico che, oltre il manifestare la somma venerazione ch’io professo alla persona di vostra eccellenza, provvedo ancora industriosamente al mio proprio interesse, o sia nel qualificare questo componimento, col singolare fregio che riceve dal nome suo riverito, o sia nell’impegnare tutti quegli che lo vedranno così altamente onorato a non tacciarne le imperfezzioni ed a lasciarmi sperare piuttosto il vantaggio dell’applauso che il pregiudizio della censura. Ma perché, sebbene posso aspettar dagli altri una cortese approvazione verso questo mio desiderio, debbo con tutto ciò temere che l’eccellenza vostra mi rimproveri per aver io quasi profanato il suo patrocinio, implorandolo in appoggio delle mie debolezze, la supplico a permettermi che io le raccordi quella naturale benignità, di cui si pregia il suo bel cuore, e pel magnanimo genio, col quale ella favorisce le belle lettere, come i duoi motivi che hanno eccitato il mio voto ed assicurata la mia speranza. Tralascio, per servire alla modestia dell’eccellenza vostra, le altre infinite prerogative ond’ella si distingue, tacendo e l’antichissima nobiltà, per la quale nell’Inghilterra, dove fiorisce, e nel mondo tutto, dove si rispetta, è famosa la sua alta prosapia, e tutte le virtù più riguardevoli, con l’esercizio delle quali ella si mostra degno germe di tralcio così meritevole; e mi ristringo solamente a riverire con sommessa divozione il ministero che per la seconda volta l’eccellenza vostra sostiene di ambasciadore estraordinario appresso questa serenissima augusta repubblica per la corona britannica. Piaccia all’animo suo generoso di accogliere benignamente questo picciolissimo dono e d’impartire ad esso con la sua protezione quell’ornamento che altre volte in questa Dominante ella si è degnata di concedere ad altri simili componimenti; e creda che alla tenuità dell’offerta supplisce l’immensa riverenza con la quale mi glorio di essere di vostra eccellenza umilissimo, divotissimo servitore ossequiosissimo.
 
    N.N.
 
 ARGOMENTO
 
    Ricimero, uscito dell’antica schiatta de’ re di Gozia, prese Roma e liberandovi Teodelinda, sua sorella che vi era prigione, vi fe’ schiava Placidia, figliuola di Valentiniano III già morto, della quale e’ si era invaghito. Poco vi godé dell’acquisto, poiché Flavio Anicio Olibrio, dipoi imperadore, liberò Roma e ritolse al goto Placidia che fu poi moglie di lui. Vedi Evagrio, libro II, capitolo 7; Procopio, libro I, Historia Vandalorum; Paolo Diacono, libro VI, ed altri.
 
 INTERLOCUTORI
 
 FLAVIO ANICIO OLIBRIO generale de’ Romani, amante di Placidia
 (il signor Domenico Cecchi detto Cortona)
 PLACIDIA figliuola di Valentiniano III, amante di Olibrio
 (la signora Maria Domenica Pini detta la Tilla, virtuosa del serenissimo gran principe di Toscana)
 RICIMERO re de’ Goti, amante di Placidia
 (il signor Giuseppe Maria Boschi)
 TEODELINDA sua sorella, amante segreta di Olibrio
 (la signora Francesca Vanini Boschi, virtuosa del serenissimo di Mantova)
 FEDELE cavalier romano, confidente di Olibrio
 (il signor Antonio Tosi, virtuoso di sua altezza elettorale palatina)
 OLDERICO principe goto, amante di Teodelinda
 (il signor Antonio Pasi)
 MASSIMO capitano romano
 (il signor Giuseppe Zani)
 UN TRIBUNO di Roma
 IL TEVERE in macchina
 
    Gl’intermezzi saranno rappresentati dalla signora Santa Marchesini bolognese e dal signor Gambatista Cavana.
 
 MUTAZIONI
 
    Strada che conduce a Roma con reliquie di fabbriche diroccate; atrio con scalinata; ritiro delizioso.
    Campo Marzio con ponte sul Tevere; fuga di camere; torre sul Tevere in parte rimota.
    Accampamento; gabinetto; campagna con alberi.
    La scena è intorno o dentro di Roma.
    La musica è del signor Francesco Gasparini, le scene de’ signori Domenico e figliuoli Mauri.
 
 
 
 

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